Premesso che l’esito delle prossime elezioni anericane avra’ un grosso impatto anche sul futuro dell’Ue qui mi soffermo solo sul tema in titolo. Draghi – nel suo Rapporto – ha tra l’altro indicato la necessità di 800 miliardi di investimenti l’anno per la transizione verde e digitale e la spesa per la difesa, di cui la metà finanziati con risorse pubbliche. Ed ha anche proposto la creazione di un nuovo strumento di debito comune dell’Ue – dopo NextGenerationEU – proposta non gradita a Ursula von der Leyen.

Una nuova bozza di dichiarazione di Budapest è -nel momento in cui si scrive – in fase di arrivo. Dal confronto del 25 ottobre – tra gli ambasciatori dei ventisette Stati membri dell’Unione europea – tra i temi più controversi figurano:
– la politica di coesione (alcuni paesi temono che fondi per le regioni potrebbero andare a finanziare la competitività.
– il Fondo per la sovranità dell’Ue (cui alcuni paesi si oppongono)
– l’appello a più convergenza sulla tassazione
– l’impegno a realizzare l’unione dei mercati dei capitali
– il piano finanziario pluriennale dell’UE
E c’è chi chiede maggiore attenzione per le interconnessioni per l’energia e per gli aspetti sociali.
Tag: La dichiarazione di Budapest, Rapporto Draghi, Unione europea
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