Archive for ottobre 2017

Picasso alle Scuderie Papali (roma)

ottobre 20, 2017

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10210585811498462&id=1141940195

Il borghese gentiluomo al teatro Sala Umberto (Roma )

ottobre 20, 2017

2017-10-20 11.30.42 Dal 19 al 29 ottobre 2017 – al Teatro Sala Umberto di Roma – va in scena Il borghese gentiluomo commedia con cui l’attore e regista Filippo Dini torna a dirigere Valeria Angelozzi, Sara Bertelà, Ilaria Falini, Davide Lorino, Orietta Notari, Roberto Serpi, Marco Zanutto, Ivan Zerbinati (stessa équipe artistica di Ivanov di Cechov – prodotto da Teatro Due e il Teatro Stabile di Genova nel 2015 – grande successo di pubblico e critica).

Questa commedia, divertente e profonda fu commissionata a Molière – dal fratello di Re Luigi XIV – sia quale forma di comedie-ballet (sfondo narrativo di balletti e arie di Lully) sia in risposta a una indelicatezza commessa da un ambasciatore turco.

Nel 1670 – epoca in cui Moliere la scrisse – tra il popolo e la nobiltà stava nascendo un nuovo ceto, la borghesia. Monsieur Jourdain (personaggio ridicolo e commovente, divertente e contraddittorio ) è un ricco borghese, cui manca la nobiltà. Attorno gli gravitano i maestri che dovrebbero formarlo per raggiungere uno status superiore; e due coppie di giovani (fra cui c’è la figlia di Jourdain) – la cui unica ambizione è quella di sposarsi per sopravvivere alla noia – che decidono di organizzare una messa in scena per gabbarlo. Tutti – fingendo di assecondare i suoi desiderata per ottenere i propri scopi – finiranno col prendersi gioco di lui: nobili decaduti – e insegnanti – per denaro; e la moglie per far sposare la figlia con il borghese Cleonte (che si travestirà da Gran Turco).

Senza mai incorrere nella banalità, l’opera mantiene un ritmo serrato. Dini, al carattere farsesco di Jourdain, conferisce lo spessore di un personaggio a tutto tondo, suggerendo che certi vizi sono connaturati alla natura umana.

UE , digitalizzazione e politica industriale dal G7 di Torino al vertice digitale di Tallin

ottobre 18, 2017

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Quasi nel corso degli stessi giorni – nel corso del settembre 2017 – ci sono stati, a Torino, il G7 e, a Tallin, il Vertice sulla digitalizzazione che ha riunito i capi di Stato e di governo di 25 Stati membri dell’Unione europea (prima riunione dei dirigenti UE su questioni collegate al digitale). Visto che tra due eventi non mancano di certo problematiche di comune interesse, in questo articolo – pubblicato in Europa in movimento – mi è parso cosa utile soffermarmi su entrambi, allargando l’orizzonte anche ad altre Comunicazioni, Dichiarazioni e Decisioni UE – attinenti in particolare la digitalizzazione (ma anche la rinnovata strategia di politica industriale europea) – d’interesse rilevante per questi stessi temi.

http://www.europainmovimento.eu/europa/digitalizzazione-e-nuova-strategia-di-politica-industriale-dal-g7-di-torino-al-vertice-ue-di-tallin.html

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Il G7 di Torino e le rivendicazioni dei sindacati

ottobre 10, 2017

I 7 Paesi più industrializzati al mondo (Francia, Germania, Italia,Giappone, Canada, Regno Unito e Stati Uniti d’America) si sono incontrati per discutere di come governare una delle più grandi trasformazioni della Storia industriale. Quali sono stati i principali punti di discussione? Mi ci soffermo in questa mia Inchiesta su il Giornale dei comuni.

http://www.gdc.ancitel.it/inchiesta/il-g7-di-torino-e-le-rivendicazioni-dei-sindacati/

AGGIUNGI UN POSTO A TAVOLA al Teatro Brancaccio-Roma (12 ottobre – 26 NOVEMBRE 2017)

ottobre 9, 2017

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Con le incantevoli musiche di Armando Trovajoli, Aggiungi un posto a tavolo è una splendida commedia musicale italiana di Pietro Garinei e Sandro Giovannini, liberamente ispirata al romanzo di David Forrest After me the Deluge (Dopo di me il diluvio) scritta negli anni di piombo (tra il 1973 e il 1074) con Iaia Fiastri.

