QUI DI SEGUITO – dopo una mia breva Presentazione di questo mio ultimo libro L’Unione Europea Origini Presente Prospettive future Edizioni SIMPLE 2021 – commenti e recensioni di professori, giornalisti, esperti, dirigenti sindacali, ecc. Il volume e’ acquistabile dall’editore (SIMPLE) e sui principali bookshop on line, e in alcune librerie fisiche quali – a Roma – la Libreria Minerva a Piazza Fiume e la Libreria Mondadori in via Piave. Per ulteriori aggiornamenti, rinvio ai miei articoli in Agenda Geopolitica (rivista pubblicata dalla Fondazione Ducci) con cui collaboro. Leggi il seguito di questo post »
L’Agenda del prossimo Consiglio europeo (15-16 ottobre 2026)
ottobre 14, 2026
BILANCIO UE – In questo vertice si tenterà di raggiungere un accordo sul futuro bilancio dell’Ue: una volta che il Consiglio europeo avrà raggiunto una posizione comune, inizieranno poi i negoziati con il Parlamento europeo. Il bilancio definitivo dovrà essere approvato dal Parlamento europeo, entro la fine del prossimo anno, affinché possa entrare in vigore all’inizio del 2028.
Ma ad oggi le divergenze rimangono ancora profonde.
La coalizione degli “Amici della Coesione”, guidata da Italia e Romania ma che include anche la Polonia, si è posta l’obiettivo di difendere i finanziamenti europei per la Politica agricola comune e la Politica di coesione. Nel frattempo – rispetto alla proposta iniziale della Commissione europea – il gruppo dei Paesi “frugalisti” ha chiesto tagli drastici (Berlino ne chiede una riduzione di 400 miliardi di euro).
L’Irlanda – che detiene la presidenza di turno del Consiglio dell’Unione europea – ha proposto una riduzione della spesa di circa 141 miliardi di euro (pari all’8% rispetto alla proposta precedentemente presentata dalla Commissione europea) dai “frugalisti” giudicata insufficiente, mentre i “fautori della coesione” si sono detti soddisfatti del fatto che la proposta non tocca sostanzialmente la spesa agricola e i finanziamenti destinati alle regioni.
La maggioranza del Parlamento europeo protesta con forza sia contro la riduzione complessiva del bilancio, sia contro i tagli in settori specifici (competitività, ricerca e sicurezza). Intanto, la Germania e i suoi alleati contestano non solo l’entità complessiva del bilancio, ma anche le modalità di distribuzione dei tagli. “Difesa, ricerca e nuove tecnologie sono colpite in modo sproporzionato dai tagli. L’Europa deve rafforzare le proprie capacità in questi settori. I risparmi devono essere individuati in modo equilibrato in tutto il bilancio”, ha affermato il primo ministro finlandese Petteri Orpo.
TRA GLI ALTRI TEMI – Al Vertice verranno inoltre affrontati il tema dell’immigrazione; la situazione in Medio Oriente (libertà di navigazione e sicurezza marittima, ecc.); l’allargamento dell’Unione. I leader dovrebbero discutere dei progressi dell’Ucraina verso l’adesione all’Unione europea e di un ulteriore sostegno al Paese (compresa la risposta alle esigenze infrastrutturali critiche, soprattutto in vista dell’imminente inverno); e anche dei lavori per il Trattato di adesione con il Montenegro e dell’obiettivo di concludere i negoziati entro la fine dell’anno.
L’Agenda del prossimo Consiglio europeo (15-16 ottobre 2026)
ottobre 10, 2026
Nella sua lettera di invito ai leader, il presidente Antonio Costa ha indicato l’energia quale prima dell’elenco di priorità che i capi di Stato e di governo devono discutere con urgenza.
“In un contesto di crescente incertezza geopolitica, il nostro prossimo incontro sarà fortemente incentrato sull’economia e sulla ricerca di risposte alle sfide che riguardano la competitività europea e l’aumento dei costi. Nel breve termine, dobbiamo fornire alla Commissione orientamenti su misure mirate e temporanee per alleviare l’impatto dei prezzi elevati dell’energia su cittadini e imprese”, ha scritto Costa.
