Il flauto magico all’Opera di Roma (13-21 gennaio 2024)

 IL FLAUTO MAGICO – splendido e celebre Singspiel (genere operistico in cui si alternano parti recitate e cantate) musicato da Mozart nel 1791, su libretto di Emanuel Schikaneder e con il contributo di Karl Ludwig Giesecke – sarà in scena al teatro dell’Opera di Roma.  La trama originaria (che si sviluppa lungo un graduale passaggio dalle tenebre dell’inganno e della superstizione alla luce della sapienza solare, al quale corrisponde un progressivo capovolgimento di prospettiva nel ruolo dei buoni e dei malvagi, i cui poli contrapposti sono rappresentati da Sarastro e dalla Regina della Notte) si svolge in un antico Egitto immaginario. Alla fine  si celebra  la vittoria del Bene sul Male.  Pamina e Tamino vengono accolti nel Regno Solare di Sarastro, e l’opera si conclude col coro finale dei sacerdoti.

Al teatro dell’Opera Mozart è portato in classe.  

“Con la Rivoluzione francese – sottolinea il regista Damiano Michieletto – si è affermata una nuova concezione della scuola, che deve essere laica. Cosi’ ho immaginato di raccontare questa allegoria favolosa e surreale all’interno di una scuola che si apre ad un viaggio fisico di scoperta e consapevolezza individuale. Tamino e Pamina, accompagnati dall’analfabeta Papageno (che però conosce il linguaggio non scritto degli animali) vivono il conflitto tra l’istruzione religiosa e laica (riassunto nel conflitto tra la Regina della Notte e Sarastro) e si aprono ad una scoperta individuale degli affetti e della sessualità, della maturità come indipendenza dai padri”.

Con regia di Michieletto – e allestimento ideato per La Fenice di Venezia nel 2015 in coproduzione con il Maggio Musicale Fiorentino – la favola mozartiana segna il debutto al teatro Costanzi del giovane direttore d’orchestra Michele Spotti.    Al loro fianco, lo scenografo Paolo Fantin, la costumista Carla Teti e il light designer Alessandro Carletti.   In scena uno splendido cast: il tenore Juan Francisco Gatell (come Tamino), la soprano Emőke Baráth (comePamina), il soprano Aleksandra rispettivi ruoli di Pa)pageno e Papagena, il basso John Relyea come ill sacerdote Sarastro, il tenore Marcello Nardis come Monostatos.  Infine, nella parte dell’oratore canta il basso-baritono Zachary Altman, mentre le tre dame sono Ania Jeruc, Adriana Di Paola e Valentina Gargano; quest’ultima fa parte di “Fabbrica” Young Artist Program come Arturo Espinosa (diplomato della terza edizione) e Nicola Straniero, impegnati nei panni dei due sacerdoti e dei due armigeri.  Nelle repliche del 14, 17 e 19 gennaio il ruolo di Tamino è affidato a Cameron Becker e quello di Pamina a Maria Laura Iacobellis. Papageno è Äneas Humm (Premio Giovane Artista dell’Anno 2022 per Opus Klassik) e Sarastro Simon Lim. Nelle stesse repliche e in quella del 21 gennaio la Regina della Notte è interpretata da Aigul Khismatullina.

 In scena anche il Coro dell’Opera di Roma diretto da Ciro Visco. Alla produzione partecipa anche la Scuola di Canto Corale.

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