L’intercettazione – in acque internazionali – della Global Sumud flottiglia #proPalestina #proPopoloPalestinese ha acceso proteste in tutto il mondo e non solo in Italia! Le manifestazioni in Italia hanno una valenza che supera di gran lunga gli obiettivi politici interni /di politica nazionale. C’e’in gioco il rispetto del diritto internazionale e la richiesta di porre fine allo sterminio/distruzione in corso a #Gaza – e alle violenze dei coloni israeliani in Cisgiordania. C’è’ la richiesta di un riconoscimento dello Stato palestinese. Nessuno dimentica / o nega che ci sono anche altri conflitti in altre parti del mondo. L’obiettivo non e’ quello di alimentare anti-semitismo – ne’ un sostegno al terrorismo di Hamas – ma il ritorno al predominio della diplomazia e del diritto internazionale e dei diritti umani, a discapito di un predominio di violenza, occupazione e sopraffazione.
Ciò detto – in attesa degli esiti del Piano Trump ( e con la speranza che i manifestanti sappiano impedire deprecabili distruzioni di infrastrutture, vetrine ecc.) – procediamo con ordine…
La Global Sumud Flotilla è un’iniziativa internazionale, guidata dalla società civile (ONG, attivisti, parlamentari, giornalisti, ecc.) che ha coinvolto decine di imbarcazioni (oltre 40) e attivisti da più di 40 paesi, con circa 500 persone a bordo. È partita con l’obiettivo di creare un corridoio umanitario civile per consegnare aiuti umanitari (medicina, cibo, forniture mediche) rompendo il blocco navale di Israele sulla Striscia di Gaza (da Israele sostenuto come misura di sicurezza). Gli organizzatori della flottiglia invocano principi della Convenzione di Ginevra, diritto umanitario, e il diritto dei civili che trasportano aiuti a non essere ostacolati.
Il nome “Sumud” (in arabo صمود) significa “resistenza, fermezza”, ed è usato per simboleggiare la perseveranza del popolo palestinese.
Le forze israeliane hanno intercettato quasi tutte le imbarcazioni della Global Sumud Flotilla in acque internazionali, mentre la flottiglia si avvicinava a Gaza: gli attivisti (parlamentari, giornalisti, attivisti civili) sono stati fermati e detenuti. Verranno rimpatriati nei loro paesi e/o processati. Israele sostiene che la flottiglia stava cercando di violare il blocco e accusa che possa essere utilizzata come “strumento propagandistico / di provocazione”. Gli organizzatori invece insistono che è un’azione pacifica, umanitaria, non violenta, che i partecipanti sono civili, e che il blocco costituisce una violazione del diritto internazionale umanitario.
Reazioni e proteste in piazza (e non solo) – nel mondo – sono state immediate e diffuse, in molte città europee, in America Latina, e in Asia.Le pressioni internazionali includono anche dichiarazioni ufficiali, richieste di chiarimenti, possibili ricorsi legali, richieste di rispetto dei diritti umani.Paesi in cui le proteste sono state significative sono la Spagna, Grecia, Belgio, Turchia, Colombia. Argentina. In Italia, grandi manifestazioni a Roma, Milano, Napoli e Torino. In alcune città sono state chiuse stazioni della metropolitana, sono state bloccate vie, ci sono stati sit‑in. La Cgil ha proclamato uno sciopero generale, cui hanno aderito anche altri sindacati.
Ritendendo che l’assalto alla Flotilla è un atto di pirateria, allo sciopero, hanno aderito anche i Giuristi democratici, ASGI, Comma 2 e Legal Team incolumità degli attivisti bloccati. “Non possiamo accettare – sottolinea il loro Comunicato – lo scempio del diritto internazionale umanitario a cui assistiamo. Il blocco israeliano e l’occupazione di Gaza, l’assalto alla Flotilla (oltre tutto, ancora in acque internazionali), l’uso di idranti e di granate stordenti contro gli attivisti imbarcati, ma soprattutto il genocidio in corso, l’impedimento all’ingresso di aiuti umanitari, l’invasione militare e coloniale non possono che essere chiamati con il loro nome, definiti illegali, criminali e avversati in ogni sede”.
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