Gli altri punti all’ordine del giorno della riunione includono l’agenda “One Europe, One Market”, la strategia commerciale con la Cina, il Quadro finanziario pluriennale, le politiche migratorie, la politica di allargamento e il Medio Oriente. Senza dimenticare l’Ucraina e la Russia. Volodymyr Zelensky, il presidente ucraino, è stato invitato da Costa a partecipare di persona al Consiglio europeo.
Il nuovo Falstaff – con regia Gürbaca – del Teatro dell’Opera (Roma 11 ottobre- 1°novembre 2026)
ottobre 10, 2026
er la regista Tatjana Gürbaca, “Falstaff è filosofo della vita, un edonista sovversivo, un uomo di radicale libertà e di profonda autoironia. Mente, imbroglia, sfugge alle proprie responsabilità e manipola gli altri, ma non è mosso dalla crudeltà né dal desiderio di potere. Non gli interessa dominare; gli interessa esistere. Si muove in una società che ha perduto la generosità nei confronti della vita. È un mondo dominato dal calcolo, dall’ambizione sociale in cui gli individui misurano il proprio valore attraverso lo status, la ricchezza, la reputazione e il successo. Hanno poco tempo e ancora meno coraggio nei confronti dell’amore. Verdi compose Falstaff alla fine della sua vita, nel 1893, sulla soglia di un nuovo secolo. Stava emergendo un mondo nuovo, plasmato dall’industrializzazione, dal progresso economico, dall’istruzione, dall’ambizione e dal potere del denaro. Il personaggio di Falstaff rappresenta tutto ciò che sembra non avere più posto in questo nuovo ordine: l’abbondanza, l’immaginazione, la sensualità, la libertà artistica e la ricerca della bellezza al di là dell’utile. Ho ambientato l’azione in una versione di fantasia del Grand Hotel et de Milan, il luogo che divenne la seconda casa del compositore negli ultimi anni della sua vita e dove nacque la sua ultima opera. Ma questo albergo esiste in uno stato onirico: è uno spazio appartenente a un’altra epoca, già in parte abbandonato e in parte riconquistato dalla natura. Un mondo sospeso tra passato e futuro, tra memoria e dissoluzione”.
Sul podio è impegnato il Direttore musicale della fondazione lirica capitolina Michele Mariotti che sottolinea: “Con Falstaff si entra in un laboratorio teatrale perfetto. È una commedia nella quale non si ride mai davvero, ma si sorride con il disincanto tipico di Verdi. Per l’orchestra è una delle sfide più impegnative del repertorio: la scrittura è virtuosistica, ricca di interventi solistici, e richiede brillantezza, precisione e fantasia timbrica. Ma sono proprio la libertà strutturale e l’unicità del coinvolgimento tra buca e palcoscenico a rendere quest’opera il primo grande capolavoro che guarda al Novecento».
Protagonista è il baritono Luca Salsi. Accanto a lui sono impegnati Maria Agresta come Alice, George Petean come Ford, Violeta Urmana nei panni di Quickly, Marina Monzò in quelli di Nannetta, Dave Monaco nella parte di Fenton in alternanza con Pietro Adaini (13, 15, 20) e Carmen Artaza come Meg. Completano il cast Carlo Bosi (Cajus), Paolo Antognetti (Bardolfo) e Gabriele Sagona (Pistola).
Il coro è diretto da Ciro Visco. Le scene sono di Henrik Ahr, i costumi di Silke Willrett e le luci di Stefan Bolliger.
Intervista di Rafa De Miguel a Mariana Mazzucato
ottobre 4, 2026L’INTERVISTA DI RAFA DE MIGUEL
L’economista #MarianaMazzucato ci tiene molto a stare sul campo, a sporcarsi le mani e a vedere come le sue idee vengano messe in pratica e migliorino la vita delle persone. È appena tornata da Brasile e Messico, dove ha lavorato con le comunità locali. Ci riceve nella sua casa londinese a Camden con un’energia sorprendente per una persona che dovrebbe patire il jet lag. I governi progressisti cercano i suoi consigli. Difende l’idea di uno Stato imprenditore, capace di dettare il ritmo dell’economia in collaborazione con il privato. Propone la crescita come risultato della preventiva definizione di missioni/obiettivi sostenibili nel lungo termine. Come spiega nel suo ultimo libro, “L’Economia del bene comune. Una nuova bussola”, si tratta di costruire un buon tenore di vita.
Di certo ha seguito il movimento popolare nato in Spagna dopo lo sfratto di Maricarmen. Se esiste un bene comune, dovrebbe essere un alloggio a prezzi accessibili, no?
