Bellissimo il mio viaggio/crociera sul Nilo in Egitto.
Il mio Egitto!
ottobre 21, 2023IL GIULIO CESARE DI HÄNDEL all’Opera di Roma (13-21 ottobre 2023)
ottobre 7, 2023Dal 13 ottobre 2023: Giulio Cesare in Egitto, capolavoro di Georg Friedrich Handel, sarà in scena al Teatro dell’Opera di Roma, con regia di Damiano Michieletto, e il maestro Rinaldo Alessandrini (grande specialista del repertorio barocco) alla guida dell’orchestra dell’Opera di Roma. La prima di venerdì 13 ottobre, in diretta da Radio3 Rai, è preceduta dall’Anteprima giovani riservata ai minori di 26 anni mercoledì 11 (ore 19) e seguita dalla Lezione di Opera tenuta da Giovanni Bietti sabato 14 ottobre (ore 16).
Protagonisti tre grandi controtenori quali Raffaele Pe (nel ruolo di Giulio Cesare), Aryeh Nussbaum Cohen (nella parte di Sesto Pompeo) e Carlo Vistoli (come Tolomeo), affiancati da Mary Bevan (come Cleopatra) e Sara Mingardo (come Cornelia). In scena anche il baritono Rocco Cavalluzzi (Achilla) il controtenore Angelo Giordano (come Nireno) e il baritono Patrizio La Placa (come Curio). Accanto a Michieletto sono impegnati Paolo Fantin per la realizzazione delle scene, Agostino Cavalca per i costumi e Alessandro Carletti per le luci. I movimenti coreografici sono firmati da Thomas Wilhelm.
Giulio Cesare è stata composta da Händel nel 1723. Il libretto di Nicola Francesco Haym, deriva da un testo preesistente di Giacomo Francesco Bussani – musicato da Antonio Sartorio e rappresentato per la prima volta nel 1677 a Venezia – modificato e aggiornato con nuove arie e recitativi.
Di ambientazione esotica, l’opera si ispira alla campagna egiziana intrapresa dal generale romano tra il 48 e il 47 a. C. Introdotta da una trionfale ouverture, comincia con l’arrivo di Cesare ad Alessandria d’Egitto per inseguire il nemico Pompeo, in fuga dopo la sconfitta di Farsalo.
«Un uomo solo, un po’ goffo, che non ne combina una di giusta – così Damiano Michieletto descrive il protagonista – Sembra che il dramma si svolga attorno e alle spalle, di Giulio Cesare.Tolomeo ambisce al potere e si immerge in una spirale di cinismo; Cleopatra intesse trame e seduzioni; Sesto cerca di vendicare il padre e compie un percorso di maturazione generazionale. In mezzo a loro vedo un Cesare quasi spettatore, come se tutto quello che doveva realizzare (le conquiste, la gloria, le vittorie) fossero tappe già compiute del suo percorso. Händel ritrae un uomo già vecchio, e nella realtà storica morirà pochi anni dopo le vicende narrate nell’opera, appena rientrato a Roma. Gli toccherà subire una congiura e un tradimento, lo stesso trattamento riservato a Pompeo all’inizio dell’opera. Di fatto il Giulio Cesare di Händel è un dramma sul destinosimbolizzato in scena da un trio di Parche che avvolgono il protagonista con i loro fili rossi, stabilendo il tempo della vita. Un’opera nella quale incombono i presentimenti di un destino e di una morte che le azioni frivole del generale romano sembrano voler allontanare».
Omer Meir Wellber all’Opera di Roma con La valchiria di Wagner in forma di concerto (6 ottobre 2023)
ottobre 4, 2023Venerdi 6 ottobre 2023: il direttore israeliano, Omer Meir Wellber – dirigendone il Primo Atto in forma di concerto – debutta all’Opera di Roma con La valchiria di Wagner. Accanto a lui, sul palco, cantano il tenore Stanislas de Barbeyrac (al debutto nel ruolo di Siegmund), il soprano Allison Oakes (nel ruolo di Sieglinde) e il basso Brindley Sherratt (nella parte di Hunding, di cui è rinomato interprete).
La valchiria (dramma musicale in tre atti composto e su libretto di Richard Wagner tra il 1854 e il 1856 – celebre nella cultura popolare la Cavalcata delle valchirie (ripresa da registi come Francis Ford Coppola e Federico Fellini in Apocalypse Now e 8 ½ ) – è la seconda delle opere che costituiscono la Tetralogia Der Ring des Nibelungen (L’anello del Nibelungo) ispirata ai miti nordici del dio Odino.
