Archive for gennaio 2026

Ue Mercosur e Pe: intervista a Silvana Paruolo

gennaio 31, 2026

 

L’amore non lo vede nessuno al Teatro Quirino (Roma, 3-8 febbraio 2026)

gennaio 30, 2026

Cos’è lo spettacolo in scena al Quirino :  “L’ amore non lo vede nessuno” con protagonisti, Giovanni Crippa, Stefania Rocca e Franca Penone e regia di Piero Maccarinelli?

E’ un giallo?

“E cosa può c’entrare Dio con un giallo? – chiede lo stesso Maccarinelli – Chi sono quelle due donne la sorella e l’amica? Chi è Federica morta in un incidente stradale? Da dove viene l’amore? Se sapessimo rispondere a questa domanda, avremmo svelato il mistero della vita.  Qui in due spazi compresenti, la casa piccolo borghese di Silvia, sorella della giovane donna morta nell’incidente, e un piccolo bar equivoco di periferia si confrontano le vite dei tre personaggi”.

Ogni martedì pomeriggio in un anonimo bar Silvia incontra un affascinante sconosciuto che ha visto per la prima volta al funerale di Federica. Sono legati da un patto: lui le ha promesso di rivelarle ogni particolare della sua relazione con Federica, lei in cambio si è impegnata a non fare ricerche per svelare l’identità del suo interlocutore.

“Ma  – chiede ancora  il regista – fino a che punto siamo disposti a fidarci di uno sconosciuto? Fino a che punto possiamo svelare i nostri più intimi segreti e far conoscere le nostre profonde emozioni? L’amica Eugenia mette in guardia Silvia ma Silvia sempre più coinvolta in un crescendo di colpi di scena arriverà ad affrontare un groviglio di segreti e contraddizioni di Federica fra amori assoluti e giochi di potere. Saranno assolvenze e dissolvenze senza soluzione di continuità accompagnate dalle musiche di Antonio Di Pofi”

” L’amore non lo vede nessuno – conclude il regista – è un testo potente, un’indagine spietata sul senso dell’esistenza che ci costringe davanti allo specchio con la parte più oscura di noi e ci interroga sulla necessità di perdonare e perdonarci”.

La Bayadère al Teatro dell’Opera (Roma, 3-8 febbraio 2026)

gennaio 30, 2026

Creazione originale di Marius Petipa – con musica del compositore austriaco Léon Minkus, e oggetto di dibattito sul nome (Chudekon) dell’autore del suo libretto – La Bayadère è un tipico prodotto del periodo in cui venne scritta e messa in scena: una storia melodrammatica (di vari episodi) che si svolge in una terra antica ed esotica. Il balletto ruotava attorno al tragico destino degli amanti Nikiya e Solor. La danzatrice e il guerriero si sono giurati il ​​loro cuore, ma potenti figure politiche hanno altri piani. Il sovrano locale, il Rajah Dugmanta di Golconda, vuole fare di Solor suo genero, e l’Alto Bramino è determinato a fare di Nikiya la sua sposa. In un sorprendente colpo di scena, Nikiya accetta inavvertitamente di danzare al fidanzamento di Solor con Gamzatti, la figlia del Rajah. Gamzatti decide che Nikiya deve morire. Seguono una delle scene di morte più memorabili nella storia del balletto, e un finale sconvolgente.

 «Dopo Il lago dei cigni – racconta Pech, coreografo dello spettacolo in scena al teatro dell’Opera di Roma  – Eleonora Abbaganto mi ha proposto di pensare a un secondo lavoro coreografico per la compagnia. L’idea di rileggere La Bayadère è arrivata naturalmente, è diventata una necessità. Conoscere questi balletti è importante per sapere da dove veniamo e capire dove andiamo. Riadattarli al mondo di oggi è un modo di tenerli vivi, perché devono continuare a esistere».  Non solo intrighi d’amore, gelosia e tradimento – precisa ancora Pech – La Bayadère  in scena al Costanzi «È una vera epopea. Questa produzione è una sfida che coinvolge, assieme agli ospiti, ai danzatori del Corpo di Ballo e agli allievi della Scuola di Danza, tutti coloro che lavorano nell’ombra, dietro le quinte impegnati nei numerosi cambi di scena».  