La storia narra di Don Silvestro, parroco di un paesino di montagna che – incaricato da Dio di costruire una nuova arca per salvare se stesso e tutto il suo paese dall’imminente secondo diluvio universale – ci riuscirà (con l’aiuto di tutti) nonostante l’avido sindaco Crispino, e l’arrivo di Consolazione (donna di facili costumi che mette a dura prova gli uomini del paese, ma che accetterà di sposare Toto per amore). Giunto il momento di salire sull’arca, un cardinale convince la gente del paese a non seguire Don Silvestro, accusandolo di pazzia. . Il giovane curato decide di non abbandonare il suo paese e i suoi amici. Dio, vedendo fallire il suo progetto, fa smettere il diluvio. Per Brindare al lieto fine Don Silvestro aggiunge un posto a tavola per… Lui!

La prima rappresentazione (1974) di questa commedia – che vide Johnny Dorelli in uno dei suoi ruoli più memorabili (Don Silvestro il prete di paese che vuole salvare i suoi concittadini dal secondo diluvio universale) – fu un successo strepitoso. Il pubblico si innamorò da subito dell’umanità del pretino di montagna (Johnny Dorelli), delle prodezze comiche della mondana redenta (Bice Valori), dello stile teso e di effetto sicuro del sindaco (Paolo Panelli), della freschezza e incisività della teen-ager innamorata del parroco (Daniela Goggi) e della goffaggine del contadinotto che ritrova la virilità (Ugo Maria Morosi). L’allestimento costò la cifra record di 270 milioni di lire. Sempre con successo strabilioso lo spettacolo è stato poi tradotto in più lingue (in inglese, russo, tedesco, spagnolo) e replicato – spesso mantenendo l’allestimento originale – in Italia (anche al Sistina) e in più città del mondo, a volte contemporaneamente: a Madrid, Città del Messico, Londra, Buenos Aires, Madrid, Budapest, Mosca, e in citta del Brasile, Portogallo ecc.

Nel 2017, la commedia è riportata in scena – al Teatro Brancaccio (Roma) – da Gianluca Guidi.
”La rifaremo alla vecchia maniera (con allestimenti girevoli e l’orchestra di 16 elementi) – precisa Guidi – Restando fedeli al testo, sempre attuale per il suo messaggio di fratellanza che attraversa epoche e generazioni”.

Gianluca Guidi (figlio di Johnny Dorelli) si avvale di un eccellente cast: dal mitico coreografo Gino Landi (assistito da Cristina Arrò) al direttore d’orchestra dal vivo Maurizio Abeni (già assistente di Armando Trovajoli); dallo scenografo Gabriele Moreschi (che ha ricreato le scene di Coltellacci) alla costumista Francesca Grossi (che ha adattato i disegni originali dei raffinati costumi di Coltellacci); da Umile Vainieri (disegno luci) a Emanuele Carlucci (disegno fonico) e Claudio Cianfoni. (contributi viedo) ; da Mario Amodio (scenotecnica) a Antonio Dari ( parte meccanica ) a Sartoria Brancaccio (costumi).
Circa il cast artistico, a Gianluca Guidi (erede del padre Johnny Dorelli) si riconferma il ruolo di
Don Silvestro. Enzo Garinei è “La voce di Lassù”. Emy Bergamo ( cui spetta il record di prima attrice) è Consolazione. Marco Simeoli è il sindaco Crispino .Piero Di Blasio è Toto. Dopo la lunga selezione durante gli affollati provini, per il ruolo di Clementina è stata scelta la giovanissima Beatrice Arnera (autentica rivelazione). Francesca Nunzi interpreta Ortensia, moglie di Crispino.

L’ensemble è composto da 17 artisti, cantanti, ballerini.

Lo spettacolo è prodotto da Alessandro Longobardi per Viola Produzionda, dopo il successo ottenuto con i musical Rapunzel (2014) regia di Maurizio Colombi, Sister act (2015) regia di Saverio Marconi, Peter Pan (2016) regia di Maurizio Colombi, L’ultima strega (2016) regia di Andrea palotto, E…Se il tempo fosse un gambero (2016) regia di Saverio Marconi, La Regina di ghiaccio il musical (2017) regia di Maurizio Colombi. Viola Produzioni (insieme al Teatro Brancaccio, esempio importante di teatro di produzione della capitale) conferma l’efficienza del polo produttivo (e il suo staff) diretto da Carlo Buttò.

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Vertice di Tallin sulla digitalizzazione

ottobre 9, 2017

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Il Vertice sulla digitalizzazione di Tallin ( 29 settembre 2017) – che ha riunito i capi di Stato e di governo di 25 Stati membri dell’Unione europea – è stata la prima riunione dei dirigenti UE su questioni collegate al digitale. Quali sono i punti principali enfatizzati dalle sue conclusioni? Su questo e altro.. mi soffermo in questo mio artioco su il Giornale dei comuni.

