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SHAKESPERARE IN LOVE (24 OTTOBRE all’11 NOVEMBRE 2018) al Teatro Brancaccio (Roma)

ottobre 22, 2018

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Shakespeare in Love: il Teatro del Teatro, il Teatro nel Teatro” – scritto da Lee Hall e diretto da Giampiero Solari e Bruno Fornasari (come regista associato) – è un adattamento teatrale dello spettacolo  hollywoodiano (vincitore di 7 oscar) scritto da Lee Hall.

Tra duelli, scambi d’identità e il dietro le quinte di spassose farse elisabettiane è – oltre che  una commedia degli equivoci (rocambolesca ed esilarante) e una commedia romantica –  anche una rappresentazione suggestiva del mondo teatrale.  Costruita su un meccanismo di piattaforme scorrevoli , la scena rassomiglia a un carillon, che catapulta lo spettatore dentro e fuori le quinte.

La sua trama?   Chi ha visto il film con sceneggiature di Marc Norman e Tom Stoppard, certamente ricorderà il racconto di una passionale storia d’amore tra Will Shakespeare/Romeo e Viola/Giulietta… Nella Londra elisabettiana W. Shakespeare, autore emergente, non riuscendo a scrivere il copione che gli è stato commissionato, vaga per la città in cerca d’ispirazione finché non incontra Viola De Lesseps che (camuffata da ragazzo) si presenta per l’audizione dello spettacolo, determinata a realizzare il sogno di poter recitare su un palcoscenico allora vietato alle donne. Dopo che Will Shakespeare ha scoperto la vera identità della ragazza, tra i due,  scoppia la passione e il giovane autore ritrova la sua Musa. Ma Viola è già promessa sposa al potente Lord Wessex e – proprio come per Romeo e Giulietta – tra i due giovani l’amore sembra impossibile.

La vicenda – precisa il regista – costruisce un parallelo tra la vita di Shakespeare e l’opera “Romeo e Giulietta”. La storia viene immersa, contaminata ed aggredita dal mondo eccessivo e vivace dell’epoca Elisabettiana, periodo storico in cui il Teatro Inglese vive il suo momento più alto e produttivo. Quest’ambientazione diventa non soltanto fonte di energia e creatività, ma anche di minaccia per questa meravigliosa storia d’amore, minata dalle leggi dell’epoca. La vicenda è anch’essa ambientata su un palcoscenico elisabettiano, dove si mischiano i ruoli interpretati dagli attori e la vita più intima e privata. È su questo palcoscenico che nasce l’amore tra i due protagonisti, un amore che si intreccia alle regole della corte della Regina, attraverso le danze, gli insulti, le grida e la morte”.

Shakespeare in love – sottolinea il traduttore Edoardo Erba è uno spettacolo incalzante, che non concede al pubblico un momento di respiro, pieno di colori e di musica, dove l’azione realistica e gli immortali versi del bardo si mescolano con una naturalezza emozionante. Marlowe, la Regina Elisabetta, un giovanissimo John Webster sono solo alcuni dei grandi personaggi che animano la storia. Una storia che potrebbe diventare tragedia come Romeo e Giulietta, ma trova invece un finale meno drammatico. E se l’amore dei due amanti è costretto a perdere, è l’amore per il Teatro e per la Poesia che vince su tutto.

Immaginatevi  Shakespeare giovane, vivo, travolto dalla passione, che ama il Teatro e insieme lo odia come tutti i teatranti veri, Shakespeare che crea Romeo e Giulietta traducendo sul foglio di carta l’amore impossibile che sta vivendo per  una gentildonna, Viola De Lesseps. Oppure pensate a  Tom Stoppard e Marc Norman che riscrivendo la tragedia dei due amanti, inventano una Giulietta che si chiama Viola e un Romeo che si chiama Shakespeare. Stoppard e Norman che ci regalano un affresco del teatro elisabettiano come non l’abbiamo mai visto, energetico e coloratissimo. Shakespere in love è tutto questo e molto altro”.

