Archive for the ‘teatro quirino’ Category

I MISERABILI (Les misérables) al Teatro Quirino (Roma) 23 ottobre – 4 novembre 2018

ottobre 17, 2018

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I miserabili (Les Misérables) è un romanzo storico di v1ictor Hugo, pubblicato nel 1862 e considerato uno dei più eccelsi romanzi del XIX secolo europeo. Il libro è ambientato in un arco temporale che va dal 1815 al 1832, dalla Francia della Restaurazione post-napoleonica alla rivolta anti-monarchica del giugno 1832, narrando le vicende di numerosi personaggi: in particolare la vita dell’ex galeotto Jean Valiean e le sue lotte per la redenzione. I suoi personaggi appartengono agli strati più bassi della società francese dell’Ottocento, i cosiddetti “miserabili” (persone cadute in miseria, ex forzati, prostitute, monelli di strada, studenti in povertà…) la cui condizione non era mutata né con la Rivoluzione né con Napoleone, o Luigi XVIII. È una storia di cadute e di risalite, di peccati e di redenzione. Il grande eroe è il popolo, rappresentato da Jean Valjean, fondamentalmente buono e ingiustamente condannato per un reato insignificante.

Hugo riassunse così l’opera: «Il destino e in particolare la vita, il tempo e in particolare il secolo, l’uomo e in particolare il popolo, Dio e in particolare il mondo, ecco quello che ho cercato di mettere in quel libro».   E, in effetti, con la storia del generoso galeotto Jean Valjean, di Fantine e di sua figlia Cosette, dell’oscuro Javert, dei Thénardier, di Marius, Gavroche, Eponine, e di tutti gli altri, questo capolavoro di Higo parla a ogni epoca come se ne fosse l’espressione diretta, perché tocca grandi temi universali quali la dignità, il dolore, la misericordia, la giustizia, il male, la redenzione.

Dal 23 ottobre, i “Miserabili” sono in scena al teatro Quirino, nell’adattamento di Luca Doninelli, con regia di Franco Però e Franco Branciaroli nel ruolo di Jean Valjean, e con un eccellente cast d’interpreti (Alessandro Albertin, Silvia Altrui, Filippo Borghi, Romina Colbasso, Emanuele Fortunati, Ester Galazzi, Andrea Germani, Riccardo Maranzana, Francesco Migliaccio, Jacopo Morra, Maria Grazia Plos, Valentina Violo).   E’ un nuovo, imponente, progetto di produzione del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, del CTB- Centro Teatrale Bresciano e del Teatro de gli Incamminati.

In un percorso avventuroso” – sottolinea Franco Branciaroli – rappresentando I Miserabili rappresento anche me stesso e la mia arte (il teatro): “come la società, anche il Teatro è stratificato, e conosce doppi e tripli fondi, secondo un gioco necessario che per qualcuno è incanto, o magia, e per qualcun altro è Fato”.

Quartet al Quirino (9-21 ottobre 2018)

ottobre 8, 2018

bus2-300x288Quartet è una bella commedia – ambientata in Italia, culla del bel canto – con protagonisti quattro grandi interpreti d’opera, famosi, energici, irascibili e divertenti, che vivono ospiti in una casa di riposo.

Cosa accade quando viene loro offerto di rappresentare – per un galà – il loro cavallo di battaglia, il noto quartetto del Rigoletto di Verdi “Bella figlia dell’amor”? I quattro artisti – tra rivelazioni, invenzioni ed il classico coup de théâtre – troveranno il modo non solo di tornare in scena, ma di far ascoltare le loro voci, riscoprendosi giovani e gloriosi come un tempo.

Come precisa Patrick Rossi Gastaldi: lo spettacolo “ ha il pregio di saper parlare del passare del tempo, della terza età, degli acciacchi del corpo e della mente, che caratterizzano l’ultima fase della vita con delicata ironia. Un commosso e divertente omaggio alla passione di chi ha dedicato la vita alla musica, alla bellezza e al teatro che rivela quante gioiose sorprese può riservare il “limbo” della nostra vita”.

