IL MEDICO DEI MAIALI al Teatro Quirino (Roma, 23-27 aprile 2025)

aprile 17, 2025

Il medico dei maiali  – testo e regia di Davide Sacco – sarà in scena al Teatro Quirino con gli straordinari Luca Bizzarri, Francesco Montanari, David Sebasti e Mauro Marino.

Questa la sua trama.

Il re d’Inghilterra muore all’improvviso Per constatarne il decesso, non c’è che un veterinario che – pur consapevole che il re non è morto d’infarto – regge il gioco dei consiglieri che lo sostengono. Nel frattempo, arriva in albergo il principe ereditario, un giovane scialbo e stupido. Il veterinario, attraverso una raffinata strategia, lo convince che l’unico modo per passare alla storia è incolparsi pubblicamente dell’assassinio del re e sciogliere la monarchia. E convince anche un consigliere che va ucciso il concetto stesso di monarchia.

Sembra che tutto proceda secondo i piani del veterinario.

Ma quando il principe ereditario rientra – avido di potere – non è più lo stesso. Ribadisce la differenza tra chi regna e chi serve. E, in questo gioco al massacro, il povero veterinario viene ucciso.

UE: ulteriore semplificazione del Regolamento sulla deforestazione

aprile 16, 2025

Facendo un altro passo indietro rispetto al Green Deal, la Commissione europea ha annunciato di semplificare – di nuovo – la legge sulla deforestazione. Il Regolamento entrerà in vigore alla fine del 2025 con un anno di ritardo. Circa i nuovi orientamenti per la sua attuazione, le principale misure di semplificazione prevedono che le grandi imprese possano riutilizzare le Dichiarazioni di due diligence esistenti quando le merci, precedentemente presenti sul mercato dell’Ue, vengono reimportate. Le imprese potranno presentare le Dichiarazioni di due diligence annualmente anziché per ogni spedizione o lotto immesso sul mercato dell’Ue. La Commissione ha anche semplificato il concetto “accertamento” dell’avvenuta esecuzione della due diligence. Queste misure, secondo la Commissione europea, porteranno a una riduzione del 30 per cento dei costi e degli oneri amministrativi – a carico per le imprese – collegati alla Legge sulla deforestazione.


Die Walküre al Teatro Verdi di Salerno (11-13 aprile 2025)

aprile 9, 2025

Per questo contributo si ringrazia Elena Paruolo.

L’8 aprile 2025, nel foyer del Teatro Municipale Giuseppe Verdi, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione dell’opera Die Walküre che inaugura la stagione lirico sinfonica e di balletto 2025 del Teatro Verdi di Salerno.  All’incontro coordinato da Peppe Iannicelli, erano presenti, con stampa ed esponenti del pubblico, il Sindaco di Salerno Vincenzo Napoli, il segretario artistico Antonio Marzullo, il regista Plamen Kartaloff.

Die Walküre (La Valchiria) – dramma musicale in tre atti, con libretto e musica di R.Wagner – costituisce la seconda opera (prima giornata) della tetralogia Der Ring des Nibelungen.  Fu rappresentata per la prima volta al Teatro di Corte di Monaco nel 1870.   Il dramma narra l’amore incestuoso tra i due figli di Wotan, Siegmund e Sieglinde, dal quale nascerà Sigfrido. La gelosia di Fricka, moglie di Wotan, determina l’uccisione di Siegmund  da parte di Hunding, marito di Sieglinde, ma questa e il nascituro sono salvati, contro l’ordine dello stesso Wotan, dalla valchiria Brunilde.   Per punizione, Brunilde viene sprofondata nel sonno su un’alta roccia, circondata di fiamme. Dal sonno la potrà ridestare soltanto un eroe che riesca ad arrivare sino a lei. Sarà Sigfrido.

Die Walküre – che non aveva ancora trovato spazio nella programmazione del Verdi – è un’opera che travolge, incanta, seduce.  Ed è una sfida per ogni teatro di opera. La produzione che si vedrà a Salerno, frutto della collaborazione tra il Teatro Verdi, e il Teatro di Sofia – realtà di grande prestigio in Bulgaria – in tempo di guerre vuole lanciare un messaggio di armonia e di pace.

La tradizione operistica bulgara – ha osservato Plamen Kartaloff – sin dal 1891, sebbene comprenda anche opere di compositori bulgari e francesi, ha guardato quasi esclusivamente ai compositori d’opera italiani, e molto raramente ad opere in tedesco.   Ma, tra il 2010 e il 2025, complice anche le celebrazioni del duecentesimo anniversario di Richard Wagner nel 2013, nel repertorio dell’Opera di Sofia, sono entrati nove titoli wagneriani.   E dal 2024 – per la prima volta – nel repertorio wagneriano, affianco a  cantanti bulgari, sono stati inclusi anche cantanti dall’estero. 