Lo spettacolo  ha un cast  di eccellenza, giovane e numeroso,  composto da 19 bravissimi interpreti e Gulliver, cane  preferito dalla regina Elisabetta.

MUSICHE DI PADDY CUNNEEN – TRADUZIONE EDOARDO ERBA –- CON LUCIA LAVIA – VIOLA DE LESSEPS/THOMAS KENT e MARCO DE GAUDIO – WILL SHAKESPEARE –– E E CON LISA ANGELILLO, STEFANO ANNONI, LUIGI AQUILINO, ROBERTA AZZARONE, MICHELE BERNARDI, LORENZO CARMAGNINI, MICHELE DE PAOLA, NICOLÒ GIACALONE, CARLO AMLETO GIAMMUSSO, ROSA LEO SERVIDIO, PIETRO MASOTTI, GIUSEPPE PALASCIANO, EDOARDO RIVOIRA, ALESSANDRO SAVARESE, GIUSEPPE SCODITTI, FILIPPO USELLINI, DANIELE VAGNOZZI, GULLIVER — SCENE PATRIZIA BOCCONI, COSTUMI ERIKA CARRETTA, REALIZZAZIONE VIDEO SCENOGRAFICA CRISTINA REDINI, COREOGRAFIE E COMBATTIMENTI BIAGIO CARAVANO, AIUTO REGIA DAFNE NIGLIO, DISEGNO SUONO EMANUELE CARLUCCI, DIREZIONE MUSICALE MATTEO CASTELLI, DIRETTORE DI PRODUZIONE CARLO BUTTO’, DIREZIONE ARTISTICA OTI ALESSANDRO LONGOBARDI – PRODUZIONE ALESSANDRO LONGOBARDI PER OFFICINE DEL TEATRO ITALIANO

 

Il Circo degli orrori al teatro Brancaccio (Roma) 5-21 ottobre 2018

ottobre 1, 2018

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Sconsigliato ai minori di 12 anni (ma i presenti sono piuttosto affascinati e divertiti!) Il Circo degli Orrori in scena al teatro Brancaccio, con artisti veramente straordinari, e’ uno spettacolo – dinamico e divertente (con numeri che si susseguono veloci, venati da tenebra ma sempre anche da sense of humour) – che associa tre arti: il teatro (narra una storia), il circo (narra – acrobaticamente – storie mimate) e il cabaret (per sensualità di alcune performance, e interazione con il pubblico con un pizzico di malizia).

Accolto all’ingresso da personaggi “terrificanti” – il pubblico – verrà traghettato da uno strano personaggio (che ricorda Nosferatu) nel mondo inquietante del circo degli orrori, abitato da morti viventi, acrobati che sembrano usciti da un rito voodoo, un dislocatore indemoniato in attesa dell’esorcista, killer clown dall’aspetto non proprio tranquillizzante ma sempre assai comico, vampiri.

Il titolo – nato in Inghilterra nel 1995 grazie a una fortunata idea di “Doctor John Haze” (un mangiafuoco che ideò un mix in salsa Horror e musica rock) – viene da un film inglese degli anni Sessanta dal titolo THE CIRCUS OF HORRORS (incrocio tra il Cirque du Soleil e il Rocky Horror Show) il cui enorme successo ha dato spunto per spettacoli a tematica Horror a varie compagnie Europee, in Spagna, Germania, Austria, Francia e per ultima l’Italia.

IL lago dei cigni al Teatro Brancaccio (Roma) solo il 28 aprile 2018

aprile 27, 2018

IL LAGO DEI CIGNI – musiche di P.I. Chaikovskj e coreografia di Luigi Martelletta – messo in scena al teatro Brancaccio dalla Compagnia nazionale Raffaele Paganini vuole mettere in evidenza alcuni aspetti del libretto finora trascurati dalla coreografia originale del repertorio classico.