Festival del Russian Ballet Theatre al Teatro Quirino (Roma) 24-29 aprile 2018

aprile 19, 2018

 

 

Il Russian Ballet Theatre è un prestigioso corpo di ballo  fondato nel 2001 dalla ballerina e maestra Anna Grogol, che dirige tuttora il teatro. A Roma – ultima tappa di una sua lunga tournée europea – mette in scena i migliori spettacoli dei balletti classici russi:

  • GISELLE (24-25 aprile 2018)  – Il Balletto (di due atti) è considerato il simbolo del balletto classico e romantico. 
  •  LA BELLA ADDORMENTATA (26-27 aprile 2018) è il secondo dei tre balletti di Čajkovskij. Il libretto fu scritto interamente dal principe e sovrintendente dei Teatri Imperiali di San Pietroburgo Ivan Vsevolozhs. La coreografia venne affidata a Marius Petipa. La prima rappresentazione ebbe luogo il 15 gennaio 1890 presso il Teatro Mariinskij di San Pietroburgo, con successo fu immediato.
  • CARMEN – DANZE POLOVETSIANE (28-29 aprile 2018) Dopo il grande successo della prima versione di Marius Petipa,  Carmen ha ispirato coreografi che – affascinati da questa storia – ogni volta offrono la loro interpretazione del testo. Danze Polovetsiane  – che si ispira all’opera “Il principe Igor” – grazie alle musiche melodiose, celebra l’importanza della danza anche in campo di battaglia.

 GISELLE – La sua messa in scena al Quirino e’ uno spettacolo splendido: elegante, raffinato, fonte di leggerezza, emozioni ed energia. Bravissimi tutti: protagonisti e corpo di ballo. Belli, costumi, colori, coreografie ed effetti speciali.

 

 

GISELLE e’ un balletto classico-romantico (nato dall’idea del romanziere francese Théophile Gautier, autore del libretto) musicato da Adolphe-Charles Adam, uno tra i più celebri compositori di musiche per balletto. Il 28 giugno del 1841, all’Opera National de Paris – con Carlotta Grisi nel ruolo di Giselle – il balletto riscosse un successo incredibile, tanto che ancora oggi viene considerato come uno dei più grandi balletti classici mai rappresentati. I nomi delle danzatrici che hanno interpretato questo ruolo sono tra i più famosi.

Théophile Gautier – dopo la lettura del De l’Allemagne di Heinrich Heine – rimase impressionato dalla suggestività dei luoghi descritti e soprattutto della Saga delle “Villi” (dalla radice slava Vila che significa fata). Villi – nella mitologia dei popoli slavi – designano gli spiriti di giovani fanciulle morte infelici perché tradite o abbandonate prima del matrimonio. Vendicative e spettrali, incapaci di trovare riposo eterno nella morte, ogni notte vagano in cerca dei loro traditori e li costringono, con l’aiuto di rametti di vischio apparentemente magici, a ballare convulsamente fino a provocarne la morte per sfinimento o fino a che, totalmente indeboliti, non vengano gettati in un lago nelle loro vicinanze. Alla morte del rispettivo traditore, le Villi si dileguano e con esse svanisce, finalmente placato, il fantasma della fanciulla morta per amore.

A differenza di altri balletti romantici, nel corso del tempo Giselle non ha subito significative modifiche per quanto concerne la coreografia. Il merito del successo del balletto nel Novecento è da attribuirsi soprattutto alla produzione dei Balletti russi di Sergej Diaghilev. Sul piano musicale, l’importanza attribuita a questo balletto classico è dovuta soprattutto alla sua originalità rispetto alla musica del tempo. Oggigiorno le produzioni di Giselle sono danzate su musiche considerevolmente lontane dai brani originali di Adam.