Per Kartaloff, la visione di Wagner del teatro è nell’orchestrazione.  Di conseguenza – per lui regista – orchestra e scena, parola e musica, devono andare insieme.  Tutto ciò che è scritto deve essere visualizzato nella musica.  La musica di Wagner parla.  Sulla scena, bisogna quindi assistere ad una interazione tra ogni parola e ogni frase musicale, ad una concordanza tra il testo e le note della melodia. E la voce deve essere qualcosa che esprime un canto ricco di sfumature, in grado di toccare l’animo del pubblico.

Questo è l’obiettivo che il regista si propone di raggiungere con la produzione, in scena al Teatro Verdi di Salerno.

PICASSO LO STRANIERO al Museo del Corso – Polo museale – Palazzo Cipolla Roma (27 febbraio-29 giugno 2025)

aprile 6, 2025

Allestita in collaborazione con il Museo Picasso di Parigi  e con il Museo Nazionale di Storia dell’Immigrazione, con una selezione di dipinti, disegni, sculture e incisioni (provenienti da musei di tutto il mondo) la mostra “Picasso lo straniero” – al Museo del Corso, Polo Museale, Palazzo Cipolla di Roma, – propone un viaggio in oltre 50 anni dell’attività creativa del grande Pablo Picasso.

Picasso è un artista visionario (espressione della libertà dell’artista moderno) – straniero in Francia ma anche rispetto a qualsiasi etichetta precostituita – e entrato in contatto con  ambienti, luoghi, persone e usanze tra loro differenti.  Tra radici iberiche e sperimentazione cosmopolita, ha rivoluzionato le regole pittoriche del Novecento, creando nuove sintesi tra colore e forma, e tra segno e strutture spaziali. 

E, senza rinunciare al suo essere spagnolo,  Picasso “cittadino di Parigi” –   è anche diventato un emblema della condizione moderna in cui identità e “alterità” possono convivere in modo proficuo. La Francia, in cui Picasso ha quasi sempre vissuto, ha dimostrato più volte una aperta ostilità nei confronti di questo artista “spagnolo” definito “straniero” “anarchico” e esponente di un’”arte incomprensibile”.  Sospettato di essere anarchico, e rifiutato dall’accademia di Belle Arti per la sua arte troppo avanguardistica e trasgressiva,  Picasso – non avendo mai ottenuto la cittadinanza  francese, fino al riconoscimento del 1948 – per diversi decenni ha percepito se stesso  come quasi un esule o uno straniero. Non a caso, quindi, questa bella mostra romana invita a chiedersi: in che misura le sperimentazioni di Picasso sono state ispirate dal suo senso di estraneità, oltre che dalla sua libertà intellettuale?   

Nato a Málaga, l’artista entrò, giovanissimo, in contatto con i fermenti culturali di Barcellona.   Ma sarà il suo trasferimento definitivo nella Parigi di Amedeo Modigliani, Chaim Soutine e Marc Chagall – in cui assorbì le suggestioni di Cézanne, Gauguin, Van Gogh e Matisse – il momento cruciale per la formazione del suo personale linguaggio: espressione di un dialogo continuo fra passato e futuro, tra linguaggi/e tecniche diversi/e (dalla pittura alla scultura, dalla ceramica all’incisione ) e da un rapporto con l’“alterità”, di certo, non solo geografico.  

Già agli esordi – con la fase blu e la fase rosa – Picasso ha mostrato la sua capacità di fondere narrazione intima ed empatia sociale: l’artista ha scelto di stare dalla parte del debole, del malato, del «degenerato» (l’ebreo, lo zingaro, lo storpio, l’omosessuale, il massone, il bolscevico). Con Georges Braque, Picasso ha dato vita al  Cubismo (1907-1914): caratterizzato dalla  scomposizione degli oggetti, dalla rinuncia alla prospettiva rinascimentale, e da un’attenzione particolare per la  forma e la percezione visiva (piuttosto che per una copia della realtà).   Dopo la Grande Guerra, l’artista ha  riscoperto i modelli classici, e l’arte Africana, oceanica, e non solo. Critico delle derive belliche e totalitarie, Picasso ha anche affrontato questioni politiche e sociali.