«Sì, la casa dovrebbe essere un bene comune, ma dobbiamo andare oltre l’obiettivo di renderlo “accessibile”. È un diritto umano e il fondamento di tutto il resto. Oggi, il sistema privilegia i fondi di investimento e i costruttori. Un approccio basato sul “bene comune” metterebbe al primo posto le persone, il mondo e il diritto di ognuno a rimanere nel proprio quartiere».
I governi progressisti hanno trovato una risposta adeguata?
«Abbiamo bisogno di soluzioni di welfare a breve termine affinché nessuno viva in condizioni precarie. Ma invece di affrontare i problemi una volta che si sono già presentati, i governi devono plasmare il mercato immobiliare in anticipo. Imporre condizioni ai costruttori, frenare gli speculatori e sviluppare un mercato dell’edilizia residenziale sociale sufficientemente ampio da dettare le condizioni, come a Vienna».
Lei ha iniziato parlando dello Stato imprenditore, e poi di un’economia impegnata in missioni concrete. Il suo ultimo libro è quasi un manuale di istruzioni per questa ricetta.
«Sì, abbiamo affrontato i problemi in modo sbagliato. Pensiamo che il ruolo dello Stato sia quello di tappare le falle create dal settore privato. È assurdo continuare a ragionare in questo modo. Passiamo dai beni pubblici, che ci limitiamo a correggere, al bene comune, che è un obiettivo, dove Stato e cittadini interagiscono tra loro. Si tratta di integrare questo bene comune ex ante. Dobbiamo parlare di più di pre-distribuzione, non di redistribuzione».
Propone un maggiore coinvolgimento dei cittadini.
«Dovrebbe essere la comunità a decidere le missioni da affrontare. Non perché io creda che il processo decisionale debba partire dal basso. Ma i cittadini devono essere coinvolti nella progettazione; molte persone sono state lasciate indietro, sono arrabbiate e questo dà slancio ai politici populisti. C’è sfiducia verso i governi e il modo per combatterla è lavorare con la comunità».
Le sue proposte richiedono pianificazione e sviluppo a lungo termine. Non potrebbero fallire in una società polarizzata e guidata dagli impulsi dei social media?
«Al contrario. La gente è impaziente. Dobbiamo garantire che ogni bambino a Londra, Barcellona o Città del Messico abbia accesso alla sanità e a un pranzo sano e gustoso. Non è così complicato. Dobbiamo svegliarci e chiarire che i fondi per questi pranzi, ad esempio, devono essere approvati ora e non essere un obiettivo per il 2030 o il 2050».
Viviamo in tempi pieni di incertezze. Si tratta di un’opportunità o di un rischio economico?
«Ci troviamo nella situazione geopolitica più problematica dagli anni Sessanta, ma la Guerra Fredda manteneva tutto stabile e iniziammo a investire in sanità e istruzione, e meno nella difesa. Ora abbiamo deciso di aumentare la spesa per la difesa a scapito di altre necessità. Stiamo tornando all’austerità, il che è assurdo. Se si smette di investire in sanità o istruzione, lo Stato dovrà poi rimediare al disastro».
Come applicare le sue idee di bene comune alla necessità di spendere nella difesa?
«Se non abbiamo altra scelta, impariamo almeno a farlo bene. Se ci limitiamo a finanziare una bomba, non stiamo stimolando l’innovazione. Ridefiniamo il concetto di sicurezza e integriamo la sicurezza idrica, energetica e sanitaria nel dibattito stimolando innovazione e crescita».
Stiamo andando verso un’era senza ordine?
«Dobbiamo creare coalizioni tra Paesi con valori simili. Spagna, Brasile, Messico e Sudafrica sono paesi progressisti. Che cosa significa essere progressisti? Significa credere nel progresso, non nel tornare indietro, come significherebbe chiudere le frontiere. O essere contrari a un sistema fiscale che convoglia il denaro dai poveri ai ricchi. Più pre-distribuzione che redistribuzione».
Alla luce degli allarmi sollevati sull’IA, lei critica i suoi creatori…
«Mi rifiuto di chiamarli “tech bros”. Sono solo dei “bros”, dei mafiosi. La tecnologia che usano è sviluppata dai governi. Loro hanno cavalcato l’onda, senza pagare le tasse. Sfruttano i lavoratori su scala globale, in Africa rasentando la schiavitù. E sono sovrafinanziati. La Cina, almeno, pensa in modo più strategico. Il suo modello DeepSeek consuma meno carbonio e acqua, un aspetto da considerare».
