
Gli esiti delle elezioni politiche europee dell’8-9 giugno 2024 hanno
confermato l’avanzata delle destre. Ma si va delineando un doppio scenario.
Da una parte, sovranisti e neofascisti non eliminano la possibilità per le
famiglie politiche popolare, socialista e liberale di comporre la stessa
maggioranza – all’Europarlamento – che ha sostenuto fin qui Ursula von der
Leyen.
Dall’altra, questo equilibrio è molto fragile, perché il motore
franco-tedesco è ora in panne. In Francia Le Pen stravince. Macron – sciolta
l’Assemblea nazionale – indice nuove elezioni. E in Germania i postnazisti di
Alternative für Deutschland superano il partito socialdemocratico del cancelliere
Olaf Scholz.
In Italia, Fratelli d’Italia ottiene il 28,8% dei consensi, ma il Pd diretto
da Elly Schlein si assesta intorno al 24,1%. Il M5S si afferma con il 9,9%,
crollo della Lega (9%) sorpassata da Forza Italia (9,6%). Exploit di
Alleanza Verdi e Sinistra che sfiora il 7%. Calenda (Lista Azione) e
Renzi-Bonino (lista Stati Uniti d’Europa) non hanno superato la soglia di
sbarramento del 4% fermandosi al 3,3% e al 3,7%.
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