Nato in chiave rivoluzionaria, e anti-nobiltà, nella storia della danza, La fille mal gardéé è il primo balletto che (con allegria) mette in scena contadini e popolo. Riferendosi ai filoni portanti del ‘700 – secolo che ha visto la rivoluzione francese del 1979 – è un racconto danzante di genere agreste-comico e non mitologico-serio.
Questa la sua trama. Lise ama il contadino Colas, ma sua madre vuole darla in sposa al figlio di un ricco fattore. Chiusi per errore in camera da letto, gli amanti – facendo trionfare l’amore su tutto – riusciranno poi a convolare alle sperate nozze.
Al teatro dell’Opera di Roma il balletto è in scena nella versionein due atti del coreografo Ashton, ripresa da Jean-Christophe Lesage, nel colorato allestimento della Bayerische Staatsoper di Monaco che il pubblico romano potrà ammirare, con le scene e i costumi di Osbert Lancaster, gli stessi della prima londinese.
“Presto o tardi ogni artista rende omaggio alla natura – ha dichiarato Ashton – La mia Fille mal gardée è una ‘Sinfonia Pastorale dei poveri’, perché durante tutta la preparazione dello spettacolo è a questa sinfonia di Beethoven che pensavo”. Ampie, ariose e colorate, quindi, le scenografie. E, tra feste campestri e danze di contadini, è dinamica la coreografia che, attraverso energici passi a due, racconta la passione dei due giovani, uniti dall’amore ma separati da differenze di classe.
Le musiche, adattate da John Lanchbery, partono da quelle originali di Ferdinand Hérold integrando melodie popolari e citazioni operistiche. Per la prima volta sul podio capitolino Philip Ellis, nominato miglior direttore al “Taglioni European Ballet Award”.
Le étoiles Rebecca Bianchi e Susanna Salvi e la solista Federica Maine si alterneranno nel ruolo di Lise. Grande attesa per il ritorno di Daniil Simkin che sarà Colas, insieme all’étoile Alessio Rezza, al primo ballerino Michele Satriano e al solista Simone Agrò.
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