Lo Stato dell’Unione(2026)
settembre 30, 2026
Nel numero del settembre 2026 – della rivista Agenda Geopolitica – nel mio articolo mi soffermo sull’Unione europea emersa dal discorso della Presidente von der Leyen sullo Stato dell’Unione.Qui di seguito il link per poterlo leggere.Buona lettura.
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Il viaggio di Francesco al Teatro Quirino (Roma, 3-4 ottobre 2026)
settembre 24, 2026
San Francesco d’Assisi è stato ed è un faro di speranza e umanità in un mondo mai come oggi afflitto da divisioni e conflitti. Il suo messaggio di pace e riconciliazione continua a ispirare chiunque si sforzi per risolvere i conflitti globali. La sua pioniera visione ecologica lo rende un modello per la cura della Terra e di tutte le sue creature. Il suo retaggio di umiltà e amore continua a ispirare le generazioni presenti e future.
Così, nel 2026, Ottocento anni dopo la sua morte nel 1226 – e sempre di sabato e domenica – al Teatro Quirino di Roma sarà in scena “Il Viaggio di Francesco”: scritto e diretto da Pino Quartullo.
Il regista, adattando liberamente La sapienza di un povero (romanzo di Eloi Leclerc ) – con apporti dal libro La ferita, la letizia di Davide Rondoni (Fazi Editore), dal racconto (L’ultima notte di Francesco) del giovane poeta Gabriele Galloni), dalle Fonti Francescane e con la consulenza di Fra Simone Castaldi – ha cerato uno spettacolo che offre un ritratto inedito del Santo, che qui emerge come una figura molto potente piena di slanci umani, contraddizioni e profondità ineguagliabili.
E in effetti lo spettacolo descrive il protagonista di ritorno dalla Terra Santa (dove si è recato per cercare di creare un ponte pacifico tra le varie religioni). Il gruppo iniziale di compagni – diventato
un ordine di migliaia di frati – ora fatica a vedere Francesco come loro riferimento carismatico, anche per l’eccessiva severità della Regola da lui stesso imposta. Così il Santo, piegato dalla malattia che da lì a poco lo porterà alla morte, si ritira con pochi frati su di un eremo – in cui entra in contatto con una natura che spera sia più generosa – fino ad arrivare al momento del dolore della croce, attraverso le stimmate, che lo porteranno alla creazione del Cantico delle Creature (ufficialmente riconosciuto come prima opera letteraria in lingua volgare italiana).
È il momento del dubbio dell’uomo.
Ma – sottolinea il regista – ‘‘credo che Francesco non si sia mai veramente perso. Credo, anzi, che questa sua crisi sia stata una sorta di prova interiore per passare ad una fase successiva, un modo per
approfondire e consolidare la sua fede sfatando ogni dubbio”.
Lo Stato dell’Unione di von der Leyen (16 settembre 2026)
settembre 18, 2026
Questo il link per poter leggere un mio articolo -scritto per Europolitiche – sull’Europa delineata dalla Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, nel suo discorso (2926) sullo Stato dell’Unione tenuto al Parlamento Europeo. Buona lettura a chi decidera’ di leggerlo. E’stato tradotto anche in inglese e in francese.
Le Nozze di Figaro Claus Guth al Teatro dell’Opera di Roma (15 – 23 settembre 2026)
settembre 12, 2026Il regista, Claus Guth, di questo capolavoro di Mozart propone una lettura profondamente psicologica. “Per me – sottolinea – la cosa meravigliosa di quest’opera è l’enorme libertà, quasi selvaggia, dell’immaginazione di Mozart e la sua capacità di prendere continuamente direzioni imprevedibili. Le nozze di Figaro mette in scena tutte le possibili emozioni umane. Parla dell’essere umano che pensa una cosa e poi ne fa un’altra. È quindi un’opera sul contrasto tra la mente razionale e il comportamento irrazionale”.
