Archive for novembre 2025

UE tra futuro bilancio a lungo termine e allargamento

novembre 29, 2025

Conflitti alle frontiere, necessità di una difesa europea (piuttosto che di pericolosi riarmi nazionali), migrazioni, questioni energetiche, climatiche, digitali e sociali, a breve, inizio restituzione dei prestiti NGEU (e quindi un contesto di consolidamento fiscale negli stati membri), allargamento (come sfida – per governance, risorse, coesione – ma anche come opportunità, e cioè, per maggiore peso geopolitico, mercato ampliato, integrazione economica): questa la difficile situazione in cui sono iniziati i lavori per definire il QFP (2028-2034)  dell’Unione Europea,  e cioè , il nuovo bilancio a lungo termine, che  per  7 anni  definirà le risorse complessive, le rubriche di spesa, i programmi finanziabili e gli strumenti di governance.   La Commissione europea (in una logica – anche – di flessibilità e semplificazione) ne ha presentato la prima proposta il 16 luglio 2025.  Successivamente – su spinta del Parlamento europeo –  la Presidente della Commissione ha avanzato una proposta di modifica (tra altro) senza alcuna marcia indietro sul contestato Fondo unico di politiche agricole (Pac) e di sviluppo regionale (coesione).   In estrema sintesi, ci sarà da monitorare:

  • come verranno definiti (e negoziati) i criteri di assegnazione delle risorse nel nuovo QFP (anche in presenza di futuri allargamenti);  
  • il budget: un budget di quasi 2 mila miliardi (da raggiungere attraverso un aumento dei contributi nazionali dall’1,1 all’1,26 per cento del Reddito nazionale lordo) -benché per alcune capitali inaccettabile – resta insufficiente per far fronte alle molteplici sfide cui ci si trova confrontati
  • in che misura saranno introdotte risorse proprie dell’UE per ridurre la dipendenza dai contributi degli Stati membri;
  • l’efficacia di nuovo modello di governance multilivello (gestione diretta, indiretta, nazionale) e il collegamento fra riforme e fondi;
  • se la composizione del nuovo bilancio non ha buchi eclatanti (ad oggi -per esempio – preoccupano l’assenza di Life e del Fondo sociale europeo)
  • la calendarizzazione dell’allargamento (quando e come nuovi Stati entreranno, e quale impatto avranno sugli strumenti finanziari e sulle politiche dell’UE) e le implicazioni – per politiche specifiche (coesione, agricoltura, digitale, clima, sociale) e per i territori meno sviluppati – ma anche per l’assetto istituzionale dell’Unione.   In merito a questo ultimo punto il PE ha da poco adottato La Risoluzione Gozi.

Intanto la presidenza danese continuerà a negoziare il bilancio senza il Parlamento: l’obiettivo rimane il raggiungimento di un accordo tra i capi di Stato e di governo al Consiglio europeo di dicembre 2025.  Ma se – poi – non si raggiungerà un accordo finale con il Pe, il bilancio non potrà essere adottato.  Il Pe può rigettarlo.

Mi soffermo su queste problematiche nel mio contributo a Agenda geopolitica – edita dalla FondazioneDucci – di novembre 2025. Qui di seguito il link per poterlo leggere:

Sovranità digitale europea

novembre 28, 2025

L’Italia ha sottoscritto a Berlino, insieme agli altri Stati membri dell’Unione europea, la Dichiarazione per la Sovranità Digitale Europea (Declaration for European Digital Sovereignty), un documento che definisce la capacità dell’UE di agire con autonomia nel mondo digitale, regolando infrastrutture, dati e tecnologie secondo i propri valori e i propri interessi strategici.

La Dichiarazione chiarisce che la sovranità digitale non equivale a protezionismo o isolamento, ma a un approccio coordinato fondato su certezza normativa, attrattività degli investimenti e competitività industriale.

