Archive for the ‘teatro’ Category

“Michelangelo” al Teatro Olimpico – Roma -15-18 marzo 2018

marzo 15, 2018

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Per scoprire un Michelangelo mai visto prima, bisogna lasciarsi sorprendere da “Michelangelo” spettacolo – di e con il Prof. Vittorio Sgarbi – fatto, nel buio teatrale, di musiche, suoni ed immagini.   La bellissima arte di Michelangelo Buonarroti si fa palpabile alle molteplicità sensoriali, attraversate dal racconto di Vittorio Sgarbi, e contrappuntate, in musica (violino, viola, oud elettronica) da Valentino Corvino (compositore, in scena interprete) e – in immagini – dalle scenografie e video di Tommaso Arosio. 

Vedere questo “MICHELANGELO” – raccontato dal prof. Sgarbi – significa vivere una marea di emozioni, suscitate da un viaggio affascinante, e brioso, nella sua originalita’ –  e  il suo  prima /e dopo (ad es. la Vergine della sua Pieta’ non piange perche’ sa che non e’morto.. si conosce l’Urlo di Munch ma non il Compianto del Cristo morto che lo ha preceduto..);  un viaggio nel grandioso talento, ed energia, di questo grandissimo artista, che ha saputo coniugare ricerca anatomica, pittura e scultura, levigato e non finito, facendo diventare concetti delle idee, scolpendo sculture di Dio, creando arte di Dio. Oggi, questa nostra cultura e’ sotto attacco.  E’ quindi ben lecito chiedersi: stiamo passando da un Rinascimento a un Medioevo?  Il racconto parte dalla prima Pieta’ – da Michelangelo realizzata a 23 anni – per poi soffermarsi su David e i suoi celebri nudi, sui alcuni suoi splendidi dipinti, i suoi capolavori nella Cappella Sistina, la sua stanchezza riscontrabile nella Cappella Paolina, la sua ripresa (a 70anni) con i suoi ultimi capolavori in cui levigato e non finito coesistono.  Il  non  finito  non  significa incompiuto!  Sono lavori che riescono ad esprimere (e fare immaginare)  cose che il  levigato non arriva ad esprimere!

Atlante regge il mondo..ma il mondo non c’è!

 

La bastarda di Istanbul -Sala Umberto (Roma) 15-25 marzo 2018

marzo 14, 2018

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La bastarda di Istanbul – tratto dal romanzo della scrittrice turca Elif Safak (2006) il secondo da lei scritto in inglese – è un’affascinante saga familiare multietnica, popolata da splendidi personaggi femminili, storie  e  segreti indicibili,  che legano Istanbul all’America e la Turchia all’Armenia.

Questa la trama del romanzo… Dal matrimonio di Rose con un armeno nasce una figlia, Armanoush, ma il matrimonio va a rotoli. Consapevole dell’odio reciproco che anima turchi e armeni, quasi per ripicca, Rose si risposa con un turco.. Insieme si trasferiscono in Arizona, dove la bimba cresce divisa tra l’affetto oppressivo della madre e la famiglia del padre a San Francisco. A 19 anni, Armanoush decide di recarsi di nascosto a Istanbul per ritrovare le proprie radici armene, facendosi ospitare dalla famiglia del patrigno, una famiglia tradizionalista turca composta di sole donne. Qui farà amicizia con la cugina Asya, la ‘bastarda’ del titolo. Ma il destino intreccerà le storie delle due famiglie in modo ancora più complesso e le due ragazze, insieme, scopriranno che l’odio ancestrale tra turchi e armeni si può superare. 

ROBIN HOOD il Musical – al Teatro Brancaccio (Roma) – 13-25 marzo 2018

marzo 13, 2018

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MANUEL FRATTINI – affiancato da FATIMA TROTTA (giovane rivelazione) – torna a vestire i panni di Robin Hood.

Beppe Dati e’ l’autore delle musiche e del libretto di questo bel musical – regia di Mauro Simone – con arrangiamenti di Eric Buffat e coreografie di Gillian Bruce (Tunnel e Medina Produzioni).

Il musical narra le avventure del coraggioso ladro gentiluomo – che toglie ai ricchi per dare ai poveri – e di tutti i personaggi che animano la foresta di Sherwood (Robin e Lady Marian, Little John, Lady Belt, il Principe Giovanni e il suo perfido consigliere Sir Snake, Fra Tuck e gli amici di Robin, banditi, arcieri, dame, ancelle e servitori).

Gran bello spettacolo!

