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Tre eventi al margine della mostra “Picasso, passato presente” alla Fondazione Roma (Roma,22 e 28 maggio e 26 giugno 2025)

Maggio 17, 2025

Tre incontri a margine della Mostra Picasso, passato, presente alla Fondazione Roma

Giovedì 22 maggio alle ore 18.00:  “Picasso. Una vita da straniero” con il Premio Nobel Giorgio Parisi, convinto che l’esempio di Picasso può aiutare a capire il mondo di oggi dal punto di vista dell’altro, lo straniero, l’emarginato, il paria.

 Mercoledì 28 maggio, ore 18.00: “Picasso e L’Adolescente” con il Professore Massimo Ammaniti che parlerà dell’impressionante capacità dell’artista ad aprirsi alla novità e alla meraviglia

 Giovedì 26 giugno, ore 18.00: “Picasso e Guernica” con il Professore François Hartog, che si soffermerà su Guernica (1937) – diventato vessillo universale della resistenza antifascista –  proponendo un’analisi inedita dei “tempi di Picasso”.

Questo il link per la mia recensione della Mostra:

PICASSO LO STRANIERO al Museo del Corso – Polo museale – Palazzo Cipolla Roma (27 febbraio-29 giugno 2025)

aprile 6, 2025

Allestita in collaborazione con il Museo Picasso di Parigi  e con il Museo Nazionale di Storia dell’Immigrazione, con una selezione di dipinti, disegni, sculture e incisioni (provenienti da musei di tutto il mondo) la mostra “Picasso lo straniero” – al Museo del Corso, Polo Museale, Palazzo Cipolla di Roma, – propone un viaggio in oltre 50 anni dell’attività creativa del grande Pablo Picasso.

Picasso è un artista visionario (espressione della libertà dell’artista moderno) – straniero in Francia ma anche rispetto a qualsiasi etichetta precostituita – e entrato in contatto con  ambienti, luoghi, persone e usanze tra loro differenti.  Tra radici iberiche e sperimentazione cosmopolita, ha rivoluzionato le regole pittoriche del Novecento, creando nuove sintesi tra colore e forma, e tra segno e strutture spaziali. 

E, senza rinunciare al suo essere spagnolo,  Picasso “cittadino di Parigi” –   è anche diventato un emblema della condizione moderna in cui identità e “alterità” possono convivere in modo proficuo. La Francia, in cui Picasso ha quasi sempre vissuto, ha dimostrato più volte una aperta ostilità nei confronti di questo artista “spagnolo” definito “straniero” “anarchico” e esponente di un’”arte incomprensibile”.  Sospettato di essere anarchico, e rifiutato dall’accademia di Belle Arti per la sua arte troppo avanguardistica e trasgressiva,  Picasso – non avendo mai ottenuto la cittadinanza  francese, fino al riconoscimento del 1948 – per diversi decenni ha percepito se stesso  come quasi un esule o uno straniero. Non a caso, quindi, questa bella mostra romana invita a chiedersi: in che misura le sperimentazioni di Picasso sono state ispirate dal suo senso di estraneità, oltre che dalla sua libertà intellettuale?   

Nato a Málaga, l’artista entrò, giovanissimo, in contatto con i fermenti culturali di Barcellona.   Ma sarà il suo trasferimento definitivo nella Parigi di Amedeo Modigliani, Chaim Soutine e Marc Chagall – in cui assorbì le suggestioni di Cézanne, Gauguin, Van Gogh e Matisse – il momento cruciale per la formazione del suo personale linguaggio: espressione di un dialogo continuo fra passato e futuro, tra linguaggi/e tecniche diversi/e (dalla pittura alla scultura, dalla ceramica all’incisione ) e da un rapporto con l’“alterità”, di certo, non solo geografico.  

Già agli esordi – con la fase blu e la fase rosa – Picasso ha mostrato la sua capacità di fondere narrazione intima ed empatia sociale: l’artista ha scelto di stare dalla parte del debole, del malato, del «degenerato» (l’ebreo, lo zingaro, lo storpio, l’omosessuale, il massone, il bolscevico). Con Georges Braque, Picasso ha dato vita al  Cubismo (1907-1914): caratterizzato dalla  scomposizione degli oggetti, dalla rinuncia alla prospettiva rinascimentale, e da un’attenzione particolare per la  forma e la percezione visiva (piuttosto che per una copia della realtà).   Dopo la Grande Guerra, l’artista ha  riscoperto i modelli classici, e l’arte Africana, oceanica, e non solo. Critico delle derive belliche e totalitarie, Picasso ha anche affrontato questioni politiche e sociali.