Al centro del documento vi è la sovranità sui dati, riconosciuti come asset strategici da proteggere contro interferenze esterne e normative extra-UE. Tra gli strumenti citati figurano il Portafoglio europeo di identità digitale (EU Digital Identity Wallet), il principio Once-Only – principio per cui basterebbe fornire una sola volta informazioni alle pubbliche amministrazioni – gli Spazi di dati comuni e le sandbox normative.

Accanto agli aspetti regolatori, la Dichiarazione individua una serie di tecnologie strategiche su cui concentrare visione e investimenti:

– HPC e semiconduttori

. reti di nuova generazione

– infrastrutture satellitari

– tecnologie quantistiche

– cybersecurity

 cloud

 Intelligenza Artificiale

 In questo quadro viene riconosciuto anche il ruolo delle soluzioni open source, integrate da solidi standard di sicurezza e da tecnologie affidabili.

La sovranità digitale europea, sottolinea il documento, dipende però anche dalle persone: sono considerati essenziali nuovi investimenti in formazione, competenze digitali, alfabetizzazione sui media, ricerca e attrazione dei talenti. Particolare attenzione è dedicata alla tutela della democrazia e della fiducia pubblica, in un contesto segnato da disinformazione, deepfake e crescita degli attacchi cyber. L’obiettivo è promuovere un ecosistema informativo online pluralista, sicuro e affidabile, rafforzando la capacità dell’Europa di difendere i propri valori nel nuovo scenario digitale

Lohengrin di Wagner in scena al teatro dell’Opera di Roma (27 novembre -7 dicembre 2025)

novembre 19, 2025

Direttore musicale Michele Mariotti,  regista Damiano Michieletto  affiancato dal suo consueto team creativo  Paolo Fantin (scene), Carla Teti (costumi) e Alessandro Carletti (luci )Mattia Palma (drammaturgia) :  dopo cinquant’anni d’assenza, il 27 novembre, Lohengrin, Opera romantica in tre atti su libretto proprio, musica di Richard Wagner, torna al Teatro Costanzi di Roma.   Accanto al tenore Korchak, il cast comprende Clive Bayley (Heinrich der Vogler), Tómas Tómass (Friedrich von Telramund), Ekaterina Gubanova (Ortrud), Andrei Bondarenko (Der Heerrufer) e, al debutto al Costanzi, Jennifer Holloway (Elsa) . L’Orchestra è quella dell’Opera di Roma, così come il Coro, diretto da Ciro Visco.

 « Lohengrin  – sottolinea il direttore  Mariotti –  mette cantanti, orchestra, coro e tutte le maestranze sotto i riflettori e dimostra quanto il teatro sia davvero un organismo unico, la cui forza nasce dal lavoro comune. Tiene insieme il dramma storico e la leggenda, e la partitura stessa riflette questa doppia natura: da un lato la solidità solenne che richiama il contesto politico e corale, dall’altro la scrittura sospesa e visionaria che apre a una dimensione fiabesca e trascendente».

 «La drammaturgia di Wagner – precisa il regista Michieletto – mi commuove per la sua profonda dimensione spirituale. Il mio modo di avvicinarmi a quest’opera, per costruire una messa in scena che avesse calore e concretezza, è stato  quello di restituire ai personaggi la loro umanità. Non trattarli come simboli, ma come persone — con una propria psicologia, un cuore, un conflitto interiore — e poi sviluppare questi aspetti all’interno di una dinamica più ampia. Da una parte c’è una lotta tra l’individuo e la massa, dall’altra c’è una storia d’amore, quella tra Elsa e Lohengrin».

In occasione dello spettacolo esce il nuovo numero della rivista di attualità “Calibano” dedicato a «L’invenzione del Medioevo».

La vedova scaltra al teatro Quirino (Roma,25 novembre 7 – dicembre 2025)

novembre 19, 2025

Prima nazionale italiana – generale della emancipazione (e liberazione) della donna – La Vedova Scaltra del grande Carlo Goldoni, in scena al teatro Quirino, è puro divertimento, caratterizzato da candore, intelligenza, elevazione morale e allegria comica.

