Mefistofele, vero viaggio universale (e verso l’utopia) che ben descrive il dualismo presente in ciascun di noi e la sfida a superare i propri limiti, è un’opera dalla musica potente – costituita da un prologo, quattro atti e un epilogo – composta da Arrigo Boito, che ne elaborò il libretto partendo dal Faust di Goethe. Dopo il fiasco clamoroso della sua prima edizione (1868) l’opera fu ulteriormente ridotta.
A Roma, la sua prima rappresentazione c’è stata al Teatro Costanzi il 29 ottobre 1887, e l’ultima nel marzo 2010. Nel 2023, la sua nuova produzione – proposta, con sul podio il direttore musicale della Fondazione Capitolina Michele Mariotti, e con la regia del pluripremiato regista australiano Simon Stone – inaugura la Stagione 2023/2024 del Teatro dell’Opera di Roma. Protagonisti il basso John Relyea nel ruolo di Mefistofele, il soprano Maria Agresta nel doppio ruolo di Margherita ed Elena, e Joshua Guerrero in quella di Faust. Scene e costumi dello spettacolo sono di Mel Page, mentre le luci di James Farncombe. L’Orchestra è quella dell’Opera di Roma, così come il Coro, diretto da Ciro Visco, cui si affianca ilCoro di voci bianche del Teatro.
“Abbiamo scelto Mefistofele – sottolinea il direttore musicale Michele Mariotti (recentemente rientrato dopo il gran successo dalla tournée capitolina in Giappone) – perché rispecchia perfettamente la nostra idea di teatro: un luogo che parla sia dell’uomo di oggi, fornendo gli strumenti per conoscere più a fondo la nostra realtà e per interpretarla, sia dell’uomo come archetipo, con i suoi valori psicologici atemporali e le sue pulsioni eterne. Boito esalta proprio questo: l’universalità dell’uomo che è in Faust e la sua implacabile tensione a superare i suoi limiti. Sono poi particolarmente felice di lavorare nuovamente con Simon Stone dopo La traviata che abbiamo realizzato insieme a Parigi nel 2019″.
Nello stile unico, iperrealista e tagliente, di Simon Stone Violetta Valéry è trasformata in un’influencer. La vicenda di Lucia di Lammermoor è ambientata nel “Rust Belt” americano. L’amore di Tristano e Isotta è raccontato tra i grattacieli di New York. “Faust – sottolinea Storne – cerca di raggiungere la versione migliore di sè finché non arriva a doversi confrontare con la parte più egoista e corrotta di sé. La regia mira a rendere i due estremi. L’orchestra è veramente straordinaria. Le parti corali sono le più belle e restituiscono l’idea di armonia che è ben altro rispetto al populismo”.
Nel ruolo di Marta e Pantalis è impegnato il mezzosoprano Sofia Koberidze, mentre il tenore Marco Miglietta interpreta Wagner. Nereo è Leonardo Trinciarelli , e Yoosang Yoon. Nelle repliche del 29 novembre e del 3 dicembre, Mefistofele è invece interpretato da Jerzy Butryn, che canta per la prima volta al Teatro dell’Opera di Roma; Faust da Anthony Ciaramitaro; Margherita/Elena da Valeria Sepe.
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