TRANNE ECCEZIONI BEN PRECISATE, TUTTO QUELLO CHE E' QUI LEGGIBILE E' SCRITTO DA SILVANA PARUOLO – Ci si sofferma su Politica internazionale, UE, e Cultura (teatro, cinema, arte, moda, ma anche Letterature per l'infanzia)
Molte coppie convivono non dicendosi le cose. Il risultato é che la coppia scoppia. Angelo e Katia, coppia sul palco ma soprattutto nella vita, hanno scelto di dirsi tutto, anche le cose meno belle, e per farlo si sono affidati all’ironia.
Tutto parte da una lista dei difetti. Katia scrive quelli di Angelo. E lui fa altrettanto con quelli di lei. La lista viene subito mostrata al pubblico che sarà chiamato a dire la propria…
Un percorso comico a tappe per sottolineare che la bellezza sta nella diversità degli emisferi maschile (con calcio, birra e sesso.. ) e femminile (con tutte le sue infinite sfumature)…
“Figlie di EVA” è la storia; di un uomo potente che frega tre donne, che trovano il modo di vendicarsi; di un ragazzo che incontra tre fate madrine (che lo aiutano a realizzare i suoi sogni) e di tre donne completamente diverse, che diventano amiche nonostante tutto.
Elvira, la segretaria, vede e risolve. Vicky, moglie tradita, è una “povera donna di lusso” sposata per il suo patrimonio. Antonia, prof di latino ed emigrata, è precaria, ma bella.
Cosa le lega? Nicola Papaleo, Sindaco disonesto, che le inguaia tutte e tre per diversi motivi. Nella loro vendetta, le tre si coalizzano per far sì che l’odiato Papaleo non venga rieletto sindaco. Insegnano a un aspirante attore tutto quello che serve per diventare un leader. Luca conquista l’elettorato… Anche quando vogliono vendicarsi, se si mettono insieme, le donne sanno creare cose meravigliose.
Vincitore di 2 Awards, Priscilla torna in Italia da dicembre 2019 a febbraio 2020: splendido e sfavillante musical, con oltre 500 magnifici costumi, una sceneggiatura esilarante, ed una intramontabile colonna sonora (che include 25 strepitosi successi internazionali) suonati con un’orchestra dal vivo!
Tratto dall’omonimo film “Le Avventure di Priscilla La Regina del Deserto” (vincitore di un Premio Oscar e del Grand Prix Du Publique al Festival di Cannes) è una travolgente avventura di tre amici che, a bordo di un vecchio bus rosa soprannominato Priscilla, partono per un viaggio attraverso il deserto australiano alla ricerca di amore e amicizia, finendo per trovare molto di più di quanto avessero mai immaginato.
Dopo 30 anni esatti Giampiero Ingrassia torna ad interpretare il ruolo di Seymur in ” La piccola bottega degli orrori”, primo musical italiano prodotto dalla Compagnia della Rancia con la regia di Saverio Marconi.
Che cosa saresti disposto a fare per ottenere quello che hai sempre desiderato? Mentire? Ingannare? Ammazzare… di risate? Tutto questo è possibile grazie ad una pianta “queen”-regima di tutte le piante, che si trova solo in una Piccola Bottega… molto vicino a te! Chiedi a Seymour, il garzone del negozio. O ad Audrey, la ragazza che lui ama. O all’avido Mushnik. O al povero dentista squinternato.
Immaginate da una parte un donchisciotte senza soldi, con la disdetta dell’affitto in una tasca e la lettera di licenziamento nell’altra, così disilluso da decidere di compiere un gesto folle e disperato: rapire la Ministra e nasconderla in cantina. Lo fa per sé, per la sua pensione… ma soprattutto lo fa per il suo Paese. Dall’altra parte la Ministra – stimata docente universitaria, sposata con un finanziere ricchissimo – che vive secondo valori solidi e tradizionali. È entrata in politica solo per fare un favore al Paese… ma un po’ anche a se stessa.
Lo scontro tra due ceti si trasforma inevitabilmente in un confronto tra due mondi distanti, o forse no. Perché la solitudine non ha classe e, indipendentemente dai mezzi, il fine a volte può essere lo stesso…
La divertente coppia Cornacchione / Baldini con garbo trasforma la disperazione in motivazione, in una tragicommedia appassionata, forte e decisamente contemporanea.
Cosa è questa “tempesta” che Prospero scatena e interrompe a suo piacimento? Essa ha solo un effetto, quello di condurre tutti i suoi nemici nell’unico posto dove tutti i suoi desideri sono immediatamente appagati, quello della creazione letteraria.
Eros Pagni crea quindi un’isola che non c’è: tutto è nella sua testa, ivi incluso Ariel e Calibano (in questo spettacolo una sorta di Jekyll e Hyde). La scena della Tempesta è una citazione della biblioteca mediatica del protagonista; e i suoi avversari – citazioni della cultura occidentale – si presentano con abiti delle più svariate epoche.
