Archive for dicembre 2023

Doppio concerto a capodanno al Teatro municipale Giuseppe Verdi di Salerno (1 gennaio 2024 alle 18h30 e alle 21h30)

dicembre 30, 2023

Il teatro Verdi di Salerno inizia il 2024 con il coinvolgente programma di uno spettacolo – presentato da Peppe Iannicelli - fatto di sinfonia cori e brani d’opera. In scena l’Orchestra Filarmonica Giuseppe Verdi di Salerno diretta dal maestro Francesco Ivan Ciampa con il Coro del teatro dell’Opera di Salerno diretto dal maestro Francesco Aliberti. Sul palcoscenico il soprano Hasmik Torosian. 

“Il doppio concerto di Capodanno – sottolinea il direttore artistico Daniel Oren – conclude una grande stagione del teatro Verdi di Salerno”.  “Una vera e propria maratona musicale – precisa Antonio Marzullo segretario artistico del Verdi – per accontentare tutti gli appassionati che vogliono cominciare il nuovo anno in armonia e letizia”.  “Grazie al sostegno della Regione Campania – conclude il Sindaco di Salerno Vincenzo Napoli – ancora una volta Salerno sale alla ribalta con programmi ed eventi di grande rilievo artistico e culturale. Buon divertimento e buon anno a tutti”.

AIDA al teatro Verdi di Salerno (26 e 28 dicembre 2023)

dicembre 23, 2023

Si ringrazia Elena Paruolo per questo suo contributo.

Aida – con regia del rinomato Plamen Kartaloff il Concerto di Natale e il doppio concerto di capodanno, sono gli spettacoli per le feste del Teatro Verdi di Salerno. “Un gran finale – sottolinea il Sindaco Vincenzo Napoli – per la stagione lirica sinfonica e di balletto del Teatro Verdi che, per l’eccellenza della programmazione e degli interpreti, ha fatto registrare grande successo di pubblico e di critica”.

Aida è un’opera di Giuseppe verdi su libretto di Antonio Ghislanzoni basata su un soggetto originale dell’archeologo francese Auguste Mariette, primo direttore del Museo Egizio del Cairo. E’ “un dramma di straordinaria attualità – precisa il direttore Daniel Oren – con contenuti profondamente moderni (lo scontro di civiltà, le grandi passioni, il tradimento e la fedeltà).  Il tutto con una potenza musicale che lascia ogni volta senza fiato.  Con un allestimento magnifico che permetterà di apprezzare tutte le sfumature artistiche e culturali del capolavoro verdiano, anche questa Aida 2023 sarà un’emozione tutta da vivere”.

Storia avvincente di amore, tradimento e sacrificio ambientata nell’antico Egitto, Aida trasporta gli spettatori in un viaggio indimenticabile attraverso emozioni e passioni.  Ricca di creazioni musicali, questa opera segna anche la linea di demarcazione tra gli schemi del vecchio melodramma e quello dell’ultimo ottocento: Verdi, riesce a fondervi stili eterogenei, talvolta contrastanti, con una abilità ed una leggerezza esemplari.

I quattro Atti dell’opera sono divisi (a eccezione del terzo) in due scene ed equilibratamente scanditi tra momenti di luce e di ombra.   La storia narra, da un lato, l’amore invincibile di Aida per Radamès; dall’altro il giudizio inappellabile di Ramfis e dei sacerdoti. Al di sopra di loro, Iside, evocata fin dalle prime note.  In questo groviglio di sentimenti e di ostilità, il compositore rileva slanci collettivi e tumulti individuali, colpi di scena e svolte tragiche. Di solito scelta per le grandi rappresentazioni all’aperto o per grandi teatri, come ha reso Aida rappresentabile in un piccolo teatro senza un’enorme quantità di comparse, cavalli, cammelli ecc.?

 “La sfida – sottolinea il regista Plamen Kartaloff – rimane quella di visualizzare la musica. Aida è stata scritta da Verdi come un dramma intimo fra tre personaggi. Eppure il pubblico più spesso riconosce Aida nell’esibizione della spettacolarità del momento trionfale.  Per me, in primo piano è la passione. La forza di uno spettacolo è sempre l’emozione e la capacità di cogliere messaggi profondi per emozionare lo spettatore, soprattutto oggi.   La scena più emozionante è l’ultimo incontro di Amneris con Radamés.   L’amore, il tradimento, la colpa, l’inconciliabilità, l’odio e il destino fatale si esprimeranno attraverso l’interpretazione e la potenza scenica della musica, che è lo strumento principale per il regista e gli artisti.  L’obiettivo principale della regia è quello di rendere l’ascoltatore, uno spettatore attivamente coinvolto nell’azione ed emotivamente ossessionato da ciò che avviene sul palco.  Fondamentale è l’importanza del modo di creare un’immagine scenica della musica.  Anche se è auspicabile che regista e compositore siano in creatività produttiva e co-autorialità”.  