Pe: il Ppe vota con la destra radicale

novembre 18, 2025

 

Al Parlamento europeo, il Partito Popolare Europeo ha approvato una proposta della Commissione europea – non insieme ai partiti della maggioranza Ursula (liberali, socialisti, verdi) ma con la destra radicale (conservatori, patrioti, sovranisti). In gioco, lo smantellamento del Green Deal, il pacchetto di sussidi e investimenti sulla transizione energetica. “Troppa burocrazia”, “troppe regole” così l’industria europea collassa: questa la motivazione (trumpiana) del voto. Saranno contenti Trump e e anche Xi Jinping che si libera di un concorrente agli enormi investimenti su rinnovabili, automotive, elettrico e tecnologia (settori in cui la Cina sta consolidando la sua supremazia).

AL LUPO, AL LUPO! – QUANDO LA MUSICA RACCONTA AI BAMBINI:  23 novembre al Teatro Nazionale di Roma la prima dell’opera per ragazzi di Gaetano Panariello – ll 25 e 26 le repliche riservate per le scuole

novembre 18, 2025

 Ispirata alle favole di Esopo, Al lupo, al lupo!  lo spettacolo – che intreccia musica, canto e narrazione in un continuo gioco di rimandi (un dialogo che diverte, emoziona e invita a riflettere) – è un’esplorazione musicale e teatrale che unisce gioco, riflessione e meraviglia.

A portare in scena questo nuovo allestimento del Teatro dell’Opera di Roma sono gli allievi della Scuola di Canto Corale, diretti da Alberto de Sanctis. Al loro fianco, Maria Elena Pepi dà voce a una giovane maestra, alle prese con una scolaresca vivace, alla quale spetta il compito di trasmettere un nuovo modo di apprendere e di vivere la scuola. 

Il team creativo proviene interamente dal progetto “Fabbrica” – Young Artist Program: Kamila Straszynska firma la regia, Sofia Sciamanna le scene, Virginia Blini i costumi e Zofia Pinkiewicz le luci. Al pianoforte, Zenoviia – Anna Danchak, interprete di una partitura ricca di ritmi funky, blues e pop, pensata per avvicinare la sensibilità dei più giovani.

Tenente Colombo Analisi di un omicidio al teatro Quirino (Roma 18-23 novembre 2025)

novembre 14, 2025

In Italia, dopo cinque anni di sold-out in Inghilterra, America e Francia – per la prima volta arriva a teatro il Tenente Colombo, con un giallo emozionante, scritto da – Richard Levinson e William Link – autori originali della serie TV in cui il pubblico (grazie a una rivoluzione del giallo!) assisteva al delitto guardando negli occhi l’assassino che preparava l’omicidio perfetto (prima, di solito, l’assassino veniva scoperto solo nell’ultima scena).   In Prescription: Murder si trovano già tutti i temi e lo stile del personaggio di Colombo che i due autori americani avevano creato ispirandosi al detective Porfiry Petrovitch di Delitto e Castigo di Dostoevskij.

Anche qui, lo spettatore è da subito testimone dell’omicidio: il dottor Fleming, brillante psichiatra di New York che non riesce più a tollerare la moglie (una donna possessiva che ha sposato solo perché ricca) – assieme alla sua giovane amante Susan (attrice) – architetta il piano perfetto per ucciderla. Ma sulla sua strada troverà il tenente Colombo.   Dalla metà del primo tempo in poi, il racconto si dipana non sulla traccia del “chi è stato” come accade in Agatha Christie, ma sul filo del “come fare a prenderlo”.  Un indizio apparentemente insignificante alla volta – lacci delle scarpe, caviale, aria condizionata – il duello tra Colombo e lo psichiatra si dipana fino ad arrivare all’inevitabile epilogo. E non mancano colpi di scena.

