
Archive for marzo 2024
Auguri di Buona Pasqua
marzo 29, 2024I ragazzi irresistibili a Giu’la maschera (Teatro Verdi di Salerno 22 marzo 2024)
marzo 23, 2024Si ringrazia Elena Paruolo per questo suo contributo.
A “Giù la Maschera”, presso il foyer del Teatro Verdi di Salerno, il 22 marzo 2024, i protagonisti sono stati Umberto Orsini e Franco Branciaroli che hanno presentato il loro spettacolo “I ragazzi irresistibili”, con la regia di Massimo Popolizio. L’incontro è stato condotto come sempre da Peppe Iannicelli. Lo spettacolo si basa su una commedia di Neil Simon scritta nel 1972, già adattata con grande successo per il cinema (The Sunshine Boys) nel 1975, e racconta di due anziani attori di Varietà che si ritrovano dopo molti anni a lavorare un’ultima volta insieme per una trasmissione televisiva. Ci sono tra loro antichi rancori e contrasti che riesplodono quando si incontrano di nuovo e che danno vita a momenti di grande comicità. Come osserva Branciaroli, quella dello scrittore americano è una comicità che non sempre viene capita quando è proposta al pubblico italiano. Sia Orsini che Branciaroli hanno trovato che c’è un diverso modo di reagire del pubblico, e di rispondere o meno con la risata alle battute che i due attori si scambiano in scena. A Firenze il pubblico ride molto, in Campania ride un po’ meno ma questo perché la comicità di Neil Simon (uno scrittore che – come viene osservato – guarda al teatro di Beckett, di Cechov, di non semplice intrattenimento) è troppo diversa dalla comicità locale che ha a sua volta una grande tradizione.
Se ci sono molti momenti di comicità nello spettacolo c’è anche una grande malinconia che emerge soprattutto nel secondo atto quando i due attori si ritrovano dopo che uno di loro ha avuto un infarto e l’accento è messo sulla vecchiaia dei due protagonisti. A questo riguardo Peppe Iannicelli osserva che ci vuole molto coraggio a mettere in scena la “vecchiezza” in un’epoca che insegue la gioventù a tutti i costi. E Orsini risponde che essendo loro vecchi anagraficamente (Orsini ha 89 anni, Branciaroli ne ha 76) hanno ritenuto opportuno portare in scena la commedia di Neil Simon anche perché non cercavano il successo a tutti i costi. Un successo che comunque è arrivato lo stesso come dimostrano gli applausi del pubblico del Verdi anche nella serata della Prima, quella del giovedi, una serata sempre molto difficile per qualunque gruppo teatrale che passi per il Teatro Verdi, una sorta di serata di prova!
La commedia vuole essere un omaggio al mondo degli attori, alle loro manie. La presenza di due grandi attori dà allo spettacolo una marcia in più. E ha reso l’incontro di “Giù la Maschera” particolarmente affascinante grazie anche alle acute osservazioni sul teatro da parte di un maestro come Umberto Orsini.
I ragazzi irresistibili al Teatro Verdi di Salerno (21 -23 marzo 2024)
marzo 21, 2024Si ringrazia Elena Paruolo per questo suo contributo.
Il sipario della stagione di prosa del teatro Verdi di Salerno si chiude con I ragazzi irresistibili . La commedia – ispirata alla vita di una famosa coppia di artisti del vaudeville (Joe Smith e Charles Dadi) – è di uno dei maggiori autori comici americani, il newyorkese Neil Simon. Umberto Orsini e Franco Branciaroli si ritrovano insieme per ridare vita a questo testo, con regia di Massimo Popolizio.
I protagonisti sono due anziani attori di varietà che a lungo hanno lavorato in coppia in un duo diventato famoso come “I ragazzi irresistibili”. Dopo 11 anni di separazione per incomprensioni, sono chiamati a riunirsi in occasione di una trasmissione televisiva (di una sola sera) per celebrare la storia del glorioso varietà americano. In scena, tentano di ricucire lo strappo che li ha separati per tanti anni. Ma le incomprensioni si ripresentano. Nascono situazioni esilaranti, fonte di comicità ma – anche – di un tenero omaggio al mondo degli attori, alle loro piccole e manie e tragiche miserie.
