Archive for the ‘teatro’ Category

TEATRO QUIRINO (ROMA): tutta da vedere la sua programmazione 2025-2026

Maggio 5, 2025

Testi riscritture e adattamenti di grandi autori stranieri ed italiani, contemporanei e classici (quali William Shakespeare, William Arthur Rose, Luigi Pirandello, Richard Levinson e Wiliiam Link, Carlo Goldoni, Roman Gary, Eduardo Scarpetta, Italo Svevo, Laura Morante, Giovanni Grasso, Tom Topor, Gianni Clementi, Eduardo De Filippo, Niccolò Machiavelli, Emerico Valentinetti) costituiscono il Cartellone della programmazione 2025-2026 del Teatro Quirino di Roma.

Testi messi in scena da grandi registi (quali Davide Sacco, Guglielmo Ferro, Giampaolo Romania, Daniele Salvo, Marcello Cotugno, Giancarlo Marinelli, Silvio Orlando, Leo Muscato, Paolo Valerio, Fabio Marra, Piero Maccarinelli, Valerio Santoro, Fabrizio Coniglio, Roberto Valerio, Pieluigi Iorio, Guglielmo Ferro, Gabriele Russo, Tullio Solenghi) e grandi interpreti.

Una bella – ricca e divertente – programmazione quella 2025-2026 del Teatro Quirino: tutta da seguire, per provare emozioni, per ridere, e anche per riflettere!

Il tutto, sempre – in ottima compagnia: e in un contesto gradevole che emana storia, arte, creatività e impegno.

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Trappola di topi al teatro Quirino (Roma, 19 novembre -1°dicembre 2024)

novembre 11, 2024

“Trappola per topi” è una brillante commedia “gialla” di Agatha Christie, senza tempo e di straordinaria efficacia scenica. Il dramma si svolge nella pensione familiare Monkswell manor: una normale casa della campagna Inglese. Mollie e Giles Ralston ricevono i loro primi cinque ospiti. Ma è in corso una bruttissima bufera di neve. La sera stessa la Radio trasmette la notizia di un omicidio avvenuto a Paddington, la vittima un’anziana donna. Nel frattempo nell’albergo arrivano degli strani clienti. Ognuno sembra avere qualcosa da nascondere. La locanda resta isolata a causa della tormenta e anche il telefono viene isolato, ma prima che ciò avvenga arriva alla pensione il sergente Trotter di Scotland Yarda, per proteggere ospiti e albergatori da un oscuro assassino psicopatico intenzionato a colpire nuovamente. Poco dopo viene ucciso uno degli ospiti, la signora Boyle. Trotter indaga sull’assassinio. Mette Mollie e Giles l’uno contro l’altro. Prova ad uccidere Mollie perché la ritiene tra i colpevoli della morte prematura del fratello.  Ma con l’intervento della signorina Casewell – e del maggiore Metcalf, inviato da Scotland Yard come cliente della pensione per proteggere i Ralston e gli altri ospiti – Trotter sarà disarmato e arrestato.

 “Impregnata di suspense ed ironia – sottolinea il regista Giorgio Gallone – la commedia è abitata da personaggi che non sono mai solo silhouette o stereotipi di genere, ma creature bizzarre ed ambigue (i segreti che ognuno di loro esplicita o nasconde sono quelli dell’uomo contemporaneo, dell’io diviso, della pazzia inconsapevole). il giusto per stimolare e permettere una messa in scena non polverosa o di cliché…un mix di rigore ed eccentricità. D’altronde il dovere di tramandare non deve censurare il piacere di interpretare. E poi c’è la neve, la tormenta, l’incubo dell’isolamento e della bivalenza, il sospetto e la consapevolezza che il confine tra vittima e carnefice può essere superato in qualsiasi momento. Ingredienti succosi ed intriganti che spero intrappoleranno il pubblico”.

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Otello è in scena al Teatro Quirino di Roma

febbraio 6, 2024

Otello è una celebre tragedia di –  scritta agli inizi del XVII secolo – ispirata dai temi della gelosia e dell’inganno, in cui non mancano anche altri aspetti pure importanti (bianco vs nero ecc.). Lago è il manipolatore che pianta i semi della malvagità nelle menti dei personaggi.  Otello – cui lascia credere che Desdemona lo tradisce – è tra le sue principali vittime. 