“Alla faccia vostra” al Teatro Quirino Roma 13-25 marzo 2018

marzo 12, 2018

2018-03-07 12.43.34 La commedia si apre su Luisa (la governante) che piange la morte del suo padrone Stefano Bosco (scrittore di grande successo) settantaquattrenne morto d’infarto. A poco a poco, arrivano il vicino Dott. Garrone, Lucio Sesto e sua moglie Vanessa – genero e figlia dello scrittore – e Angela seconda moglie del defunto, molto più giovane di suo marito.

Velocemente, il lutto che riunisce i personaggi si trasforma in una “transazione finanziaria”. Solo Luisa – fedele governante – vive per ricordare il genio dello scrittore. Ma ecco che tutto si capovolge e succedono fatti esilaranti che faranno tremare e crollare tutti ii progetti in campo. Ne nascono situazioni comiche.

Ovviamente – sottolinea lo stesso regista Patrick Rossi Gastaldi – è il personaggio di Gianfranco Jannuzzo, il genero Lucio Sesto, che conduce le avide danze che lo porteranno a crisi di nervi esilaranti diventando simpatico per le sue incapacità e disavventure. Molto comico è anche il personaggio di Debora Caprioglio donna che soddisfa tutti i piaceri di sesso senile dello scrittore per ottenere soldi, soldi e ancora soldi. L’adattamento sarà portato in Italia ai giorni d’oggi per vivificare di più la corsa al denaro e l’isterismo della nostra contemporaneità”.

ELVIS IL MUSICAL al Teatro Brancaccio Roma (6-11 marzo 2018)

marzo 6, 2018

ELVIS IL MUSICAL al teatro Brancaccio – con JOE ONTARIO (old Elvis) MICHEL ORLANDO (Young Elvis, scenografie Alessandro Chiti coreografie Rita Pivano direttore musicale Davide Magnabosco regista collaboratore Marco Vesica regia di MAURIZIO COLOMBI – è uno splendido spettacolo all’insegna degli indimenticabili successi di Presley, dagli anni 50 fino al 1977, anno della sua scomparsa.

Incalzante e ritmato – attraverso le canzoni di Elvis e il racconto di vari personaggi che hanno vissuto intorno a lui – il musical svela i retroscena di una vita consacrata alla musica, e sacrificata allo show-business.

Lo spettacolo è suonato da una band che accompagna dal vivo (per poco meno di due ore) un cast di 18 performer.

La scenografia è arricchita da video. Il primo tempo inizia con un video a 360° che mostra i telegiornali di tutto il mondo che annunciano la morte di Elvis il 16 agosto 1977, fino al suo funerale a Memphis, con oltre 150.000 persone in lacrime. Questo momento dà il via al racconto dell’ascesa di Elvis: da ragazzo – camionista per necessità, che si ferma in un estemporaneo studio di registrazione per registrare un disco istantaneo da regalare alla madre per il compleanno imminente – alla sua ascesa (grazie al suo incontenibile talento) ad amatissimo re del Rock’n’Roll, prima vera e unica rockstar planetaria.

La regia dello spettacolo riprodotto in Italia è affidata a Maurizio Colombi che vuole raccontare la fiaba di Elvis, anche se si tratta di una fiaba con un finale triste.

Molti miti sono scomparsi o sono stati dimenticati, ma ancora oggi le nuove generazioni sanno chi è Elvis.
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Conferenza sulla Fantasy a Torino

marzo 6, 2018

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Parenti e serpenti al teatro Eliseo (Roma) 6-18 marzo 2018

febbraio 28, 2018

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Parenti e serpenti di Carmine Amoroso, regia di Luciano Melchionna e con uno staordinario Lello Arena (nella parte che fu di Paolo Panelli) è una commedia in cui – in un crescendo di situazioni esilaranti e stridenti (in cui tutti noi possiamo riconoscerci) – si passa da risate a crepapelle al più turpe cambiamento di esseri che, da umani, si trasformano in animali pericolosi e subdoli (quali i serpenti).

“Immaginare Lello Arena, con la sua carica comica e umana, nei panni del papà – interpretato da uno straordinario Paolo Panelli nel film di Mario Monicelli – sottolinea Luciano Melchionna –
mi ha fatto immediatamente sorridere, tanto da ipotizzare il suo sguardo, come quello di un bambino, intento a descrivere ed esplorare le dinamiche ipocrite e meschine che lo circondano, in quei giorni di santissima festività: è un genitore davvero in demenza senile o è un uomo che non vuol vedere più la realtà e si diverte a trasformarla e a provocare tutti?

Questa la trama.

