Anna Karenina è un romanzo di Tolstoj – pubblicato nel 1877 – considerato un capolavoro del realismo. Ambientato nelle più alte classi sociali russe, il romanzo approfondisce i temi dell’ipocrisia, della gelosia, della fede, della fedeltà, della famiglia, del matrimonio, della società, del progresso, del desiderio carnale e della passione, nonché il conflitto tra lo stile di vita agricolo e quello urbana.
Come raccontare a teatro questa bella storia?
“Abbiamo cercato di rispondere a questa domanda in vari modi – sottolinea il regista Luca De Fusco – Innanzitutto con un cast di attrici di livello (Galatea Ranzi, per il ruolo di Anna) e di interpreti di altrettanto spessore ( Paolo Serra -per Karenin, Giacinto Palmarini- per Vronskji, Stefano Santospago- per Oblonskij, e poi Francesco Biscione, Debora Bernardi, Irene Tetto, Giovanna Mangiù e la giovani Mersila Sokoli”). Insieme col drammaturgo Gianni Garrera, abbiamo deciso di non nascondere l’origine letteraria del testo, ma anzi valorizzarla. Al di là dei dialoghi le parti più strettamente narrative o i commenti di Tolstoj saranno attribuiti agli stessi attori che interpretano i ruoli. I pensieri dei personaggi saranno invece detti dai personaggi stessi. A queste tecniche teatrali ho aggiunto un montaggio veloce, cinematografico, composto di molte brevi scene e contrassegnato dalla grammatica visivo-musicale. Le coreografie sono di Alessandra Panzavolta. Come nel romanzo tutto inizia e termina con un treno, emblema dell’opera”.
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