Autentica creatura dell’oggi e del presente (con tutto ciò che questo comporta), in quanto rappresentazione della realtà, la sua particolarità consiste proprio in questa sua capacità di proporsi attualissimo pur dimorando in un suo pianeta espressivo che sa di antico, già visto e già vissuto.  Fortemente legato alla tradizione accademica, Luigi Martelletta propone un lavoro stilisticamente più snello – alleggerendo manierismi e pantomime che fanno parte del repertorio classico. Il suo obiettivo? L’ideale neoclassico di una bellezza assoluta, regolata da un ordine imperturbabile.

Bello spettacolo: fonte di grande energia.

Calendar Girls, al Teatro Brancaccio (Roma) 12-15 aprile, sostiene l’AIL (Associazione Italiana contro le Leucemie, i Linfomi e il Mieloma)

aprile 9, 2018

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Calendar Girls – commedia ispirata da un fatto realmente accaduto, in Inghilterra alla fine degli anni ‘90 – è un testo teatrale scritto da Tim Firth (tratto dall’omonimo film con la regia di Nigel Cole) per la prima volta allestito in Italia.

Questa la storia…   Un gruppo di donne di mezza età (tra i 50m e 60 anni) – di un’associazione femminile legata alla chiesa – si impegna in una raccolta fondi destinati a un ospedale nel quale è morto di leucemia il marito di una di loro (Annie).  Stanca di vecchie e fallimentari iniziative di beneficenza, Chris ha l’idea di fare un calendario diverso. Così …. convince le amiche del gruppo a posare nude, in normali attività domestiche, come preparare dolci e composizioni floreali. L’iniziativa riscuote un gran successo (nella realtà Il calendario -inglese – raccolse oltre un milione di sterline ed una straordinaria notorietà!).  Ma l’improvvisa e inaspettata fama, mette a dura prova le protagoniste.

Eccellente il cast che darà vita allo spettacolo: a partire da un’inedita Angela Finocchiaro impegnata a dar corpo e voce ad una provocatoria femmina alfa di provincia, seppellita in un modesto negozio di fiorista, ma con smanie di protagonismo e slanci di generosità. Annie, casalinga a tinte pastello che rinasce alla vita dopo la vedovanza, sarà interpretata da Laura Curino, affiancata da un gruppo di attrici estrose e ardite, le Girls: Ariella Reggio (Jessie), Carlina Torta (Ruth), Corinna Lo Castro (Celia) e Matilde Facheris (Cora), la musicista che fa risuonare le mura della sala parrocchiale di musiche di chiesa virate in rythm and blues e rock sfrenati.   Completano il cast Elsa Bossi, direttrice bacchettona dell’associazione e Titino Carrara, a dar vita al bellissimo personaggio di John, malato terminale che riesce sempre a scherzare su di sé e a sorridere fino alla fine, Stefano Annoni, il barelliere goffo che si trasforma in un fotografo di genio, e la smagliante Noemi Parroni impegnata virtuosisticamente con un poker di personaggi: la conferenziera noiosa, la nobildonna liftata, la giornalista col raffreddore allergico e l’estetista con retrogusto di escort.

Le prime scelte su cui ho basato la regia – sottolinea Cristina Pezzoli – sono state la lingua e il cast, ingredienti indispensabili per mettere in scena questa commedia, che fa molto ridere ma la cui comicità evolve da un fatto drammatico (la morte di John per una malattia terribile quale la leucemia). Credo che sia indispensabile agganciare la forza comica del testo anche a questo: è una risata in faccia alla morte, è la vitalità dei girasoli che cercano la luce opponendosi al buio dello sparire. Ho cercato con Rinaldo Rinaldi, che firma le scene, e con Nanà Cecchi, che firma i costumi, di evidenziare la tavolozza delle stagioni che Tim Firth indica per cogliere e sottolineare la relazione tra le stagioni della natura e quelle della vita”. Con Riccardo Tesi (organettista di fama internazionale e compositore versatile) “le musiche originali dello spettacolo hanno tre anime: quella legata alla musica da chiesa spesso presente come indicazione dell’autore che connota l’ambiente religioso dell’associazione, quella che parte dall’anima nera del rythm and blues e l’ultima legata alla sinfonia delle stagioni”. Circa il calendario, con coraggio e ironia – motivate da una buona causa – le Girls si offrono allo sguardo della macchina fotografica e del pubblico anche per dirci che le stagioni della vita possono continuare a sorprendere.

