Archive for the ‘Teatro dell’Opera di di Roma’ Category

Sogno di una notte di mezza estate al Teatro dell’Opera di Roma (9-14 giugno 2026)

giugno 6, 2026

 Sogno di una notte di mezza estate – capolavoro coreografico di George Balanchine su musiche di Felix Mendelssohn-Bartholdy, ispirato alla celebre commedia di William Shakespeare – in scena al Teatro dell’Opera di Roma vede impegnati  il Corpo di Ballo diretto da Eleonora Abbagnato, l’Orchestra  e il Coro del Teatro Costanzi.

 Sul podio Karen Durgaryan, Maestro del Coro Ciro Visco.

Guest l’étoile dell’Opéra di Parigi Sae Eun Park . A interpretare le voci soliste le allieve di Fabbrica Young Artist Program Jessica Ricci e Maria Elena Pepi.  Il balletto vede inoltre la partecipazione degli allievi della Scuola di Danza; scene e costumi sono di Gianluca Falaschi, le luci di Valerio Tiberi.

ROMÉO ET JULIETTE DI GOUNOD – ALL’OPERA DI ROMA (28 aprile- 6 maggio 2026)

aprile 25, 2026

Romeo e Giulietta di Gounod – grande classico del repertorio francese, in cinque atti su libretto di Jules Barbier e Michel Carré – sarà in scena al Teatro Costanzi di Roma con  un approccio innovativo della regia di Luca De Fusco. Sul podio Daniel Oren, Maestro del Coro – che diventa esso stesso un personaggio – Ciro Visco.

“Come rileggere oggi quest’opera in modo da rendere ancora vivo il mito? Ho pensato all’ultima volta in cui ci siamo ritrovati divisi tra Capuleti e Montecchi. e che la morte ha popolato il nostro mondo in modo sistematico, ovvero alla Seconda guerra mondiale. – precisa De Fusco – E ho scelto di percorrere la via della metafora che vede i due protagonisti circondati da una folla di spettri in bianco e nero, lasciando soltanto a loro la vivacità del colore della vita e dell’amore”.  In effetti,  De Fusco inserisce la storia di Giulietta e Romeo in un film in bianco e nero degli anni ’40, in cui gli unici personaggi portatori di vita sono i due protagonisti.  

Proiezioni video sulla scena animano sogni, ricordi e immaginazione della coppia di celebri amanti. Nella prima parte dello spettacolo avrebbero potuto osare una maggiore allegria, e minor atmosfera funerea. Ma negli atti finali, sono innovativi, e sublimi per musica e canto,danza ed effetti scenici e coreografici!

Marta Crisolini Malatesta cura scene e costumi, Gigi Saccomandi le luci, Alessandro Papa i video e Alessandra Panzavolta i movimenti coreografici.

 “ Il compositore – sottolinea il maestro Oren –  traduce in musica ogni sfumatura emotiva dei protagonisti, passando dall’innocenza giovanile (spesso espressa con un registro medio-alto, luminoso) all’estasi amorosa fino alla tragedia finale, con una scrittura vocale di straordinaria intensità espressiva”. E’ una musica continua.

 Nei panni di Juliette il soprano georgiano Nino Machaidze.  Roméo è Vittorio Grigolo,Si alterna con lui nel ruolo di Roméo Duke Kim (2, 5 maggio). Accanto ai protagonisti diversi artisti in ascesa: Nicolas Courjal (Frère Laurent, Le Duc de Vérone), Mihai Damian (Mercutio), Aya Wakizono (Stéphano), Christian Senn (Capulet), Valerio Borgioni (Tybalt), Géraldine Chauvet (Gertrude), Raffaele Feo (Benvolio), Alessio Verna (Gregorio) e, da “Fabbrica” Young Artist Program, Alejo Álvarez Castillo (Pâris).