TRITTICO CONTEMPORANEO ALL’OPERA DI ROMA (23-29 marzo 2024)
marzo 18, 2024Patrick de Bana, Juliano Nunes e William Forsythe sono i coreografi che firmano il Trittico Contemporaneo, dal 23 al 29 marzo al Teatro dell’Opera di Roma: appuntamento fisso – voluto da Eleonora Abbagnato – per ampliare e rinforzare il lavoro dei ballerini. Nel cartellone, accanto ai grandi classici, si trovano, quindi, titoli e creazioni di autori che entrano per la prima volta nel repertorio del Corpo di Ballo dell’Opera di Roma.
Nel programma del Trittico ci sono due prime italiane – Windgames di De Bana e Playlist (Track 1, 2) dell’iconico Forsythe – e una prima assoluta, Women di Nunes.
La serata si apre con Windgames di Patrick de Bana sulle musiche del Concerto per violino e orchestra op. 35 di Čajkovskij: “Opera multinazionale” creata in più fasi che ha unito artisti in tutto il mondo. Al centro della serata: una prima assoluta: la nuova creazione del brasiliano Juliano Nunes, “un pezzo astratto che non ha una trama ma racconta molte storie”. Il gran finale è affidato a Playlist (Track 1, 2) di William Forsythe, icona della danza che negli oltre 50 anni di carriera ha riorientato il balletto classico verso la dinamica del XXI secolo.
A giù la maschera, piacevole incontro con Arturo Brachetti (Teatro Verdi, 15 marzo 2024)
marzo 15, 2024Si ringrazia Elena Paruolo per questo suo contributo.
Con le fiabe, la danza del vestito, la sabbia che crea, le canzoni famose e i loro cantanti, SOLO – in scena al Teatro Verdi di Salerno fino a domenica 17 marzo – è una grande festa dell’immaginazione creativa, e dell’inventiva. Non mancano elementi inquietanti, quali l’ombra (dell’artista) e la frantumazione finale che – tra forti effetti speciali di musica ed immagini – vorrebbero mettere fine all’immaginazione creativa. Ma questa rinasce.
E si può riprendere a volare…
A “Giù la Maschera” – al teatro Verdi di Salerno – Arturo Brachetti ha incontrato il pubblico e la stampa. In questo piacevolissimo incontro, l’artista si è mostrato estremamente generoso non solo nel dare informazioni sullo spettacolo, ma anche nel parlare di sé e della sua vita privata. Ha rilevato di come lui abbia per l’anagrafe 67 anni ma di come gliene diano al più 47. Infatti il suo aspetto è estremamente giovanile e così anche il suo viso. E’ grazie al DNA, ha osservato, ma anche perché segue una dieta sana, fa ginnastica, non fuma, non beve, non prende droghe, e fa l’ozono terapia! E cerca di imparare sempre qualcosa di nuovo, ogni giorno. Ha ricordato anche la sua famiglia, e di come tutto sia iniziato quando da bambino ha iniziato a interessarsi agli esercizi di magia.
“Brachetti – passando allo spettacolo SOLO – si immedesima con i personaggi che interpreta, talmente numerosi?”: gli ha chiesto Peppe Iannicelli . “No – ha risposto l’artista – Ogni personaggio ha una durata breve (a volte di qualche minuto) Sarebbe dunque impossibile. E poi in scena c’è l’attore, e c’è Brachetti che controlla tutto. Lui segna i gol, grazie alle persone che lavorano con lui (e che gli passano la palla) con cui si relaziona continuamente per trasformarsi. Sarebbe interessante girare un documentario nel back stage per fare vedere al pubblico cosa avviene dall’altra parte”.