Ci sono sette temi principali nel balletto:  i mietitori, i cacciatori, le Villi e Hilarion; e   il tema della danza e due leitmotiv d’amore.   Questa precisa struttura è stata volutamente studiata per favorire la narrazione del balletto.

Il balletto classico si compone in due ATTIi:

– il primo riguarda la vicenda di Giselle che si innamora del principe ma muore di crepacuore quando scopre di essere stata ingannata da luiche culmina nella sua morte

– il secondo atto invece riguarda la leggenda delle Villi e l’amore di Giselle per Albrecht . Giselle è uno spirito e danza con il principe per evitarne la morte secondo il crudele volere delle Villi. E culmina nella volontà di salvargli la vita, anche se egli è stato la principale causa della sua morte.

Eccellenti e gioiosi: gran bello spettacolo la Bella addormentata messa in scena dal Russian dance Theatre al teatro Quirino.

 

Basato sulla fiaba di Charles Perrault LA BELLA ADDORMENTATA è il secondo, per cronologia di composizione, dei tre balletti di Čajkovskij. Il libretto fu scritto interamente dal principe e sovrintendente dei Teatri Imperiali di San Pietroburgo Ivan Vsevolozhsky, la coreografia venne affidata a Marius Petipa. La prima rappresentazione – che ebbe luogo il 15 gennaio 1890 a San Pietroburgo – fu un successo immediato.

Nel Primo Atto, alla corte di re Floristano, viene indetta una festa per il battesimo della principessa Aurora. Vengono invitati cavalieri, dame e le fate buone del regno, che portano con loro doni per la principessa. Tra gli invitati però manca la fata Carabosse che  per vendicarsi getta una maledizione alla piccola: al sedicesimo anno di età, la principessa morirà pungendosi con un fuso. La fata dei Lillà però, non avendo ancora fatto il suo regalo, decide di modificare la maledizione: questa non morirà alla puntura, ma sprofonderà solamente in un lunghissimo ed eterno sonno, che coinvolgerà tutta la corte e che avrà fine solamente grazie al bacio di un giovane principe.

Nel Secondo Atto, il principe riesce ad entrare nel castello e, trovata la principessa, le dà un bacio- Spezzando l’incantesimo; la corte si risveglia e le danze ricominciano. E il principe potrà la sposare la principessa Aurora.

Nel Terzo Atto, c’è una grande festa al castello e tra gli invitati compaiono l’Uccello Azzurro e la principessa Florin; compaiono anche molti dei personaggi delle fiabe di Perrault. I due promessi sposi danzano in un celebre passo a due, e con loro anche tutti gli invitati in onore del futuro re e della futura regina.

CARMEN   è la storia della tragica passione di don José per una zingara che egli ucciderà, dopo una serie di altri delitti, in un impeto di gelosia.

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Meilhac e Halévy trassero dalla novella un libretto per il dramma lirico in 4 atti musicato da G.Bizet e rappresentato all’Opéra-Comique di Parigi nel 1875, con scarso successo. L’opera (considerata il capolavoro di Bizet) – segnando una svolta nella storia del gusto operistico – venne presa a modello dalla scuola “verista”.

Solo recentemente si è tornati alla versione originale con  dialoghi parlati.

Alla novella e al suo soggetto sisono ispirati  anche diversi balletti,  utilizzando, in tutto o in parte, le musiche di Bizet.  Basti pensare a balletto di Roland Petit; o all’altra importante versione di Carmen, coreografata da Alberto Alonso a Mosca nel 1967; o al balletto intitolato Carmen et son Torero, messo in scena a Madrid da Marius Petita nel 1875.  Formato alla scuola francese, Marius Petipa – che può essere considerato il vero fondatore del balletto classico (grande continuatore della tradizione romantica ed uno dei più grandi coreografi di ogni tempo) – ha sviluppato considerevolmente la tecnica del balletto classico influenzando in modo particolare l’evoluzione e lo sviluppo della scuola russa.  Maestro di danza e primo maître de ballet del balletto imperiale di San Pietroburgo (Russia) tra il 1862 e il 1905,  Marius Petipa fu creatore di oltre cinquanta balletti, molti dei quali permangono nel repertorio classico odierno.