Per trasportare il pubblico in un universo onirico senza tempo, elegantemente esotico e contemporaneo,  il balletto si avvale delle scene firmate dall’artista Ignasi Monreal, dei costumi di Anna Biagiotti e delle luci di Vinicio Cheli.  La musica di Ludwig Minkus, composta per il balletto ideato da Marius Petipa nel 1877, è affidata alla bacchetta del francese Fayçal Karoui che dirige l’Orchestra dell’Opera di Roma.  A interpretare i suoi protagonisti sono chiamati quattro ospiti internazionali: le étoiles dell’Opéra di Parigi Sae Eun Park e Paul Marque; la Principal Dancer dello Staatsballett Berlin Iana Salenko e il Principal Dancer dell’Astana Opera Bakhtiyar Adamzhan. Nel ruolo della bella baiadera e del suo amante danzano poi la prima ballerina Marianna Suriano e Mattia Tortora. La crudele e gelosa Gamzatti, futura sposa di Solor, è interpretata dall’étoile Susanna Salvi e dalla prima ballerina Federica Maine, l’Idolo d’oro dal primo ballerino Simone Agrò  e da Gabriele Consoli . Il corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma si avvale anche della partecipazione degli Allievi della Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma. Per la ripresa dello spettacolo Pech si avvale di due assistenti alla coreografia, Isabelle Guérin, Hervé Courtain, maître de ballet per Les Grands Ballets Canadiens. 

L’accordo UE- Mercosur

gennaio 28, 2026

L’accordo commerciale tra Ue e il Mercosur e’il focus del mio contributo alla rivista Agenda Geopolitica edita dalla Fondazione Ducci/ gennaio 2026. Tema su cui tornero’ – nel prossimo numero – alla luce della decisione del Parlamento Europeo. Qui di seguito il link per poterlo leggere.

https://acrobat.adobe.com/id/urn:aaid:sc:EU:92e1c740-d886-4ac3-bb49-155bbe27aa26

Il Parlamento europeo decide di non decidere sui dazi dell’accordo con Trump

gennaio 27, 2026

Un voto dovrebbe tenersi il 23 o 24 febbraio 2026. Il PPE è favorevole. Ma socialisti, liberali e verdi vogliono aspettare.  “Senza chiarezza sulla Groenlandia e in assenza di scuse ufficiali dopo le parole sull’Afghanistan, non ci sono più le condizioni per andare avanti”, ha detto il coordinatore dei socialisti Brando Benifei

Il Parlamento europeo e il “28esimo regime” societario europeo

gennaio 27, 2026

Il mercato unico europeo resta oggi incompiuto e l’Unione europea è ancora frammentata in 27 regimi societari che penalizzano soprattutto PMI, start-up e scale-up. Per colmare questa lacuna, il Parlamento europeo ha approvato a larga maggioranza una relazione ( in coerenza con i rapporti Letta e Draghi e con le indicazioni della Commissione europea) che definisce linee guida per l’istituzione di un nuovo “28º regime” societario europeo, in vista della proposta legislativa attesa dalla Commissione europea a marzo:  un passo importante per rafforzare l’attrattività del sistema europeo per lo sviluppo di nuove imprese che possano crescere su scala continentale..

La relazione delinea un quadro societario europeo volontario, che si affianca ai diritti nazionali e si fonda su una società con qualifica europea riconosciuta in tutta l’UE, una costituzione digitale rapida e un capitale minimo simbolico. Restano esplicitamente escluse le società quotate, le forme diverse dalla responsabilità limitata e le imprese responsabili di gravi violazioni, in particolare in materia di frodi, fiscalità e diritti dei lavoratori.

 Il testo approvato dal Parlamento chiarisce che il 28º regime è limitato al solo diritto societario, escludendo il diritto del lavoro.

Sono quindi salvaguardate la contrattazione collettiva, la partecipazione dei lavoratori e i diritti acquisiti, attraverso meccanismi anti-abuso per prevenire il dumping sociale, l’esclusione del diritto del lavoro dall’arbitrato, nonché valutazioni d’impatto e revisioni periodiche.

Ora Il Parlamento europeo attende la proposta della Commissione europea, per poterla analizzare, vigilando affinché le e indicazioni espresse dal Parlamento europeo siano pienamente rispettate, soprattutto per quanto riguarda i diritti sociali.

La lotta ai cambiamenti climatici alla COP30

gennaio 20, 2026

Di certo la lotta ai cambiamenti climatici non è al primo posto dell’Agenda dei grandi della terra in preda a deliri di onnipotenza. Tuttavia non va dimenticata. In questo articolo su Agenda Geopolitica – edita dalla Fondazione Ducci – mi soffermo quindi, in particolare, sulla COP 30. Qui di seguito il LINK per poterlo leggere. Buona lettura.

Natale in casa Cupiello al Teatro Verdi (Salerno, 23 gennaio 2026)

gennaio 19, 2026

Pe questo contributo si ringrazia Elena Paruolo.

Un classico di Edoardo De sarà in scena al Teatro Verdi di Salerno. Lo spettacolo potrà piacere o meno, come tutte le sue sperimentazioni, ma  sicuramente non lascierà indifferenti.