Tim Firth – autore della sceneggiatura del film e del successivo adattamento teatrale – ha voluto che la messa in scena di Calendar Girls rimanesse sempre collegata ad una iniziativa di beneficenza, come all’origine è stato per il calendario. Lui stesso ha devoluto, all’Associazione Leukaemia Research UK, gran parte delle royalties a lui spettanti per la rappresentazione dello spettacolo.  In linea con le scelte dell’autore, anche questa produzione ha voluto sposare anche durante questa terza tournèe (dopo il Grande Galà Benefico del  2015 e diverse iniziative dedicate alla raccolta fondi, come la vendita di gadget dello spettacolo, disponibili anche su Ailshop)  una iniziativa benefica.

“Abbiamo scelto di dare il nostro sostegno ad AIL-Associazione Italiana contro le Leucemie, i Linfomi e il Mieloma – racconta la protagonista, Angela Finocchiaro – perché è un’Associazione che stimiamo da sempre per i suoi valori, obiettivi e progetti. La possibilità che il nostro lavoro possa affiancare esperienze così importanti ci regala una grande motivazione”.   Uno dei principali obiettivi della mission di AIL è quello di migliorare la qualità di vita del malato e della sua famiglia. Per questo motivo nel corso degli anni sono nate le Case AIL, case alloggio messe a disposizione dei pazienti e dei loro parenti. In Italia sono attualmente 35 le sezioni che offrono il servizio di Casa AIL ai pazienti e ai loro familiari; nel 2014 sono state 277 le stanze messe a disposizione con 546 posti letto e che hanno ospitato 3.120 persone, di cui 1.273 pazienti e 1.847 familiari.

Come lo spettacolo, anche AIL è un’Associazione ad alta rappresentanza femminile, in quanto buona parte dei volontari che la animano sono donne, così come la maggior parte delle volontarie presenti nelle Case AIL. E – come nel fatto accaduto in Inghilterra – tanti volontari AIL, così come le protagoniste della commedia rappresentata, sono spinti all’azione solidale da un’esperienza di vita vissuta.

ROBIN HOOD il Musical – al Teatro Brancaccio (Roma) – 13-25 marzo 2018

marzo 13, 2018

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MANUEL FRATTINI – affiancato da FATIMA TROTTA (giovane rivelazione) – torna a vestire i panni di Robin Hood.

Beppe Dati e’ l’autore delle musiche e del libretto di questo bel musical – regia di Mauro Simone – con arrangiamenti di Eric Buffat e coreografie di Gillian Bruce (Tunnel e Medina Produzioni).

Il musical narra le avventure del coraggioso ladro gentiluomo – che toglie ai ricchi per dare ai poveri – e di tutti i personaggi che animano la foresta di Sherwood (Robin e Lady Marian, Little John, Lady Belt, il Principe Giovanni e il suo perfido consigliere Sir Snake, Fra Tuck e gli amici di Robin, banditi, arcieri, dame, ancelle e servitori).

Gran bello spettacolo!

ELVIS IL MUSICAL al Teatro Brancaccio Roma (6-11 marzo 2018)

marzo 6, 2018

ELVIS IL MUSICAL al teatro Brancaccio – con JOE ONTARIO (old Elvis) MICHEL ORLANDO (Young Elvis, scenografie Alessandro Chiti coreografie Rita Pivano direttore musicale Davide Magnabosco regista collaboratore Marco Vesica regia di MAURIZIO COLOMBI – è uno splendido spettacolo all’insegna degli indimenticabili successi di Presley, dagli anni 50 fino al 1977, anno della sua scomparsa.

Incalzante e ritmato – attraverso le canzoni di Elvis e il racconto di vari personaggi che hanno vissuto intorno a lui – il musical svela i retroscena di una vita consacrata alla musica, e sacrificata allo show-business.