“ Dopo aver pensato questo personaggio di grande cultura, di grande capacità immaginativa e che mi figuro da sempre immerso nei suoi libri – sottolinea Luca de Fusco – mi sono reso conto che il mio Prospero altri non era che mio padre, Renato De Fusco, emerito storico dell’architettura che, dal chiuso della sua biblioteca, ha raccontato, in decine di opere, edifici in gran parte dei quali non è mai stato, ma che ha avuto la capacità visionaria d’immaginare. È per questo che gli dedico questa mia regia in occasione dei suoi novant’anni”.
Interpretata da Filippo Dini (di recente insignito del Premio Le Maschere del Teatro Italiano) la vicenda dello scrittore Paul Sheldon – caduto nelle mani della fan Annie Wilkes – rivive ora in teatro. Accanto a lui, la talentuosa attrice Arianna Scommegna, nel ruolo dell’infermiera (Annie Wilkes), e Carlo Orlando nel ruolo dello sceriffo, con musiche di Arturo Annecchino, scene e costumi di Laura Benzi, luci di Pasquale Mari, trucco di Cinzia Costantino e con la traduzione di Francesco Bianchi.
“Tra
tutti gli scrittori che animano le creazioni di King, Paul Sheldon è
il più forte, il più disperato. Prigioniero del suo talento e della
sua vocazione, scopre se stesso nel viaggio all’inferno in
compagnia di Annie. E lei è semplicemente indimenticabile” –
sottolinea
Filippo Dini – Annie è l’esasperazione del desiderio e dell’amore
per l’arte, di quella silenziosa e segreta preghiera che ognuno di
noi innalza nel proprio cuore ogni volta che voltiamo la prima pagina
dell’ultimo romanzo del nostro scrittore preferito; o
che sediamo in platea, le luci si spengono e inizia lo spettacolo.
Misery è una grande opera
sul potere magico della narrazione. Ed ecco perché poter portare
questa storia in teatro è una grande occasione e un grande
privilegio. Perché
il teatro è il luogo
della Magia”.
Il testo va ben oltre la storia dello scrittore Paul Sheldon – salvato da un brutto incidente stradale dalla sua fan numero uno che si trasforma in una carceriera – in quanto lo scrittore affronta il suo demone, (incarnato da Annie), tirannico e folle, della creazione, che tutto dona e che in cambio vuole la vita.
Amadeus”
di
Peter
Shaffer è
la storia di una feroce gelosia.
Fin
dalla prima londinese del 1978, Shaffer ha continuato a riscrivere
il testo di Amadeus, che fu profondamente modificato per l’edizione
americana, diretta come quella inglese da Peter Hall, e quindi per la
successiva ripresa londinese del 1981. Nel 1984 arriva il trionfo
internazionale del film omonimo, diretto da Milos Forman.
La
figura portante dello spettacolo è Salieri, interpretato da Geppy
Gleijeses,
uno dei più grandi attori italiani. Mozart – interpretato da
Lorenzo
Gleijeses(vincitore
del premio UBU nel 2006 come “Nuovo attore emergente”)
–
è ingenuo e rigido nelle sue convinzioni e prigioniero del proprio
genio. La regia è affidata ad Andrei
Konchalovsky,
grandissimo
regista di cinema e teatro, versatile ed eccentrico.
Il
dramma, ambientato alla fine del ‘700, racconta il presunto
tentativo, senza fondamento storico, del compositore italiano Antonio
Salieri di distruggere la reputazione dell’odiato avversario
Wolfgang Amadeus Mozart.
Shaffer
ha fatto del musicista italiano non tanto un rivale del giovane
salisburghese, almeno per quanto riguarda il successo, quanto
piuttosto un critico moralista. Salieri ha infatti promesso a Dio una
vita intemerata in cambio dell’eccellenza musicale, ma il suo mondo
crolla davanti alla scoperta dei doni che sono stati concessi a una
creatura in apparenza turpe e lasciva
Il suo gesto vuole essere pertanto una sorta di vendetta contro Dio che si è preso beffa di lui, ma neanche compiendola riuscirà a passare alla Storia..
La Compagnia Nazionale di Raffaele Paganini presenta, IL LAGO DEI CIGNI: coreografia Luigi Martelletta, musiche Pëtr Il’ič Čajkovskij, interpreti principali Maria Chiara Grasso – Carlo Pacienza, interpreti Lilia Ivanova- ssunta Di Marino- Lucia Bini- Stefano Candelori – Luca Ricci- Lidia Arena- Micol Girasole
Anche se non mancano tutte quelle danze che molti conoscono e si aspettano (i cigni, la danza spagnola, la danza russa, il valzer, i passi a due, e molto molto altro.), nella coreografia di Luigi Martelletta la drammaturgia classica è abbandonata a beneficio di un lavoro stilisticamente più snello e più vivace, alleggerito di tutti i manierismi e pantomime che fanno parte del repertorio classico. La particolarità di questo balletto consiste proprio nella sua capacità di proporsi vivo, in quanto rappresentazione della realtà (una realtà esasperata,ma del tutto riconoscibile, in una dimensione, non semplicemente realista, ma profondamente vera).
L’ideale neoclassico di una bellezza assoluta, regolata da un ordine imperturbabile, è l’obiettivo totalizzante della creazione.