Dal 13 ottobre 2023: Giulio Cesare in Egitto, capolavoro di Georg Friedrich Handel, sarà in scena al Teatro dell’Opera di Roma, con regia di Damiano Michieletto, e il maestro Rinaldo Alessandrini (grande specialista del repertorio barocco) alla guida dell’orchestra dell’Opera di Roma. La prima di venerdì 13 ottobre, in diretta da Radio3 Rai, è preceduta dall’Anteprima giovani riservata ai minori di 26 anni mercoledì 11 (ore 19) e seguita dalla Lezione di Opera tenuta da Giovanni Bietti sabato 14 ottobre (ore 16).
Protagonisti tre grandi controtenori quali Raffaele Pe (nel ruolo di Giulio Cesare), Aryeh Nussbaum Cohen (nella parte di Sesto Pompeo) e Carlo Vistoli (come Tolomeo), affiancati da Mary Bevan (come Cleopatra) e Sara Mingardo (come Cornelia). In scena anche il baritono Rocco Cavalluzzi (Achilla) il controtenore Angelo Giordano (come Nireno) e il baritono Patrizio La Placa (come Curio). Accanto a Michieletto sono impegnati Paolo Fantin per la realizzazione delle scene, Agostino Cavalca per i costumi e Alessandro Carletti per le luci. I movimenti coreografici sono firmati da Thomas Wilhelm.
Giulio Cesare è stata composta da Händel nel 1723. Il libretto di Nicola Francesco Haym, deriva da un testo preesistente di Giacomo Francesco Bussani – musicato da Antonio Sartorio e rappresentato per la prima volta nel 1677 a Venezia – modificato e aggiornato con nuove arie e recitativi.
Di ambientazione esotica, l’opera si ispira alla campagna egiziana intrapresa dal generale romano tra il 48 e il 47 a. C. Introdotta da una trionfale ouverture, comincia con l’arrivo di Cesare ad Alessandria d’Egitto per inseguire il nemico Pompeo, in fuga dopo la sconfitta di Farsalo.
«Un uomo solo, un po’ goffo, che non ne combina una di giusta – così Damiano Michieletto descrive il protagonista – Sembra che il dramma si svolga attorno e alle spalle, di Giulio Cesare.Tolomeo ambisce al potere e si immerge in una spirale di cinismo; Cleopatra intesse trame e seduzioni; Sesto cerca di vendicare il padre e compie un percorso di maturazione generazionale. In mezzo a loro vedo un Cesare quasi spettatore, come se tutto quello che doveva realizzare (le conquiste, la gloria, le vittorie) fossero tappe già compiute del suo percorso. Händel ritrae un uomo già vecchio, e nella realtà storica morirà pochi anni dopo le vicende narrate nell’opera, appena rientrato a Roma. Gli toccherà subire una congiura e un tradimento, lo stesso trattamento riservato a Pompeo all’inizio dell’opera. Di fatto il Giulio Cesare di Händel è un dramma sul destinosimbolizzato in scena da un trio di Parche che avvolgono il protagonista con i loro fili rossi, stabilendo il tempo della vita. Un’opera nella quale incombono i presentimenti di un destino e di una morte che le azioni frivole del generale romano sembrano voler allontanare».
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