Archive for febbraio 2018

Il Lago dei Cigni…ovvero Il Canto al Teatro Quirino (Roma) 15-18 febbraio 2018

febbraio 7, 2018

Con la sua originalità, il coreografo Fabrizio Monteverde reinventa il più famoso dei balletti di repertorio classico su musica di P. I. Čajkovskij – Il Lago dei Cigni…ovvero Il Canto – in un viaggio tormentato d’amore, tradimento, prigionia e liberazione; e in un teatro in cui tutto ha inizio e nulla ha mai fine.

E’ una favola senza lieto fine (in cui i due amanti protagonisti – Siegfried e Odette – pagano con la vita la passione che li lega).. ma non solo..

Il Lago di Monteverde trova ne Il Canto (Il canto del cigno di Anton Cechov) il proprio naturale compimento drammaturgico e, in un percorso struggente di illusioni e memoria, lo spunto per portare in scena un gruppo di “anziani” ballerini che, confondendo la propria vita con il canovaccio del classico dei balletti per eccellenza – tra le fatiche di una giovinezza svanita e la nevrotica ricerca di finale felice – ripercorrono gli atti di un ulteriore, “inevitabile” , Lago.

“Per me – precisa Monteverde – “questo “Lago” è una sorta di seduta psicoanalitica. C’è un doppio registro: la gioventù con l’energia fisica che la caratterizza e la vecchiaia segnata dall’abbandono delle forze. La tragedia di noi ballerini è che lo siamo sempre, fino a 90 anni e oltre, e vorremmo continuare ad andare sempre in scena. Mi piacerebbe che questo fosse anche uio “mio” canto del cigno”..

Condannata ad una perenne metamorfosi, donna a metà tra il bene e il male, Odette/Odile sarà cigno e principessa, buona e crudele, amante fedele e rivale beffarda.

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Appunti di viaggio Biografia in musica Sala Umberto (Roma) 8-18 febbraio 2018

febbraio 7, 2018

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Bello spettacolo! Un racconto libero della vita – anche – artistica della talentuosa Lina Sastri: dal debutto in Masaniello alle prime esperienze teatrali con Eduardo e Patroni Griffi, dal cinema alla musica, all’invenzione del suo teatro musicale.
Un viaggio,intimo, nel teatro, nella musica e nel cinema italiano, attraverso i racconti di Lina Sastri, accompagnata in scena dai suoi valentissimi musicisti.

Ma diamo la parola alla stessa Lina Sastri:
“ Era il 1976 racconta – una ragazzina di 17 anni, timidissima e scontrosa, con tanta voglia di assoluto, e nessun adattamento al compromesso della vita, quindi con un grande disagio di vivere, vede per la prima volta il palcoscenico e sceglie di fare l’attrice, fulminata da una vocazione annunciata già da quando era piccolissima, e neanche sapeva che il teatro esistesse, ma ne respirava il rito con il profumo di incenso di chiesa. Su quel palco respira la libertà, e non ci pensa un attimo a lasciare la casa, genitori, tutto, così…senza un soldo, senza una certezza, senza niente, con una forza e una sfrontatezza che solo la giovinezza può dare, per inseguire quel sogno di libertà e di assoluto, quell’aria di vita che sentiva solo sul palcoscenico.
“Ed è Masaniello di Armando Pugliese, spettacolo di strada e di innovazione, sotto una tenda da circo, spettacolo di parole, canto, musica, che la vede debuttare come una piccola mendicante che inneggia, rabbiosa, alla giustizia, rivolgendosi, in un inno scritto da Roberto De Simone, alla Madonna, la Madonna nera del Carmine, quella madonna che poi tornerà spesso nel suo percorso artistico.
“E poi arriva il teatro, quello con il sipario rosso di velluto, le regole della recitazione, un mondo sconosciuto e misterioso, che l’avvolge e la terrorizza ma che sempre la fa sentire se stessa, come mai le riesce nella vita.

