Oltre il tempo patriarcale la lungimiranza di Anna Kuliscioff (Tab edizioni 2025)

Il 20 maggio 2025, a Roma, nello splendido scenario della Fondazione Besso – coordinata dalla giornalista Elisa Di Salvatore – c’è stata la presentazione di Oltre il tempo patriarcale la lungimiranza di Anna Kuliscioff Tab edizioni 2025: libro curato da Fiorenza Taricone, e pubblicato in occasione del centenario della scomparsa di una capostipite del socialismo e del femminismo italiano.  

Il volume esplora alcuni aspetti rilevanti, ma meno studiati, di questa donna straordinaria:

  • la dimensione affettiva e amicale in relazione alla sua militanza politica (Fiorenza Taricone);
  • il suo rapporto, non privo di controversie ma fecondo, con le associazioni femministe del tempo (Liviana Gazzetta);
  • e il suo contributo alla legge del 1902 sul lavoro delle donne e dei fanciulli e la sua specifica attenzione alle condizioni di bambine e bambini (Isabel Fanlo Cortés).

Russa – a sedici anni a Zurigo – Anna Kuliscioff (1857-1925) aderì prima alle tesi populiste, poi a quelle di Bakunin. Tornata in patria, svolse attività clandestina ma (rivoluzionaria e anarchica) fu costretta a tornare (1877) in Svizzera. Qui conobbe A. Costa col quale stabilì uno stretto rapporto sentimentale e politico.  Arrestata nel 1878 in Francia – e successivamente in Italia – si trasferì nuovamente in Svizzera (1880): vi iniziò degli studi di medicina che completò in Italia, dove svolse un’intensa attività gratuita di medico dei poveri.

Esule in Italia, Anna Kuliscioff passò gradualmente dalle teorie bakuniniane al marxismo, che contribuì a diffondere svolgendo attività politica,e condividendo con F. Turati – cui si unì dal 1885 – la direzione della Critica sociale (dal 1891). Nel 1977 è stato pubblicato postumo (un suo importante Carteggio con Turati.

Arrestata per i fatti del maggio 1898, Kuliscioff continuò anche successivamente una intensa milizia nel Partito socialista, nel quale fu autorevole esponente della corrente riformista. Nello stesso periodo prese parte attiva al movimento per l’emancipazione delle donne.  Intervenne con passione nel dibattito sui diritti delle lavoratrici e sul suffragio femminile.  E – neutralista convinta – dopo la guerra combatté il massimalismo socialista e fu rigorosa oppositrice del fascismo.

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