Archive for the ‘teatro’ Category

HAIRSPRAY al Teatro Brancaccio (Roma) 20 febbraio- 4 marzo 2018

febbraio 19, 2018

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Con musica dal vivo, il musical HAIRSPRAY torna in Italia – con una nuova produzione firmata TEATRO NUOVO di Milano – dopo aver trionfato a Broadway e dopo i suoi 8 Tony Awards, ed il suo adattamento cinematografico con Zac Efron, John Travolta, Michelle Pfeiffer e Christopher Walken.

Sul palco Giampiero Ingrassia nel ruolo di Edna, la madre di Tracy, diretto da Claudio Insegno.

Insieme a lui un cast di bravissimi performer.

HAIRSPRAY ci porta a Baltimora nei primi anni ’60, nel bel mezzo del conflitto tra conservatori e progressisti, in lotta per l’integrazione delle persone di colore.
La giovane e solare Tracy Turnblad sogna di partecipare, con la sua amica Penny, allo show televisivo più visto. Grazie al suo talento, elimina tutta la concorrenza: tra cui Amber Von Tussle, la cui madre farà di tutto per eliminarla dal programma, additandola per la sua obesità e perché amica di persone di colore.

Tracy riuscirà ad ottenere il successo in Tv. Conquisterà l’amore e si batterà per i ragazzi di colore, costretti a ballare in una zona separata del programma, perché abbiano libero accesso allo show televisivo.

Zozòs al teatro Belli (Roma) 16-4 marzo 2018

febbraio 19, 2018

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Definita dal Daily Mirror “la commedia più divertente e trasgressiva che abbia mai visto” e dal Sunday Times “…la più raffinata, esilarante, destabilizzante, indecente commedia che abbia mai visto”, dal 1997 Zozòs ha calcato – sempre con gran successo – palcoscenici italiani (dal 1997) ed europei.

Zozòs (uccellini) narra di una piacente signora che incontra in palestra un giovane, da cui viene attratta sessualmente. Tra i due si accende il desiderio. Alla fine .. si trovano nell’impossibilità di disgiungersi l’un dall’altra! A complicare le cose, il padre del ragazzo, ginecologo maldestro, nonché ex compagno di classe della signora concupiscente e concupita.

La commedia prosegue con un susseguirsi di colpi di scena.

Ispirato dal testo di Giuseppe Manfridi, è uno spettacolo – con regia di Claudio Boccaccini, Siddhartha Prestinari, Paolo Roca Rey e Riccardo Barbera – intrigante e divertente, trasgressivo ed originale, brillante ed esilarante, mai volgare, e anche drammatico.

Bravissimi tutti: tenendo conto della situazione – a dir poco scabrosa (se non indecente) – in cui il tutto (con una serie di rivelazioni/scoperte di paternita’ ed altro.. ) si svolge sempre con garbo, naturalezza, eleganza, e maestria.

SPAMALOT al Teatro Brancaccio (Roma) 13-18 febbraio 2018

febbraio 13, 2018

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Lorenzo Vitali e il Teatro Nuovo di Milano presentano il super musical SPAMALOT – comico divertente e folle – viaggio parodia all’interno del mondo di Re Artù e i cavalieri della tavola rotonda alla ricerca del sacro Graal.

Dopo il suo debutto a Chicago, il musical scritto da Eric Idle e John Du Prez – tratto dal fil “Monty Python e il Sacro Graal” (film-cult del più grande gruppo comico di tutti i tempi) – ha vinto ben 3 Tony Award. Per l’adattamento in italiano – ora in scena al Teatro Brancaccio di Roma – a Elio è stata data una mano da Rocco Tanica.
“Il primo dilemma che ci siano posti – precisa Elio – è stato come tradurre in italiano la comicità inglese che, in genere, si ritiene inadatta al pubblico italiano. Invece le reazioni, a partire dalla prima a Montecatini, sono state entusiastiche anche quando affrontavamo le serate per gli abbonati, normalmente affezionati a spettacoli tradizionali. Lo spirito dell’assurdo ha sempre caratterizzato le nostre pantomime. Poi ci ha molto aiutati la straordinaria professionalità della squadra”.

