Per questo contributo si ringrazia Elena Paruolo.
Con in scena il grande Silvio Orlandi – satira sul mondo del teatro e dell’audiovisivo, e commedia in cui quattro attori viaggiano attraverso decine di personaggi, spazi e tempi – Ciarlatani racconta la storia di Anna Velasco e Diego Fontana. La prima – tra pilates, teatro per bambini e spettacoli alternativi – è un’attrice in fase di stallo alla ricerca del grande personaggio che la farà finalmente trionfare. Il secondo – regista di successo di film commerciali che si sta imbarcando in una grande produzione internazionale – per un incidente sta affrontando una crisi personale.

Ma – come sottolineato da Pablo Remòn – Ciarlatani è anche diverse opere (che si alimentano a vicenda) – in una – raccontate in parallelo. Il racconto di Anna ha uno stile cinematografico. La storia di Diego è un’opera teatrale più classica. E c’è anche un’autofiction in cui l’autore dello spettacolo si difende dalle accuse di plagio. L’intenzione è di essere una narrazione teatrale, ma con un’aspirazione romanzesca e cinematografica.