E – durante la Guerra civile spagnola – ha realizzato il suo capolavoro: “Guernica” (1937) di cui la mostra rende visibili  interessanti bozzetti. L’esposizione si sofferma anche sui cicli pittorici – ispirati da relazioni sentimentali – in cui l’artista celebra le sue muse, ma contemporaneamente le trasfigura, in un’ampia gamma di emozioni, tra passione, turbamento e fascinazione.

Come si sarà capito, chi varca le soglie di “Picasso lo straniero” intraprende un viaggio nelle avanguardie del XX secolo, ma anche in una riflessione sulla capacità dell’arte di unire persone e culture diverse.

Caravaggio 2025: al Palazzo Barberini (Roma,7 marzo – 6 luglio 2025)

marzo 20, 2025

Con un numero eccezionale di dipinti autografi, e un percorso tra opere rare e nuove scoperte, – organizzata in occasione del Giubileo e curata da Francesca Cappelletti, Maria Cristina Terzaghi, Thomas Clement Salomon –  “Caravaggio 2025” è una mostra epocale che permette la visione contemporanea di ben 26 opere  di questo grande artista, che con la sua arte rivoluzionaria ha lasciato un’impronta indelebile nella storia.

La sua capacità di rappresentare con crudo realismo i sentimenti umani  influenzarono  profondamente il contesto (artistico, religioso e sociale) del ‘600.

Il percorso della mostra  – articolato in quattro sezioni – copre un arco cronologico di circa quindici anni, dall’arrivo di Michelangelo Merisi a Roma intorno al 1595 alla sua morte a Porto Ercole nel 1610.

 

Ed offre un viaggio straordinario attraverso la vita e opera di Caravaggio, e i suoi spettacolari ed emozionanti  chiaroscuri, colori, luce narrante, e coraggiose composizioni.  

Le opere in esposizione sono state concesse in prestito da prestigiosi musei nazionali e internazionali.  Tra i prestiti straordinari che arricchiscono l’esposizione spiccano l’Ecce Homo del Museo del Prado e la Santa Caterina proveniente dal Museo Thyssen-Bornemisza. Un contributo fondamentale arriva anche dalla Galleria Borghese di Roma.

E’ una mostra da non perdere.

Elogio della diversità. Viaggio negli ecosistemi italiani (palazzo Esposizioni Roma 27 novembre 2024 – 30 marzo 2025)

novembre 26, 2024

Elogio della diversità. Viaggio negli ecosistemi italiani è un grande progetto espositivo dedicato al tema della biodiversità e della salute unica – che affronta la fragilità degli equilibri tra gli ecosistemi e l’interdipendenza tra le diverse forme di vita del nostro pianeta – che mira ad attivare forme di responsabilità (individuale e collettiva) in grandi e piccoli.  La mostra –  promossa dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e dall’Azienda Speciale Palaexpo –  è curata da Sapienza Università di Roma con Università di Padova e con il National Biodiversity Future Center (NBFC), istituito dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR),  uno dei cinque centri nazionali dedicati alla ricerca di frontiera che svolge un’attività di importanza strategica nell’ottica di contribuire a raggiungere i traguardi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile.

Curato da Isabella Saggio e Fabrizio Rufo – con il contributo degli oltre duemila ricercatori del NBFC – il percorso espositivo consente un’immersione nella ricchezza degli ambienti terrestri e marini come in una fiaba, circondato dalla “meravigliosa prepotenza” della natura con animali e piante enormi, coralli e stelle marine gigantesche.

Filmati immersivi realizzati da Punto rec Studios – con musiche composte per la mostra – offrono un ulteriore senso di meraviglia.

Da non perdere!