E’ una corsa verso la distruzione di sé e degli altri, in un gioco che trasforma l’immaginazione in realtà̀ e la realtà in immaginazione.

Nell’adattamento in scena al teatro Quirino –  sottolinea il regista Andrea Baracco – “Lago – scena dopo scena – trasforma una sua oscura volontà in una concreta e collettiva discesa agli inferi. Il suo agire è quello dell’autore che plasma i propri personaggi, è quello del regista che crea l’universo in cui farli vivere (e morire), è quello dell’attore che conosce l’altro da sé perché non teme di conoscere se stesso. Accanto a lui, Otello e Desdemona, complici involontari del suo disegno, e vittime di un caso che li mette crudelmente di fronte alla verità su se stessi”. Inoltre – precisa il regista – “confrontarsi con Otello nel contemporaneo, significa anche scegliere se fondare la propria riflessione sugli aspetti sociali e di dibattito pubblico che il testo genera nei nostri tempi, o affrontarlo cercandone i principi poetici più profondi, le domande più universali. Per l’amore che ho per questo testo, sento la responsabilità̀ di restituirlo al pubblico come squarcio sull’umano e sulle sue contraddizioni.  Da queste considerazioni, ho immaginato a fondazione del progetto un principio di ribaltamento del canone shakespeariano: un cast esclusivamente femminile. Non si tratta di una scelta estetica. Ma poetica: è un inganno, per liberare lo sguardo del pubblico dai pregiudizi sulla storia e i suoi temi, e lasciarsi attraversare dalla terribile consapevolezza che chiunque di noi può, un giorno, trovarsi a giocare il ruolo della vittima o del carnefice, se volontà, fragilità e caso si trovano allineati come astri di una costellazione”.

Il lavoro – precisa Letizia Russo – inizia con una nuova traduzione dell’originale shakespeariano, per restituirne la possibilità di dialogare col presente. Poi, diventa ricerca di una lingua diversificata e specifica: bassa, insinuante, pericolosa quella di Iago; in precipitosa trasformazione e frammentazione quella di Otello; concreta e cristallina quella di Desdemona; vivida e sintetica quella di ognuno degli altri personaggi.  Come fosse materia organica, la lingua sarà accadimento e spazio, universo in trasformazione.  Un’isola in cui i destini degli esseri umani mostrano il volto terribile del Fato”.

FALSTAFF a WINDSOR liberamente tratto da Le allegre comari di Windsor di Shakespeare al Teatro Quirino (Roma, 23-28 gennaio 2024)

gennaio 22, 2024

Si rinnova (dopo i successi di Nero Cardinale e L’avaro) la collaborazione tra Ugo Chiti, Alessandro Benvenuti e gli attori di Arca Azzurra per un lavoro su Falstaff.

In questo adattamento, l’eroe e antieroe di Shakespeare “resuscita” a Windsor.

Esprimendo un’arroganza aristocratica con sangue plebeo – e disarmante perché privo della consapevolezza dell’età che “indossa” – questo Falstaff resta fedele al testo originale delle Comari di Windsor per gli appuntamenti farseschi.  Si lascia beffare. Solo l’ultima beffa cambia struttura, e andamento narrativo. Questo grazie all’intervento di Semola, suo paggio (servizievole, irridente, mutevole, inquietante) che solo alla fine – allucinazione o sogno? – assume le vesti e le sembianze del principe Enrico, tornato a bandire Falstaff dal consorzio umano.  Nell’ordine prestabilito del potere, non si trova posto dove collocare un corpo tanto grande quanto irrazionale e magico.

Riccardo III al teatro Quirino (Roma 16-21 maggio 2023)

Maggio 14, 2023

In una dimensione internazionale complessa – dominata da rigurgiti nazionalisti, intolleranza religiosa, razzismo, ecc. – questo dramma di /da Shakespeare è di drammatica attualità. 

Cosa spinge le persone a cadere nelle mani di un tiranno? Perché non ci si sottrae collettivamente alla violenza e alla sopraffazione? Perché la sfrenatezza è affascinante?

