Lo spettacolo in scena al Quirino – testo di Lina Wertmuller, regia di Marcello Cotugno, con Giuseppe Zeno e Euridice Axen quali protagonisti – propone un adattamento contemporaneo ad oggi (di Marcello Cotugno e Irene Alison) dell’originale cinematografico, che risale alla prima metà degli anni ’70, i cosiddetti “anni di piombo, caratterizzati da attentati terroristici, lotta armata, brigate rosse, rapimenti, morti e scontri violenti. Il suo gran successo – come giustamente sottolineato dalla stessa Wertmuller – nacque dal suo aver colto lo spirito dell’epoca e le sue contrapposizioni sociali (nord industrializzato-sud povero e sfruttato; visione comunista e spirito capitalista; idea della donna nata per servire l’uomo, ironicamente affiancata a un’imprenditrice di successo; conflitti politici e di genere. Il tutto incarnato nei due protagonisti della storia).
Questa la sua trama.
Il marinaio siciliano Gennarino Carunchio e la bella milanese Raffaella Pavoni Lanzetti – per ironia della sorte – si trovano naufraghi su un’isola deserta. Lontani da stereotipi e barriere sociali, e in un luogo dove la natura impone le sue regole, i due dispersi trovano inaspettatamente l’amore l’uno per l’altro. Ma – tornati nel loro mondo dove ad attenderli ci sono famiglie, lavoro e ruoli sociali – la travolgente passione che li ha legati non può più esistere.
il contesto sociale e politico – dell’adattamento in scena al Quirino – corrisponde alle dinamiche vissute al giorno d’oggi. La miliardaria e il marinaio rappresentano due mondi lontani e sconosciuti. “L’ignoranza crea paura; la paura, violenza – sottolinea Lina Wertmuller – ma grazie a un luogo vergine come l’isola, che costringe alla convivenza forzata al di fuori dei ruoli sociali e del contesto geopolitico e religioso, Raffaella e Gennarino possono conoscersi e persino amarsi. La struttura della commedia non cambia rispetto all’originale cinematografico, così come la chiave grottesca che permette di raccontare la storia accentuando ironicamente le caratteristiche dei personaggi”.
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