Per Brachetti, ci sono tre tipi di domande che – di solito – il pubblico gli rivolge. La prima domanda, la più superficiale, riguarda le sue trasformazioni e su come sia possibile che egli si trasformi così rapidamente, a volte in una frazione di secondo. Le seconde rivelano il retroterra culturale delle persone che gliele rivolgono, se in grado di vedere sulla scena dei dettagli, come la presenza di un quadro che ricorda un pittore importante e cose di questo tipo. Infine ci sono le domande di tipo emotivo, le più profonde, come ad esempio la domanda che gli ho fatto io quando gli ho chiesto di soffermarsi sulla presenza dell’ombra (la sua ombra) sulla scena, una presenza che colpisce lo spettatore perché si insinua in maniera inquietante nella grande festa – di immaginazione creativa, di fantasia e innovazione – che caratterizza lo spettacolo, che si chiude con la disgregazione finale di tutto il processo creativo, attraverso una incredibile potenza di immagini e di suoni, che si placa nel momento in cui lui, comincia a volare di nuovo. L’ombra – precisa Brachetti – rappresenta la parte razionale dell’io, quella che si vede sulla terra o sul muro, che spinge a tenere i piedi per terra, a non guardare al cielo, a non volare, a rimanere ancorato alla realtà.
L’incontro si è concluso con Brachetti che ha fatto selfie con il pubblico spiegando alle signore che per farli venire bene bisogna avere la luce di fronte perché la luce attenua le rughe….
Arturo Brachetti al teatro Verdi di Salerno (14 -16 marzo 2024)
marzo 11, 2024Si ringrazia Elena Paruolo per questo suo contributo.
Lo spettacolo in scena a Salerno è un vero e proprio as-SOLO per uno degli artisti italiani più amati nel mondo, Arturo Brachetti – grande maestro internazionale di Quick-Change – che torna in scena per regalare al pubblico il suo lavoro più completo SOLO.
Con Brachetti, reale e surreale, verità e finzione, magia e realtà tutto è possibile. E – mentre in SOLO the Legend of Quick-Change il protagonista è il trasformismo – in SOLO propone anche un viaggio nella sua storia artistica, attraverso le ombre cinesi, il mimo e la chapeaugraphie ed anche sorprendenti novità come la poetica sand painting e il magnetico raggio laser. E – con un mix tra scenografia tradizionale e videomapping – enfatizza i particolari e coinvolge gli spettatori.
In SOLO, Brachetti apre le porte della sua casa: una casa segreta – senza presente, passato e futuro – in cui vengono conservati sogni e desideri. L’artista schiude la porta di ogni camera, per scoprire la storia che vi è contenuta e che prenderà vita sul palcoscenico. E – con personaggi di telefilm celebri, Magritte e grandi icone della musica pop, passando per le favole e la lotta con i raggi laser in stile Matrix, Brachetti – in 90 minuti offre un bello spettacolo, pensato per tutti ( a partire dalle famiglie).
Pensaci Agostino al teatro Quirino (Roma,12-24 marzo 2024)
marzo 10, 2024Pensaci Agostino è una commedia scritta dal grande Pirandello nel 1916.
Questa la sua trama. Un anziano insegnante, Toti – profondamente amareggiato nei confronti della società e dello Stato – decide di prendere per moglie la giovanissima Lillina: potrà così mantenerla e assicurarle, anche dopo la sua morte, la propria pensione. Benchè Lillina sia incinta del giovane Giacomino, Toti la sposa, mantenendo lei e il nascituro e permettendo a Giacomino di venirli a trovare.. La gente del paese è scandalizzata da questa incresciosa situazione. Il preside invita, quindi, Toti ad andare in pensione. Toti rifiuta con sdegno, poiché è deciso a ribellarsi alle convenzioni. Per mettere a tacere una volta per tutte le dicerie, Don Landolina – per conto della sorella di Giacomino – gli chiede di firmare un documento in cui si dichiara che Ninì è figlio di Toti e che nessuno dei due coniugi è venuto meno agli obblighi nuziali. Toti si reca da Rosalia con il bambino e chiede di parlare con Giacomino. Giacomino arriva sconvolto e rattristato: le dicerie e le malignità della gente lo hanno distrutto, pertanto rivela a Toti di essersi risoluto a sposare un’altra donna. Toti lo mette di fronte alle sue responsabilità.