Ambientata agli inizi del Novecento in un unico spazio scenico ideato da Christian Schmidt (l’androne di una dimora borghese dominato da un’imponente scalinata) la vicenda si sviluppa come intenso dramma. Schmidt firma anche i costumi, le luci sono curate da Olaf Winter, i movimenti coreografici da Ramses Sigl, i video da Andi A. Müller, mentre la drammaturgia è di Ronny Dietrich.
Dirige Emmanuel Tjeknavorianm che precisa: «Ciò che più mi affascina nelle Nozze di Figaro è la straordinaria tensione tra precisione e libertà: la partitura di Mozart è quasi architettonica nella sua perfezione, eppure, all’interno di questa architettura, i suoi personaggi sembrano respirare, perdonare e reinventarsi in tempo reale. Il nostro lavoro è stato quello di non imporre un’emozione alla musica, ma lasciare che dalla partitura stessa emerga lo stupefacente teatro umano di Mozart, con tutta la sua tenerezza, la sua crudeltà, la sua arguzia e, in ultima analisi, la sua generosità».
Sul palco sono impegnati Germán Olvera, che si alterna con Vito Priante nella parte del Conte di Almaviva; Roberta Mantegna, in alternanza con Federica Guida come Contessa; Martina Russomanno, che si avvicenda con Benedetta Torre nei panni di Susanna; Erwin Schrott e Alessio Arduini interpretano Figaro; Elmina Hasan e Cecilia Molinari vestono invece i panni di Cherubino. Completano il cast Monica Bacelli (Marcellina), Roberto Scandiuzzi (Bartolo), Marcello Nardis (Don Basilio), Blagoj Nacoski (Curzio), Jessica Ricci e Alejo Alvarez Castillo (provenienti dal progetto “Fabbrica” dell’Opera di Roma, impegnati rispettivamente nelle parti di Barbarina e Antonio). Il Coro della Fondazione capitolina è diretto da Ciro Visco.
| Silvana Paruolo <paruolosilvana1@gmail.com> | 08:27 (13 minuti fa) | ||
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L’Odissea in Cilento: al Parco Archeologico di Roccagloriosa (Sa) – 28 agosto 2026
agosto 29, 2026
Il 28 agosto 2026 , nel suggestivo scenario del Parco Archeologico di Roccagloriosa (Sa), il pubblico e’stato magicamente rapito dallo spettacolo – Odissea Il canto e la memoria del viaggio tra seduzione e ritorno – magistralmente interpretato (con voce e musica da lui stesso generata) dallo straordinario Gianluigi Tosto.
Nel corso del suo saluto, il sindaco ing. Roberto Cavalieri (ringraziato istituzioni e volontari che hanno contribuito all’organizzazione e successo di questo bello evento, parte del progetto Cilento for all) ha anche informato del premio a livello nazionale vinto da Roccagloriosa – quale Piccolo comune amico 2006, nella categoria Innovazione Sociale – per la sua capacità di unire il passato e le sue radici storiche con il presente: premio rivolto ai comuni al disotto dei 5000 abitanti, promosso tra altri da Intesa San Paolo ed il Turing Club. Angela Jannuzzi, docente di latino e greco del Liceo Classico Umberto I di Napoli ha introdotto il tema del ritorno, νόστος (nóstos), cantato nell’Odissea, testo fondamentale della cultura greca antica, base della nostra civiltà e valori, e che tocca da vicino il Cilento.
Il coinvolgente spettacolo di Gianluigi Tosto si inserisce in VeliaTeatro Festival XXIX edizione della Rassegna sull’espressione tragica e comica del teatro antico (in cui i classici greci hanno preso vita grazie al talento di questo grande artista). Lo spettacolo – egregiamente organizzato nel Parco archeologico di Roccagloriosa (anche nel rispetto dei disabili) – ha acceso i riflettori su una delle tante bellezze del Cilento ancora tutte da esplorare.



Caravaggio Forever al Palazzo Bonaparte (Roma)
luglio 14, 2026
Dal dialogo di due epoche – e due linguaggi – nasce Caravaggio Forever : mostra di 40 opere inedite di Marco Tamburro, con cui l’artista rende omaggio al genio di Caravaggio, condividendone lo sguardo che, diretto ed intenso, racconta la realtà senza idealizzarla, rendendo visibile ciò che normalmente rimane nascosto. Roma rappresenta il naturale punto d’incontro di questo percorso che invita il pubblico a riflettere sul potere dell’arte di attraversare il tempo. L’ingresso alla mostra è gratuito.