Ma qual è la sua trama? –  Durante una guerra, Aida, la figlia del re etiope, fatta schiava è portata in Egitto, dove però nessuno conosce la sua vera identità. Durante la schiavitù ella si innamora del comandante delle truppe egiziane Radames che ricambia il suo amore.  

Ha però una pericolosa rivale, Amneris, la figlia del Faraone d’Egitto.

Il cuore di Aida è diviso tra l’amore per il padre e il suo paese e l’amore per Radamès.  Suo padre sta marciando contro l’Egitto.  Radamès è stato scelto da Iside come comandante dell’esercito che lo gli va incontro.

Con un inganno Amneris spinge Aida a rivelarle il suo amore segreto per Radames, che intanto torna vincitore.  Il Re d’Egitto, a lui grato, lo proclama suo successore al trono concedendogli la mano della figlia Amneris.

Tra i prigionieri etiopi, c’è il padre di Aida che – meditando una rivincita –  chiede alla figlia a farsi rivelare da Radamès la posizione dell’esercito egizio. Fidandosi di Aida, quest’ultimo le rivela le informazioni richieste dal padre.  Successivamente, resosi contro del suo involontario tradimento, Radamès si consegna prigioniero al sommo sacerdote.  Volendo salvare Radamès di cui conosce l’innocenza, Amneris lo supplica di discolparsi, ma egli rifiuta.

Radames viene condannato a morte per alto tradimento e sarà sepolto vivo, e Amneris maledice i sacerdoti mentre Radamès viene portato via.    Radamès crede di essere solo, ma pochi attimi dopo si accorge che Aida si è nascosta nella cripta per morire con lui.   I due amanti accettano il loro terribile destino, confermano l’amore l’un per l’altro, dicono addio al mondo e alle sue pene e aspettano l’alba, mentre Amneris piange e prega sopra la loro tomba durante le cerimonie religiose e la danza di gioia delle sacerdotesse.

L’anatra all’arancia al Teatro Quirino (Roma, 23 dicembre 2023-7 gennaio 2024)

dicembre 18, 2023

L’Anatra all’Arancia” è una commedia che cattura immediatamente, trascinando gli spettatori nel suo vortice di battute, solo apparentemente casuali, perché tutto è architettato come una partita a scacchi. Ogni mossa dei protagonisti ne rivela le emozioni. Il cinismo lascia il passo a timori, all’acredine, alla rivalità, alla gelosia, bref, all’Amore.  Ne nasce un racconto in cui le meschinità dell’animo umano ci servano a sorridere, ma anche a suggerirci il modo di sbarazzarsene.

Sinceri Auguri di Buon Natale e un Felice 2024!

dicembre 17, 2023

AUGURI! Con la speranza che tornino Pace Felicita’ e Benessere – per tutte e tutti – in questo mondo, alla ricerca di un nuovo ordine, ma sempre piu’ – disumanamente – cieco, e in preda a odio, crudeltà, guerre e ingiustizie,

     Silvana e Elena Paruolo

Lo schiaccianoci al teatro dell’Opera di Roma (22-31 dicembre 2023)

dicembre 15, 2023

Il 21 dicembre 2013, il cartellone di balletto della stagione 2023/2024 dell’Opera di Roma sarà aperto dalla magia della celebre composizione di Čajkovskij: Lo Schiaccianoci. La prima sarà preceduta dall’Incontro con la Danza di domenica 17 dicembre (ore 17.00 – ingresso è gratuito) con Rossella Battisti – che analizzerà il lavoro del coreografo canadese Paul Chalmer in un dialogo con il pubblico – e dall’Anteprima Giovani di mercoledì 20 dicembre ore 19.00.  Al Teatro Costanzi, del compositore russo sono in programma anche Il lago dei cigni (19-27 giugno 2024) e La bella addormentata (14-22 settembre 2024).

Per Lo schiaccianoci, l’orchestra capitolina sarà diretta da Nir Kabaretti.  Molto attesi gli ospiti internazionali Maia Makhateli e Victor Caixeta che interpretano la Fata Confetto e il suo cavaliere: lei georgiana e lui brasiliano. Negli stessi ruoli si alternano con loro le étoiles Rebecca Bianchi e Susanna Salvi con i primi ballerini Claudio Cocino e Michele Satriano e il solista Giacomo Castellana. In scena anche le étoiles Alessandra Amato e Alessio Rezza, che danza il principe Schiaccianoci, i solisti e tutto il Corpo di Ballo.  Partecipano alla produzione anche gli allievi della Scuola di Danza.

