
Al centro di questa bella esposizione, due nature morte del maestro bolognese ( datate 1919 e 1941) appartenenti al nucleo storico della Collezione Eni, avviata da Enrico Mattei (tra la fine degli anni Quaranta e i primi anni Cinquanta) per creare attorno agli uomini e alle donne dell’Eni un ambiente di lavoro, anche visivamente, stimolante. E così non solo Morandi ma anche Casorati, Sironi, De Pisis, Cantatore, Guttuso vengono acquistati per essere messi alle pareti degli uffici.
Questa pratica è poi continuata negli anni, arricchendo il patrimonio artistico aziendale di opere di Boetti, Adami, Rotella.
“Il patrimonio artistico di Eni (diviso tra le sedi di Roma e Milano) racconta prima di tutto una grande curiosità artistica dell’azienda”, spiega Lucia Nardi, Responsabile Cultura d’Impresa di Eni – “Nella collezione convivono artisti classici e artisti d’avanguardia, opere figurative e astratte. Alla base delle scelte c’è sempre però la consapevolezza del valore dell’arte in sé e della sua capacità di attivare il pensiero e la creatività. Le opere di Eni arredano gli spazi comuni e gli uffici. E sono lì a ricordarci che cultura e industria, arte e tecnica non sono concetti opposti ma complementari”. “ Siamo felici di offrire al pubblico l’opportunità di incontrare da vicino questi capolavori, che raccontano una parte importante della storia dell’arte italiana e del rapporto tra impresa e cultura”, aggiunge Marco Delogu, presidente di Azienda Speciale Palaexpo.
La mostra – promossa da Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e Azienda Speciale Palaexpo – è stata realizzata da Azienda Speciale Palaexpo e ideata e prodotta da Eni.
Tag: arte a Roma, Giorgio Morandi nella Collezione Eni. Un viaggio attraverso la storia culturale del cane a sei zampe e l’eredità di Enrico Mattei, mostre, Palazzo delle esposizioni a roma
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