IL TRIONFO DEL TEMPO E DEL DISINGANNO DI HAENDEL al teatro dell’Opera di Roma (7-14 aprile 2026) – E il nono numero di Calibano

aprile 1, 2026

Il trionfo del Tempo e del Disinganno di Haendel narra il conflitto interiore di Bellezza, divisa fra le lusinghe di Piacere e la guida di Tempo e Disinganno.  

Nello spettacolo in scena all’Opera di Roma, il regista Robert Carsen, Carsen trasforma l’allegoria barocca in un’esperienza scenica moderna, in cui luci, gesti e simboli creano un ponte tra il Settecento romano e le domande del presente. Il piacere – fugace e transitorio – è contrapposto alla verità e alla consapevolezza.

Sul podio  c’è Gianluca Capuano, con l’ orchestra del Teatro dell’Opera di Roma,  e  un allestimento in collaborazione con Salzburger FestspieleIl cast riunisce voci di primo piano nel panorama barocco (Johanna Wallroth, Anna Bonitatibus,  Raffaele Pe, Ed Lyon).

Calibano –  In occasione delle rappresentazioni del Trionfo del Tempo e del Disinganno è presentato anche  il nono numero di  «Calibano» – la rivista monografica di attualità culturale dell’Opera di Roma  – dedicato al tempo e alle forme con cui arte, media, scienza e letteratura provano oggi a pensarlo e rappresentarlo. Il volume, realizzato in collaborazione con la casa editrice effequ, ospita un racconto inedito dello scrittore e saggista americano Michael Frank e un saggio critico di Dominic Pettman, docente della New School University di New York (sulla trasformazione del nostro rapporto con il tempo nell’epoca dei media digitali) e, tra i numerosi pezzi, contributi della compositrice Lucia Ronchetti, dello scrittore Vanni Santoni e dei giornalisti Alberto Mattioli e Alberto Piccinini. Per la prima volta, ad accompagnare i saggi di «Calibano» saranno le immagini delle opere del pittore e scultore Nicola Samorì.

Roma: il Teatro dell’Opera di Roma torna nelle chiese della città con 8 Concerti di Pasqua (gratuiti)

marzo 19, 2026

Otto appuntamenti gratuiti dedicati alla grande tradizione della musica sacra, con protagonisti il Coro del Teatro dell’Opera di Roma, diretto da Ciro Visco, e la Scuola di Canto Corale, guidata da Alberto de Sanctis e Isabella Giorcelli.

«Con i Concerti di Pasqua – sottolinea il sovrintendenteFrancesco Giambrone – vogliamo rinnovare il legame tra il nostro Teatro e la città. Portare programmi di musica sacra nei luoghi della spiritualità del territorio (con il prezioso contributo dell’Assessorato ai Grandi Eventi) significa coinvolgere il pubblico in un momento collettivo in cui la musica diventa linguaggio comune, occasione di incontro e strumento di diffusione della bellezza nel tessuto urbano della città.»

«. Ringrazio – sottolinea Alessandro Onorato, Assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale il Teatro dell’Opera e l’Assessore alla Cultura Massimiliano Smeriglio per il grande lavoro che stanno facendo per rendere un’eccellenza italiana come l’Opera alla portata di tutti. Questi appuntamenti sono in linea con la Roma che vogliamo: una città dove gli eventi e la cultura siano dei diritti di tutti, indipendentemente dalle possibilità sociali ed economiche, soprattutto in un momento storico difficile come questo.»

Due i programmi, uno affidato al Coro e l’altro alla Scuola di Canto Corale dell’Opera di Roma, pensati per rinnovare il dialogo col pubblico della Capitale.

Per quattro serate dal 20 al 27 marzo il Coro del Teatro dell’Opera diretto dal MaestrCiro Visco dà  voce a il Requiem di Gabriel Fauré, con i soprani Constanza Antunica (20, 25 marzo) e Marika Spadafino (21, 27 marzo), i baritoni Marco Severin (20, 25 marzo) e Andrea Jin Chen (21, 27 marzo). Al pianoforte Alessia Capoccia. 

