Calibano è la rivista di attualità culturale dell’Opera di Roma. Tra storie di spettri, possessioni e inquietudini profonde (dal film L’esorcista agli incubi famelici della pittura di Goya, dagli ologrammi delle star defunte del pop al racconto dei casi di cronaca nera sui media di oggi, passando per il body horror femminista nel cinema di genere e il mito del Fantasma dell’Opera) il prossimo numero scende nei meandri dell’orrore, componendo una mappa del perturbante che attraversa generi, epoche, linguaggi per parlare dell’oggi.
Porter si interroga sulla logica di ripetizione e perdita di individualità che caratterizza la produzione culturale contemporanea. Carmen Gallo si sofferma sull’orrore e la paura come strumento di espressione e trasgressione dell’agire femminile nel romanzo gotico inglese di metà Settecento. Daniele Cassandro ci conduce fra gli spettri della musica pop. Fabiana Giacomotti esplora gli aspetti morbosi della moda del lutto ottocentesca- Sergio Pace ci parla invece di spazi fisici dell’inquietudine in un saggio sull’architettura. Elvira del Guercio riflette di riappropriazione del corpo femminile nel body horror delle registe contemporanee. Filippo Cerri analizza il folk horror italiano, Flaminia Beneventano è un’esperta delll’antropologia del mondo antico. Claudio Strinati dialoga con le forme dell’incubo nella storia dell’arte. Al mito del Fantasma dell’Opera, si dedica Nicolò Palazzetti.
Le rubriche di questo numero sono di Marco Malvestio e Giuliano Danieli. Il volume ospita infine un racconto inedito di Letizia Muratori e una testimonianza di Stefano Nazzi sulla cronaca dell’orrore sui media di oggi. E ospita anche un’intervista di George Saunders al direttore a Paolo Cairoli .Tutte le illustrazioni del numero, compresa l’immagine di copertina, sono state realizzate dall’artista canadese Oona Ode con un software di intelligenza artificiale.
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