Archive for the ‘teatro quirino’ Category

Filumena Marturano – con regia di Liliana Cavani – al Teatro Quirino (Roma)- 2-7 gennaio 2017

dicembre 28, 2017

20171228_111145 Filumena Marturano di Eduardo De Filippo è una della commedie italiane del dopoguerra più conosciute e rappresentate nel mondo. Sarà in scena al teatro Quirino di Roma con regia di Liliana Cavani (e Nunzia Schiano, Mimmo Mignemi e Fabio Pappacena, Ylenia Oliviero, Elisabetta Mirra, Agostino Pannone, Gregorio Maria De Paola, Adriano Falivene, scene e costumi Raimonda Gaetani, musiche e costumi Teho tearfo, luci Gigi Asdcione, assitente alla regia Marina Bianchi). Questa sua bella edizione è stata – giustamente – definita “lo spettacolo dell’anno”. Bravi tutti! Recitazione intensa e coinvolgente.

Questi i suoi personaggi ed interpreti:

Filumena Marturano Mariangela D’Abbraccio
Domenico Soriano Geppy Gleijeses
Alfredo Amoroso Mimmo Mignemi
Rosalia Solimene Nunzia Schiano
Diana Ylenia Oliviero
Lucia Elisabetta Mirra
Umberto, studente Agostino Pannone
Riccardo, commerciante Gregorio Maria De Paola
Michele, operaio Adriano Falivene
L’avvocato Nocella Fabio Pappacena

“Quando mi ha proposto questo lavoro, ho accettato l’invito generoso e ottimista di Geppy Gleijeses – scrive Liliana Cavani nelle sue note di regia – È un testo che mi piace moltissimo da sempre, ho anche amato il film di De Sica con Sofia Loren e Mastroianni (con lui ho realizzato due film). È un’opera di grande impegno morale e oltretutto in anticipo sui tempi e scritto senza retorica, ma con la naturalezza della vita. Un capolavoro. Filumena e Domenico sono al centro di un problema etico antichissimo e sempre attuale: di chi sono i figli, i figli nati fuori dal matrimonio? Al tempo di questa scrittura (1946), la legge non proteggeva questi “figli” considerati “illegittimi” (fuori dalla legge), una legge ferma al Medioevo. Filumena vi si ribella con la lucidità e una forza così generose da riuscire a trascinare l’ignaro borghese Domenico a capire il valore degli affetti fondamentali delle nostre vite. Sono stata fortunata ad avere due attori perfetti per il ruolo. Mi ci sono appassionata ed ho lavorato con la felicità che provo con i film”.

A Geppy Gleijeses è stato assegnato il premio Flaiano come migliore interprete della stagione 2016/2017 e alla regista Liliana Cavani il premio Persefone 2017.

Teatro Quirino: Mariti e mogli (5-17 dicembre 2017)

dicembre 1, 2017

Dalla sceneggiatura del film omonimo di Woody Allen, in Mariti e mogli – scrittura teatrale di Monica Guerritore – tutto accade in una notte piena di pioggia (in un luogo che con il passare delle ore diventa, di volta in volta, una sala da ballo, una sala d’attesa, un ristorante deserto) che costringe gli otto personaggi (mariti, mogli, amanti e altro…) al girotondo di anime intrappolate nella insoddisfazione cronica di una banale vita borghese.

Teatro Quirino:concerti della domenica

ottobre 29, 2017

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10210649161682177&id=1141940195

MEDEA di Euripide al Teatro Quirino Roma (24 ottobre – 5 novembre)

ottobre 24, 2017

Bello spettacolo.Grande qualita..e intensita’ di interpretazioni. Intramontabile tragedia.
Le letture in chiave psicologica di Medea portano a considerare questo personaggio quale prototipo dell’eroina combattuta tra il rancore per il proprio uomo e l’amore per i propri figli. Invece nella lettura in scena al Quirino, Medea diventa il prototipo del minaccioso impersonato da uno straniero: ed è interpretata da un uomo.

La femminilità è usata come maschera per commettere una serie mostruosa di delitti?

“Io – precisa Franco Branciaroli – non interpreto una donna, sono semmai nei panni di un uomo che recita una parte femminile, il che è molto diverso. Il personaggio di Medea non è propriamente quello che di una donna, è una divinità femminile che usa l’aspetto femminile come una maschera per ingannare quasi tutti. E’ una maschera che nasconde tutti gli attributi maschili. A un certo punto dice:”Preferirei cento volte combattere, piuttosto che partorire”.

Di solito Medea è collegata a madri che uccidono i propri figli. Ma è anche colei che compie questo gesto terribile per vendicarsi del tradimento del suo uomo.

20171024_100651.jpgMEDEA –  CTB Centro Teatrale Bresciano Teatro de Gli Incamminati Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa FRANCO BRANCIAROLI   – di Euripide

regia LUCA RONCONI ripresa da Daniele Salvo – traduzione Umberto Albini
con Alfonso Veneroso   Antonio Zanoletti   Tommaso Cardarelli Livio Remuzzi   Elena Polic Greco   Elisabetta Scarano Serena Mattace Raso   Arianna di Stefano  Francesca Mària   Odette Piscitelli   Alessandra Salamida  Raffaele Bisegna   Matteo Bisegna

scene Francesco Calcagnini riprese da Antonella Conte costumi Jaques Reynaud ripresi da Gianluca Sbicca luci Sergio Rossi riprese da Cesare Agoni

Ciao! al teatro Quirino (Roma) 10-22 ottobre 2017

ottobre 4, 2017

2017-10-04 10.35.12

Un ragazzo degli anni Cinquanta torna dal passato, si ferma sul pianerottolo della casa di famiglia e aspetta il figlio, ormai adulto. Com’è possibile? E perché è tornato ora, dopo tanto tempo?
Sono due sconosciuti, ma sono padre e figlio: il padre è Vittorio (famoso giornalista radio e televisivo, già direttore del Tg1, portò alla notorietà Mike Bongiorno, fu amico di Alberto Sordi, in un film di Totò interpretò se stesso) il figlio è Walter Veltroni (x segretario nazionale del Partito Democratico e candidato premier alle elezioni politiche del 2008). Ma potrebbero essere ogni padre e ogni figlio di questo Paese.

Dal libro omonimo di Walter Veltroni – edito da Rizzoli – Piero Maccarinelli dirige Ciao con Massimo Ghini e Francesco Bonomo, rispettivamente nel ruolo di Walter e Vittorio Veltroni, che affrontano le loro vite, quello che è stato e quello che poteva essere, la storia di due generazioni vicine eppure diversissime.

L’incontro immaginario rivela – attraverso le parole – ciò che unisce davvero un padre e un figlio (cercando le vicinanze nella donna che li ha uniti, e che li ha fatti ritrovare) ma diventa anche occasione per raccontare due Italie -che si raccontano e si incrociano- quella degli ideali nati nel secondo dopoguerra e quella delle crisi successive. La messinscena è arricchita da video e immagini dell’archivio Rai e dell’Istituto Luce che ripercorrono la nostra memoria storica.