Quattro le chiese ospitanti: il 20 marzo alle ore 19.00 la Chiesa dei Santi Fabiano e Venanzio (Tuscolano), il 21 marzo alle ore 19.30 la Chiesa di San Giovanni Battista de Rossi (Appio-Latino), il 25 marzo alle ore 19.00 la Chiesa Santa Maria Regina Pacis (Lido di Ostia) e il 27 marzo alle ore 16.00 la Chiesa dei Santi Aquila e Priscilla (Portuense).

Gli allievi della Scuola di Canto Corale, sotto la guida dei Maestri Alberto de Sanctis e Isabella Giorcelli e accompagnati al pianoforte da Zenoviia-Anna Danchak, propone un programma che attraversa quattro secoli di musica sacra, interpretando Salve Regina di Giovanni Pierluigi da Palestrina, Stabat Mater di Giovanni Battista Pergolesi, Missa sub titulo Sancti Leopoldi MH 837 di Johann Michael Haydn e Tre Cori Religiosi di Gioachino Rossini (La FedeLa SperanzaLa Carità). I brani risuoneranno nelle chiese di Santa Maria Madre della Misericordia (Prenestino-Labicano, 19 marzo ore 19.00), di Sant’Ambrogio (Aurelio, 22 marzo ore 19.30), di San Romano Martire (Pietralata, 26 marzo ore 19.30) e di San Giovanni della Croce (Colle Salario, 28 marzo ore 19.30)

Spring and Fall di John Neumeier – Echoes from a Restless Soul  di Jacopo Godani – I Feel the Earth Move di Beniamin Millepiedi al teatro dell’Opera (Roma, 17-22 marzo 2026)

marzo 12, 2026

Dopo due grandi classici (Lo schiaccianoci e La Bayadère) al Costanzi si esplorano il Novecento e la contemporaneità con tre coreografie (per la prima volta a Roma) interpretate dal Corpo di Ballo della Fondazione capitolina:

  1.  Spring and Fall di John Neumeier: creato per l’Hamburg Ballett nel 1991 su musica di AntonínDvořák, il balletto gioca sull’ambiguità del titolo richiamando la primavera e l’autunno ma anche la caduta e il recupero, i principi fondamentali del movimento elaborati da Doris Humphrey.
  2. Echoes from a Restless Soul (Dresden Frankfurt Dance Company, 2016) ripensato da Jacopo Godani per i ballerini della compagnia romana. Pièce astratta, in cui la musica di Maurice Ravel ha un ruolo di assoluto rilievo.
  3. I Feel the Earth Move di Benjamin Millepied (American Ballet Theatre di New York, 2017) su musiche di Philip Glass: i danzatori fanno il loro ingresso su un palcoscenico completamente libero da scene e sipari, un’espediente pensato dal coreografo francese per cercare di cambiare la percezione del balletto, da qualcosa che si nasconde a qualcosa di immediato.

Il Trittico Neumeier Godani /Millepied vede impegnate le étoiles Alessandra Amato e Susanna Salvi, le prime ballerine Federica Maine, Marianna Suriano, i primi ballerini Simone Agrò, Claudio Cocino e Michele Satriano, i solisti e il Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma. Daniel Capps dirige l’Orchestra capitolina nella Serenata per archi di Dvořákin Spring and Fall. La musica di Ravel in Echoes from a Restless Soul è eseguita dal vivo dal pianista Massimo Spada, quella di Glass in I Feel the Earth Move è su base registrata.

Inferno di Lucia Ronchetti al Costanzi – Teatro dell’Opera di Roma (19 febbraio-7 marzo 2026)

febbraio 17, 2026

L’opera è ispirata alla prima cantica della Commedia di Dante Alighieri, con un epilogo originale firmato da Tiziano Scarpa. premio Strega nel 2009 con il romanzo Stabat Mater. Dante  descrive non solo immagini ma anche suoni.  La musica – di questa opera –  non è quindi una musica che racconta  una storia con dei personaggi. E’ piuttosto una musica che  descrive o ambienti esterni o vita interiore.