La scelta di lavorare con un solo attore è nata dalle limitazioni imposte dalla pandemia e si è trasformata in una sfida artistica.  La messinscena rompe gli schemi tradizionali: un solo attore in scena, immerso in un cubo scenografico trasparente, interagisce con contributi video e sonori proiettati dal vivo in tempo reale.

Le immagini, le voci e i rumori evocano i personaggi assenti, trasformando il palco in un paesaggio emotivo e mnemonico. Il cubo diventa simbolo dell’isolamento, della solitudine e della memoria: un contenitore di ricordi che accompagna il protagonista in un viaggio interiore, tra echi familiari e presenze invisibili.

La bohème di Giacomo Puccini al Teatro dell’Opera di Roma (14-25 gennaio 2026)

gennaio 16, 2026

Con un gioco straordinario di tecnologia, è una – splendida e spettacolare – esperienza immersiva quella pensata per La bohème di Giacomo Puccini dal regista Davide Livermore (autore anche di scene, costumi e luci). “Bohème – sottolinea Livermore – è tanto perfetta da essere quasi una non-opera, una sorta di neo proto sceneggiatura cinematografica. Azioni ed emozioni vengono descritte con una precisione assoluta. Come raccontare questa storia oggi? Assecondando la  miracolosa partitura di Puccini fino in fondo. Così, questo allestimento ci porta nel 1896. E, nell’atelier di Marcello, diventa sintesi di tutta l’esperienza pittorica della Parigi fin de siècle. Le pitture amplificano il racconto degli affetti in musica».  Sul podio torna Jader Bignamini che di Bohème dice «non è nostalgia. È vita allo stato puro: piena, disordinata, improvvisa. E’ la semplicità delle emozioni che diventano universali, tra sogni mai realizzati e affetti che resistono oltre la fine”. Alla bacchetta di Alessandro Palumbo è affidata la replica del 21 gennaio

A dar voce al gruppo di giovani bohémiens – protagonisti della vicenda narrata nel libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, da Scènes de la vie de bohème di Henri Murger e Théodore Barrière – sono diversi cast che si alternano nelle undici recite dal 14 al 25 gennaio. A vestire i panni di Mimì è l’interprete pucciniana del momento, Carolina López Moreno . Nel ruolo di Mimì sono chiamate anche Maria Agresta e Roberta Mantegna. Saimir Pirgu  torna all’Opera di Roma. Nei panni del poeta cantano anche Francesco Demuro  e René Barbera. Il pittore Marcello è interpretato da Nicola Alaimo , Vittorio Prato e Biagio Pizzuti che è anche Schaunard, in alternanza con Alessio Arduini , Musetta è interpretata da Desirée Rancatore ed Elisa Balbo Il filosofo Colline da William Thomas e Manuel Fuentes ,Benoît e Alcindoro da Matteo Peirone.

In scena – in tutti gli spettacoli – il Coro del Teatro dell’Opera di Roma diretto da Ciro Visco, con la partecipazione della Scuola di Canto Corale (Maestro Alberto de Sanctis).

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Cinema noir al Palazzo Esposizioni di Roma (20 gennaio-26 maggio 2026)

gennaio 16, 2026

Nel programma del 2026 di “A Qualcuno Piace Classico” spicca il ruolo speciale assegnato al noir, a partire dai titoli di apertura e chiusura: Femmina folle di John Stahl, primo film del genere a essere girato in Technicolor, e Strade violente di Mann, uno degli autori che più ha lavorato a una ridefinizione moderna del noir.

E se “noir” è un termine che viene dalla Francia, non poteva mancare un omaggio al cinema d’oltralpe con uno Chabrol degli anni ‘80, Volto segreto, piccola rarità riproposta in pellicola 35mm.

Per alcune atmosfere e per il senso profondo di fatalismo, anche un film come Fuggiasco di Carol Reed può rientrare agevolmente nel noir, malgrado in questo caso declinato attraverso il tema politico della questione nordirlandese, e lo stesso potrebbe darsi con La caccia, gioiello di Arthur Penn in cui ritroviamo un uomo braccato in un contesto sociale incandescente.  La politica lambisce anche il mondo totalitario immaginato ne La fuga di Logan e naturalmente Acque del Sud di Hawks, girato durante la Seconda Guerra Mondiale, sebbene qui a rubare la scena sia la coppia Bogart e Bacall: insieme per la prima volta sullo schermo, saranno destinati nella vita a uno dei matrimoni più solidi e ammirati della storia di Hollywood.

Come ogni anno una serata sarà dedicata al cinema muto accompagnato dal vivo con L’angelo del focolare di Dreyer.  Restando nel frastagliato arcipelago del Surrealismo, sarà Man Ray al centro del programma consueto sul cinema delle avanguardie: