Archive for the ‘Musical’ Category

SPAMALOT al Teatro Brancaccio (Roma) 13-18 febbraio 2018

febbraio 13, 2018

2018-02-13 12.19.09

Lorenzo Vitali e il Teatro Nuovo di Milano presentano il super musical SPAMALOT – comico divertente e folle – viaggio parodia all’interno del mondo di Re Artù e i cavalieri della tavola rotonda alla ricerca del sacro Graal.

Dopo il suo debutto a Chicago, il musical scritto da Eric Idle e John Du Prez – tratto dal fil “Monty Python e il Sacro Graal” (film-cult del più grande gruppo comico di tutti i tempi) – ha vinto ben 3 Tony Award. Per l’adattamento in italiano – ora in scena al Teatro Brancaccio di Roma – a Elio è stata data una mano da Rocco Tanica.
“Il primo dilemma che ci siano posti – precisa Elio – è stato come tradurre in italiano la comicità inglese che, in genere, si ritiene inadatta al pubblico italiano. Invece le reazioni, a partire dalla prima a Montecatini, sono state entusiastiche anche quando affrontavamo le serate per gli abbonati, normalmente affezionati a spettacoli tradizionali. Lo spirito dell’assurdo ha sempre caratterizzato le nostre pantomime. Poi ci ha molto aiutati la straordinaria professionalità della squadra”.

Il ruolo principale nello spettacolo quello di Re Artù – è stato affidato a Elio. La regia è stata affidata a Claudio Insegno. La direzione musicale è di Angelo Racz, la coreografia è affidata a Valeriano Longoni. 
Sul palco insieme ad Elio, un cast eccezionale, con Pamela Lacerenza, Pierpaolo Lopatriello, Andrea Spina, Umberto Noto, Filippo Musenga, Thomas Santu, Luigi Fiorenti e ancora l’ensamble formata da   Michela Delle Chiaie, Greta Disabato, Federica Laganà, Maria Carlotta Noè, Simone De Rose,  Daniele Romano, Giovanni Zummo.

Quasi tutti gli attori interpretano più ruoli nel corso dei due atti del Musical.

Quello che non ho al teatro Brancaccio (31 gennaio – 4 febbraio 2018)

gennaio 30, 2018

2018-01-30 10.21.26Nelle ultime stagioni Neri Marcorè ha molto frequentato il teatro musicale, esplorando tra l’altro Gaber e i Beatles e costruendo spettacoli che guardano sia al teatro civile che alla bizzarra giocosità del surreale.

Con “Quello che non ho” siamo di fronte ad un reinventato esempio di teatro canzone (sostenuto ed arricchito in scena da tre chitarristi/cantanti dal talento virtuosistico) che prova a costruire una visione personale dell’oggi, sollecitando una coscienza critica di quanto accade e potrebbe accadere.

L’Ispirazione principale sono le canzoni di De André (in particolare del concept album “Le nuvole”) e le apocalittiche visionarie profezie di Pier Paolo Pasolini (contenute nel poema filmico “La rabbia”) che raccontano di una “nuova orrenda preistoria”: storie di sfruttamento (dell’uomo dell’infanzia e dell’ambiente), di esclusione, di ribellione, di guerra, di illegalità.

“Come può un artista, un intellettuale, raccontare a chi non l’ha vissuto, cosa è stato il nostro tempo? Una volta chiesero a un direttore d’orchestra, Furtwangler: “Quanto dura il concerto di Mozart che lei dirigerà stasera?” E il direttore rispose: “Per lei dura quarantadue minuti… per chi ama la musica dura da 300 anni!””.
“Stiamo producendo orrori e miserie, ma anche un tempo fatto di opere meravigliose, quadri, musica, libri, parole. Eredità e testimonianza della civiltà umana sono le frasi di Leonardo: “seguiamo la fantasia esatta”, di Mozart “siamo allievi del mondo”, di Rameau “trovo sacro il disordine che è in me”, di Monet “voglio un colore che tutti li contenga”, di Fabrizio De André “vado alla ricerca di una goccia di splendore”, fino alle utopiche provocazioni di Pasolini “è venuta ormai l’ora di trasformarsi in contestazione vivente”

Così viaggiando “in direzione ostinata e contraria” si favoleggia del “Sesto continente”costruendo un mosaico variegato di storie (anche in forma di canzone) che si muove tra satira, racconto e suggestione poetica.

