Archive for febbraio 2026

Il berretto a sonagli al teatro Quirino (Roma, 3-8 marzo 2026)

febbraio 27, 2026

Al Quirino, torna in scena Il berretto a sonagli – con il grande Enrico Guarnieri, Nadia De Luca,e regia di Guglielmo Ferro.

Uno dei temi centrali di questa celebre commedia del grande Pirandello  è il conflitto tra essere e apparire. Secondo Ciampa,  ogni individuo ha tre corde nell’anima: la “corda seria” (quella della ragione e della responsabilità), la “corda civile” (quella che ci permette di convivere in società) e la “corda pazza” (quella che ci rende capaci di gesti estremi, irrazionali, quando non si riesce più a sopportare la pressione della vita sociale). In Pirandello – precisa il regista Guglielmo Ferro – ” i pupi, e le marionette della tradizione siciliana, simboleggiano il modo in cui gli esseri umani sono “manipolati” dalle convenzioni sociali. Gli uomini come i pupi (che agiscono secondo i fili mossi dal puparo (il burattinaio), e che sembrano privi di una volontà propria) sono costretti a seguire copioni scritti dalla società.  Questo rimanda al concetto pirandelliano di maschera: ogni individuo è intrappolato in un ruolo che deve interpretare agli occhi degli altri, sacrificando il proprio autentico essere in favore dell’apparire. Nelle sue opere, la donna è spesso intrappolata tra le aspettative sociali e il desiderio di una “vita autentica.  In Il berretto a sonagli, Beatrice non sfugge a questa logica. Essa è l’incarnazione della moglie tradita che cerca giustizia e verità, ma è anche vittima della stessa società che impone il silenzio e la sottomissione. Se Beatrice è un simbolo di ribellione contro il sistema delle maschere sociali, Ciampa è la perfetta incarnazione pirandelliana sulla tensione tra essere e apparire”.

In effetti, quando Beatrice decide di denunciare il marito per adulterio – in molti – cercano di dissuaderla. L’effetto di questa denuncia è marchiare d’infamia tre persone: il Cavaliere e Nina come adulteri, e Ciampa come becco, ossia cornuto.

L’unico modo per salvare il suo onore, a questo punto, per Ciampa sarebbe uccidere i due amanti. Compresa l’enormità del suo gesto, Beatrice dichiara di non volere la morte di suo marito e di Nina. Così. capovolgendo la situazione, Ciampa fa capire che bisognerà far credere a tutti che Beatrice sia pazza e che abbia totalmente immaginato il tradimento. «Non ci vuole niente, sa, signora mia, non s’allarmi! Niente ci vuole a far la pazza, creda a me! Gliel’insegno io come si fa. Basta che Lei si metta a gridare in faccia a tutti la verità. Nessuno ci crede, e tutti la prendono per pazza!…Via, vada! Vada! Si prenda questo piacere, di fare per tre mesi la pazza per davvero! Le par cosa da nulla? Fare il pazzo! Potessi farlo io, come piacerebbe a me! Sferrare, signora, qua, per davvero tutta la corda pazza, cacciarmi fino agli orecchi il berretto a sonagli della pazzia e scendere in piazza a sputare in faccia alla gente la verità”.

Accordi Ue/Usa Ue/Mercosur e Ue/India: a che punto siamo?

febbraio 26, 2026

Gli Accordi commerciali Ue/Usa Ue/Mercosur Ue/India: a che punto siamo? Questo il tema del mio contributo alla rivista Agenda Geopolitica – febbraio 2026 – edita dalla Fondazione Ducci.

Qui di seguito il link per poterlo leggere.

Il Parlamento europeo pronto a bloccare l’accordo commerciale Ue-USA

febbraio 23, 2026

Dopo la bocciatura dei dazi Trump della sentenza della Corte suprema – e i nuovi annunci di dazi al 15% del presidente americano – Lange, Presidente della commissione Commercio del Pe, ha annunciato che proporrà di sospendere la procedura legislativa per adottare l’accordo sui dazi con Trump

Lange ha denunciato il “caos totale sui dazi da parte dell’amministrazione americana. Nessuno riesce più a capirci niente: solo interrogativi aperti e crescente incertezza per l’Ue”. A suo avviso “i termini dell’accordo Turnberry e la base giuridica su cui è stato costruito sono cambiati”, dopo che Trump ha annunciato altri dazi sulla base della Sezione 122. “In ogni caso, nessuno sa se gli Stati Uniti rispetteranno questo accordo, o se saranno in grado di farlo”, ha aggiunto Lange, spiegando che prima di procedere al voto al Parlamento vuole “una valutazione giuridica adeguata e impegni chiari da parte degli Stati Uniti

Gli Innamorati di Carlo Goldoni al teatro Quirino (Roma, 24 febbraio-1 marzo 2026)

febbraio 20, 2026
Foto di Filippo Venturi

Due giovani innamorati (Eugenia e Fulgenzio) – precisa lo stesso regista  Roberto Valerio –  mostrano come un amore dolce e senza inganni si possa trasformare senza alcun motivo in folle gelosia: da qui nascono una serie di ripicche, furibonde liti, alternate a dolci riappacificazioni e languidi desideri.  E Goldoni non si accontenta di raccontare in modo semplice la vicenda. Al contrario ci presenta una magnifica galleria di personaggi intorno ai due giovani amanti che consigliano, rimproverano, ingarbugliano ancor di più la vicenda.  Il campione assoluto nel creare scompiglio è Fabrizio (lo zio di Eugenia)”.

