Riccardo – assistito dalla sua aiuto regista (anche sua ex moglie) e dalla solerte assistente sociale che glielo ha proposto – tiene un seminario di teatro in un carcere.
Contrariamente alle sue aspettative, si presentano solo due detenuti: Kevin (il cane sciolto) e Angelo, il più anziano (mite e taciturno). Tempi e luoghi si avvicendano, gli attori di volta in volta oltre il loro personaggio principale devono poi recitare i personaggi della vita che ciascuno di loro fa rivivere nel proprio ricordo. Il tutto con una messa in scena che non ha un momento di sospensione.
Il testo è sorprendente perché́ Michalik semina tanti indizi, che sembrano scollati, ma poi, nei momenti giusti, li unisce. Così ci fa avanzare un pò nella trama.
E ci fa capire che una trama c’è…
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