Il ruolo principale nello spettacolo quello di Re Artù – è stato affidato a Elio. La regia è stata affidata a Claudio Insegno. La direzione musicale è di Angelo Racz, la coreografia è affidata a Valeriano Longoni. 
Sul palco insieme ad Elio, un cast eccezionale, con Pamela Lacerenza, Pierpaolo Lopatriello, Andrea Spina, Umberto Noto, Filippo Musenga, Thomas Santu, Luigi Fiorenti e ancora l’ensamble formata da   Michela Delle Chiaie, Greta Disabato, Federica Laganà, Maria Carlotta Noè, Simone De Rose,  Daniele Romano, Giovanni Zummo.

Quasi tutti gli attori interpretano più ruoli nel corso dei due atti del Musical.

PARSONS DANCE al Teatro Brancaccio (Roma) 9 -12 febbraio 2018

febbraio 9, 2018

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Con ritmi vibranti e coreografie avvolgenti e colorate , al Teatro Brancaccio, torna l’amata compagnia americana Parsons Dance: con ballerini (Elena D’Amario, Geena Pacareu,EoghanDillon, Zoey Anderson, Justus Whitfield,Deidre Rogan,Shawn Lesniak, Henry Steele) vera forza della natura; Rebecca Josue (Stage manager) e Fabrizio Caputo (production manager).
Caposaldo della danza post-moderna made in Usa – che mixa tecniche e stili per ottenere effetti magici e teatrali, creativi e divertenti – Parsons Dance interpreta una danza elegante, ariosa e virtuosistica
Sul Palcoscenico del Teatro Brancaccio la compagnia presenterà coreografie originali tratte da un grande repertorio: “Wolfgang”, un tributo a Mozart, interpretato da tre coppie di danzatori; “Kind of Blue”, omaggio a Miles Davis;  “Nascimento”, sulle musiche del brasiliano Milton Nascimento;  “Upend”. E non mancherà “Caught” dello stesso David Parsons “una delle più grandi coreografie degli ultimi tempi”.
E’uno spettacolo allegro e gioioso, con anche straordinari effetti speciali.

Il Lago dei Cigni…ovvero Il Canto al Teatro Quirino (Roma) 15-18 febbraio 2018

febbraio 7, 2018

Con la sua originalità, il coreografo Fabrizio Monteverde reinventa il più famoso dei balletti di repertorio classico su musica di P. I. Čajkovskij – Il Lago dei Cigni…ovvero Il Canto – in un viaggio tormentato d’amore, tradimento, prigionia e liberazione; e in un teatro in cui tutto ha inizio e nulla ha mai fine.

E’ una favola senza lieto fine (in cui i due amanti protagonisti – Siegfried e Odette – pagano con la vita la passione che li lega).. ma non solo..

Il Lago di Monteverde trova ne Il Canto (Il canto del cigno di Anton Cechov) il proprio naturale compimento drammaturgico e, in un percorso struggente di illusioni e memoria, lo spunto per portare in scena un gruppo di “anziani” ballerini che, confondendo la propria vita con il canovaccio del classico dei balletti per eccellenza – tra le fatiche di una giovinezza svanita e la nevrotica ricerca di finale felice – ripercorrono gli atti di un ulteriore, “inevitabile” , Lago.

“Per me – precisa Monteverde – “questo “Lago” è una sorta di seduta psicoanalitica. C’è un doppio registro: la gioventù con l’energia fisica che la caratterizza e la vecchiaia segnata dall’abbandono delle forze. La tragedia di noi ballerini è che lo siamo sempre, fino a 90 anni e oltre, e vorremmo continuare ad andare sempre in scena. Mi piacerebbe che questo fosse anche uio “mio” canto del cigno”..

Condannata ad una perenne metamorfosi, donna a metà tra il bene e il male, Odette/Odile sarà cigno e principessa, buona e crudele, amante fedele e rivale beffarda.