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TIZIANO, LOTTO, CRIVELLI E GUERCINO. CAPOLAVORI DELLA PINACOTECA DI ANCONA – Mostra ai Musei Capitolini di Roma (26 novembre- 30 marzo 2025)

novembre 25, 2024


Per celebrare l’avvio del Giubileo, a Roma,  dal 26 novembre 2024 – nelle prestigiose sale del Palazzo dei conservatori in Campidoglio – ci sarà  la mostra “Tiziano Lotto Crivelli e Guercino – Capolavori della Pinacoteca di Ancona”  che – organizzata in collaborazione con i Musei Capitolini di Roma –  attraverso una selezione di 6 stupende opere sacre realizzate tra Rinascimento e età barocca, racconta la storia dell’arte nella città dorica:  così ben rappresentata nelle raccolte civiche, e testimonianza dell’importanza delle sue  committenze sacre. I capolavori in mostra descrivono un percorso di importanti contaminazioni tra correnti artistiche che hanno reso la città depositaria di assoluti capolavori tra XV e XVII secolo.   Con 5 pale d’altare di grandi dimensioni – e una piccola ma lussuosa tempera su tavola – questo spaccato del meglio della produzione pittorica marchigiana (e in particolare di quella veneta nella regione) racconta l’importanza della collezione della Pinacoteca Podesti di Ancona e – oltre a testimoniare la sacralità e l’importanza che assunse l’arte adriatica del ‘500 – anticipa gli eventi culturali previsti per il prossimo Giubileo. Nel corso della sua presentazione , “la mostra – ha sottolineato Massimiliano Smeriglio Assessore alla cultura di Roma Capitale nel corso  – è un esempio virtuoso di scambi culturali tra amministrazioni.  I musei civici italiani costituiscono una realtà importantissima”.

LE OPERE IN ESPOSIZIONE

Tiziano Vecellio: Madonna con il Bambino in gloria, i santi Francesco e Biagio e il donatore Luigi Gozzi (Pala Gozzi), 1520Uscendo dai tipici schemi architettonici e prospettici del Quattrocento, la tavola è esempio della “inversione di rotta” di Leonardo – e poi di Raffaello e dello stesso Tiziano: protagonista è la composizione naturale del soggetto che coglie l’attimo, la vita. Sul retro della tavola, sono visibili vari schizzi a pietra nera.   Il dipinto (il primo firmato e datato)di grande potenza espressiva e coloristica – segna l’ingresso del pittore nel ramo, più tradizionale e lucroso della produzione pittorica cinquecentesca. Il committente della tela (raffigurato inginocchiato in basso) è il mercante di Dubrovnik. Il soggetto della pala, dipinta con sferzante realismo, è di agevole lettura. San Biagio, protettore di Dubrovnik, indica al committente, l’apparizione della Vergine con il Bambino sulle nuvole, circondata da un coro di tre angeli (due, infanti e nudi, con coroncine di fiori, uno, più serio e maturo, vestito di una tunica bianca). Sulla sinistra, San Francesco si compiace della visione miracolosa. Un ramo di fico, simboleggia la salvezza cristiana,

Tiziano Vecellio: Cristo crocefisso, la Vergine e i santi Domenico e Giovanni    Evangelista (Crocifissione, Pala Cornovi della Vecchia), 1558

Olivuccio di Ciccarello: Circoncisione di Gesù Bambino, 1430 – 1439 ca

 Carlo Crivelli: Madonna col Bambino, 1480 – Vero piccolo gioiello!

Giovan Francesco Guerrieri detto Guercino: Immacolata concezione (1656)

 Lorenzo Lotto: La Vergine con il Bambino incoronata da angeli e i santi Stefano, Giovanni   Evangelista, Simone – Zelota e Lorenzo (Sacra conversazione, Palazzo delk’Alabatda) 1539 circa

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Da Caravaggio a Bernini alle Scuderie Papali (Roma) dal 14 aprile al 30 luglio 2017

giugno 13, 2017

“Da Caravaggio a Bernini” – Capolavori del ‘600 italiano nelle collezioni reali di Spagna. Esponendo opere di Velazquez, Giordano, Reni, Guercino, De Ribera ecc., la mostra evidenzia i legami italo-spagnoli – di quel tempo – tramite doni (per protezione spagnola..), inviti di artisti italiani alla corte spagnola, viaggi di artisti spagnoli in Italia ecc.

E’ un vero trionfo di talento, colori, bellezza, opulenza, armonia, energia…

DA NON PERDERE.

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Bella esposizione a Roma

marzo 28, 2017

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