Il coreografo Paul Chalmer, in stretta collaborazione con il team creativo (che vede Andrea Miglio alle scene, Gianluca Falaschi ai costumi e Valerio Tiberi alle luci) ha ripensato il balletto ideato da Marius Petipa e Lev Ivanov nel 1891-92 – ispirato al racconto di E.T.A. Hoffmann (Schiaccianoci e il re dei topi) –  nella versione già edulcorata di Alexandre Dumas (Storia di uno schiaccianoci).   Gli elementi oscuri della trama originale lasciano – quindi – il posto ad una favola che racconta di come, allo scoccare della mezzanotte di un magico Natale, i sogni e i desideri interiori della giovane protagonista, Clara, iniziano a realizzarsi.

” La coreografia di questo nuovo Schiaccianoci - sottolinea Paul Chalmer – si ispira alle tradizionali e iconiche produzioni che ho danzato e ammirato ormai da più di cinquant’anni.  Ciò che mi ha sempre colpito delle numerose produzioni de Lo schiaccianoci che ho ballato e visto, a parte la magnifica partitura, sono i mondi visivi unici creati da grandi scenografi come Jurgen Rose, Desmond Heeley, David Walker o Nicholas Georgiadis”.

Francesca Dego e Alessandro Taverna in concerto al teatro Argentina (Roma,14 dicembre)

dicembre 11, 2023

Francesca Dego con il suo prezioso violino Francesco Ruggeri (Cremona 1697) e Alessandro Taverna – un duo d’eccezione – sono in scena al teatro Argentina per la stagione dell’Accademia Filarmonica Romana. Il concerto inizia con la Sonata in bemolle maggiore op. 18 (1887) ultima delle composizioni giovanili di Richard Strauss, influenzato ancora dalla tradizione classico-romantica del secondo Ottocento.   Segue poi – in stile dodecafonico – uno degli ultimi lavori diArnold Schoenberg: la Fantasia per violino e pianoforte op. 47 (1949). Successivamente si ritorna al secondo Ottocento con la Sonata n. 3 in re minore op. 108 (1888) di Johannes Brahms, con cui il compositore tedesco tocca l’apice della produzione cameristica.

Bottega fantastica – Teatro dell’Opera /Teatro Nazionale (Roma 9-10 dicembre 2023)

dicembre 8, 2023

Firmando una nuova Bottega Fantastica, Francesco Ventriglia debutta all’Opera di Roma: 9 e 10 dicembre al Teatro Nazionale, più otto matinée riservate alle scuole, e dal 27 al 29 dicembre alla Scuola di Danza dell’Opera di Roma uno stage intensivo rivolto a giovani dagli 11 e 17 anni (per parteciparvi le domande vanno presentate entro il 9 dicembre 2023).

Questa la trama dello spettacolo. Nella bottega fantastica – in cui un giovanissimo creatore di giocattoli costruisce bambole danzanti – in presenza di una famiglia che vi è entrata, inizia la presentazione delle bambole tra cui i bambini dovranno scegliere il loro regalo. Si susseguono danze di gruppo, assoli, terzetti e duetti, tarantelle, mazurche, can can, danze dei cosacchi e un romantico momento affidato al soldatino e alla ballerina. La bottega diventa un luogo magico in cui gli “automi” si animano per architettare una fuga.

 Alla produzione – un nuovo allestimento del Teatro dell’Opera di Roma – prendono parte gli allievi del 1°, 6°, 7° e 8° corso, con la partecipazione straordinaria di Ofelia Gonzalez e Pablo Moret, docenti della Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma.  Le scene sono di Michele Della Cioppa, i costumi di Anna Biagiotti e le luci di Alessandro Caso. Assistente alla coreografia Luca Cesa, consulenza musicale Giuseppe Annese, maestro collaboratore Mario Germani.

https://www.facebook.com/reel/738397424825786?s=yWDuG2&fs=e

Anna Karenina al teatro Quirino di Roma (12-17 dicembre 2023)

dicembre 8, 2023

Anna Karenina  è un romanzo di Tolstoj – pubblicato nel 1877 – considerato un capolavoro del realismo. Ambientato nelle più alte classi sociali russe, il romanzo approfondisce i temi dell’ipocrisia, della gelosia, della fede, della fedeltà, della famiglia, del matrimonio, della società, del progresso, del desiderio carnale e della passione, nonché il conflitto tra lo stile di vita agricolo e quello urbana.