I Punti principali contenuti nel testo delle Conclusioni del Vertice digitale

http://www.gdc.ancitel.it/inchiesta/le-principali-risoluzioni-del-vertice-di-tallin/

http://www.gdc.ancitel.it/da-tallin-una-spinta-forte-alleuropa-digitale-e-alla-cybersicurezza/

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Elena Paruolo: nuova recensione del suo Pinocchio

ottobre 7, 2017

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NOTA: il Motivo per cui della Copertina Esterna di questo volume di Elena Paruolo, sul web, attualmente, circolano due Copertine diverse, l’una con Prefazione di Laura Tosi, l’altra senza alcun riferimento a questa stessa Prefazione – Prefazione comunque, sempre presente nel volume e nella sua Copertina interna – e’ un iniziale DISGUIDO (ERRORE) editoriale.

RECENSIONE – su Roma oggi – di questo bel libro di Elena Paruolo su Pinocchio:

Elena Paruolo: Il Pinocchio di Collodi e le riscritture in Italia e Inghilterra

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Odio Amleto alla Sala Umberto (Roma)- 3-15 ottobre 2017

ottobre 4, 2017

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“Odio Amleto” è una divertente commedia di Paul Rudnick.

Ora in scena alla Sala Umberto – diretta da Alessandro Benvenuti – porta in scena la storia di Andrew Rally, star del piccolo schermo, che per rifarsi un look da attore impegnato,accetta di interpretare il personaggio shakespeariano in palcoscenico. Andrew Rally – già alle prese con il fantasma del leggendario John Barrym (interprete per eccellenza del Bardo) – quando riceverà la proposta di un nuovo ruolo importante in tv con compenso stellare e prospettiva di una platea oceanica, si troverà a dover scegliere tra il nobile Shakespeare e la popolarità della televisione. Dilemma amletico!

“Noi attori glamour di televisione, e anche di cinema -– sottolinea Gabriel Garko tornato al teatro, al fianco di due signori della scena come Ugo Pagliai e Paola Gassman – dobbiamo sempre dimostrare di essere all’altezza. Amo il teatro perché è l’unica occasione per un rapporto diretto con il pubblico. Non faccio distinzioni tra cinema, teatro o tv: quando capitano le cose giuste mi piace farle”. Riferendosi a John Barrym, Ugo Paglia precisa: “Abbiamo trasformato il confronto in un ideale rapporto padre-figlio. Più che odio, parlerei di paura verso l’Amleto. Il ‘figlio’ sa di non riuscire a raggiungere tutte le emozioni che abbiamo dentro per esternarle davanti al ‘drago’. Ma una volta che ci si riesce, Amleto si ama, non si odia”.

Ciao! al teatro Quirino (Roma) 10-22 ottobre 2017

ottobre 4, 2017

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Un ragazzo degli anni Cinquanta torna dal passato, si ferma sul pianerottolo della casa di famiglia e aspetta il figlio, ormai adulto. Com’è possibile? E perché è tornato ora, dopo tanto tempo?
Sono due sconosciuti, ma sono padre e figlio: il padre è Vittorio (famoso giornalista radio e televisivo, già direttore del Tg1, portò alla notorietà Mike Bongiorno, fu amico di Alberto Sordi, in un film di Totò interpretò se stesso) il figlio è Walter Veltroni (x segretario nazionale del Partito Democratico e candidato premier alle elezioni politiche del 2008). Ma potrebbero essere ogni padre e ogni figlio di questo Paese.

Dal libro omonimo di Walter Veltroni – edito da Rizzoli – Piero Maccarinelli dirige Ciao con Massimo Ghini e Francesco Bonomo, rispettivamente nel ruolo di Walter e Vittorio Veltroni, che affrontano le loro vite, quello che è stato e quello che poteva essere, la storia di due generazioni vicine eppure diversissime.

L’incontro immaginario rivela – attraverso le parole – ciò che unisce davvero un padre e un figlio (cercando le vicinanze nella donna che li ha uniti, e che li ha fatti ritrovare) ma diventa anche occasione per raccontare due Italie -che si raccontano e si incrociano- quella degli ideali nati nel secondo dopoguerra e quella delle crisi successive. La messinscena è arricchita da video e immagini dell’archivio Rai e dell’Istituto Luce che ripercorrono la nostra memoria storica.