Come ben sottolinea il regista Guglielmo Ferro: “Toti non appare come un vinto, né una figura triste o malinconica, di vecchio ingrigito dai propri pensieri. È anzi l’unico che esce vincitore in una guerra dalla quale tutti escono sconfitti; il più intelligente, in fondo, quello che sente di poter scegliere, di essere padrone della propria vita, delle proprie certezze, dei propri errori, pronto a pagare, a sentire tutto sulla pelle con coraggio. Non è il candore senile a impegnare il personaggio, ma l’acutezza mentale, il profondo rigore etico, la coerenza tagliente, quello che infastidisce; perché fa pensare, perché mette di fronte ognuno di noi alla nostra ridicola apparenza di fantocci impegnati in rituali spogli di ogni significato, decisi da qualcun’altro e accettati per comodità”.
Stagione lirica sinfonica e di balletto 2024 del Teatro Verdi di Salerno (conferenza stampa e spettacoli)
marzo 9, 2024Si ringrazia Elena Paruolo per questo suo contributo
Si alza il sipario sulla stagione lirica sinfonica e di balletto del Teatro Municipale Giuseppe Verdi di Salerno. My fair lady, La Bohème, L’italiana in Algeri, Avvenne a Napoli, L’Elisir d’amore, Lo schiaccianoci e La traviata: questi i bei titoli del Cartellone della stagione 2024 – l’8 marzo 2024 –al Verdi presentato, nel corso di una Conferenza stampa coordinata da Peppe Iannicelli.
La stagione 2024– ha sottolineato il segretario artistico Antonio Marzullo (che ha tra l’altro ringraziato l’orchestra del Verdi, il coro, tutte le maestranze e uffici amministrativi) – nonostante le difficoltà economiche è stupenda. La riduzione del numero degli spettacoli è compensata dalla varietà di quanto in programma. E (anche con biglietti a 5 euro) si sta tentando di coinvolgere sempre più giovani. Il maestro Fulvio Artiano, Direttore del Conservatorio Martucci di Salerno ha sottolineato la rinnovata collaborazione del Conservatorio con il teatro Verdi – che in più spettacoli, ed eventi, consente orchestre con giovani musicisti. Da parte sua il direttore artistico Daniel Oren ha precisato: “Nonostante la mutilazione economica subita siamo riusciti – compiendo un grande sforzo produttivo ed artistico e grazie al continuo e incessabile sostegno della Regione Campania e dell’Amministrazione del Comune di Salerno – a presentare una bella e ricca stagione Lirica, di Balletto e di Concerti 2024” (anche se due importanti spettacoli lirici sono stati messi in frigorifero, con la speranza di poterli tirare fuori il più presto possibile). Non manca la grande danza con Lo schiaccianoci. E ci sarà il musical My fair lady. Consapevoli dell’eccellenza della musica lirica italiana – riconosciuta in tutto il mondo – si è deciso di mettere in scena opere di musicisti italiani, quali Puccini, Donizetti e Verdi. Le opere di Verdi, seguendo una recente classifica internazionale, sono al primo posto delle opere più eseguite nel mondo, seguite da quelle di Mozart, Puccini, Rossini, Wagner e Donizetti. Vanno sostenute l’opera e le voci italiane. Ma nel programma non mancano anche artisti internazionali, affermati ed emergenti.
Vincenzo Napoli sindaco di Salerno ha ringraziato tutta la famiglia del teatro Verdi, Daniel Oren, e il governatore De Luca per la sua pressante attenzione. I fondi di coesione e sviluppo sono stati improvvidamente bloccati. Il governatore De Luca sta facendo – accompagnato dai sindaci della regione Campania – una battaglia per il loro immediato sblocco.
