Archive for the ‘UE’ Category

UE: ci si avvia verso un protezionismo europeo? 

ottobre 13, 2025

Per l’acciaio si va verso  l’allineamento sui dazi di Trump al 50 per cento, nella speranza che  il presidente americano  riapra il mercato degli Stati Uniti all’acciaio europeo con un accordo separato, in particolare sui derivati dell’acciaio.

A livello Ue, la quota di importazioni esente da dazi passerà a 18,3 milioni di tonnellate l’anno, con una riduzione del 47 per cento rispetto al 2024. Novità: la Commissione deciderà a quali paesi terzi assegnare le quote senza dazi e la quantità di importazioni.

 La svolta protezionista dell’Unione europea potrebbe ampliarsi ad altri settori –  auto ibride, tessile, legno, prodotti chimici, macchinari –  con dazi di salvaguardia o anti dumping per frenare lo tsunami di prodotti cinesi indotto dai dazi americani.

ACCORDO UE – MERCOSUR: A CHE PUNTO E’?

giugno 7, 2025

Nel numero 45/2025 di Agenda Geopolitica, edita dalla Fondazione Ducci, mi soffermo sull’importanza strategica dell’Accordo Ue-Mercosur, e sul suo stato dell’arte.

Qui di seguito il link per potermi leggere:

“UE: difesa e competitività” è il mio contributo al numero 43 (marzo 2025) della rivista Agenda Geopolitica – edita dalla Fondazione Ducci –

aprile 2, 2025

Nel numero 43 (marzo 2025) della rivista “Agenda Geopolitica”, nel mio contributo intitolato “UE: difesa e competività” in un’ ampia Premessa – dopo una foto di rivendicazioni dei BRICS+ e del Presidente Trump – traccio un quadro di sintesi del dibattito in corso sulla difesa, e sicurezza, europee ( temi a me familiari, essendo stata Funzionaria internazionale per quasi 2 anni all’Assemblea dell’UEO a Parigi). Ma mi soffermo anche sulla direttiva Due diligence – ora in corso di modifica e annacquamento (considerando che l’eccesso di burocrazia può essere uno svantaggio che gli europei stanno accumulando rispetto allo scenario dell’economia globale) – ricordando che tutti (Europei, BRICS+ ecc.) dovrebbero rendersi conto che l’economia non è solo un luogo di scambi commerciali. E’ anche il luogo della produzione. Ragion per cui – per una concorrenza equa – conta anche il come si produce. Non a caso, la direttiva Due diligence obbliga le aziende a monitorare le loro catene di fornitura per garantire che tutti rispettino i diritti umani e dei lavoratori, e gli obiettivi climatici. Soprattutto, in un’epoca di dazi – e di guerre commerciali – questa considerazione può sembrare un lusso che non ci si può permettere. Ma non per questo è meno valida. Solo, andrebbe presa in carico da tutti i paesi del mondo, e non solo dagli Europei. Da qui – a dispetto degli amanti di bilateralismo e sovranismi nazionali – l’importanza anche di sane regole multilaterali. E – spesso – l’Ue e’stata/ e’ /e deve continuare ad esserlo, all’avanguardia nella loro proposta, elaborazione adozione e promozione.

Successivamente – dalla Bussola per la competitività (giugno 2024) e il Clean Industrial Deal al primo Pacchetto Omnibus (febbraio 2025) – mi soffermo sulla strategia UE per una maggiore e indispensabile competitività.

Le sfide sono tante. Oggi più che mai, serve un’Unione europea unita, e abbastanza forte per difendere la libertà, la democrazia, e tutti i suoi valori, e interessi, in Europa e nel resto del mondo. La guerra commerciale – frutto dei dazi trumpiani – fara’ nascere anche nuove alleanze, oltre che nuovi partenariati? Ciò detto, questo il link per leggere questo numero di “Agenda Geopolitica”, ivi incluso il mio contributo, finora rapidamente descritto:

UE: una nuova Strategia di preparazione a qualsiasi shock

marzo 26, 2025

UE: una nuova Strategia di preparazione a qualsiasi shock, sia esso militare, economico, tecnologico o ambientale per garantire il funzionamento delle infrastrutture vitali.

 La strategia mira anche a rafforzare la cooperazione con il settore privato e a sviluppare protocolli di crisi per mantenere il corretto funzionamento dei servizi vitali. Nessuno Stato membro può prepararsi da solo a una crisi.

 La strategia propone quindi miglioramenti nella nostra risposta collettiva.

Questo implica una catena di comando chiara tra i diversi livelli decisionali, una piattaforma rafforzata per coordinare la risposta dell’Ue alle crisi, la condivisione delle risorse e delle competenze, e esercizi di ritorno di esperienza dopo ogni crisi.

Uno degli asset più importanti per la preparazione collettiva è la riserva strategica rescEU. Inizialmente concepita come una flotta aerea per combattere gli incendi boschivi, la riserva include ora tende, mezzi di trasporto, energia e capacità di risposta ai rischi chimici, biologici, radiologici e nucleari.

La Commissione manterrà e svilupperà queste capacità.

UE e Giorgia

dicembre 16, 2024

L’Alto rappresentante, Kaja Kallas, il 16 dicembre 2024, proporrà sanzioni mirate contro membri del governo di Sogno Georgiano per la repressione delle manifestazioni in corso da due settimane in Georgia.

Ma l’Ungheria di Viktor Orban metterà il veto durante la riunione del Consiglio Affari esteri

UE :la dichiarazione di Budapest (novembre 2024) e Trump

novembre 11, 2024

Nella dichiarazione di Budapest per lanciare il nuovo Patto sulla competitività europea Charles Michel, è riuscito a salvare una frase per non chiudere definitivamente alla possibilità di strumenti di debito comune: “esploreremo lo sviluppo di nuovi strumenti”. Intanto, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, continua ad esprimersi a favore di risorse proprie e di contributi nazionali : le risorse tradizionali del bilancio dell’Ue. Secondo il cancelliere tedesco, Olaf Scholz, “i soldi ci sono, devono solo essere incanalati come negli Stati Uniti nella crescita delle aziende. E questa è la sfida centrale per la futura Commissione europea”.

Quello che l’Europa non può più fare è posporre le decisioni” – ha ribadito da parte sua Draghi –  “Non c’è alcun dubbio che la presidenza Trump farà grande differenza nelle relazioni tra gli Stati Uniti e l’Europa. Trump “darà grande impulso ulteriore al settore tecnologico” ma al contempo “proteggerà le industrie tradizionali che sono proprio le industrie dove noi esportiamo di più negli Stati Uniti. Dovremo negoziare con l’alleato americano, con uno spirito unitario in maniera tale da proteggere anche i nostri produttori europei”.

A che ci serve l’Europa

aprile 28, 2024

Nel numero di aprile 2024 di Agenda Geopolitica – edita dalla Fondazione Ducci – c’è un mio articolo/recensione su “A che ci serve l’Europa”. Il libro e’ un dialogo di Luca Cambi con Emma Bonino e Pier Virgilio Dastoli. Ha una prefazione di Corrado Augias e una postfazione di Romano Prodi. E – dal Manifesto di Ventotene (1941) ad oggi – è il racconro di 80 anni di lotte e conaziste. Buona lettura a chi decidera’ di farlo. Qui di seguito 2 links che permettono di leggerlo:

UE: catene di fornitura e etica delle imprese

febbraio 27, 2024

Italia e Germania hanno bloccato un accordo sulla proposta di Direttiva UE in materia. Non c’e’ da esultare. Ci sarebbe/c’e’ invece da lavorare per portare anche i paesi del Sud globale, dei BRICS, ecc. sulla buona strada del rispetto dei diritti umani – del diritto del lavoro – e dell’ambiente. Stesse regole multilaterali per tutti, e il loro rispetto, sono (sarebbero?) necessarie ed utili, per un mondo migliore, che alle guerre preferisca una sana e civile convivenza basata su una concorrenza leale, su un commercio libero ma anche equo, sul rispetto reciproco -e degli altri – e non su soprusi di ogni tipo. Come ho già sottolineato nei miei libri ( e in quello del 2021) l’economia non è solo un luogo di di scambi commerciali E’ anche il luogo della produzione. ragion per cui conta anche il come si produce.

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MIEI AGGIORNAMENTI SULL’ATTUALITA’ UE

gennaio 25, 2023

Pe un costante aggiornamento sulle principali attualità dell’Unione europea rinvio ai miei POST su Facebook:

UE e Global minimun tax per le multinazionali

giugno 8, 2022

L’accordo internazionale dell’OCSE/G20 (dicembre 2021) sulla global minimun tax, passo importante verso un sistema efficace ed equo di tassazione degli utili, mira a garantire un livello minimo d’imposta del 15% per le grandi società multinazionali.  Per recepire questa riforma, si sta ora lavorando a una proposta di Direttiva UE.

In merito, il Parlamento europeo ha ora preso posizione con una sua Risoluzione trasmessa al Consiglio UE che dovrà adottare il testo definitivo all’unanimità “Questo accordo internazionale non è perfetto – ha dichiarato: la relatrice  Aurore Lalucq (S&D, FR) – Avremmo voluto, ad esempio, un’aliquota di imposta più alta. Ma è il risultato di un compromesso. E oggi è urgente che i ministri UE raggiungano un accordo e lo attuino rapidamente. Questo è stato il principio guida del voto odierno”.

Il PE sostiene il recepimento nell’ordinamento UE dell’accordo internazionale su una imposta minima globale del 15% per le multinazionali:

  • Livello minimo globale d’imposta del 15% per le grandi società multinazionali
  • Termine di attuazione fissato al 31 dicembre 2022
  • Clausola di riesame e valutazione d’impatto per i paesi in via di sviluppo

Gli eurodeputati approvano gli elementi principali  proposta della Commissione, Ma apportano alcune modifiche.   Chiedono l’introduzione di una clausola di riesame della soglia dei ricavi annuali (oltre la quale una società multinazionale sarebbe soggetta all’aliquota minima) e una valutazione d’impatto della legislazione sui paesi in via di sviluppo.  E intendono ridurre anche alcune delle esenzioni proposte dalla Commissione e limitare le possibilità di abuso con l’introduzione di un articolo specifico contenente misure atte a contrastare i meccanismi di evasione fiscale.