“La sfida esistenziale dell’Ue tra dazi e guerre”: questo il titolo del mio contributo all’ultimo numero (47/settembre 2025) della rivista Agenda Geopolitica edita dalla Fondazione Ducci.

OperaCamion è un progetto del Teatro dell’Opera di Roma promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura. È finanziato dall’Unione Europea, Next Generation EU nell’ambito del PNRR, e rientra tra gli Interventi de “Il Giubileo dei Pellegrini: eventi artistici e culturali nella città di Roma, dal centro alla periferia.
L’iniziativa rientra quindi in una strategia culturale più ampia del Teatro dell’Opera di Roma. Ed ha l’obiettivo quello di portare l’opera fuori dai luoghi tradizionali, trasformando spazi urbani e periferici in teatri accessibili e inclusivi.
E’ gratis. Gli spettatori – grandi e piccoli – portano le sedie da casa, si ritrovano in piazza e diventano parte di un rito collettivo, dove la cultura si fa accessibile, conviviale e popolare.
Il titolo scelto per questa nuova edizione di OperaCamion è Tosca, l’opera romana per antonomasia, storia di amore e passione tra la cantante Tosca e il pittore Cavaradossi. Per OperaCamion, regia, costumi e luci sono affidati a Manu Lalli, le scene a Daniele Leone, mentre sul podio dell’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma salirà Carlo Donadio. . Accanto all’Orchestra e ai giovani cantanti – tra cui alcuni del progetto “Fabbrica” Young Artist Program – parteciperanno anche la Scuola di Canto Corale dell’Opera di Roma e 9 cori individuati nel territorio di Roma Capitale in collaborazione con la Cappella Vestiniana della Basilica di San Vitale al Quirinale. L’adattamento orchestrale è a cura di Vito Lo Re.
Il calendario 2025 di OperaCamion/Tosca coinvolge sette municipi. domenica 14 Piazza Sirio, lungomare di Ostia (Municipio X); martedì 16 Parcheggio di via Leonida Repaci, Cinquina/Bufalotta (Municipio III); venerdì 19 Cortile Parrocchia Corpus Domini, Massimina (Municipio XII); domenica 21 Parco Gino Strada – ex Veratti (Municipio VIII); mercoledì 24 e giovedì 25 Castel Sant’Angelo – Lungotevere Castello (Municipio I); sabato 27 Parcheggio via Fosso dell’Osa (fronte civico 338), Villaggio Prenestino (Municipio VI); domenica 28 Rotonda viale Antonio Gandin, Palmarola/Selva Candida (Municipio XIV).
Calibano è la rivista di attualità culturale dell’Opera di Roma. Tra storie di spettri, possessioni e inquietudini profonde (dal film L’esorcista agli incubi famelici della pittura di Goya, dagli ologrammi delle star defunte del pop al racconto dei casi di cronaca nera sui media di oggi, passando per il body horror femminista nel cinema di genere e il mito del Fantasma dell’Opera) il prossimo numero scende nei meandri dell’orrore, componendo una mappa del perturbante che attraversa generi, epoche, linguaggi per parlare dell’oggi.
Porter si interroga sulla logica di ripetizione e perdita di individualità che caratterizza la produzione culturale contemporanea. Carmen Gallo si sofferma sull’orrore e la paura come strumento di espressione e trasgressione dell’agire femminile nel romanzo gotico inglese di metà Settecento. Daniele Cassandro ci conduce fra gli spettri della musica pop. Fabiana Giacomotti esplora gli aspetti morbosi della moda del lutto ottocentesca- Sergio Pace ci parla invece di spazi fisici dell’inquietudine in un saggio sull’architettura. Elvira del Guercio riflette di riappropriazione del corpo femminile nel body horror delle registe contemporanee. Filippo Cerri analizza il folk horror italiano, Flaminia Beneventano è un’esperta delll’antropologia del mondo antico. Claudio Strinati dialoga con le forme dell’incubo nella storia dell’arte. Al mito del Fantasma dell’Opera, si dedica Nicolò Palazzetti.
Le rubriche di questo numero sono di Marco Malvestio e Giuliano Danieli. Il volume ospita infine un racconto inedito di Letizia Muratori e una testimonianza di Stefano Nazzi sulla cronaca dell’orrore sui media di oggi. E ospita anche un’intervista di George Saunders al direttore a Paolo Cairoli .Tutte le illustrazioni del numero, compresa l’immagine di copertina, sono state realizzate dall’artista canadese Oona Ode con un software di intelligenza artificiale.