«Ho immaginato Inferno precisa la compositrice Lucia Ronchetti- come una successione di paesaggi sonori evocati da Dante, cangianti, metamorfici e apocalittici, seguendo la forma a spirale del suo viaggio verso il centro della terra. La partitura si genera dal linguaggio stesso di Dante, dalla sua capacità di creare un’estasi narrativa insieme a una consapevolezza profonda delle tenebre che circondano ogni tentativo di conoscenza».

Nello spettacolo, il regista, David Hermann, interpreta il capolavoro dantesco in chiave moderna. E colloca la narrazione in uno spazio fatto di stanze – contemporanee – abitate dai penitenti.  “Il viaggio infernale si trasforma in un’esplorazione della psiche umana, restituendo al pubblico un Inferno più mentale che narrativo, immersivo e inquieto”.

La direzione è affidata a Tito Ceccherini che spiega: “A Roma l’opera è tutta  in italiano ed è tutta Dante, con l’eccezione molto particolare e molto importante del testo finale – da Scarpa scritto per questo spettacolo –  che impersona o esprime la figura di Lucifero che nell’Inferno dantesco non ha un testo suo, non parla».

Insomma, uno spettacolo da vedere. Puo’piacere o non piacere (a partire dal suo tipo di musica) ma – pur essendo un’ impresa di certo non facile – riesce grazie a un cast eccezionale..

 Ceccherini guida l’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma, l’Ensemble Neue Vocalsolisten (voce interiore di Dante), il soprano Laura Catrani (Francesca da Rimini), il tenore Leonardo Cortellazzi (Ulisse) e il basso Andreas Fischer (Lucifero). All’attore Tommaso Ragno è affidato il ruolo di Dante. Maestro del Coro dell’Opera di Roma Ciro Visco. Le scene sono di Jo Schramm e le luci di Fabrice Kebour. Drammaturga Mareike Wink. I costumi sono firmati da Maria Grazia Chiuri-

Foto di Fabrizio Sansoni – Teatro dell’Opera di Roma-

La bohème di Giacomo Puccini al Teatro dell’Opera di Roma (14-25 gennaio 2026)

gennaio 16, 2026

Con un gioco straordinario di tecnologia, è una – splendida e spettacolare – esperienza immersiva quella pensata per La bohème di Giacomo Puccini dal regista Davide Livermore (autore anche di scene, costumi e luci). “Bohème – sottolinea Livermore – è tanto perfetta da essere quasi una non-opera, una sorta di neo proto sceneggiatura cinematografica. Azioni ed emozioni vengono descritte con una precisione assoluta. Come raccontare questa storia oggi? Assecondando la  miracolosa partitura di Puccini fino in fondo. Così, questo allestimento ci porta nel 1896. E, nell’atelier di Marcello, diventa sintesi di tutta l’esperienza pittorica della Parigi fin de siècle. Le pitture amplificano il racconto degli affetti in musica».  Sul podio torna Jader Bignamini che di Bohème dice «non è nostalgia. È vita allo stato puro: piena, disordinata, improvvisa. E’ la semplicità delle emozioni che diventano universali, tra sogni mai realizzati e affetti che resistono oltre la fine”. Alla bacchetta di Alessandro Palumbo è affidata la replica del 21 gennaio

A dar voce al gruppo di giovani bohémiens – protagonisti della vicenda narrata nel libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, da Scènes de la vie de bohème di Henri Murger e Théodore Barrière – sono diversi cast che si alternano nelle undici recite dal 14 al 25 gennaio. A vestire i panni di Mimì è l’interprete pucciniana del momento, Carolina López Moreno . Nel ruolo di Mimì sono chiamate anche Maria Agresta e Roberta Mantegna. Saimir Pirgu  torna all’Opera di Roma. Nei panni del poeta cantano anche Francesco Demuro  e René Barbera. Il pittore Marcello è interpretato da Nicola Alaimo , Vittorio Prato e Biagio Pizzuti che è anche Schaunard, in alternanza con Alessio Arduini , Musetta è interpretata da Desirée Rancatore ed Elisa Balbo Il filosofo Colline da William Thomas e Manuel Fuentes ,Benoît e Alcindoro da Matteo Peirone.

