TRANNE ECCEZIONI BEN PRECISATE, TUTTO QUELLO CHE E' QUI LEGGIBILE E' SCRITTO DA SILVANA PARUOLO – Ci si sofferma su Politica internazionale, UE, e Cultura (teatro, cinema, arte, moda, ma anche Letterature per l'infanzia)
Nel numero del settembre 2026 – della rivista Agenda Geopolitica – nel mio articolo mi soffermo sull’Unione europea emersa dal discorso della Presidente von der Leyen sullo Stato dell’Unione.Qui di seguito il link per poterlo leggere.Buona lettura.
Questo il link per poter leggere un mio articolo -scritto per Europolitiche – sull’Europa delineata dalla Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, nel suo discorso (2926) sullo Stato dell’Unione tenuto al Parlamento Europeo. Buona lettura a chi decidera’ di leggerlo. E’stato tradotto anche in inglese e in francese.
Su effetto delle guerre in corso e dei problemi energetici che derivano dalla chiusura dello stretto di Hormuz – in Italia il dibattito è ora concentrato sulla richiesta (così come si è fatto per il Covid), di sospendere il Patto di stabilità. Ma, a livello europeo, c’è anche da decidere il Bilancio a lungo termine (Quadro finanziario pluriennale) dell’Unione Europea: che si tratti delle sue entrate o per cosa – quali politiche – spendere.
Ed è questa la problematica su cui mi soffermo nel numero 54/2026 della Rivista Agenda Geopolitica con cui collaboro, con il mio contributo: “Il QFP (2028-2034): il Parlamento Europeo adotta la sua bozza negoziale”.
La lotta per l’emancipazione femminile – dalla suffragette inglesi alla nuova strategia UE – è la problematica del mio contributo all’ultimo numero di Agenda Geopolitica, edita dalla Fondazione Ducci. Qui i seguito il link per poterlo leggere:
Per l’acciaio si va verso l’allineamento sui dazi di Trump al 50 per cento, nella speranza che il presidente americano riapra il mercato degli Stati Uniti all’acciaio europeo con un accordo separato, in particolare sui derivati dell’acciaio.
A livello Ue, la quota di importazioni esente da dazi passerà a 18,3 milioni di tonnellate l’anno, con una riduzione del 47 per cento rispetto al 2024. Novità: la Commissione deciderà a quali paesi terzi assegnare le quote senza dazi e la quantità di importazioni.
La svolta protezionista dell’Unione europea potrebbe ampliarsi ad altri settori – auto ibride, tessile, legno, prodotti chimici, macchinari – con dazi di salvaguardia o anti dumping per frenare lo tsunami di prodotti cinesi indotto dai dazi americani.
Nel numero 45/2025 di Agenda Geopolitica, edita dalla Fondazione Ducci, mi soffermo sull’importanza strategica dell’Accordo Ue-Mercosur, e sul suo stato dell’arte.
Nel numero 43 (marzo 2025) della rivista “Agenda Geopolitica”, nel mio contributo intitolato “UE: difesa e competività” in un’ ampia Premessa – dopo una foto di rivendicazioni dei BRICS+ e del Presidente Trump – traccio un quadro di sintesi del dibattito in corso sulla difesa, e sicurezza, europee ( temi a me familiari, essendo stata Funzionaria internazionale per quasi 2 anni all’Assemblea dell’UEO a Parigi). Ma mi soffermo anche sulla direttiva Due diligence – ora in corso di modifica e annacquamento (considerando che l’eccesso di burocrazia può essere uno svantaggio che gli europei stanno accumulando rispetto allo scenario dell’economia globale) – ricordando che tutti (Europei, BRICS+ ecc.) dovrebbero rendersi conto che l’economia non è solo un luogo di scambi commerciali. E’ anche il luogo della produzione. Ragion per cui – per una concorrenza equa – conta anche il come si produce. Non a caso, la direttiva Due diligence obbliga le aziende a monitorare le loro catene di fornitura per garantire che tutti rispettino i diritti umani e dei lavoratori, e gli obiettivi climatici. Soprattutto, in un’epoca di dazi – e di guerre commerciali – questa considerazione può sembrare un lusso che non ci si può permettere. Ma non per questo è meno valida. Solo, andrebbe presa in carico da tutti i paesi del mondo, e non solo dagli Europei. Da qui – a dispetto degli amanti di bilateralismo e sovranismi nazionali – l’importanza anche di sane regole multilaterali. E – spesso – l’Ue e’stata/ e’ /e deve continuare ad esserlo, all’avanguardia nella loro proposta, elaborazione adozione e promozione.