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Appunti di viaggio Biografia in musica Sala Umberto (Roma) 8-18 febbraio 2018

febbraio 7, 2018

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Bello spettacolo! Un racconto libero della vita – anche – artistica della talentuosa Lina Sastri: dal debutto in Masaniello alle prime esperienze teatrali con Eduardo e Patroni Griffi, dal cinema alla musica, all’invenzione del suo teatro musicale.
Un viaggio,intimo, nel teatro, nella musica e nel cinema italiano, attraverso i racconti di Lina Sastri, accompagnata in scena dai suoi valentissimi musicisti.

Ma diamo la parola alla stessa Lina Sastri:
“ Era il 1976 racconta – una ragazzina di 17 anni, timidissima e scontrosa, con tanta voglia di assoluto, e nessun adattamento al compromesso della vita, quindi con un grande disagio di vivere, vede per la prima volta il palcoscenico e sceglie di fare l’attrice, fulminata da una vocazione annunciata già da quando era piccolissima, e neanche sapeva che il teatro esistesse, ma ne respirava il rito con il profumo di incenso di chiesa. Su quel palco respira la libertà, e non ci pensa un attimo a lasciare la casa, genitori, tutto, così…senza un soldo, senza una certezza, senza niente, con una forza e una sfrontatezza che solo la giovinezza può dare, per inseguire quel sogno di libertà e di assoluto, quell’aria di vita che sentiva solo sul palcoscenico.
“Ed è Masaniello di Armando Pugliese, spettacolo di strada e di innovazione, sotto una tenda da circo, spettacolo di parole, canto, musica, che la vede debuttare come una piccola mendicante che inneggia, rabbiosa, alla giustizia, rivolgendosi, in un inno scritto da Roberto De Simone, alla Madonna, la Madonna nera del Carmine, quella madonna che poi tornerà spesso nel suo percorso artistico.
“E poi arriva il teatro, quello con il sipario rosso di velluto, le regole della recitazione, un mondo sconosciuto e misterioso, che l’avvolge e la terrorizza ma che sempre la fa sentire se stessa, come mai le riesce nella vita.

“Un salto… ed è attrice! Patroni Griffi la sceglie e l’accoglie, e lei, sconosciuta fa la prima donna in spettacoli di Goldoni, Pirandello, Fassbinder, Dumas. E poi Eduardo, il grande Eduardo De Filippo: un incontro del destino, timido all’inizio, come tutti i grandi amori. Prima quasi una comparsa, poi una battuta, poi due, poi una sostituzione, il destino che sempre decide, poi Natale in casa Cupiello, e altro ancora. Un percorso che l’avrebbe portata anni dopo a incontrare Luca De Filippo e ad interpretare con lui e la regia di Francesco Rosi il difficile e bellissimo personaggio di Filumena Marturano. E intanto il cinema, grande seduttore, arriva a rubarla al teatro: Nanni Moretti, Gianfranco Mingozzi, fino a Nanny Loy regista di quel Mi manda Picone, con Giancarlo Giannini che le cambia la vita e la fa sentire veramente in una favola, nel mondo dorato del cinema. Il primo David di Donatello, il primo Nastro d’Argento e la musica di Pino Daniele che le scrive una canzone per il film, prima ancora che il film uscisse al cinema quando nessuno la conosceva ancora, se non come una giovane e promettente attrice di teatro, quando, una sera, a Cinecittà, di nuovo è il destino a decidere. Sostituisce qualcuno, lei, sconosciuta, in una serata dedicata alla commemorazione della grande Anna Magnani, e la Magnani – da lontano – la tiene a battesimo, fino ad interpretarla, poi, la Magnani, nel film in celluloide di Carlo Lizzani. Quella sera le viene chiesto di cantare una canzone napoletana che la Magnani amava molto: Reginella.