Dopo il grande successo della prima versione di Marius Petipa CARMEN ha molto ispirato i coreografi che, affascinati da questa storia, ogni volta offrono la loro interpretazione del testo. 

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DANZE POLOVETSIANE  si ispira all’opera “Il principe Igor”.

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“Il Piacere dell’onestà” di Pirandello al Teatro Quirino 3 aprile 2018

marzo 26, 2018

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È una commedia in tre atti derivata dalla novella Tirocinio (1905). Ancora una volta Pirandello si serve di un matrimonio «bianco» per creare situazioni che finiscono per svelare la vera natura dei personaggi divertendosi «pirandellianamente» a mettere in ridicolo la falsa rispettabilità degli altri.

Questa la trama.

 Angelo Baldovino accetta la proposta di sposare Agata, messa incinta dal marchese Fabio Colli, che non può sposarla perché già ammogliato. Egli dovrà essere soltanto in apparenza un marito, per salvaguardare la rispettabilità di Agata e consentire al marchese di continuare a frequentarla. Ma – dopo il matrimonio – Agata, non vuole più avere contatti con Fabio.

Il marchese – esasperato – tende una serie di trappole a Baldovino; ma questi lo smaschera di fronte ad Agata, la quale capisce co me Fabio (e altri) siano uomini mediocri, e disonesti, rispetto a Baldovino, la cui onestà e la cui umanità l’ha conquistata.

Geppy Gleijeses, grande interprete pirandelliano affronta il ruolo di Baldovino. Al suo fianco Vanessa Gravina un’eccellenza del Teatro Italiano.

Liliana Cavani dirige l’opera filtrandola attraverso il suo realismo magico.

“Alla faccia vostra” al Teatro Quirino Roma 13-25 marzo 2018

marzo 12, 2018

2018-03-07 12.43.34 La commedia si apre su Luisa (la governante) che piange la morte del suo padrone Stefano Bosco (scrittore di grande successo) settantaquattrenne morto d’infarto. A poco a poco, arrivano il vicino Dott. Garrone, Lucio Sesto e sua moglie Vanessa – genero e figlia dello scrittore – e Angela seconda moglie del defunto, molto più giovane di suo marito.

Velocemente, il lutto che riunisce i personaggi si trasforma in una “transazione finanziaria”. Solo Luisa – fedele governante – vive per ricordare il genio dello scrittore. Ma ecco che tutto si capovolge e succedono fatti esilaranti che faranno tremare e crollare tutti ii progetti in campo. Ne nascono situazioni comiche.

Ovviamente – sottolinea lo stesso regista Patrick Rossi Gastaldi – è il personaggio di Gianfranco Jannuzzo, il genero Lucio Sesto, che conduce le avide danze che lo porteranno a crisi di nervi esilaranti diventando simpatico per le sue incapacità e disavventure. Molto comico è anche il personaggio di Debora Caprioglio donna che soddisfa tutti i piaceri di sesso senile dello scrittore per ottenere soldi, soldi e ancora soldi. L’adattamento sarà portato in Italia ai giorni d’oggi per vivificare di più la corsa al denaro e l’isterismo della nostra contemporaneità”.

La signora delle camelie al teatro Quirino (Roma) 27 febbraio -11 marzo 2018

febbraio 23, 2018

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La signora delle camelie (o La signora dalle camelie o La dama delle camelie) – celebre romanzo di Alexandre Dumas (edito nel 1848) – parla della difficile e infelice storia d’amore tra Margherita, la cortigiana più bella di Parigi, e Armando Duval. Lo spettacolo in scena al Teatro Quirino di Roma è adattato e diretto da Matteo Tarasco.

Margherita – la cortigiana più ambita di Parigi – ha la tisi la sta uccidendo. E ora che sa di avere pochi mesi di vita, vuole innamorarsi, perché sa che l’amore è l’unica medicina che può guarirla.  Ad interpretarla è Marianella Bargilli, affiancata da Ruben Rigillo, Carlo Greco e Silvia Siravo.