“Un salto… ed è attrice! Patroni Griffi la sceglie e l’accoglie, e lei, sconosciuta fa la prima donna in spettacoli di Goldoni, Pirandello, Fassbinder, Dumas. E poi Eduardo, il grande Eduardo De Filippo: un incontro del destino, timido all’inizio, come tutti i grandi amori. Prima quasi una comparsa, poi una battuta, poi due, poi una sostituzione, il destino che sempre decide, poi Natale in casa Cupiello, e altro ancora. Un percorso che l’avrebbe portata anni dopo a incontrare Luca De Filippo e ad interpretare con lui e la regia di Francesco Rosi il difficile e bellissimo personaggio di Filumena Marturano. E intanto il cinema, grande seduttore, arriva a rubarla al teatro: Nanni Moretti, Gianfranco Mingozzi, fino a Nanny Loy regista di quel Mi manda Picone, con Giancarlo Giannini che le cambia la vita e la fa sentire veramente in una favola, nel mondo dorato del cinema. Il primo David di Donatello, il primo Nastro d’Argento e la musica di Pino Daniele che le scrive una canzone per il film, prima ancora che il film uscisse al cinema quando nessuno la conosceva ancora, se non come una giovane e promettente attrice di teatro, quando, una sera, a Cinecittà, di nuovo è il destino a decidere. Sostituisce qualcuno, lei, sconosciuta, in una serata dedicata alla commemorazione della grande Anna Magnani, e la Magnani – da lontano – la tiene a battesimo, fino ad interpretarla, poi, la Magnani, nel film in celluloide di Carlo Lizzani. Quella sera le viene chiesto di cantare una canzone napoletana che la Magnani amava molto: Reginella.

“Ecco, la musica è arrivata! E canta per la prima volta canta una canzone napoletana in pubblico e scopre che è bella quella musica napoletana antica che lei da ragazzina un po’ commiserava quando la sentiva cantare nel vicolo in cui era nata. E decide di cantare, scegliendo fra tante, le canzoni che le ricordano qualcosa, quelle che conosce intimamente, quelle che cantava sua madre, senza impararle, perché le conosce con il cuore, con la voce, con l’anima, perché fanno parte della sua vita, della sua infanzia, sono odori, sapori, ricordi, visioni, sono la sua profonda identità.

“ Arriva anche il primo cd e sperimenta il ritmo, anche quello le appartiene, come la melodia è della madre, il ritmo è suo padre, che va e che viene dal Sud America portando nel vicolo dove è nata, nella piccola casa napoletana dell’infanzia, il bolero, il fado, il mambo, il tango.

“Di nuovo il teatro, la commedia musicale, da Medea di Portamedina a Gilda Mignonette, e poi la tragedia, Medea, Elettra, fino all’Opera da tre soldi e la casa di Bernarda Alba. E ancora il cinema, che la premia con David di Donatello, dopo Mi panda Picone, per Segreti Segreti di Giuseppe Bertolucci e L’Inchiesta di Damiano Damiani, e le nominations per Celluloide di Carlo Lizzani, Vite Strozzate di Ricky Tognazzi e molti altri. Fino a Baaria di Giuseppe Tornatore, To Rome with Love di Woody Allen.

“E poi la musica che sempre chiama, incanto antico, che si infila con forza nella sua vita divisa ormai fra teatro cinema e musica. Ma cantare non le basta, ha bisogno di farla diventare teatro quella musica. E così nascono spettacoli di prosa, poesia, musica e danza, che immagina, scrive, dirige e produce. La musica diventa teatro. Cuore mio è il primo spettacolo, subito dopo Corpo celeste, Mese mariano dedicato a Salvatore Di Giacomo e poi ancora Lina rossa, Linapolina e tanti altri..”.

Serve più Europa anche sociale

febbraio 6, 2018

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Oggi più che mai l’Unione europea – parte del mondo in cui i Sistemi di protezione sociale sono più avanzati (nonostante i feroci attacchi di questi ultimi anni) – deve far fronte a sfide sociali senza precedenti: strascichi della grande crisi 2008-2009, disoccupazione giovanile e di lunga durata, rischio di povertà in molte parti d’Europa, nuove opportunità e sfide insite in globalizzazione, rivoluzione digitale, mutamento dell’organizzazione del lavoro, sviluppi sociali e demografici, cambiamenti climatici, micro-conflitti e pluri-crisi ecc. ecc.. E da tempo quindi che ( per porre fine al rischio di uno smantellamento graduale delle conquiste sociali europee degli ultimi secoli; per facilitare, in Europa e nel resto del mondo, un vero processo di convergenza verso l’alto, e quindi, un vero progresso anche sociale, e anche per non diventare preda di estremismi e / o di miopi nazional-populismi) l”UE dovrebbe far sì che sviluppi economici e sociali procedano di pari passo.

