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La Bayadère al Teatro dell’Opera (Roma, 3-8 febbraio 2026)

gennaio 30, 2026

Creazione originale di Marius Petipa – con musica del compositore austriaco Léon Minkus, e oggetto di dibattito sul nome (Chudekon) dell’autore del suo libretto – La Bayadère è un tipico prodotto del periodo in cui venne scritta e messa in scena: una storia melodrammatica (di vari episodi) che si svolge in una terra antica ed esotica. Il balletto ruotava attorno al tragico destino degli amanti Nikiya e Solor. La danzatrice e il guerriero si sono giurati il ​​loro cuore, ma potenti figure politiche hanno altri piani. Il sovrano locale, il Rajah Dugmanta di Golconda, vuole fare di Solor suo genero, e l’Alto Bramino è determinato a fare di Nikiya la sua sposa. In un sorprendente colpo di scena, Nikiya accetta inavvertitamente di danzare al fidanzamento di Solor con Gamzatti, la figlia del Rajah. Gamzatti decide che Nikiya deve morire. Seguono una delle scene di morte più memorabili nella storia del balletto, e un finale sconvolgente.

 «Dopo Il lago dei cigni – racconta Pech, coreografo dello spettacolo in scena al teatro dell’Opera di Roma  – Eleonora Abbaganto mi ha proposto di pensare a un secondo lavoro coreografico per la compagnia. L’idea di rileggere La Bayadère è arrivata naturalmente, è diventata una necessità. Conoscere questi balletti è importante per sapere da dove veniamo e capire dove andiamo. Riadattarli al mondo di oggi è un modo di tenerli vivi, perché devono continuare a esistere».  Non solo intrighi d’amore, gelosia e tradimento – precisa ancora Pech – La Bayadère  in scena al Costanzi «È una vera epopea. Questa produzione è una sfida che coinvolge, assieme agli ospiti, ai danzatori del Corpo di Ballo e agli allievi della Scuola di Danza, tutti coloro che lavorano nell’ombra, dietro le quinte impegnati nei numerosi cambi di scena».  

Per trasportare il pubblico in un universo onirico senza tempo, elegantemente esotico e contemporaneo,  il balletto si avvale delle scene firmate dall’artista Ignasi Monreal, dei costumi di Anna Biagiotti e delle luci di Vinicio Cheli.  La musica di Ludwig Minkus, composta per il balletto ideato da Marius Petipa nel 1877, è affidata alla bacchetta del francese Fayçal Karoui che dirige l’Orchestra dell’Opera di Roma.  A interpretare i suoi protagonisti sono chiamati quattro ospiti internazionali: le étoiles dell’Opéra di Parigi Sae Eun Park e Paul Marque; la Principal Dancer dello Staatsballett Berlin Iana Salenko e il Principal Dancer dell’Astana Opera Bakhtiyar Adamzhan. Nel ruolo della bella baiadera e del suo amante danzano poi la prima ballerina Marianna Suriano e Mattia Tortora. La crudele e gelosa Gamzatti, futura sposa di Solor, è interpretata dall’étoile Susanna Salvi e dalla prima ballerina Federica Maine, l’Idolo d’oro dal primo ballerino Simone Agrò  e da Gabriele Consoli . Il corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma si avvale anche della partecipazione degli Allievi della Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma. Per la ripresa dello spettacolo Pech si avvale di due assistenti alla coreografia, Isabelle Guérin, Hervé Courtain, maître de ballet per Les Grands Ballets Canadiens. 

MARCO SPADA DI PIERRE LACOTTE al Costanzi – Teatro dell’Opera di Roma (24-29 ottobre 2025)  

ottobre 24, 2025

In  omaggio al coreografo francese Pierre Lacotte (1932-2023) –  a poco più di due anni dalla sua scomparsa – la stagione di balletto 2024/25m del Costanzi si chiude con Marco Spada, così come Lacotte lo aveva ricreato (marzo 1981) proprio per l’Opera di Roma, firmando anche scene e costumi, riportando in vita un balletto che dopo il suo  debutto sulle scene parigine nel 1857 – su musica di Daniel-François-Esprit Auber, libretto di Eugène Scribe e coreografia di Joseph Mazilier – era praticamente sparito dai cartelloni.

E’uno spettacolo veramente stupendo. BELLE la musica le scenografie e le coreografie. Belli i costumi.

 Il tema del balletto è quello del brigantaggio italiano, di moda, insieme allo spagnolismo, al tempo di Joseph Mazilier (1801-1868).   Il danzatore, maître de ballet e coreografo ha trasposto in danza la farraginosa vicenda fatta di intrighi e colpi di scena, narrata nell’inverosimile e fantastico libretto.

Gli artisti ospiti chiamati ad interpretare i ruoli principali sono i russi Igor’ Cvirko (Marco Spada: 24; 25 ore 20; 28; 29) e Dmitrij Vyskubenko (Federici: 26; 28), rispettivamente Principal Dancer e leading soloist del Teatro Bol’šoj ed entrambi al debutto a Roma, insieme alla danzatrice ucraina Iana Salenko (Angela: 24; 25 ore 20; 28), Principal Dancer dello Staatsballett Berlin. Con Salenko si alterna la solista Marta Marigliani (25 ore 15; 26; 29); con Cvirko l’étoile Alessio Rezza (25 ore 15; 26); con Vyskubenko Simone Agrò (24; 25 ore 20) e Mattia Tortora (25 ore 15; 29). L’étoile Alessandra Amato è la Marchesa (26; 28) in alternanza con le prime ballerine Marianna Suriano (24; 25 ore 20) e Federica Maine (25 ore 15; 29); Pepinelli è interpretato dai primi ballerini Claudio Cocino (24; 25 ore 20) e Michele Satriano (26; 28) e dal solista Giacomo Castellana (25; 29).

 In scena in tutte le sette recite il Corpo di Ballo della Fondazione capitolina.

 L’Orchestra è diretta dall’esperta bacchetta di David Garforth.

Alla produzione partecipano gli allievi della Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma diretta da Eleonora Abbagnato. Le luci sono di Jean-Michel Désiré. Riprende la coreografia Anne Salmon.

https://youtu.be/ah9qlrFb5gM?si=HfwQEplw78ZGjP9mù

 https://youtu.be/KOylh53N8t0

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