In scena – in tutti gli spettacoli – il Coro del Teatro dell’Opera di Roma diretto da Ciro Visco, con la partecipazione della Scuola di Canto Corale (Maestro Alberto de Sanctis).

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Lohengrin di Wagner in scena al teatro dell’Opera di Roma (27 novembre -7 dicembre 2025)

novembre 19, 2025

Direttore musicale Michele Mariotti,  regista Damiano Michieletto  affiancato dal suo consueto team creativo  Paolo Fantin (scene), Carla Teti (costumi) e Alessandro Carletti (luci )Mattia Palma (drammaturgia) :  dopo cinquant’anni d’assenza, il 27 novembre, Lohengrin, Opera romantica in tre atti su libretto proprio, musica di Richard Wagner, torna al Teatro Costanzi di Roma.   Accanto al tenore Korchak, il cast comprende Clive Bayley (Heinrich der Vogler), Tómas Tómass (Friedrich von Telramund), Ekaterina Gubanova (Ortrud), Andrei Bondarenko (Der Heerrufer) e, al debutto al Costanzi, Jennifer Holloway (Elsa) . L’Orchestra è quella dell’Opera di Roma, così come il Coro, diretto da Ciro Visco.

 « Lohengrin  – sottolinea il direttore  Mariotti –  mette cantanti, orchestra, coro e tutte le maestranze sotto i riflettori e dimostra quanto il teatro sia davvero un organismo unico, la cui forza nasce dal lavoro comune. Tiene insieme il dramma storico e la leggenda, e la partitura stessa riflette questa doppia natura: da un lato la solidità solenne che richiama il contesto politico e corale, dall’altro la scrittura sospesa e visionaria che apre a una dimensione fiabesca e trascendente».

 «La drammaturgia di Wagner – precisa il regista Michieletto – mi commuove per la sua profonda dimensione spirituale. Il mio modo di avvicinarmi a quest’opera, per costruire una messa in scena che avesse calore e concretezza, è stato  quello di restituire ai personaggi la loro umanità. Non trattarli come simboli, ma come persone — con una propria psicologia, un cuore, un conflitto interiore — e poi sviluppare questi aspetti all’interno di una dinamica più ampia. Da una parte c’è una lotta tra l’individuo e la massa, dall’altra c’è una storia d’amore, quella tra Elsa e Lohengrin».

In occasione dello spettacolo esce il nuovo numero della rivista di attualità “Calibano” dedicato a «L’invenzione del Medioevo».

MARCO SPADA DI PIERRE LACOTTE al Costanzi – Teatro dell’Opera di Roma (24-29 ottobre 2025)  

ottobre 24, 2025

In  omaggio al coreografo francese Pierre Lacotte (1932-2023) –  a poco più di due anni dalla sua scomparsa – la stagione di balletto 2024/25m del Costanzi si chiude con Marco Spada, così come Lacotte lo aveva ricreato (marzo 1981) proprio per l’Opera di Roma, firmando anche scene e costumi, riportando in vita un balletto che dopo il suo  debutto sulle scene parigine nel 1857 – su musica di Daniel-François-Esprit Auber, libretto di Eugène Scribe e coreografia di Joseph Mazilier – era praticamente sparito dai cartelloni.

E’uno spettacolo veramente stupendo. BELLE la musica le scenografie e le coreografie. Belli i costumi.

 Il tema del balletto è quello del brigantaggio italiano, di moda, insieme allo spagnolismo, al tempo di Joseph Mazilier (1801-1868).   Il danzatore, maître de ballet e coreografo ha trasposto in danza la farraginosa vicenda fatta di intrighi e colpi di scena, narrata nell’inverosimile e fantastico libretto.