Ne nasce uno spettacolo che mescola leggerezza, risate e commedia!

In questo suo adattamento di Gli Innamorati – uno dei capolavori di Goldoni –  con scenografia  e costumi moderni (curati da Guido Fiorato) e musiche originali (di Paolo Coletta) – Roberto Valerio  dirige Claudio Casadio, Valentina Carli, Leone Tarchiani e Loredana Giordano. A completare il ricco e talentuoso cast sono Maria Lauria, Lorenzo Carpinelli, Damiano Spitaleri, e Alberto Gandolfo

Gli innamorati – di Carlo Goldoni – al teatro Quirino (Roma, 24 febbraio – 1 marzo)

febbraio 20, 2026
Foto di Filippo Venturi

.

Inferno di Lucia Ronchetti al Costanzi – Teatro dell’Opera di Roma (19 febbraio-7 marzo 2026)

febbraio 17, 2026

L’opera è ispirata alla prima cantica della Commedia di Dante Alighieri, con un epilogo originale firmato da Tiziano Scarpa. premio Strega nel 2009 con il romanzo Stabat Mater. Dante  descrive non solo immagini ma anche suoni.  La musica – di questa opera –  non è quindi una musica che racconta  una storia con dei personaggi. E’ piuttosto una musica che  descrive o ambienti esterni o vita interiore.

«Ho immaginato Inferno precisa la compositrice Lucia Ronchetti- come una successione di paesaggi sonori evocati da Dante, cangianti, metamorfici e apocalittici, seguendo la forma a spirale del suo viaggio verso il centro della terra. La partitura si genera dal linguaggio stesso di Dante, dalla sua capacità di creare un’estasi narrativa insieme a una consapevolezza profonda delle tenebre che circondano ogni tentativo di conoscenza».

Nello spettacolo, il regista, David Hermann, interpreta il capolavoro dantesco in chiave moderna. E colloca la narrazione in uno spazio fatto di stanze – contemporanee – abitate dai penitenti.  “Il viaggio infernale si trasforma in un’esplorazione della psiche umana, restituendo al pubblico un Inferno più mentale che narrativo, immersivo e inquieto”.

La direzione è affidata a Tito Ceccherini che spiega: “A Roma l’opera è tutta  in italiano ed è tutta Dante, con l’eccezione molto particolare e molto importante del testo finale – da Scarpa scritto per questo spettacolo –  che impersona o esprime la figura di Lucifero che nell’Inferno dantesco non ha un testo suo, non parla».

Insomma, uno spettacolo da vedere. Puo’piacere o non piacere (a partire dal suo tipo di musica) ma – pur essendo un’ impresa di certo non facile – riesce grazie a un cast eccezionale..

 Ceccherini guida l’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma, l’Ensemble Neue Vocalsolisten (voce interiore di Dante), il soprano Laura Catrani (Francesca da Rimini), il tenore Leonardo Cortellazzi (Ulisse) e il basso Andreas Fischer (Lucifero). All’attore Tommaso Ragno è affidato il ruolo di Dante. Maestro del Coro dell’Opera di Roma Ciro Visco. Le scene sono di Jo Schramm e le luci di Fabrice Kebour. Drammaturga Mareike Wink. I costumi sono firmati da Maria Grazia Chiuri-

Foto di Fabrizio Sansoni – Teatro dell’Opera di Roma-

L’Accordo Ue-India: conversazione con Silvana Paruolo

febbraio 16, 2026

Il recente Accordo di libero scambio tra Ue e India non ha solo una grande importanza commerciale! Perche’? E cosa fara’ cambiare? Ecco il tema di una recente intervista – a Silvana Paruolo – di Antonio De Chiara /Europolitiche. Questo il link per poterlo leggere.

https://www.europolitiche.it/it/blog-detail/post/595886/laccordo-di-libero-scambio-tra-ue-e-india-conversazione-con-silvana-paruolo?fbclid=IwdGRjcAQAEjNjbGNrBAASHmV4dG4DYWVtAjExAHNydGMGYXBwX2lkDDM1MDY4NTUzMTcyOAABHmfqsbjQDAHQJrlXCuBGuksiY_XiBNRsGd06rrIvQdkcOi9veCIhoEnX16EV_aem_M_0WnLj1AE-bXhUZr7GDFg

Massimiliano Gallo a “Giù la maschera” (Salerno, 13 febbraio 2026)

febbraio 14, 2026

Per questo contributo si ringrazia Elena Paruolo.

Al Teatro Municipale Giuseppe Verdi di Salerno è in scena Malinconico – moderatamente felice, con testo di Diego De Silva e Massimiliano Gallo.