TI parlerò d’amor -al Teatro dell’Angelo (25 gennaio- 4 febbraio 2018)

gennaio 29, 2018

20180128_185118 Il MUSICAL “TI PARLERO’ D’AMOR”, con Marzia Postogna e Andrea Binetti, è un bello spettacolo che – tramite la storia di due artisti – riesce a rievocare gli orrori del nazismo nei confronti di ebrei e omosessuali. L’uno vorrebbe fuggire a Parigi. L’altra – che pur vorrebbe rimanere a Berlino in quanto tedesca – sogna gli Usa. Dovranno separarsi?

Due bravi artisti con splendide voci, e forte capacità di trasmettere emozioni.

SOUNDTRACKS al teatro Brancaccio 27 gennaio 2018

gennaio 25, 2018

2018-01-25 12.37.08La colonna sonora di un film spesso supera il film per longevità e fama.

Da un’idea di Emiliano Zanni – scritto e diretto da Angelo Longoni – questo splendido spettacolo multimediale, SOUNDTRACKS, narra la storia dei singoli e della società intera, attraverso le colonne sonore dei film che ci hanno accompagnati dal 1974 alla fine del secolo scorso.
Il brillante Ettore Bassi – narrando il terrorismo degli anni di piombo in Italia, il bisogno di evasione e relativo riflusso nella propria vita privata dei decenni seguenti, il disastro Di Chernobyl e altri eventi salienti di quell’epoca ecc.- introduce in una favolosa carellata di immagini di film, accompagnati da canzoni e musica dal vivo.

Lo spettacolo nasce da un’operazione interattiva (di musica cinema e teatro) divertente e spettacolare. Ed è anche uno scambio continuo tra chi sta sul palco e chi è in sala. Un dialogo continuo tra musicisti, attore e pubblico.

Lo straordinario Ettore Bassi, accompagnato dalle splendide voci di Viviana Ullo, Luca Marconi e Giordano Giacchetti ci fa vivere un viaggio nei nostri ricordi ( personali e storici) attraverso la musica.

2018-01-29 12.40.27

Mata Hari interpretata da Natalia Simonova

gennaio 15, 2018

FB_IMG_1515933252476 Mata Hari, pseudonimo di Margaretha Geertruida Zelle (Leeuwarden, 7 agosto 1876 – Vincennes, 15 ottobre 1917), è stata una danzatrice e agente segreto olandese, condannata alla pena capitale per la sua attività di spionaggio durante la prima guerra mondiale.
Una vita – a dir poco – straordinaria! Dopo un crollo finanziario del padre, Margaretha ha sposato il capitano Rudolph Mac Leod. Da questo matrimonio (turbolento) nacquero due bambini. Da Giava, la coppia si trasferì a Medana dove – per la prima volta – Mata Hari fu affascinata da musiche e danze che provò anche a imitare. Dopo la morte (per avvelenamento) di uno dei suoi bambini, Margaretha e la piccola Non ottennero di trasferirsi nell’isola di Giava, dove Margaretha si ammalò di tifo. Il maggiore Mac Leod – raggiunta la maturazione della pensione – ha poi ceduto alle richieste della moglie di ritornare in Olanda. Lasciata dal marito, Margaretha chiese la separazione. Nel 1903, Margaretha andò a Parigi. Giunse anche a prostituirsi per sopravvivere. Poi divenne l’amante del barone Henri de Marguérie. Una sera si esibì durante una festa in casa del Molier in una danza giavanese, o qualcosa che sembrava somigliarle. Molier ne rimase entusiasta. Seguirono repliche in altre esibizioni, ancora in case private (dove più facilmente poteva togliersi i veli del suo costume), quindi al museo Guimet, e in locali prestigiosi di Parigi. Seguirono – quindi- un suo grande successo internazionale (da Monaco a Berlino, Vienna Londra Egitto Italia); una lunga serie, sia di bugie sulle sue origini, sia di amanti; la sua attività di spionaggio; la sua condanna alla pena di morte e la sua fucilazione.

Di certo, Mata Hari è una personaggio di non facile messa in scena. La brava Natalia Simonova è all’altezza di questa sfida. Tra narrazione e interpretazione, il suo spettacolo risulta piacevole, e bello, pur nella sua drammaticità.

Babbo natale e la pozione delle 13 erbe al teatro Sala Umberto – 25 dicembre 2017

dicembre 19, 2017

Frutto della collaborazione tra Fondazione Aida e Ricola, Babbo Natale e la pozione delle 13 erbe (con regia di Raffaele Latagliata, liriche e musiche originali di Laura Facci, drammaturgia di Raffaele Latagliata e Pino Costalunga) è una commedia musicale in stile fantasy che appassiona grandi e piccini.

