Si ringrazia Elena Paruolo per questo contributo.
L’11 aprile 2023, presso il Salone del Gonfalone nel Palazzo di Città a Salerno – per inaugurare la stagione lirica, sinfonica e di balletto del Teatro Verdi di Salerno – c’è stata una Conferenza stampa in cui erano presenti, con i giornalisti, il Sindaco Vincenzo Napoli, il Direttore artistico Daniel Oren, e il segretario artistico Antonio Marzullo.
Ad inaugurare la stagione 2023 sarà Manon Lescaut – terza opera del grande Giacomo Puccini – rappresentata per la prima volta il 1 febbraio 1893 al Teatro Regio di Torino, con notevole successo per il suo “grande valore artistico, la sua potente concezione musicale, e la sua teatralità”.
L’opera si ispira al romanzo dell’abate Prevost, Storia del cavaliere Des Grieux e di Manon Lescaut (1731). Ma lo stesso soggetto aveva già ispirato la Manon di Jules Massenet (rappresentata a Parigi nel 1884) che Puccini conosceva, e dalla quale ha voluto differenziarsi, eliminando le analogie, e tagliando o aggiungendo delle scene.
Questa la sua trama.
Racconta di Manon Lescaut – ragazza destinata alla vita monastica, accompagnata dal fratello nel tragitto verso il convento – che il giovane Des Grieux che si innamora pazzamente di lei convince a fuggire con lui. L’idilllio tra i due però dura poco. E la ragazza diventa la mantenuta del ricco e vecchio Geronte. Poi viene accusata di essere una ladra e viene imbarcata in una nave diretta negli Stati Uniti. Des Grieux, sempre innamorato di lei, riesce a imbarcarsi con lei. Stanca degli stenti cui è sottoposta, Manon muore fra le sue braccia.
Personaggio romantico che ha il coraggio delle proprie passioni, Manon – vittima di se stessa e di un destino avverso – è una delle grandi eroine pucciniane.
Come Tosca, è destinata alla morte.
Attraverso di lei – ponendo in primo piano la tragicità delle storie d’amore – Puccini mette al centro della sua poetica il mondo femminile.
Inoltre – sottolinea Daniel Oren – Manon Lescaut è anche una delle opere più difficili di Puccini. Con essa, il compositore si propone come elemento di rottura tra i maggiori operisti dell’Ottocento, anche attraverso un ammodernamento del linguaggio. Puccini non guarda indietro. E’ nuovo, e diverso. E – “nella dilatazione del piano tonale e nelle conquiste della tecnica di strumentazione” – si riscontrano echi wagneriani. Il famoso duetto d’amore del secondo atto evoca il Tristano. E ci sono anche scene che competono con le grandi scene corali di Verdi.
Daniel Oren è molto legato a quest’opera che, proprio perché difficile, non si esegue quasi mai (negli ultimi anni). Per la rappresentazione di Salerno si sono trovati giovani esecutori molto bravi. Ed è stato fatto un grande lavoro con l’orchestra filarmonica di Salerno – che ha raggiunto livelli altissimi – e con il Coro. E’ quindi certamente una grande opera quella che apre la stagione lirica del Verdi che – ricorda il Sindaco Vincenzo Napoli – vede anche manifestazioni collaterali come i concerti che si terranno nelle Chiese. Il tutto per soddisfare i gusti più esigenti del pubblico.
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