Omer Meir Wellber all’Opera di Roma con La valchiria di Wagner in forma di concerto (6 ottobre 2023)

Venerdi 6 ottobre 2023: il direttore israeliano, Omer Meir Wellber – dirigendone il Primo Atto in forma di concerto – debutta all’Opera di Roma con La valchiria di Wagner.  Accanto a lui, sul palco, cantano il tenore Stanislas de Barbeyrac (al debutto nel ruolo di Siegmund), il soprano Allison Oakes (nel ruolo di Sieglinde) e il basso Brindley Sherratt (nella parte di Hunding, di cui è rinomato interprete).

La valchiria (dramma musicale in tre atti composto e su libretto di Richard Wagner tra il 1854 e il 1856 – celebre nella cultura popolare la Cavalcata delle valchirie (ripresa da registi come Francis Ford Coppola e Federico Fellini in Apocalypse Now e 8 ½ ) –  è la seconda delle opere che costituiscono la Tetralogia Der Ring des Nibelungen (L’anello del Nibelungo) ispirata ai miti nordici del dio Odino.

Nel primo atto dell’opera si assiste alla nascita dell’amore incestuoso tra Siegmund e Sieglinde (rapita ancora bambina e costretta a sposarsi con Hunding, capo di una stirpe nemica) – entrambi figli del dio Wotan – culminante in un appassionato duetto d’amore e nella canzone della primavera cantata dal protagonista. .

 “La bufera d’inverno viene meno alla Luna, dal suo sangue sbocciano i fiori, la sorella liberò lo sposo fratello, costringendo il mondo con la grazia di tenere armi…” 

Con questo brano musicale Wagner sembra tornare alle melodie dell’opera lirica convenzionale. In compenso, la sensualità della situazione segna una rivoluzione nella concezione borghese dell’Ottocento.

In effetti, questa la trama del Primo Atto. 

Siegmund, della stirpe dei Wolfi – ferito e senz’armi – trova casualmente riparo nella capanna di Hunding. Sieglinde, moglie di Hunding, se ne sente subito attratta. Il racconto di Siegmund occupa la parte centrale del Primo Atto: il clan dei Neidinge aveva dato alle fiamme la sua dimora quando era ancora un fanciullo, ucciso la madre e rapito la sorella gemella mentre lui (Wölfing, cioè cucciolo di lupo) e il padre Wolfe (lupo) erano lontani a caccia; aveva quindi vissuto anni nella foresta perseguitato dai Neidinge, vagabondando col padre fino a perderne misteriosamente le tracce, aveva provato allora a tornare tra gli uomini abbandonando la foresta ma era rimasto emarginato perché visto come portatore di sventura; poco tempo addietro aveva infine incontrato una fanciulla dai familiari della quale l’aveva difesa uccidendoli e combattendo contro il clan arrivato a vendicarli, ma, spezzatesi le sue armi, aveva visto morire uccisa la ragazza ed era dovuto scappare.

Hunding dichiara di essere di quello stesso clan e voler vendicare il sangue versato sfidando a duello Siegmund l’indomani stesso (i sacri doveri dell’ospitalità lo obbligano ormai a fornire riparo per la notte al nemico).

Sieglinde, ormai innamorata di Siegmund e ignara che lui sia suo fratello, versa un sonnifero nella pozione di Hunding e rivela al soldato una spada conficcata, il giorno delle sue nozze forzate con Hunding, in un albero di frassino – da un misterioso viandante, che lei aveva riconosciuto essere il padre Wälse – che molti guerrieri avevao tentato invano di estrare poiché destinata all’eroe che avrebbe salvato la ragazza.

Siegmund riesce a estrarre la spada dal masso, abbracciando poi Sieglinde nella notte. Il primo atto si chiude lasciando soli i due amanti nel pieno del “furente ardore” che li attrae. 

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