Come raccontare a teatro questa bella storia?

 “Abbiamo cercato di rispondere a questa domanda in vari modi – sottolinea il regista Luca De Fusco – Innanzitutto con un cast di attrici di livello  (Galatea Ranzi, per il ruolo di Anna) e di interpreti di altrettanto spessore ( Paolo Serra -per Karenin,  Giacinto Palmarini- per Vronskji, Stefano Santospago- per Oblonskij, e poi Francesco Biscione, Debora Bernardi, Irene Tetto, Giovanna Mangiù e la giovani Mersila Sokoli”).   Insieme col drammaturgo Gianni Garrera, abbiamo deciso di non nascondere l’origine letteraria del testo, ma anzi valorizzarla.   Al di là dei dialoghi le parti più strettamente narrative o i commenti di Tolstoj saranno attribuiti agli stessi attori che interpretano i ruoli.    I pensieri dei personaggi saranno invece detti dai personaggi stessi. A queste tecniche teatrali  ho aggiunto un montaggio veloce, cinematografico, composto di molte brevi scene e contrassegnato dalla grammatica visivo-musicale. Le coreografie sono di Alessandra Panzavolta.  Come nel romanzo tutto inizia e termina con un treno, emblema dell’opera”.  

Cavalleria rusticana e Suor Angelica al teatro Verdi di Salerno (8 e 10 dicembre 2023)

dicembre 7, 2023

Si ringrazia Elena Paruolo per questo suo contributo.

Novità assoluta per il teatro Verdi di Salerno – nelle serate dell’8 e 10 dicembre 2023 – sarà in scena il dittico formato da Cavalleria rusticana di Mascagni e Suor Angelica di Puccini.  Perché questa operazione di mettere insieme due capolavori che hanno segnato una nuova epoca per il melodramma?   Sono – osserva il regista Riccardo Canessa “due racconti – che amo molto – entrambi struggenti e potentissimi… Da una parte, una storia di tragedie e amori e l’affresco di una Sicilia evocata di continuo. Dall’altra, una dolorosa storia di fede costretta che termina con una redenzione”.

Come sottolineato nel corso della Conferenza stampa del 6 – dal presidente del Conservatorio “Giuseppe Martucci” di Salerno Luciano Provenza, e il suo direttore Fulvio Artiano, insieme al segretario artistico del Verdi Antonio Marzullo, al direttore d’orchestra Jacopo Sipari di Pescasseroli e al regista Riccardo Canessa – la collaborazione fra il Teatro Verdi e il Conservatorio di Salerno è molto importante. “Ri-incontrare tra note, quali quelle di questo dittico – ha affermato il Maestro Jacopo Sipari di Pescasseroli – formato da Suor Angelica, titolo pucciniano al quale sono molto legato e Cavalleria Rusticana, opera iconica di un giovane Pietro Mascagni, i miei allievi, che ho visto e aiutato a crescere sia tecnicamente che psicologicamente, è qualcosa che mi emoziona e mi responsabilizza maggiormente”. L’allestimento dello spettacolo favorisce l’innesto dei giovani e la connessione tra studio e palcoscenico.    E, nel centesimo anniversario di Puccini, è particolarmente apprezzabile la scelta di mettere in scena la sua Suor Angelica: opera molto bella ma poco rappresentata, e certamente la più verista delle opere di Puccini.

E’ stata Cavalleria rusticana tratta dall’omonima novella di Verga – atto unico di Pietro Mascagni, datata 1890, su libretto di Giovanni Targioni-Tozzetti e Guido Menasci– che ha segnato l’ingresso, nel melodramma italiano, del Verismo, con la sua propensione per storie violente di ceti sociali modesti!   Il suo successo fu da subito enorme.   La vicenda si svolge in un paesino della Sicilia, in una domenica di Pasqua. Protagonisti sono compare Alfio, un carrettiere, sua moglie Lola, Turiddu (figlio di Lucia proprietaria di un’osteria), Santuzza che sa che il suo fidanzato Turiddu la tradisce con Lola.   Alfio – cui Santuzza rileva il tradimento di Turiddu – giura vendetta.  Ne nasce un duello nel cui corso Turiddu muore.  L’azione è tragica, con catastrofe finale, ed opposizioni di sacro e profano, amore-passione e gelosia-vendetta.