“Ecco, la musica è arrivata! E canta per la prima volta canta una canzone napoletana in pubblico e scopre che è bella quella musica napoletana antica che lei da ragazzina un po’ commiserava quando la sentiva cantare nel vicolo in cui era nata. E decide di cantare, scegliendo fra tante, le canzoni che le ricordano qualcosa, quelle che conosce intimamente, quelle che cantava sua madre, senza impararle, perché le conosce con il cuore, con la voce, con l’anima, perché fanno parte della sua vita, della sua infanzia, sono odori, sapori, ricordi, visioni, sono la sua profonda identità.

“ Arriva anche il primo cd e sperimenta il ritmo, anche quello le appartiene, come la melodia è della madre, il ritmo è suo padre, che va e che viene dal Sud America portando nel vicolo dove è nata, nella piccola casa napoletana dell’infanzia, il bolero, il fado, il mambo, il tango.

“Di nuovo il teatro, la commedia musicale, da Medea di Portamedina a Gilda Mignonette, e poi la tragedia, Medea, Elettra, fino all’Opera da tre soldi e la casa di Bernarda Alba. E ancora il cinema, che la premia con David di Donatello, dopo Mi panda Picone, per Segreti Segreti di Giuseppe Bertolucci e L’Inchiesta di Damiano Damiani, e le nominations per Celluloide di Carlo Lizzani, Vite Strozzate di Ricky Tognazzi e molti altri. Fino a Baaria di Giuseppe Tornatore, To Rome with Love di Woody Allen.

“E poi la musica che sempre chiama, incanto antico, che si infila con forza nella sua vita divisa ormai fra teatro cinema e musica. Ma cantare non le basta, ha bisogno di farla diventare teatro quella musica. E così nascono spettacoli di prosa, poesia, musica e danza, che immagina, scrive, dirige e produce. La musica diventa teatro. Cuore mio è il primo spettacolo, subito dopo Corpo celeste, Mese mariano dedicato a Salvatore Di Giacomo e poi ancora Lina rossa, Linapolina e tanti altri..”.

INTRIGO E AMORE al Teatro Quirino (ROMA) 6-11 febbraio 2018

febbraio 5, 2018

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INTRIGO E AMORE – di Friedrich Schiller versione italiana Danilo Macrì – regia di Marco Sciaccaluga ( con Roberto Alinghieri, Alice Arcuri, Enrico Campanati, Andrea Nicolini , Orietta Notari, Stefano Santospago, Simone Toni, Mariangeles Torres, Marco Avogadro, Daniela Duchi , Nicolò Giacalone, scena e costumi Catherine Rankl, musiche Andrea Nicolini, luci Marco D’Andrea – sarà in scena al Teatro Quirino dal 6 all’11 febbraio 2018.

Siamo nel Settecento, nella Germania preromantica dello Sturm und Drang. Il nobile Ferdinand, figlio del potente ministro Von Walter, s’innamora ricambiato della borghese Luise Millerin, figlia di un umile violoncellista. Il padre del giovane cerca in ogni modo di ostacolare l’unione e di convincere Ferdinand a sposare la favorita del principe, anche per ottenere una promozione. Il sentimento sincero e profondo del figlio però, non lo fa desistere dal desiderio di sposare Luise. ll ministro dunque, escogita un bieco intrigo, messo in atto con la complicità del suo segretario Wurm (in italiano significa “verme”) che condurrà la vicenda verso un epilogo drammatico.

“Qualche anno fa – racconta il regista Marco Sciaccaluga – visitai la casa di Schiller a Weimar. Nella camera da letto dei suoi figli, vidi incorniciati dei disegni infantili. Un disegno in particolare mi commosse: una bimbetta fa una linguaccia e sotto c’è scritto, di pugno di Schiller “La mia bimba abbia una vita nella libertà e che le sia risparmiato il destino di Luise Millerin! “. Un padre sogna per la sua bambina un destino di libertà, mentre nella sua testa di poeta drammatico infuria la passione di un destino di schiavitù e ribellione. Guardando quel disegno ho sentito forte la consapevolezza che Arte e Realtà si saldano e si giustificano a vicenda: Intrigo e amore continua a parlarci dalla pace di quella casa borghese di Weimar”.