Da parte sua, De Luca – in una Nota diffusa del Servizio Stampa – sottolinea: “Il direttore artistico Daniel Oren ha preparato un cartellone di altissimo livello in un felice connubio tra titoli di grande tradizione e opere meno rappresentate ed una preziosa contaminazione di generi e stili espressivi. Crescono musicisti, cantanti, addetti ai lavori in gran parte di origine campana ormai capaci di cooperare con i grandi interpreti internazionali. Ancora una volta il Verdi di Salerno si conferma il teatro della grande musica e del belcanto. (…) La Regione Campania, nonostante le difficoltà ben note, continua a sostenere questa programmazione di alta qualità che s’inserisce nel più ampio contesto delle proposte artistiche e culturali della nostra terra ricca di passione e creatività. Investiamo sulla Bellezza creando lavoro ed attrazione e valorizzando i talenti giovani che possono esprimere la loro passione migliorando la vita della nostra comunità”.
QUESTI GLI SPETTACOLI IN CARTELLONE (sulla base di materiale informativo di Daniel Oren)
13 e 14 aprile 2024 – Il musical My fair lady. Questa celebre favola romantica di Lerner & Loewe’s sbarca a Salerno vestita di fascino – e di nuovo – con Serena Autieri protagonista. Le sue canzoni, diamanti incastonati nella storia della musica, faranno viaggiare in un sogno senza tempo. Le sue tematiche (il riscatto sociale, il diritto di amare, il superamento di ogni tipo di barriere) al divertimento aggiungeranno riflessioni che da vicino riguardano noi tutti.
26-28 aprile 2024 – La Bohème – opera lirica di Giacomo Puccini su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica, ispirato al romanzo di Henri Murger – con regia di Plamen Kartaloff . Il Coro sarà preparato dal Maestro Francesco Aliberti. La direzione di Orchestra e Coro sarà sotto la direzione di Daniel Oren. In scena un cast stellare: il tenore Giovanni Sala, il baritono Mario Cassi, il soprano Mariangela Sicilia
17-19 maggio 2024 – L’italiana in Algeri dramma giocoso in due atti di Gioacchino Rossini – su libretto di Angelo Anelli – appartenente al genere dell’opera buffa. La direzione sarà di Gaetano Lo Coco, una giovane promessa. La regia sarà a cura di Sarah Schinasi. In scena si alterneranno – tra le più belle e richieste voci del panorama internazionale: Juan De Dios Mateos, Carlo Lepore, Marco Filippo Romano, Mariam Battistelli, Elmina Hasan.
27-29 maggio 2024 – “Avvenne a Napoli – Passione per voce e piano”: un concerto sospeso tra la migliore tradizione e innovazione italiana. Eduardo De Crescenzo interpreta – per la prima volta – la Canzone Classica Napoletana tra il 1800 e il 1950. Lo spettacolo racconta alle nuove generazioni un miracolo che avvenne a Napoli, quando grandi musicisti e grandi poeti intrecciando i loro talenti inventarono la “forma canzone” così come la pratichiamo ancora oggi. Questo magico viaggio è accompagnato dal pianoforte – talentuoso e internazionale – di Julian Oliver Mazzariello.
8-10 novembre – L’elisir d’amore: su libretto di Felice Romani, primo capolavoro buffo di Gaetano Donizetti, in cui si definisce un suo proprio stile rispetto al dominante modello rossiniano. Sul podio a dirigere l’orchestra ci sarà Jacopo Sipari di Pescasseroli. La regia è a firma di Riccardo Canessa. Per le recite, i solisti saranno selezionati – tramite audizioni con il dipartimento di Canto del Conservatorio – tra gli allievi del Conservatorio di Musica “Giuseppe Martucci” di Salerno. In scena Orchestra e Coro del Conservatorio Statale di Musica “Giuseppe Martucci” di Salerno.
