L’Agenda del prossimo Consiglio europeo (15-16 ottobre 2026)

BILANCIO UE – In questo vertice si tenterà di raggiungere un accordo sul futuro bilancio dell’Ue: una volta che il Consiglio europeo avrà raggiunto una posizione comune, inizieranno poi i negoziati con il Parlamento europeo. Il bilancio definitivo dovrà essere approvato dal Parlamento europeo, entro la fine del prossimo anno, affinché possa entrare in vigore all’inizio del 2028. 

Ma ad oggi le divergenze rimangono ancora profonde.

 La coalizione degli “Amici della Coesione”, guidata da Italia e Romania ma che include anche la Polonia, si è posta l’obiettivo di difendere i finanziamenti europei per la Politica agricola comune e la Politica di coesione.    Nel frattempo – rispetto alla proposta iniziale della Commissione europea – il gruppo dei Paesi “frugalisti” ha chiesto tagli  drastici (Berlino ne chiede una riduzione di 400 miliardi di euro). 

 L’Irlanda – che detiene la presidenza di turno del Consiglio dell’Unione europea – ha proposto una riduzione della spesa  di circa 141 miliardi di euro (pari all’8% rispetto alla proposta precedentemente presentata dalla Commissione europea) dai “frugalisti” giudicata insufficiente, mentre i “fautori della coesione” si sono detti soddisfatti del fatto che la proposta non tocca sostanzialmente la spesa agricola e i finanziamenti destinati alle regioni.

La maggioranza del Parlamento europeo protesta con forza sia contro la riduzione complessiva del bilancio, sia contro i tagli in settori specifici (competitività, ricerca e sicurezza).  Intanto, la Germania e i suoi alleati contestano non solo l’entità complessiva del bilancio, ma anche le modalità di distribuzione dei tagli. “Difesa, ricerca e nuove tecnologie sono colpite in modo sproporzionato dai tagli. L’Europa deve rafforzare le proprie capacità in questi settori. I risparmi devono essere individuati in modo equilibrato in tutto il bilancio”, ha affermato il primo ministro finlandese Petteri Orpo.

TRA GLI ALTRI TEMI – Al Vertice verranno inoltre affrontati il tema dell’immigrazione; la situazione in Medio Oriente (libertà di navigazione e sicurezza marittima, ecc.); l’allargamento dell’Unione. I leader dovrebbero discutere dei  progressi dell’Ucraina verso l’adesione all’Unione europea e di  un ulteriore sostegno al Paese (compresa la risposta alle esigenze infrastrutturali critiche, soprattutto in vista dell’imminente inverno); e anche dei lavori per il Trattato di adesione con il Montenegro e dell’obiettivo di concludere i negoziati entro la fine dell’anno.

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