Lo spettacolo è suonato da una band che accompagna dal vivo (per poco meno di due ore) un cast di 18 performer.

La scenografia è arricchita da video. Il primo tempo inizia con un video a 360° che mostra i telegiornali di tutto il mondo che annunciano la morte di Elvis il 16 agosto 1977, fino al suo funerale a Memphis, con oltre 150.000 persone in lacrime. Questo momento dà il via al racconto dell’ascesa di Elvis: da ragazzo – camionista per necessità, che si ferma in un estemporaneo studio di registrazione per registrare un disco istantaneo da regalare alla madre per il compleanno imminente – alla sua ascesa (grazie al suo incontenibile talento) ad amatissimo re del Rock’n’Roll, prima vera e unica rockstar planetaria.

La regia dello spettacolo riprodotto in Italia è affidata a Maurizio Colombi che vuole raccontare la fiaba di Elvis, anche se si tratta di una fiaba con un finale triste.

Molti miti sono scomparsi o sono stati dimenticati, ma ancora oggi le nuove generazioni sanno chi è Elvis.
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HAIRSPRAY al Teatro Brancaccio (Roma) 20 febbraio- 4 marzo 2018

febbraio 19, 2018

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Con musica dal vivo, il musical HAIRSPRAY torna in Italia – con una nuova produzione firmata TEATRO NUOVO di Milano – dopo aver trionfato a Broadway e dopo i suoi 8 Tony Awards, ed il suo adattamento cinematografico con Zac Efron, John Travolta, Michelle Pfeiffer e Christopher Walken.

Sul palco Giampiero Ingrassia nel ruolo di Edna, la madre di Tracy, diretto da Claudio Insegno.

Insieme a lui un cast di bravissimi performer.

HAIRSPRAY ci porta a Baltimora nei primi anni ’60, nel bel mezzo del conflitto tra conservatori e progressisti, in lotta per l’integrazione delle persone di colore.
La giovane e solare Tracy Turnblad sogna di partecipare, con la sua amica Penny, allo show televisivo più visto. Grazie al suo talento, elimina tutta la concorrenza: tra cui Amber Von Tussle, la cui madre farà di tutto per eliminarla dal programma, additandola per la sua obesità e perché amica di persone di colore.

Tracy riuscirà ad ottenere il successo in Tv. Conquisterà l’amore e si batterà per i ragazzi di colore, costretti a ballare in una zona separata del programma, perché abbiano libero accesso allo show televisivo.

SPAMALOT al Teatro Brancaccio (Roma) 13-18 febbraio 2018

febbraio 13, 2018

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Lorenzo Vitali e il Teatro Nuovo di Milano presentano il super musical SPAMALOT – comico divertente e folle – viaggio parodia all’interno del mondo di Re Artù e i cavalieri della tavola rotonda alla ricerca del sacro Graal.

Dopo il suo debutto a Chicago, il musical scritto da Eric Idle e John Du Prez – tratto dal fil “Monty Python e il Sacro Graal” (film-cult del più grande gruppo comico di tutti i tempi) – ha vinto ben 3 Tony Award. Per l’adattamento in italiano – ora in scena al Teatro Brancaccio di Roma – a Elio è stata data una mano da Rocco Tanica.
“Il primo dilemma che ci siano posti – precisa Elio – è stato come tradurre in italiano la comicità inglese che, in genere, si ritiene inadatta al pubblico italiano. Invece le reazioni, a partire dalla prima a Montecatini, sono state entusiastiche anche quando affrontavamo le serate per gli abbonati, normalmente affezionati a spettacoli tradizionali. Lo spirito dell’assurdo ha sempre caratterizzato le nostre pantomime. Poi ci ha molto aiutati la straordinaria professionalità della squadra”.

Il ruolo principale nello spettacolo quello di Re Artù – è stato affidato a Elio. La regia è stata affidata a Claudio Insegno. La direzione musicale è di Angelo Racz, la coreografia è affidata a Valeriano Longoni. 
Sul palco insieme ad Elio, un cast eccezionale, con Pamela Lacerenza, Pierpaolo Lopatriello, Andrea Spina, Umberto Noto, Filippo Musenga, Thomas Santu, Luigi Fiorenti e ancora l’ensamble formata da   Michela Delle Chiaie, Greta Disabato, Federica Laganà, Maria Carlotta Noè, Simone De Rose,  Daniele Romano, Giovanni Zummo.