Gli artisti ospiti chiamati ad interpretare i ruoli principali sono i russi Igor’ Cvirko (Marco Spada: 24; 25 ore 20; 28; 29) e Dmitrij Vyskubenko (Federici: 26; 28), rispettivamente Principal Dancer e leading soloist del Teatro Bol’šoj ed entrambi al debutto a Roma, insieme alla danzatrice ucraina Iana Salenko (Angela: 24; 25 ore 20; 28), Principal Dancer dello Staatsballett Berlin. Con Salenko si alterna la solista Marta Marigliani (25 ore 15; 26; 29); con Cvirko l’étoile Alessio Rezza (25 ore 15; 26); con Vyskubenko Simone Agrò (24; 25 ore 20) e Mattia Tortora (25 ore 15; 29). L’étoile Alessandra Amato è la Marchesa (26; 28) in alternanza con le prime ballerine Marianna Suriano (24; 25 ore 20) e Federica Maine (25 ore 15; 29); Pepinelli è interpretato dai primi ballerini Claudio Cocino (24; 25 ore 20) e Michele Satriano (26; 28) e dal solista Giacomo Castellana (25; 29).

 In scena in tutte le sette recite il Corpo di Ballo della Fondazione capitolina.

 L’Orchestra è diretta dall’esperta bacchetta di David Garforth.

Alla produzione partecipano gli allievi della Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma diretta da Eleonora Abbagnato. Le luci sono di Jean-Michel Désiré. Riprende la coreografia Anne Salmon.

https://youtu.be/ah9qlrFb5gM?si=HfwQEplw78ZGjP9mù

 https://youtu.be/KOylh53N8t0

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14-28 settembre: ritorna OperaCamion del Teatro dell’Opera di Roma

settembre 10, 2025

OperaCamion è un progetto del Teatro dell’Opera di Roma promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura. È finanziato dall’Unione Europea, Next Generation EU nell’ambito del PNRR, e rientra tra gli Interventi de “Il Giubileo dei Pellegrini: eventi artistici e culturali nella città di Roma, dal centro alla periferia.

L’iniziativa rientra quindi  in una strategia culturale più ampia del Teatro dell’Opera di Roma. Ed ha l’obiettivo quello  di portare l’opera fuori dai luoghi tradizionali, trasformando spazi urbani e periferici in teatri accessibili e inclusivi. 

E’ gratis.  Gli spettatori – grandi e piccoli – portano le sedie da casa, si ritrovano in piazza e diventano parte di un rito collettivo, dove la cultura si fa accessibile, conviviale e popolare.

Il titolo scelto per questa nuova edizione di OperaCamion è Tosca, l’opera romana per antonomasia, storia di amore e passione tra la cantante Tosca e il pittore Cavaradossi.  Per OperaCamion, regia, costumi e luci sono affidati a Manu Lalli, le scene a Daniele Leone, mentre sul podio dell’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma salirà Carlo Donadio. . Accanto all’Orchestra e ai giovani cantanti – tra cui alcuni del progetto “Fabbrica” Young Artist Program – parteciperanno anche la Scuola di Canto Corale dell’Opera di Roma e 9 cori individuati nel territorio di Roma Capitale in collaborazione con la Cappella Vestiniana della Basilica di San Vitale al Quirinale. L’adattamento orchestrale è a cura di Vito Lo Re. 

Il calendario 2025 di OperaCamion/Tosca coinvolge sette municipi. domenica 14 Piazza Sirio, lungomare di Ostia (Municipio X); martedì 16 Parcheggio di via Leonida Repaci, Cinquina/Bufalotta (Municipio III); venerdì 19 Cortile Parrocchia Corpus Domini, Massimina (Municipio XII); domenica 21 Parco Gino Strada – ex Veratti (Municipio VIII); mercoledì 24 e giovedì 25 Castel Sant’Angelo – Lungotevere Castello (Municipio I); sabato 27 Parcheggio via Fosso dell’Osa (fronte civico 338), Villaggio Prenestino (Municipio VI); domenica 28 Rotonda viale Antonio Gandin, Palmarola/Selva Candida (Municipio XIV).