Nel primo atto dell’opera si assiste alla nascita dell’amore incestuoso tra Siegmund e Sieglinde (rapita ancora bambina e costretta a sposarsi con Hunding, capo di una stirpe nemica) – entrambi figli del dio Wotan – culminante in un appassionato duetto d’amore e nella canzone della primavera cantata dal protagonista. .
“La bufera d’inverno viene meno alla Luna, dal suo sangue sbocciano i fiori, la sorella liberò lo sposo fratello, costringendo il mondo con la grazia di tenere armi…”
Con questo brano musicale Wagner sembra tornare alle melodie dell’opera lirica convenzionale. In compenso, la sensualità della situazione segna una rivoluzione nella concezione borghese dell’Ottocento.
In effetti, questa la trama del Primo Atto.
Siegmund, della stirpe dei Wolfi – ferito e senz’armi – trova casualmente riparo nella capanna di Hunding. Sieglinde, moglie di Hunding, se ne sente subito attratta. Il racconto di Siegmund occupa la parte centrale del Primo Atto: il clan dei Neidinge aveva dato alle fiamme la sua dimora quando era ancora un fanciullo, ucciso la madre e rapito la sorella gemella mentre lui (Wölfing, cioè cucciolo di lupo) e il padre Wolfe (lupo) erano lontani a caccia; aveva quindi vissuto anni nella foresta perseguitato dai Neidinge, vagabondando col padre fino a perderne misteriosamente le tracce, aveva provato allora a tornare tra gli uomini abbandonando la foresta ma era rimasto emarginato perché visto come portatore di sventura; poco tempo addietro aveva infine incontrato una fanciulla dai familiari della quale l’aveva difesa uccidendoli e combattendo contro il clan arrivato a vendicarli, ma, spezzatesi le sue armi, aveva visto morire uccisa la ragazza ed era dovuto scappare.
Hunding dichiara di essere di quello stesso clan e voler vendicare il sangue versato sfidando a duello Siegmund l’indomani stesso (i sacri doveri dell’ospitalità lo obbligano ormai a fornire riparo per la notte al nemico).
Sieglinde, ormai innamorata di Siegmund e ignara che lui sia suo fratello, versa un sonnifero nella pozione di Hunding e rivela al soldato una spada conficcata, il giorno delle sue nozze forzate con Hunding, in un albero di frassino – da un misterioso viandante, che lei aveva riconosciuto essere il padre Wälse – che molti guerrieri avevao tentato invano di estrare poiché destinata all’eroe che avrebbe salvato la ragazza.
Siegmund riesce a estrarre la spada dal masso, abbracciando poi Sieglinde nella notte. Il primo atto si chiude lasciando soli i due amanti nel pieno del “furente ardore” che li attrae.
UE: quale allargamento?
ottobre 3, 2023
E’il tema su cui mi sono soffermata nel numero di Agenda Geopolitica di settembre 2023. BUONA LETTURA a chi deciderai leggermi.
Teatri di guerra al Teatro Barbuti (Salerno,10 settembre 2023)
settembre 11, 2023Si ringrazia Elena Paruolo per questo suo contributo.
Ultima serata di celebrazione degli ottant’anni dall’operazione “Avalanche” (1943-2023) – al teatro Barbuti di Salerno – con la messa in scena dello spettacolo “Teatri di guerra”, regia di Andrea Carraro. Attraverso pagine di grande letteratura, sono stati rievocati avvenimenti di un anno di guerra (il 1943) quali l’Armistizio, lo sbarco delle truppe alleate a Paestum, le 4 giornate di Napoli.
Gli attori hanno dato voce e vita a scrittori quali Erri De Luca (Morso di luna nuova) Curzio Malaparte (La pelle) John Steinbeck (C’era una volta una guerra) Eduardo De Filippo (Napoli Milionaria).
Sono emerse tante suggestioni sulla guerra, su tutte le guerre…
Spettacolo avvincente.
Everything Happens to Me (Salerno, Teatro Barbuti, 7 settembre 2023)
settembre 8, 2023Si ringrazia Elena Paruolo per questo suo contributo
Nel suggestivo scenario del teatro salernitano dei Barbuti si celebrano gli 80 anni dello Sbarco a Salerno, e della operazione “Avalanche” (1943-2023) che ha contribuito ad accelerare la fine della Seconda Guerra Mondiale.
Nel corso della prima serata – ne seguiranno altre tre – c’è stato lo spettacolo “Everything Happens to Me”.