Successivamente – dalla Bussola per la competitività (giugno 2024) e il Clean Industrial Deal al primo Pacchetto Omnibus (febbraio 2025) – mi soffermo sulla strategia UE per una maggiore e indispensabile competitività.
Le sfide sono tante. Oggi più che mai, serve un’Unione europea unita, e abbastanza forte per difendere la libertà, la democrazia, e tutti i suoi valori, e interessi, in Europa e nel resto del mondo. La guerra commerciale – frutto dei dazi trumpiani – fara’ nascere anche nuove alleanze, oltre che nuovi partenariati? Ciò detto, questo il link per leggere questo numero di “Agenda Geopolitica”, ivi incluso il mio contributo, finora rapidamente descritto:
UE: una nuova Strategia di preparazione a qualsiasi shock, sia esso militare, economico, tecnologico o ambientale per garantire il funzionamento delle infrastrutture vitali.
La strategia mira anche a rafforzare la cooperazione con il settore privato e a sviluppare protocolli di crisi per mantenere il corretto funzionamento dei servizi vitali. Nessuno Stato membro può prepararsi da solo a una crisi.
La strategia propone quindi miglioramenti nella nostra risposta collettiva.
Questo implica una catena di comando chiara tra i diversi livelli decisionali, una piattaforma rafforzata per coordinare la risposta dell’Ue alle crisi, la condivisione delle risorse e delle competenze, e esercizi di ritorno di esperienza dopo ogni crisi.
Uno degli asset più importanti per la preparazione collettiva è la riserva strategica rescEU. Inizialmente concepita come una flotta aerea per combattere gli incendi boschivi, la riserva include ora tende, mezzi di trasporto, energia e capacità di risposta ai rischi chimici, biologici, radiologici e nucleari.
La Commissione manterrà e svilupperà queste capacità.
L’Alto rappresentante, Kaja Kallas, il 16 dicembre 2024, proporrà sanzioni mirate contro membri del governo di Sogno Georgiano per la repressione delle manifestazioni in corso da due settimane in Georgia.
Ma l’Ungheria di Viktor Orban metterà il veto durante la riunione del Consiglio Affari esteri
Nella dichiarazione di Budapest per lanciare il nuovo Patto sulla competitività europea Charles Michel, è riuscito a salvare una frase per non chiudere definitivamente alla possibilità di strumenti di debito comune: “esploreremo lo sviluppo di nuovi strumenti”. Intanto, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, continua ad esprimersi a favore di risorse proprie e di contributi nazionali : le risorse tradizionali del bilancio dell’Ue. Secondo il cancelliere tedesco, Olaf Scholz, “i soldi ci sono, devono solo essere incanalati come negli Stati Uniti nella crescita delle aziende. E questa è la sfida centrale per la futura Commissione europea”.
Quello che l’Europa non può più fare è posporre le decisioni” – ha ribadito da parte sua Draghi – “Non c’è alcun dubbio che la presidenza Trump farà grande differenza nelle relazioni tra gli Stati Uniti e l’Europa. Trump “darà grande impulso ulteriore al settore tecnologico” ma al contempo “proteggerà le industrie tradizionali che sono proprio le industrie dove noi esportiamo di più negli Stati Uniti. Dovremo negoziare con l’alleato americano, con uno spirito unitario in maniera tale da proteggere anche i nostri produttori europei”.