“Educazione sentimentale – sottolinea Marianella Bargilli – ecco uno dei compiti del teatro contemporaneo. Restituire allo spettatore il piacere di emozionarsi. Questo cerchiamo di fare ogni sera quando si alza il sipario. Quando perdiamo la capacità di amare, perdiamo la luce, la luminescenza e la capacità di guardare al mondo e alle persone con gioia. Se non vogliamo esser ciechi dobbiamo sforzarci quotidianamente di amare, un essere umano, un progetto, una idea.  Quando ho letto per la prima volta La Signora delle Camelie ho pianto. E molto. La forza dirompente di un amore assoluto che il romanzo di Dumas espone con lucidità e spietatezza mi ha coinvolto sin dai primi capitoli”.

Per il regista, La Signora Delle Camelie è “una storia cupa e disperata, che oscilla pericolosamente nell’incerto territorio in cui danzano avvinghiati Eros e Thanatos. È una storia assoluta, spietata, estrema, senza margini di riscatto, senza limiti”. Nel suo mondo “il denaro trasforma la fedeltà in infedeltà, l’amore in odio, la virtù in vizio, il vizio in virtù, il servo in padrone, l’insensatezza in giudizio e il giudizio in insensatezza”.

Memorie di Adriana al Teatro Quirino-Roma – 20-25 febbraio 2018

febbraio 19, 2018

Memorie di Adriana è uno spettacolo … sul punto di cominciare … Infatti davanti alla porta chiusa del camerino di Adriana Asti va in scena uno spettacolo, apparentemente non previsto.

A raccontare è la scelta di apparire senza rivelarsi. Adriana Asti resta chiusa in camerino, il suo alter ego Adriana appare in pubblico affacciandosi dal sipario. E’ un gioco provocatorio che dà luogo a in divertente monologo.

Dentro questo meccanismo – in cui nessuno gioca solo la sua parte – ci sono anche un direttore di teatro (Pietro Micci), un tecnico (Paolo Roda), un ammiratore che colleziona ricordi (Andrea Narsi), e la sarta (Antonella Fuiano). E soprattutto c’è lei, e c’è l’altra: una impigliata nelle tavole del palcoscenico, l’altra in camerino, a guardarsi allo specchio e cercare un nuovo trucco. Sempre a sentirsi fuori posto, per poi scoprire che forse l’unico posto è il teatro, perché totalmente illusorio.

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Il Lago dei Cigni…ovvero Il Canto al Teatro Quirino (Roma) 15-18 febbraio 2018

febbraio 7, 2018

Con la sua originalità, il coreografo Fabrizio Monteverde reinventa il più famoso dei balletti di repertorio classico su musica di P. I. Čajkovskij – Il Lago dei Cigni…ovvero Il Canto – in un viaggio tormentato d’amore, tradimento, prigionia e liberazione; e in un teatro in cui tutto ha inizio e nulla ha mai fine.

E’ una favola senza lieto fine (in cui i due amanti protagonisti – Siegfried e Odette – pagano con la vita la passione che li lega).. ma non solo..

Il Lago di Monteverde trova ne Il Canto (Il canto del cigno di Anton Cechov) il proprio naturale compimento drammaturgico e, in un percorso struggente di illusioni e memoria, lo spunto per portare in scena un gruppo di “anziani” ballerini che, confondendo la propria vita con il canovaccio del classico dei balletti per eccellenza – tra le fatiche di una giovinezza svanita e la nevrotica ricerca di finale felice – ripercorrono gli atti di un ulteriore, “inevitabile” , Lago.

“Per me – precisa Monteverde – “questo “Lago” è una sorta di seduta psicoanalitica. C’è un doppio registro: la gioventù con l’energia fisica che la caratterizza e la vecchiaia segnata dall’abbandono delle forze. La tragedia di noi ballerini è che lo siamo sempre, fino a 90 anni e oltre, e vorremmo continuare ad andare sempre in scena. Mi piacerebbe che questo fosse anche uio “mio” canto del cigno”..