Attraverso un viaggio ricco di avventure e sorprese, gli spettatori sono condotti nel magico laboratorio di Babbo Natale, nei boschi incantati della lontana Svizzera, e nel palazzo di ghiaccio della Regina Tormenta. 
Molte le sorprese (e colpi di scena ) prima di incontrare il Vecchio Gnomo Saggio, l’unico in grado di indicare dove si trovano le famose 13 erbe necessarie a realizzare la pozione magica che potrà liberare Babbo Natale dal terribile incantesimo di cui è rimasto prigioniero.

Ottimo il suo cast (con Danny Bignotti, Agnese Fallogno, Marco Gabrielli e Carlo Alberto Montori). Importante la partecipazione straordinaria di Luca Condello ed Elisa Cipriani ballerini solisti del Corpo di ballo dell’Arena di Verona.

In occasione delle repliche gli spettatori riceveranno un gustoso omaggio Ricola.
 

La regina di Ghiaccio – al Teatro Brancaccio (Roma) – 20 dicembre 2017 – 7 gennaio 2018

dicembre 19, 2017

Con un eccezionale cast artistico (venti straordinari performer fra attori, cantanti, ballerini, acrobati) Lorella Cuccarini ritorna, al Teatro Brancaccio, nel ruolo della REGINA DI GHIACCIO. Solo colui che sarà in grado di risolvere tre enigmi potrà averla in sposa.

Riuscirà il Principe Calaf a sciogliere il cuore di ghiaccio della regina con il calore e il fuoco del suo amore?

Il musical è ispirato dalla fiaba persiana da cui nacque la Turandot di Giacomo Puccini (opera incompiuta per la prematura scomparsa del musicista). Il moderno adattamento dell’opera lirica (Turandot) – di Maurizio Colombi – è più vicino alla sensibilità dei bambini, grazie all’inserimento di personaggi inediti: le tre streghe (Tormenta, Gelida e Nebbia) fautrici dell’incantesimo, in contrasto con i consiglieri dell’imperatore (Ping, Pong e Pang), un albero parlante, la Dea della Luna Changé, il Dio del Sole Yao.

La musica originale (18 splendidi brani musicali) – arrangiata e diretta da Davide Magnabosco – mantiene riferimenti melodici a famose arie di Puccini e di altri “grandi” dell’opera lirica.

Talkin’Guccini: Sala Umberto (21 novembre 2017)

novembre 20, 2017

2017-11-20 13.12.20 Musica e parole per un talking blues: viaggio all’interno pianeta dello straordinario cantore e scrittore di storie Francesco Guccini.
Brani scherzosi, tirate piuttosto serie, atti d’accusa e ballate malinconiche – tra Bologna,e Pàvana, il borgo dell’Appennino, Via Paolo Fabbri 43 – e pagine nuove, scritte appositamente per lo spettacolo.

Artemisia al teatro Flaiano (Roma)

ottobre 23, 2017

Dopo una lunga pausa, riapre il Teatro Flaiano, storica sala romana, di proprietà dei fratelli Scarlata. In ottobre tutti i week end – e il primo di novembre 2017 – è in scena ARTEMISIA – IL MUSICAL ( produzione di Massimo Rossi e Mondo Musica). E’ un bel Musical sulla figura di Artemisia Gentileschi, coraggiosa e straordinaria donna – pittrice contemporanea di altri grandi artisti quale Caravaggio e Galileo Galilei – prima donna ad essere stata ammessa all’Accademia delle arti di Firenze in un’epoca in cui le donne non avevano ancora un diritto di accesso alle arti.

Una storia non facile da raccontare, la sua ( ivi incluso la violenza da lei subita da parte di Tassi, e il terribile processo che ne seguì). Questo musical lo fa, con abilità, maestria – ed una leggerezza che non cade in una mera banalità – coinvolgendo gli spettatori in un’altra epoca, e nella splendida arte di Artemisia di cui riesce mette in rilievo talento, e personalità.

Bella la musica. Gradevole, e garbata, la regia. Bravi e talentuosi gli interpreti, da Eleonora Lombardo (nel ruolo di Artemisia) a Lalo Cibelli (nel ruolo di Orazio Gentileschi),da Stefano Colli e Riccardo Sarti nel ruolo di Galilei e Caravaggio a Sara Nardelli (nel ruolo di Tuzia Medaglia) e Nicola Fesani (nel ruolo di Agostino Tassi), con l’ensemble composto da Mirko Saulino, Martina Casagrande, Maria Letizia Orsini, Alessandro Pannacci, Maria Borsini, Laura Lanzi e Laura Saulino.

AGGIUNGI UN POSTO A TAVOLA al Teatro Brancaccio-Roma (12 ottobre – 26 NOVEMBRE 2017)

ottobre 9, 2017

0

Con le incantevoli musiche di Armando Trovajoli, Aggiungi un posto a tavolo è una splendida commedia musicale italiana di Pietro Garinei e Sandro Giovannini, liberamente ispirata al romanzo di David Forrest After me the Deluge (Dopo di me il diluvio) scritta negli anni di piombo (tra il 1973 e il 1074) con Iaia Fiastri.