“Il viaggio di Riccardo III, qui interpretato da Paolo Pierobon – sottolinea la regista ungherese Kriszta Székely  dev’essere per tutti noi un esempio di quanto l’ardore e la ricerca sfrenata del potere non conosca limiti umani, e che chi pecca di prepotenza alla fine sarà prigioniero del proprio inferno. Si tratta di una parabola. Un esempio. Uno specchio insanguinato, una preghiera oscura con la speranza di un mondo migliore».

RiccardoIII e’messo in scena in una chiave, moderna e innovativa (anche per le scenografie multimediali): sorprendente, e anche scioccante per gli amanti della tradizione. Ne deriva uno spettacolo capace di catturare l’attenzione per la sua dimensione brillante, e da thriller che crea suspence, in una ben nota storia ( di sete di potere, corruzione violenza e spregiudicatezza, false promesse e tradimenti) del passato, con maestria, per certi aspetti aggiornata ad oggi. Interessante quindi l’immersione della (nota e pur atemporale) dinamica del potere, nei giorni nostri. Non mancano riferimenti alla Russia, all’Iran, alla Cina, alle fake news, alla difesa dei diritti umani, a armi e pace, all’apparizione sulla scena di tanti nuovi Riccardi III, e ad altri aspetti della nostra era. Bravissimi tutti e – ovviamente – il grande PaoloPierobon e la regista.

Amori e sapori nelle cucine del principe, al Teatro Quirino (Roma, 28 marzo- 2 aprile 2023)

marzo 21, 2023

Nella Sicilia, 1862 – mentre sull’Italia soffiano i venti del nuovo Regno che si prepara ad unificare la penisola –  nei palazzi nobiliari l’artistocrazia decadente partecipa a balli e banchetti, come se niente potesse cambiare le sue abitudini..

Ma – mentre nei lussuosi saloni soprastanti si consuma l’ennesimo opulento banchetto – nelle cucine del palazzo si azzuffano i cuochi, si tirano padelle ma soprattutto si svelano amori impensabili.

Così, Amori e sapori nelle cucine del principe si dipana tra rivelazioni, e succulenti litigi, attraverso lo scontro di Teresa – la cuoca ( ex-prostituta prediletta del principe da cui e’nato un figlio) – e Monsù Gaston (cuoco mandato in aiuto dallo stesso principe).

LA MADRE al teatro Quirino (Roma, 14-26 marzo 2023)

marzo 14, 2023

La madre di Zeller – opera sull’amore materno per il figlio maschio – al teatro Quirino è un’intensa Lunetta Savino.  In un vortice confuso tra allucinazioni e realtà, lo spettacolo si sviluppa nel racconto di un amore materno patologico.  

La madre è una donna che non si arrende ad essere lasciata, che vive nel passato e che vorrebbe irrimediabilmente fermare il tempo, riprendersi suo figlio e rubarlo alla fidanzata.  Ricorre ad ogni suo mezzo per riconquistarlo, prima facendo leva suoi sensi di colpa e poi “freudianamente” cercando di attirarlo. Ma questo suo attaccamento morboso è ciò che la porta piano piano a perdere tutti. Viviamo con lei, arrivando all’ospedale in cui finisce, sola e ormai pazza.

Il senso di colpa non basta più per tenere vicini i figli. Nel dolore del lasciarli andare ci sarebbe da lasciar andare una parte di sé per rinascere nel distacco.

L’AMORE DI ALDA al Teatro Porta Portese (Roma,28-29 gennaio 2023)

gennaio 26, 2023

Con musica, poesia e vibrazioni sonore – al Teatro Porta Portese – saranno in scena i  diari, il vissuto, le  storie e le  poesie (tra cui “I poeti”, “La Cicala” e “Le mie figlie” scelte e sonorizzate nello spettacolo) della grade poetessa Alda Merini. Ho scelto – sottolinea il regista Alessandro Feadi farle un omaggio multimediale “perché, teatralmente, il mio percorso di autore tocca e descrive spesso personaggi emarginati, e situazioni borderline ai limiti della società, perché è lì che trovo la profondità umana, il sentimento puro, la genialità spesso nascosta, la sincerità senza filtri, ma sentita dal cuore”.