L’azione di Suor angelica – opera in un atto di Puccini, su libretto di Giovacchino Forzano (datata 1918) –  si svolge, invece, verso la fine del Seicento, in un monastero dove suor Angelica, di famiglia aristocratica, è stata costretta ad abbracciare la vita monastica perché ha ceduto a un amore colpevole e ha avuto un bambino. Quando la Zia Principessa, dal cuore di pietra, dopo qualche anno, le dice che il bambino è morto, suor Angelica si prepara una bevanda mortale. Ma prima di morire chiede una grazia alla Vergine. E avviene un miracolo. La Madonna le va incontro, spinge il bambino verso di lei che si ricongiunge così con il bambino in punto di morte. Quest’opera è per sole voci femminili (soprani, mezzosoprani, un contralto). La vicenda è sceneggiata in sette episodi, come una Via Crucis. Un momento importante è la preghiera, un’antica filastrocca che il Coro fa sua. Siamo davanti a un dramma fatto di perfidie, di malinconia, molto commovente.

Gran bello spettacolo vedere questi due capolavori – entrambi emotivamente molto coinvolgenti – nel corso delle stesse serate.

https://www.facebook.com/watch/?v=669204545365302

Tosca al teatro dell’Opera di Roma (9, 12 e 14 dicembre 2023)

dicembre 6, 2023

Sul podio dell’Opera di Roma – subito dopo il Mefistofele di Boito – per la prima volta il maestro Michele Mariotti affronta Tosca.   Con la regia di Alessandro Talevi, lo spettacolo è riproposto nella versione della prima rappresentazione assoluta (avvenuta al Costanzi il 14 gennaiso 1900) ricostruita dalla fondazione capitolina in collaborazione con l’Archivio Storico Ricordi.  La scenografia e’ quindi – veramente -affascinante. Vere opere d’arte pittorica – e di architettura – ricostruiscono (quasi si fosse al cinema) una chiesa, Castel Sant’angelo, e Palazzo Farnese di Roma, con tanta precisione da creare l’impressione di un video quale sfondo. Eppure e’ cartone dipinto!

Un vero capolavoro.

Non ho mai smesso di ammirare la sottigliezza e la cura dei particolari con cui Puccini crea i suoi scenari – sottolinea il regista – e il modo in cui richiedono costantemente un’indagine psicologica profonda da parte di cantanti e regista”.    Seguendo quindi le originali volontà pucciniane, Talevi ha ricostruito per lo spettatore odierno la Roma vissuta dal compositore.

Lo spettacolo e’ spettacolare, oltre che per la scenografia, per musica, canto e coro, grazie a artisti capaci di esprimere (e trasmettere) sentimenti e forti passioni , valori e – nel caso di Scarpia – una malvagita’senza limiti ne’pudore.

Nel ruolo di Tosca torna il soprano Anna Pirozzi, mentre Cavaradossi è il tenore Fabio Sartori. Il barone Scarpia è interpretato dal basso-baritono Erwin Schrott nelle date del 9 e del 12 dicembre e da Amartuvshin Enkhbat nella replica del 14. Le scene e i costumi originali, disegnati da Adolf Hohenstein, sono stati ricostruiti rispettivamente da Carlo Savi e Anna Biagiotti.

Tratta dall’omonimo dramma di Victorien Sardou, Tosca è l’opera più drammatica del compositore Giacomo Puccini su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica.  Ricca di colpi di scena tiene lo spettatore in costante tensione.  E il discorso musicale si evolve in modo altrettanto rapido. La vena melodica di Puccini emerge nei duetti tra Tosca e Mario e nelle tre celebri romanze (Recondita armonia, Vissi d’arte e Elucevan le stelle) che rallentano in direzione lirica la concitazione della vicenda. Invece, la sonorità del secondo atto – che vede come protagonista il sadico Scarpia – anticipa l’espressionismo musicale tedesco.

Protagonista è la cantante Floria Tosca, amante del pittore Mario Cavaradossi, che nasconde un ex capo della caduta Repubblica Romana, Angelo Angelotti.  Cavaradossi – catturato da Scarpia, capo della polizia pontificia, con l’accusa di tradimento – è condannato alla fucilazione. 

Scarpia – per salvarlo – chiede a Tosca di concedersi a lui.   Ma l’inganna: la fucilazione sarà vera.

Mentre Mario è ormai pronto a morire, inaspettatamente, arriva Tosca che gli spiega di essere stata costretta a uccidere Scarpia, gli mostra il salvacondotto e lo informa della fucilazione simulata. Scherzando, gli raccomanda di fingere bene la morte. Mario, però, verrà fucilato veramente. Sconvolta e inseguita dai poliziotti che hanno trovato il cadavere di Scarpia, Tosc grida “O Scarpia, avanti a Dio!”. E si getta dagli spalti del castello.