La storia narra di Don Silvestro, parroco di un paesino di montagna che – incaricato da Dio di costruire una nuova arca per salvare se stesso e tutto il suo paese dall’imminente secondo diluvio universale – ci riuscirà (con l’aiuto di tutti) nonostante l’avido sindaco Crispino, e l’arrivo di Consolazione (donna di facili costumi che mette a dura prova gli uomini del paese, ma che accetterà di sposare Toto per amore). Giunto il momento di salire sull’arca, un cardinale convince la gente del paese a non seguire Don Silvestro, accusandolo di pazzia. . Il giovane curato decide di non abbandonare il suo paese e i suoi amici. Dio, vedendo fallire il suo progetto, fa smettere il diluvio. Per Brindare al lieto fine Don Silvestro aggiunge un posto a tavola per… Lui!

La prima rappresentazione (1974) di questa commedia – che vide Johnny Dorelli in uno dei suoi ruoli più memorabili (Don Silvestro il prete di paese che vuole salvare i suoi concittadini dal secondo diluvio universale) – fu un successo strepitoso. Il pubblico si innamorò da subito dell’umanità del pretino di montagna (Johnny Dorelli), delle prodezze comiche della mondana redenta (Bice Valori), dello stile teso e di effetto sicuro del sindaco (Paolo Panelli), della freschezza e incisività della teen-ager innamorata del parroco (Daniela Goggi) e della goffaggine del contadinotto che ritrova la virilità (Ugo Maria Morosi). L’allestimento costò la cifra record di 270 milioni di lire. Sempre con successo strabilioso lo spettacolo è stato poi tradotto in più lingue (in inglese, russo, tedesco, spagnolo) e replicato – spesso mantenendo l’allestimento originale – in Italia (anche al Sistina) e in più città del mondo, a volte contemporaneamente: a Madrid, Città del Messico, Londra, Buenos Aires, Madrid, Budapest, Mosca, e in citta del Brasile, Portogallo ecc.

Nel 2017, la commedia è riportata in scena – al Teatro Brancaccio (Roma) – da Gianluca Guidi.
”La rifaremo alla vecchia maniera (con allestimenti girevoli e l’orchestra di 16 elementi) – precisa Guidi – Restando fedeli al testo, sempre attuale per il suo messaggio di fratellanza che attraversa epoche e generazioni”.

Gianluca Guidi (figlio di Johnny Dorelli) si avvale di un eccellente cast: dal mitico coreografo Gino Landi (assistito da Cristina Arrò) al direttore d’orchestra dal vivo Maurizio Abeni (già assistente di Armando Trovajoli); dallo scenografo Gabriele Moreschi (che ha ricreato le scene di Coltellacci) alla costumista Francesca Grossi (che ha adattato i disegni originali dei raffinati costumi di Coltellacci); da Umile Vainieri (disegno luci) a Emanuele Carlucci (disegno fonico) e Claudio Cianfoni. (contributi viedo) ; da Mario Amodio (scenotecnica) a Antonio Dari ( parte meccanica ) a Sartoria Brancaccio (costumi).
Circa il cast artistico, a Gianluca Guidi (erede del padre Johnny Dorelli) si riconferma il ruolo di
Don Silvestro. Enzo Garinei è “La voce di Lassù”. Emy Bergamo ( cui spetta il record di prima attrice) è Consolazione. Marco Simeoli è il sindaco Crispino .Piero Di Blasio è Toto. Dopo la lunga selezione durante gli affollati provini, per il ruolo di Clementina è stata scelta la giovanissima Beatrice Arnera (autentica rivelazione). Francesca Nunzi interpreta Ortensia, moglie di Crispino.

L’ensemble è composto da 17 artisti, cantanti, ballerini.

Lo spettacolo è prodotto da Alessandro Longobardi per Viola Produzionda, dopo il successo ottenuto con i musical Rapunzel (2014) regia di Maurizio Colombi, Sister act (2015) regia di Saverio Marconi, Peter Pan (2016) regia di Maurizio Colombi, L’ultima strega (2016) regia di Andrea palotto, E…Se il tempo fosse un gambero (2016) regia di Saverio Marconi, La Regina di ghiaccio il musical (2017) regia di Maurizio Colombi. Viola Produzioni (insieme al Teatro Brancaccio, esempio importante di teatro di produzione della capitale) conferma l’efficienza del polo produttivo (e il suo staff) diretto da Carlo Buttò.

20170927_172937