Gli aspetti melodrammatici di “INTRIGO E AMORE” hanno anche dato lo spunto a Giuseppe Verdi, per comporre nel 1848 la “Luisa Miller”, ispirata al testo di Schiller.

Goghgauguin al Teatro Lo Spazio (Roma) 31 gennaio – 4 febbraio 2018

febbraio 2, 2018

20180201_182412Bello spettacolo, che ci cala nella vita tumultuosa del grande Vincent Van Gogh: la sua profonda e turbolenta amicizia con Paul Gauguin (e il loro diverso rapporto con pittura, realtà e simboli), i suoi amori (ed abbandoni), la sua follia..

Bravi tutti gli attori in scena: dalla giovane milanese Biancanives Togliani (che interpreta la modella – prostituta, amante di Van Gogh e non solo..), a Guido Targetti (Van Gogh) e Adelmo Togliani (Gauguin).

La giovane – e talentuosa – Biancanives Togliani è in scena a Roma, per la prima volta.

Quello che non ho al teatro Brancaccio (31 gennaio – 4 febbraio 2018)

gennaio 30, 2018

2018-01-30 10.21.26Nelle ultime stagioni Neri Marcorè ha molto frequentato il teatro musicale, esplorando tra l’altro Gaber e i Beatles e costruendo spettacoli che guardano sia al teatro civile che alla bizzarra giocosità del surreale.

Con “Quello che non ho” siamo di fronte ad un reinventato esempio di teatro canzone (sostenuto ed arricchito in scena da tre chitarristi/cantanti dal talento virtuosistico) che prova a costruire una visione personale dell’oggi, sollecitando una coscienza critica di quanto accade e potrebbe accadere.

L’Ispirazione principale sono le canzoni di De André (in particolare del concept album “Le nuvole”) e le apocalittiche visionarie profezie di Pier Paolo Pasolini (contenute nel poema filmico “La rabbia”) che raccontano di una “nuova orrenda preistoria”: storie di sfruttamento (dell’uomo dell’infanzia e dell’ambiente), di esclusione, di ribellione, di guerra, di illegalità.

“Come può un artista, un intellettuale, raccontare a chi non l’ha vissuto, cosa è stato il nostro tempo? Una volta chiesero a un direttore d’orchestra, Furtwangler: “Quanto dura il concerto di Mozart che lei dirigerà stasera?” E il direttore rispose: “Per lei dura quarantadue minuti… per chi ama la musica dura da 300 anni!””.
“Stiamo producendo orrori e miserie, ma anche un tempo fatto di opere meravigliose, quadri, musica, libri, parole. Eredità e testimonianza della civiltà umana sono le frasi di Leonardo: “seguiamo la fantasia esatta”, di Mozart “siamo allievi del mondo”, di Rameau “trovo sacro il disordine che è in me”, di Monet “voglio un colore che tutti li contenga”, di Fabrizio De André “vado alla ricerca di una goccia di splendore”, fino alle utopiche provocazioni di Pasolini “è venuta ormai l’ora di trasformarsi in contestazione vivente”

Così viaggiando “in direzione ostinata e contraria” si favoleggia del “Sesto continente”costruendo un mosaico variegato di storie (anche in forma di canzone) che si muove tra satira, racconto e suggestione poetica.

TI parlerò d’amor -al Teatro dell’Angelo (25 gennaio- 4 febbraio 2018)

gennaio 29, 2018

20180128_185118 Il MUSICAL “TI PARLERO’ D’AMOR”, con Marzia Postogna e Andrea Binetti, è un bello spettacolo che – tramite la storia di due artisti – riesce a rievocare gli orrori del nazismo nei confronti di ebrei e omosessuali. L’uno vorrebbe fuggire a Parigi. L’altra – che pur vorrebbe rimanere a Berlino in quanto tedesca – sogna gli Usa. Dovranno separarsi?

Due bravi artisti con splendide voci, e forte capacità di trasmettere emozioni.