La vedova allegra al Teatro Verdi di Salerno (10 e 12 novembre 2023)

Si ringrazia Elena Paruolo per questo suo contributo

Al teatro municipale Giuseppe Verdi di Salerno sara’ in scena La Vedova allegra: spettacolo spumeggiante e allegro – con  scene e costumi di Alfredo Troisi particolarmente incantevoli  –  realizzato da un cast straordinario di voci e artisti, e con un Njegus – “adattato per una donna  dal grande e compianto Gino Landi” – interpretato dalla straordinaria Marisa Laurito (tra l’altro impegnata in un gran  lavoro sociale al Trianon di Napoli di cui assicura la direzione artistica).   

L’operetta è nata nel 1856 grazie al tedesco (naturalizzato francese) Jacques Offenbach. Ed è divenuta famosa in Francia e poi in Austria. E’ un genere teatrale e musicale – caratterizzato dall’alternanza di brani musicali e parti dialogate, e soprattutto da vivacità musicale e danze – che rievoca anche la dimensione culturale della borghesia francese e austriaca,  fin de siècle, e la sua predilezione per le storie sentimentali ambientate nella buona società del tempo.  Spesso viene scambiata per l’Opera buffa.  Ma in realtà c’è chi ritiene che la sua nascita ha  riempito il vuoto del genere buffo completamente soppiantato dalla grande opera romantica che oscillava tra Wagner in Germania e Giuseppe Verdi in Italia.  La vedova allegra è un’operetta in tre atti:  vero  intramontabile capolavoro dell’ungherese  Franz Lehár, su Libretto di Viktor Léon e Leo Stein, dalla commedia “L’attaché d’ambassade” di Henri Meilhac.   

Questa la  sua trama.

Gli alti funzionari e l’alta società dell’ambasciata di Pontevedro, piccolo immaginario stato nei Balcani, a Parigi, passano da una festa all’altra, ma Pontevedro è sull’orlo della bancarotta. A Parigi vive  Hanna Glawari, appena diventata vedova ed ereditiera di un barone milionario, e su di lei spera l’ambasciatore pontevedrino per salvare con l’eredità il suo paese dalla bancarotta, se riuscirà ad indurla a sposare un connazionale, il fascinoso conte Danilo Danilowitsch, attaché dell’ambasciata. Ma il fatto che i due fossero già stati innamorati in passato complica le cose, con dispetti e incomprensioni, fino alla felice soluzione che conclude la vicenda con l’immancabile matrimonio.  

Come ricordato dal sindaco di Salerno Vincenzo Napoli – nel corso della Conferenza stampa nel Foyer del Verdi (7 novembre) – la vedova allegra (in cui la complessità della composizione si unisce alla qualità della leggerezza) è espressione di un momento storico importante che avrebbe poi visto la tragedia della prima guerra mondiale.    Di operetta – ha precisato il direttore d’orchestra Francesco Rosa – la vedova allegra  ha solo il nome perché in realtà si tratta di una grande opera, in  cui c’è un’alternanza  tra il valzer (che rappresenta l’aspetto intimistico, nostalgico, malinconico) e la festa delle marce, e della polka.  La protagonista è vedova di un ricco banchiere del Pontevedro, piccolo immaginario stato nei Balcani, che evoca il Montenegro e, di conseguenza, la prima guerra mondiale.  Se l’Aida è la madre di tutte le opere – ha precisato il  regista Riccardo Canessa (che ha raccontato anche un aneddoto su Mahler, innamorato della vedova allegra e del valzer, al punto che lo ascoltava e ballava ogni sera con la moglie) – la vedova allegra è la madre di tutte le operette. Condensa dentro di sé un po’ dell’opera buffa napoletana e le varie tradizioni mitteleuropee. Il genere operetta si inserisce in una trama filologica ai confini del più austero Singspiel tedesco e della leggera e graffiante opèra-comique francese. Franz Lehár ha sedotto il grande pubblico trascinandolo in un mondo dove la leggerezza si unisce al fascino del valzer.

Spettacolo da non perdere!

Direttore d’Orchestra, Francesco Rosa, Regia, Riccardo Canessa, Maestro del coro, Francesco Aliberti – Scene e Costumi, Alfredo Troisi, Coreografie, Pina Testa

Personaggi e interpreti:

 Hanna Glawari, Mihaela Marcu — Danilo Danilowitsch, Enrico Marabelli — Mirko Zeta, Filippo Morace
Valencienne, Nina Solodovnikova — Camille de Rossillon, Francesco Castoro — Njegus, Marisa Laurito
Il visconte Cascada Antonio Palumbo — Raul di Saint Brioche Vincenzo Tremante — Bogdanowitsch Antonio Cappetta
Sylviane Francesca Micarelli — Kromov  Christian d’Aquino — Praskovia Sara Vicinanza —Olga Valeria Padovano
Pritschitsch Vittorio Di Pietro

ORCHESTRA FILARMONICA “GIUSEPPE VERDI” DI SALERNO — CORO DEL TEATRO DELL’OPERA DI SALERNO
Coproduzione con il Comune di Padova e il Teatro Comunale di Treviso

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