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Silvana Paruolo: riviste e siti per cui ha scritto e scrive

novembre 8, 2025

La foto indica i miei 3 libri scritti come autrice (nel 2010, 2014 e 2024) e il libro scritto su commessa per la Cgil nazionale nel 1988. L’elenco che segue non è esaustivo ma – su gentile richiesta – qui di seguito alcune delle testate per cui maggiormente scrivo / e ho scritto:

  • Agenda Geopolitica edita dalla Fondazione Ducci V. pagina Lynkedin della rivista / E pagina Lynkedin di Silvana Paruolo
  • Affari sociali internazionali, edita da Franco Angeli Editore;
  • Finanza Italiana; 
  • Comuni d’Europa dell’Aiccre;
  • Tempo Libero della Fitel;
  • Rassegna sindacale
  • Quaderni di Rassegna Sindacal edita da Ediesse
  • L’Italia e l’Europa (edizioni Maggioli)
  • Rivista Aeronautica
  • Diogène UNESCO
  • http://www.politicheeuropee.it
  • https://europainmovimento.it
  • appuntamentieuropei.wordpress.com

BUONA LETTURA!

Articoli di Silvana Paruolo nella rivista Agenda geopolitica edita dalla Fondazione Ducci

novembre 8, 2025

Per una visione dei miei articoli su Agenda Geopolitica, edita dalla Fondazione Ducci, rinvio alla pagina – su Lynkedin -di Silvana Paruolo.

Buona lettura!

Modesta e a favore dei più ricchi la manovra economica del governo Meloni

novembre 8, 2025

Modesta e a favore dei più “ricchi”, le criticità della manovra economica del governo Meloni in una breve, e chiara, analisi di Valigia Blu:

Negli ultimi giorni la manovra economica del governo Meloni ha cominciato il suo iter che porterà all’approvazione da parte delle camere. Secondo gli organismi indipendenti, dall’Ufficio parlamentare di bilancio alla Corte dei Conti, fino alla Banca d’Italia e l’ISTAT, la manovra introduce un taglio dell’IRPEF modesto che favorisce soprattutto i redditi medio-alti, con circa metà dei benefici concentrati sull’8% dei contribuenti più ricchi.  

Circa la nuova rottamazione fiscale, la Corte dei Conti segnala anche criticità che rischiano di premiare chi non paga le tasse e alimentare aspettative di future sanatorie. Sul fronte sanitario, i dati ISTAT mostrano personale sempre più anziano, carenza di medici e infermieri e un crescente numero di cittadini che rinunciano alle cure.

La Cgil ha annunciato uno  sciopero generale per il 12 dicembre denunciando una manovra “ingiusta e sbagliata” che non tutela salari e welfare. Le tre sigle confederali e i Cobas sono tutti contro le mosse del governo ma manifesteranno separatamente. Meloni si chiede che giorno ha scelto il segretario della Cgil per la mobilitazione. Da notare che i lavoratori rinunceranno a una giornata di stipendio per difendersi da una manovra considerata dannosa. 

Mentre si discute di tagli e risparmi, anche la premier ha – giustamente – lasciato filtrare irritazione perl’aumento di stipendio auto-decisa dal presidente del Cnel Renato Brunetta – per se stesso e non solo -che ha poi fatto marcia indietro.  «Renato Brunetta, lo stesso che definiva “una semplificazione che fa male” il salario minimo a 9 euro l’ora – protestava Angelo Bonelli, deputato di Avs – oggi si aumenta lo stipendio da 250 a 310 mila euro l’anno. È l’immagine perfetta della destra al governo: chi rifiuta un salario dignitoso ai lavoratori non ha problemi a moltiplicare i propri compensi». Stessa accusa da Nicola Fratoianni, (Avs), che sottolineava come la decisione del Cnel facesse «raddoppiare la spesa per le retribuzioni» dello stesso Consiglio.