Oggi più che mai, c’è da riflettere, sia su come costruire un’ Europa anche sociale, sia sul “che fare?” affinché, in Europa e nel resto del mondo, valori, etica, e rispetto dei Diritti umani e fondamentali ritornino in scena da protagonisti.

Su questo (e altro) mi soffermo in questo mio articolo pubblicato in Europa in movimento.

http://www.europainmovimento.eu/europa/serve-piu-europa-anche-sociale.html

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INTRIGO E AMORE al Teatro Quirino (ROMA) 6-11 febbraio 2018

febbraio 5, 2018

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INTRIGO E AMORE – di Friedrich Schiller versione italiana Danilo Macrì – regia di Marco Sciaccaluga ( con Roberto Alinghieri, Alice Arcuri, Enrico Campanati, Andrea Nicolini , Orietta Notari, Stefano Santospago, Simone Toni, Mariangeles Torres, Marco Avogadro, Daniela Duchi , Nicolò Giacalone, scena e costumi Catherine Rankl, musiche Andrea Nicolini, luci Marco D’Andrea – sarà in scena al Teatro Quirino dal 6 all’11 febbraio 2018.

Siamo nel Settecento, nella Germania preromantica dello Sturm und Drang. Il nobile Ferdinand, figlio del potente ministro Von Walter, s’innamora ricambiato della borghese Luise Millerin, figlia di un umile violoncellista. Il padre del giovane cerca in ogni modo di ostacolare l’unione e di convincere Ferdinand a sposare la favorita del principe, anche per ottenere una promozione. Il sentimento sincero e profondo del figlio però, non lo fa desistere dal desiderio di sposare Luise. ll ministro dunque, escogita un bieco intrigo, messo in atto con la complicità del suo segretario Wurm (in italiano significa “verme”) che condurrà la vicenda verso un epilogo drammatico.

“Qualche anno fa – racconta il regista Marco Sciaccaluga – visitai la casa di Schiller a Weimar. Nella camera da letto dei suoi figli, vidi incorniciati dei disegni infantili. Un disegno in particolare mi commosse: una bimbetta fa una linguaccia e sotto c’è scritto, di pugno di Schiller “La mia bimba abbia una vita nella libertà e che le sia risparmiato il destino di Luise Millerin! “. Un padre sogna per la sua bambina un destino di libertà, mentre nella sua testa di poeta drammatico infuria la passione di un destino di schiavitù e ribellione. Guardando quel disegno ho sentito forte la consapevolezza che Arte e Realtà si saldano e si giustificano a vicenda: Intrigo e amore continua a parlarci dalla pace di quella casa borghese di Weimar”.

Gli aspetti melodrammatici di “INTRIGO E AMORE” hanno anche dato lo spunto a Giuseppe Verdi, per comporre nel 1848 la “Luisa Miller”, ispirata al testo di Schiller.

La bella addormentata al Teatro Italia 3-4 febbraio 2018

febbraio 3, 2018

La festa per la nascita della principessa Aurora viene interrotta da un boato: per non essere stata invitata, la malefica Carabosse getta una maledizione alla piccola. La dolce fata dei LilA’interviene per modificarla. La principessa non morira’ Sprofondera’ in in lungo sonno che avra’fine solo con il bacio di un giovane principe.

Questa la trama di questo splendido spettacolo – per grandi e piccoli – dei Russian Stars al Teatro Italia (Roma). Niente parole solo musica, danza,armonia di colori e di movimenti, leggerezza: emozioni! Belle coreografia e scenografia. Bravissimi tutti: primi ballerini e corpo di danza.Strepitosa Liudmila Titova -maestra e produttrice – loro capofila.Splendidi anche i cOstuni.

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Goghgauguin al Teatro Lo Spazio (Roma) 31 gennaio – 4 febbraio 2018

febbraio 2, 2018

20180201_182412Bello spettacolo, che ci cala nella vita tumultuosa del grande Vincent Van Gogh: la sua profonda e turbolenta amicizia con Paul Gauguin (e il loro diverso rapporto con pittura, realtà e simboli), i suoi amori (ed abbandoni), la sua follia..

Bravi tutti gli attori in scena: dalla giovane milanese Biancanives Togliani (che interpreta la modella – prostituta, amante di Van Gogh e non solo..), a Guido Targetti (Van Gogh) e Adelmo Togliani (Gauguin).

La giovane – e talentuosa – Biancanives Togliani è in scena a Roma, per la prima volta.