Al centro della narrazione c’è il suo vissuto: i due ricoveri in manicomio e il conseguente rapporto con i malati, con se stessa in quelle drammatiche situazioni, il suo rapporto con i suoi affetti; un amore che lei ha visto vivere anche dalle persone come lei recluse, che la società riteneva folli, inadeguate, “malate”; il suo amore per le figlie.

Il tutto è intervallato dalle canzoni che Alda Merini amava, arrangiate in chiave sonora. “Pregherò”, “Io che amo solo te”, “Vedrai vedrai”, “Verranno a chiederti del nostro amore”, sono alcuni dei brani della musica italiana inseriti nello spettacolo.

Di che sesso sei? al Teatro de’servi (Roma, 17-29 gennaio 2023)

gennaio 17, 2023

 “Di che sesso sei?” – regia di Marco Simeoli –  è una commedia brillante di Aldo Nicolaj che, puntando sul travestitismo, riprende il meccanismo teatrale del gioco degli equivoci.  “Autore prolifico apprezzatissimo in Italia ma molto amato e riconosciuto all’estero – sottolinea Simeoli – deve assolutamente tornare più spesso sulle ribalte italiane ed io spero, nel nostro piccolo, di farlo conoscere, specie ai giovanissimi, ai quali forse è sfuggito fino ad adesso. “

Per assecondare un capriccio della donna di cui è invaghito, il protagonista accetta, per gioco, di travestirsi da donna e si ritrova a doversi destreggiare tra chi lo prende per una vera donna e se ne innamora e chi lo vede come un “diverso” e lo allontana.    Da qui “l’affacciarsi di problemi di identità, di accettazione, di voglia di essere più che di apparire o il contrario, di voglia di libertà, di gioco, di scambio di ruoli” – evidenzia Simeoli – “con un unico desiderio da parte di tutti: il farsi sì delle domande alle quali però risposte non ci sono perché è giusto così, perché ognuno viva la sua vita come vuole nella libertà delle proprie scelte, ma ovviamente nel rispetto e nell’accettazione dell’altro, chiunque esso sia”.

Nella dimensione comico-farsesca della vicenda, le gag che ne scaturiranno creeranno un ritmo rocambolesco.  E i cinque attori in scena, una donna e quattro uomini – impegnati in un tourbillon tipico del vaudeville – porteranno lo spettatore verso il finale che non risolve e non aggiusta perché forse in fondo non c’e’niente da aggiustare.

Testimone d’accusa di Agatha Christie al Quirino (Roma, 17-29 gennaio 2023)

gennaio 13, 2023

Al Quirino di Roma è in scena “Testimone d’accusa” di Agatha Christie, il cui spunto – come spesso accade nelle opere della Christie – parte dalla storia di una donna tradita dal marito più giovane. E’ uno spettacolo straordinario – ricco di colpi di scena, e senza alcun punto morto o sbavatura – che, con i suoi eccellenti attori, tiene desta l’attenzione del pubblico dall’inizio alla fine!

”Agatha – sottolinea il regista Geppy Gleijeses –  è un genio e tale per sempre resterà. E qui, più che in Trappola per topi, più che in Dieci piccoli indiani questo diamante luccica in tutto il suo splendore”. 

Il testo teatrale – rispetto al film capolavoro che ne trasse Billy Wilder – non concede tregua alla tensione.  E – nella schiena di chi osserva – affonda come una lama di coltello affilatissima.

In questo dramma, il gioco non verte tanto sulla psicologia dei personaggi (simulatori occulti, assassini, grandi avvocati) quanto sulla perfezione del meccanismo: un meccanismo infernale e con un colpo di scena dopo l’altro.

“Naturalmente – sottolinea ancora Geppy Gleijeses – metterlo in scena richiede un cast di livello superioree un realismo (non certo naturalismo) rigidissimi. E una dovizia di mezzi scenografici e recitativi.  Io l’ho messo in scena con Giorgio Ferrara, Vanessa Gravina, Giulio Corso, e altri 9 attori, tutti perfettamente aderenti ai ruoli.   In scena avremo lo stenografo che scriverà (con il particolare ticchettio) tutti i verbali del processo su una macchina stenografica autentica del 1948 (la commedia è del ‘53), i sei giurati saranno scelti tra il pubblico sera per sera, e chiamati a giurare e ad emettere il verdetto. Buoni brividi a tutti!”.