E’ stato il racconto a due voci (di Renato Avallone e Carlo Pecoraro) – con foto e video – della vita del sassofonista di Battipaglia, Larry Nocella, scomparso giovanissimo a 39 anni: uno dei più grandi jazzisti italiani.
Si è partiti dalla storia di Lerry Nocella per creare un collegamento tra lo sbarco delle forze angloamericane a sud di Salerno e la nascita della scuola di jazz salernitana.
E’ stato un spettacolo emozionate, che ha visto una grande affluenza di pubblico.
Otello all’Arena Globe (Roma,Villa Borghese, 31 agosto-17 settembre 2023)
settembre 7, 2023“Penso oggi a Otello – sottolinea il regista Marco Carniti – come a una tragedia totalmente moderna… una storia di violenza che si consuma tra le quattro mura di un ambiente domestico… un dramma psicologico a tinte forti. Otello è la denuncia di una condizione di fragilità che non lascia scampo per nessuno. Otello è nero. Ma il nero è in tutti noi. Tutti siamo vittime di una parte oscura di noi stessi che ci rende vulnerabili e autodistruttivi facendoci precipitare nel vuoto e nell’oscurità”.
Otello diventa vittima e complice al tempo stesso della sua autodistruzione seguendo un percorso da lui stesso approvato.
“Tutti – sottolinea Carniti – sono marionette nelle mani di Iago. Iago monta e smonta continuamente lo spazio scenico per modellarlo alle esigenze del suo piano diabolico delimitandolo con labirinti e cancelli come a formare un lungo corridoio, un imbuto capovolto, che via via restringe il campo d’azione isolando i personaggi e le singole scene come in frammenti cinematografici. E trionfa il suo genio”.
Echolalias On the amnesia of forgotten sounds +Il Terzo Reich (Roma-Teatro Nazionale, 8 e 9 settembre 2023) co-realizzazione dell’Opera di Roma e dello Short Theatre
settembre 7, 2023.Per la 18esima edizione di Short Theatre, la prima collaborazione tra l’Opera di Roma e il Festival internazionale dedicato alla creazione contemporanea e alle performing offre questo spettacolo (concepito appositamente per il Teatro Nazionale, è co-realizzato dal Teatro dell’Opera di Roma e dallo Short Theatre): Echolalias, On The Amnesia of Forgotten Sounds, performance vocale della compositrice Jernberg + Il Terzo Reich, video-installazione di Castellucci .
Ogni giorno in due repliche: alle 19h e alle 21h
Sofia Jernberg, cantante e compositrice svedese di origini etiopi, mescola le tecniche ancestrali del lamento etiope con il canto diplofonico, le tradizioni del canto rinascimentale e barocco con distorsioni e tremolii: ne deriva un inedito repertorio capace di forare il linguaggio. A questa performance segue Il Terzo Reich, video-installazione di Romeo Castellucci che si basa sulla proiezione della totalità dei sostantivi del vocabolario italiano. Il suono che accompagna l’installazione è composto da Scott Gibbons
Alan Turing e la mela avvelenata -al teatro Barbuti di Salerno (24 agosto 2023)
agosto 25, 2023Si ringrazia Elena Paruolo per questo suo contributo.
Alan Turing (con Stefano Persiani e Cinzia Ugatti – regia di Andrea Carraro): lo spettacolo, in scena nel suggestivo scenario del teatro Barbuti di Salerno, rida’ vita al celebre scienziato britannico, la cui invenzione (una macchina capace di decifrare i codici usati dai tedeschi) non solo ha consentito di salvare tante vite nel corso della seconda guerra mondiale, ma ha poi ispirato la nascita del moderno computer. Come noto – cosa assurda ed orrenda – lo scienziato fu poi condannato per la sua omosessualita’.
Nello spettacolo, dialogando con la madre – che, seduta su una sedia a dondolo, volge le spalle al pubblico, e parla molto poco – Alan Turing ricorda la propria vita: dal suo inseparabile orsacchiotto alla sua passione per i calcoli, la sua invenzione, il processo che, giudicatolo quale pervertito, gli ha poi imposto di scegliere tra il carcere e la castrazione chimica, la sua scelta per la seconda ipotesi, e il suo suicidio.
Brevi apparizioni di un giudice in toga rievocano il terribile processo. E come Biancaneve (la cui fiaba lo scienziato ben conosceva) – vittima di una mela avvelenata – anche Alan pone fine alla propria vita con del veleno su una mela.
Gran bello spettacolo: coinvolgente ed emozionante.