Si sta per festeggiare il Natale e tutti i parenti si riuniscono nella casa dei nonni. Tutto sembra scorrere tranquillamente, nell’ordinaria routine festiva finché, il giorno di Natale, la nonna fa un annuncio che cade sulla tavolata come un fulmine a ciel sereno: i due anziani coniugi non vogliono più abitare da soli, ma rifiutando l’idea di andare a vivere in un ospizio, decidono che saranno i loro figli a dover scegliere chi, tra loro quattro, ricevendo in cambio l’abitazione dei due in eredità, si assumerà l’onere di accoglierli in casa propria. Spaventati dall’idea di rinunciare ai propri spazi e alla propria quotidianità, figli e consorti danno vita a una serie di violenti litigi che terminano con la decisione di uccidere i due anziani, simulando un incidente domestico…

La signora delle camelie al teatro Quirino (Roma) 27 febbraio -11 marzo 2018

febbraio 23, 2018

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La signora delle camelie (o La signora dalle camelie o La dama delle camelie) – celebre romanzo di Alexandre Dumas (edito nel 1848) – parla della difficile e infelice storia d’amore tra Margherita, la cortigiana più bella di Parigi, e Armando Duval. Lo spettacolo in scena al Teatro Quirino di Roma è adattato e diretto da Matteo Tarasco.

Margherita – la cortigiana più ambita di Parigi – ha la tisi la sta uccidendo. E ora che sa di avere pochi mesi di vita, vuole innamorarsi, perché sa che l’amore è l’unica medicina che può guarirla.  Ad interpretarla è Marianella Bargilli, affiancata da Ruben Rigillo, Carlo Greco e Silvia Siravo.

“Educazione sentimentale – sottolinea Marianella Bargilli – ecco uno dei compiti del teatro contemporaneo. Restituire allo spettatore il piacere di emozionarsi. Questo cerchiamo di fare ogni sera quando si alza il sipario. Quando perdiamo la capacità di amare, perdiamo la luce, la luminescenza e la capacità di guardare al mondo e alle persone con gioia. Se non vogliamo esser ciechi dobbiamo sforzarci quotidianamente di amare, un essere umano, un progetto, una idea.  Quando ho letto per la prima volta La Signora delle Camelie ho pianto. E molto. La forza dirompente di un amore assoluto che il romanzo di Dumas espone con lucidità e spietatezza mi ha coinvolto sin dai primi capitoli”.

Per il regista, La Signora Delle Camelie è “una storia cupa e disperata, che oscilla pericolosamente nell’incerto territorio in cui danzano avvinghiati Eros e Thanatos. È una storia assoluta, spietata, estrema, senza margini di riscatto, senza limiti”. Nel suo mondo “il denaro trasforma la fedeltà in infedeltà, l’amore in odio, la virtù in vizio, il vizio in virtù, il servo in padrone, l’insensatezza in giudizio e il giudizio in insensatezza”.

Rosalyn alla Sala Umberto (Roma) 22 – febbraio 11 marzo 2018

febbraio 22, 2018

Nel corso della presentazione del suo libro a Toronto (Canada) Esther, scrittrice americana, conosce Rosalyn, la donna delle pulizie della sala conferenze che, si offre, il giorno dopo, di farle da guida in città.
In un prato, Rosalyn rivela che il suo l’uomo la picchia. Esther sbotta: “Un uomo del genere è da ammazzare”. Infatti – dice Rosalyn -”E’ nel bagagliaio”. Inizia così la nuova commedia noir di Edoardo Erba, che continua con un pressante interrogatorio di polizia, dove Esther racconta della sua attrazione per Rosalyn.

Dietro i fatti si nasconde un mistero più profondo.

Avvincente e ricco di colpi di scena, Rosalyn ritrae la solitudine , e la segreta violenza pronta ad esplodere, insite nella società americana contemporanea.

Memorie di Adriana al Teatro Quirino-Roma – 20-25 febbraio 2018

febbraio 19, 2018

Memorie di Adriana è uno spettacolo … sul punto di cominciare … Infatti davanti alla porta chiusa del camerino di Adriana Asti va in scena uno spettacolo, apparentemente non previsto.

A raccontare è la scelta di apparire senza rivelarsi. Adriana Asti resta chiusa in camerino, il suo alter ego Adriana appare in pubblico affacciandosi dal sipario. E’ un gioco provocatorio che dà luogo a in divertente monologo.

Dentro questo meccanismo – in cui nessuno gioca solo la sua parte – ci sono anche un direttore di teatro (Pietro Micci), un tecnico (Paolo Roda), un ammiratore che colleziona ricordi (Andrea Narsi), e la sarta (Antonella Fuiano). E soprattutto c’è lei, e c’è l’altra: una impigliata nelle tavole del palcoscenico, l’altra in camerino, a guardarsi allo specchio e cercare un nuovo trucco. Sempre a sentirsi fuori posto, per poi scoprire che forse l’unico posto è il teatro, perché totalmente illusorio.

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