Quasi tutti gli attori interpretano più ruoli nel corso dei due atti del Musical.

PARSONS DANCE al Teatro Brancaccio (Roma) 9 -12 febbraio 2018

febbraio 9, 2018

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Con ritmi vibranti e coreografie avvolgenti e colorate , al Teatro Brancaccio, torna l’amata compagnia americana Parsons Dance: con ballerini (Elena D’Amario, Geena Pacareu,EoghanDillon, Zoey Anderson, Justus Whitfield,Deidre Rogan,Shawn Lesniak, Henry Steele) vera forza della natura; Rebecca Josue (Stage manager) e Fabrizio Caputo (production manager).
Caposaldo della danza post-moderna made in Usa – che mixa tecniche e stili per ottenere effetti magici e teatrali, creativi e divertenti – Parsons Dance interpreta una danza elegante, ariosa e virtuosistica
Sul Palcoscenico del Teatro Brancaccio la compagnia presenterà coreografie originali tratte da un grande repertorio: “Wolfgang”, un tributo a Mozart, interpretato da tre coppie di danzatori; “Kind of Blue”, omaggio a Miles Davis;  “Nascimento”, sulle musiche del brasiliano Milton Nascimento;  “Upend”. E non mancherà “Caught” dello stesso David Parsons “una delle più grandi coreografie degli ultimi tempi”.
E’uno spettacolo allegro e gioioso, con anche straordinari effetti speciali.

Quello che non ho al teatro Brancaccio (31 gennaio – 4 febbraio 2018)

gennaio 30, 2018

2018-01-30 10.21.26Nelle ultime stagioni Neri Marcorè ha molto frequentato il teatro musicale, esplorando tra l’altro Gaber e i Beatles e costruendo spettacoli che guardano sia al teatro civile che alla bizzarra giocosità del surreale.

Con “Quello che non ho” siamo di fronte ad un reinventato esempio di teatro canzone (sostenuto ed arricchito in scena da tre chitarristi/cantanti dal talento virtuosistico) che prova a costruire una visione personale dell’oggi, sollecitando una coscienza critica di quanto accade e potrebbe accadere.

L’Ispirazione principale sono le canzoni di De André (in particolare del concept album “Le nuvole”) e le apocalittiche visionarie profezie di Pier Paolo Pasolini (contenute nel poema filmico “La rabbia”) che raccontano di una “nuova orrenda preistoria”: storie di sfruttamento (dell’uomo dell’infanzia e dell’ambiente), di esclusione, di ribellione, di guerra, di illegalità.

“Come può un artista, un intellettuale, raccontare a chi non l’ha vissuto, cosa è stato il nostro tempo? Una volta chiesero a un direttore d’orchestra, Furtwangler: “Quanto dura il concerto di Mozart che lei dirigerà stasera?” E il direttore rispose: “Per lei dura quarantadue minuti… per chi ama la musica dura da 300 anni!””.
“Stiamo producendo orrori e miserie, ma anche un tempo fatto di opere meravigliose, quadri, musica, libri, parole. Eredità e testimonianza della civiltà umana sono le frasi di Leonardo: “seguiamo la fantasia esatta”, di Mozart “siamo allievi del mondo”, di Rameau “trovo sacro il disordine che è in me”, di Monet “voglio un colore che tutti li contenga”, di Fabrizio De André “vado alla ricerca di una goccia di splendore”, fino alle utopiche provocazioni di Pasolini “è venuta ormai l’ora di trasformarsi in contestazione vivente”

Così viaggiando “in direzione ostinata e contraria” si favoleggia del “Sesto continente”costruendo un mosaico variegato di storie (anche in forma di canzone) che si muove tra satira, racconto e suggestione poetica.