7-8 dicembre –: Lo Schiaccianoci di Pëtr Il’ič Čajkovskij un balletto dell’800 che continua a affascinare il pubblico di ogni età. Petipa decidendo di adattare la storia per il libretto utilizzando come base anche Il Racconto dello Schiaccianoci di Alexandre Dumas ha stemperato gli elementi più inquietanti del racconto, rendendo il tutto una deliziosa favola, e uno spettacolo di grande incanto. Elaborato un libretto in cui la vicenda rimaneva in secondo piano rispetto all’atmosfera fiabesca del Natale (nella quale esaltare i sentimenti d’amore e gioia nostalgica) – per completare il progetto – Petipa si rivolse a Petr Ilic Cajkovskij. Étoile ospiti nello spettacolo di Salerno: Marta Petkova e Emil Yordanov. In scena il Corpo di Ballo del Teatro Nazionale di Sofia.
26-28 dicembre 2024: La Traviata, con cui Verdi compie una scelta innovatrice rispetto al panorama classico del melodramma italiano. Dopo il buffone di corte appassionato (Rigoletto) e la zingara assassina (Il trovatore) delle prime due opere della “trilogia popolare”, Verdi decide di mettere in scena un dramma ispirato ad un fatto realmente accaduto a Parigi (descritto nella ,”Dame aux camèlias” di Alexandre Dumas figlio) – che ha come protagonista una prostituta. Dal podio Francesco Ivan Ciampa dirigerà l’Orchestra Filarmonica Salernitana “Giuseppe Verdi”; alla regia il raffinato Giandomenico Vaccari. In scena Irina Lungu , Valentyn Dityuk, Simone Piazzola.
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“La pelle del tempo”: bella mostra di Danilo Quintarelli al Museo Carlo Bilotti -Aranciera di Villa Borghese (Roma, 7 marzo-21 aprile 2024)
marzo 7, 2024Dal 7 marzo al 21 aprile 2024, lo splendido Museo Carlo Bilotti – Aranciera di Villa Borghese ospita “La pelle del tempo”: una bella – ed intrigante – mostra di Danilo Quintarelli, a cura di Andrea Guastella. Con dei dipinti che ricalcano le sovrapposizioni delle superfici murarie (la “pelle” della struttura architettonica) – e un video (realizzato col videoartista Andrea Maioli sulla base di alcune foto di Quintarelli) – la Mostra ripercorre le numerose trasformazioni subite dal palazzo dell’Aranciera di Villa Borghese (sede del Museo Carlo Bilotti) nel corso dei secoli.
Da un lato, la pelle è una frontiera che ci protegge; dall’altro, ricoprendosi di rughe, fa le veci della coscienza; ci costringe a percepirci per quello che siamo: creature fragili, limitate, contingenti. Sia come sia, il rapporto col mondo è quindi una questione di pelle. Da qui la decisione di Danilo Quintarelli, di concentrarsi – più che sulle strutture imponenti – sulle stratificazioni di intonaco dei dei muri: sono proprio queste ultime La pelle del tempo, la memoria concreta dell’edificio, dai fasti del passato alle macerie della guerra.
L’artista è stato ispirato in particolare dai sotterranei dell’edificio, polverosi, ruvidi, graffiati. La dominante rossa rimanda a sangue rappreso. Sotterranei e colori sovrapposti sono altrettanti, inviti a uno scavo fisico e interiore che, nel video, diventa ariosa proiezione nel futuro: lo spazio si converte in tempo.
“La pelle – come ha scritto David Le Breton – incarna la persona, distinguendola dagli altri. La sua consistenza, il colore, le cicatrici e le sue peculiarità (come i nei, ad esempio) disegnano un paesaggio unico”. E tale paesaggio – come (nella mostra) testimoniato dal video – cambia con il tempo. Come sosteneva Didi-Hubermann, per guadagnare un ‘corpo’, l’arte “dovrà fregiarsi ‘della virtù interstiziale della pelle’. Dovrà celare, nell’abisso dell’Informe, la levità dell’Assoluto”.
L’esposizione è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e organizzata dall’Associazione Aurea Phoenix APS.
Supporto organizzativo e servizi museali di Zètema Progetto Cultura. Il catalogo della mostra, edito da Aurea Phoenix Edizioni con testi di Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona, Andrea Guastella e Danilo Quintarelli, verrà pubblicato a conclusione dell’esposizione.
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