Il personaggio di Vincenzo Malinconico – avvocato d’insuccesso – nato dai romanzi di De Silva è poi divenuto popolare grazie alle serie televisive trasmesse sulla TV nazionale. Adesso lo incontriamo a teatro. A rappresentarlo è sempre Massimiliano Gallo, attore e regista dello spettacolo, ora in scena a Salerno.

 Il 13 febbraio – al consueto Incontro Giù la maschera, organizzato da Peppe Iannicelli – Massimiliano Gallo e la compagnia hanno incontrato il pubblico.

Ci si è soffermati sul fatto che la sceneggiatura dello spettacolo non è solo di De Silva ma anche di Gallo, e sulle ragioni del successo di un personaggio, come Malinconico, capace di attraversare generi – ed anni – diversi.  Le ragioni di questo successo – sottolinea Gallo – stanno nell’ essere “rassicurante” di Malinconico: un personaggio che non vuole partecipare alla gara della vita, non vuole performare, né vuole gareggiare, un anti eroe dotato di grande empatia che si muove per inerzia, e si lascia trasportare.  Maliconico è un personaggio umano che – davanti al pubblico – rimugina, filosofeggia, monologa,  spesso ricorrendo a battute che fanno sorridere e riflettere.

Tutto questo lo rende “moderatamente felice”.  

E – ha sottolineato ancora Gallo – non è stato facile trasportare un personaggio letterario a teatro. La sua fantasia ha costituito un problema. Bisognava cercare delle soluzioni, sia  per rendere le sue proiezioni mentali, sia  per far vedere al pubblico ciò che Malinconico pensa.

Si è fatto ricorso agli ologrammi.

Accanto a Gallo ci sono gli altri protagonisti dello spettacolo, come la “trombamica” che – come afferma Maliconico – continuerà a tradire il suo fidanzato (con lui) finché non diventa suo marito. E poi ci sono i ruoli istituzionali del giudice, dei carabinieri.

Tutti i personaggi sono caratterizzati da un leggero filo di ironia.

Nè mancano commenti su Massimiliano Gallo e la città di Salerno che lo ha adottato: una città che ha avuto una visibilità enorme nella seconda serie televisiva di Malinconico. E –  allora – tutti in attesa di vedere la terza serie di Malinconico, che sarà sicuramente anch’essa un successo!

MALINCONICO moderatamente felice al Teatro Verdi (Sa, 12-14 e 15 febbraio 2026)

febbraio 12, 2026

Per questo contributo si ringrazia Elena Paruolo

Il personaggio di Vincenzo Malinconico, avvocato d’insuccesso,  è nato dai romanzi di Diego De Silva ed è divenuto popolare anche grazie alla serie televisiva trasmessa sulla TV nazionale.

Adesso lo incontriamo a teatro sempre più disincantato nell’affrontare le vicissitudini della vita quotidiana, sempre più capace di rappresentare l’uomo contemporaneo con le sue nevrosi, i suoi fallimenti, e amori scombinati.

Forse proprio per questo sempre più umano.

In questo spettacolo, con un fiume di parole, protagonista e regista,  Massimiliano Gallo rimugina, spesso, ricorrendo a battute che fanno sorridere e riflettere…

La rigenerazione al Teatro Quirino (Roma, 10-15 febbraio 2026)

febbraio 6, 2026

talo Svevo è un maestro nel delineare le crisi e le nevrosi dell’uomo moderno. Con La rigenerazione  – composto tra il 1926 e il 1927 .  ci trasporta in un viaggio su un tema universale e attuale: come porsi – e come fronteggiare – gli anni che passano e la conseguente decadenza fisica e mentale.

Questa la sinossi.

Il protagonista  Giovanni Chierici – interpretato da un meraviglioso Nello Mascia – non si sente affatto pronto, sebbene si renda conto di aver realizzato parecchie obiettivi (una bella moglie, una bella figlia, un bel nipote, una bella casa, una agiata condizione economico-sociale).

 Così si lascia convincere a fare una “misteriosa operazione” (che poi altro non è che un inganno perpetuato da un nipote senza scrupoli) per essere nuovamente attraente e prestante.  Da qui nasce il senso del comico e del tragico di cui è permeato tutto il testo.

“ La feroce ironia contro coloro che non vogliono rassegnarsi all’inevitabile trascorrere del tempo sarà il fulcro dello spettacolo, che si prefigge di essere vivace, giocoso, libero ed equilibrato. L’allestimento scenico di Luigi Ferrigno punta ad essere dinamico e suggestivo, per rappresentare al meglio la dimensione reale e borghese dove si muovono i personaggi e quella onirica, dove verrà relegato in nostro protagonista. L’impostazione sarcastica e beffarda dello spettacolo mirerà a smantellare tutti i pregiudizi che nel tempo hanno reso e rendono insostenibile il binomio vecchiaia-giovinezza. Vorrei che il pubblico, attraverso lo spettacolo, analizzasse lucidamente le falsità delle maschere che la società ci impone per abitudine e consuetudine”.

 Tuttavia dal  teatro non si esce avviliti,  perché si è vista una pièce leggiadra. Tutto il cast è perfetto.  Costumi eleganti.  Scenografia semplice e ricca.