Condannata ad una perenne metamorfosi, donna a metà tra il bene e il male, Odette/Odile sarà cigno e principessa, buona e crudele, amante fedele e rivale beffarda.

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INTRIGO E AMORE al Teatro Quirino (ROMA) 6-11 febbraio 2018

febbraio 5, 2018

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INTRIGO E AMORE – di Friedrich Schiller versione italiana Danilo Macrì – regia di Marco Sciaccaluga ( con Roberto Alinghieri, Alice Arcuri, Enrico Campanati, Andrea Nicolini , Orietta Notari, Stefano Santospago, Simone Toni, Mariangeles Torres, Marco Avogadro, Daniela Duchi , Nicolò Giacalone, scena e costumi Catherine Rankl, musiche Andrea Nicolini, luci Marco D’Andrea – sarà in scena al Teatro Quirino dal 6 all’11 febbraio 2018.

Siamo nel Settecento, nella Germania preromantica dello Sturm und Drang. Il nobile Ferdinand, figlio del potente ministro Von Walter, s’innamora ricambiato della borghese Luise Millerin, figlia di un umile violoncellista. Il padre del giovane cerca in ogni modo di ostacolare l’unione e di convincere Ferdinand a sposare la favorita del principe, anche per ottenere una promozione. Il sentimento sincero e profondo del figlio però, non lo fa desistere dal desiderio di sposare Luise. ll ministro dunque, escogita un bieco intrigo, messo in atto con la complicità del suo segretario Wurm (in italiano significa “verme”) che condurrà la vicenda verso un epilogo drammatico.

“Qualche anno fa – racconta il regista Marco Sciaccaluga – visitai la casa di Schiller a Weimar. Nella camera da letto dei suoi figli, vidi incorniciati dei disegni infantili. Un disegno in particolare mi commosse: una bimbetta fa una linguaccia e sotto c’è scritto, di pugno di Schiller “La mia bimba abbia una vita nella libertà e che le sia risparmiato il destino di Luise Millerin! “. Un padre sogna per la sua bambina un destino di libertà, mentre nella sua testa di poeta drammatico infuria la passione di un destino di schiavitù e ribellione. Guardando quel disegno ho sentito forte la consapevolezza che Arte e Realtà si saldano e si giustificano a vicenda: Intrigo e amore continua a parlarci dalla pace di quella casa borghese di Weimar”.

Gli aspetti melodrammatici di “INTRIGO E AMORE” hanno anche dato lo spunto a Giuseppe Verdi, per comporre nel 1848 la “Luisa Miller”, ispirata al testo di Schiller.

Dieci piccoli indiani.. e non rimase nessuno al Teatro Quirino (9-21 gennaio 2018)

gennaio 11, 2018

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Pubblicato nel 1939, E NON NE RIMASE NESSUNO è considerato ancora oggi il capolavoro letterario di Agatha Christie.

La storia è nota. Dieci sconosciuti – invitati in una bellissima isola deserta – trovano affisse agli specchi una poesia, “Dieci piccoli soldati” che narra 10 morti misteriose che si succeddono. La versione che viene presentata al tetro Quirino – diretta dal regista spagnolo Ricard Reguant – è stata un enorme successo sia a Madrid che a Barcellona.
Riprende il finale del libro del 1939. Ed è caratterizzata da suspence fino alla fine.. e da personaggi tutti molto ben definiti. Anche l‘epoca del romanzo – ambientata nei suggestivi anni 40’ (con una scenografia in stile Art-Decò – è rispettata.

“Questi dieci “piccoli indiani” bloccati nell’isola – si chiede Ricarda Reguant – sono vittime o assassini?”. Una cosa è certa la sensibilità di Agatha Christie per il grosso tema della GIUSTIZIA.