E – durante la Guerra civile spagnola – ha realizzato il suo capolavoro: “Guernica” (1937) di cui la mostra rende visibili  interessanti bozzetti. L’esposizione si sofferma anche sui cicli pittorici – ispirati da relazioni sentimentali – in cui l’artista celebra le sue muse, ma contemporaneamente le trasfigura, in un’ampia gamma di emozioni, tra passione, turbamento e fascinazione.

Come si sarà capito, chi varca le soglie di “Picasso lo straniero” intraprende un viaggio nelle avanguardie del XX secolo, ma anche in una riflessione sulla capacità dell’arte di unire persone e culture diverse.

aprile 6, 2025

creatività.

“UE: difesa e competitività” è il mio contributo al numero 43 (marzo 2025) della rivista Agenda Geopolitica – edita dalla Fondazione Ducci –

aprile 2, 2025

Nel numero 43 (marzo 2025) della rivista “Agenda Geopolitica”, nel mio contributo intitolato “UE: difesa e competività” in un’ ampia Premessa – dopo una foto di rivendicazioni dei BRICS+ e del Presidente Trump – traccio un quadro di sintesi del dibattito in corso sulla difesa, e sicurezza, europee ( temi a me familiari, essendo stata Funzionaria internazionale per quasi 2 anni all’Assemblea dell’UEO a Parigi). Ma mi soffermo anche sulla direttiva Due diligence – ora in corso di modifica e annacquamento (considerando che l’eccesso di burocrazia può essere uno svantaggio che gli europei stanno accumulando rispetto allo scenario dell’economia globale) – ricordando che tutti (Europei, BRICS+ ecc.) dovrebbero rendersi conto che l’economia non è solo un luogo di scambi commerciali. E’ anche il luogo della produzione. Ragion per cui – per una concorrenza equa – conta anche il come si produce. Non a caso, la direttiva Due diligence obbliga le aziende a monitorare le loro catene di fornitura per garantire che tutti rispettino i diritti umani e dei lavoratori, e gli obiettivi climatici. Soprattutto, in un’epoca di dazi – e di guerre commerciali – questa considerazione può sembrare un lusso che non ci si può permettere. Ma non per questo è meno valida. Solo, andrebbe presa in carico da tutti i paesi del mondo, e non solo dagli Europei. Da qui – a dispetto degli amanti di bilateralismo e sovranismi nazionali – l’importanza anche di sane regole multilaterali. E – spesso – l’Ue e’stata/ e’ /e deve continuare ad esserlo, all’avanguardia nella loro proposta, elaborazione adozione e promozione.

Successivamente – dalla Bussola per la competitività (giugno 2024) e il Clean Industrial Deal al primo Pacchetto Omnibus (febbraio 2025) – mi soffermo sulla strategia UE per una maggiore e indispensabile competitività.

Le sfide sono tante. Oggi più che mai, serve un’Unione europea unita, e abbastanza forte per difendere la libertà, la democrazia, e tutti i suoi valori, e interessi, in Europa e nel resto del mondo. La guerra commerciale – frutto dei dazi trumpiani – fara’ nascere anche nuove alleanze, oltre che nuovi partenariati? Ciò detto, questo il link per leggere questo numero di “Agenda Geopolitica”, ivi incluso il mio contributo, finora rapidamente descritto:

CIARLATANI al Teatro Verdi di Salerno (3-5 aprile 2025)

aprile 2, 2025

Per questo contributo si ringrazia Elena Paruolo.

Con in scena il grande Silvio Orlandi – satira sul mondo del teatro e dell’audiovisivo, e commedia in cui quattro attori viaggiano attraverso decine di personaggi, spazi e tempi – Ciarlatani racconta la storia di Anna Velasco e Diego Fontana. La prima – tra pilates, teatro per bambini e spettacoli alternativi – è un’attrice in fase di stallo alla ricerca del grande personaggio che la farà finalmente trionfare. Il secondo – regista di successo di film commerciali che si sta imbarcando in una grande produzione internazionale – per un incidente sta affrontando una crisi personale.

Ma  – come sottolineato da Pablo Remòn – Ciarlatani è anche diverse opere (che si  alimentano a vicenda) – in una – raccontate in parallelo. Il racconto di Anna ha uno stile cinematografico. La storia di Diego è un’opera teatrale più classica. E c’è anche un’autofiction in cui l’autore dello spettacolo si difende dalle accuse di plagio. L’intenzione è di essere una narrazione teatrale, ma con un’aspirazione romanzesca e cinematografica.

ONEGIN al teatro dell’Opera di Roma (3-9 aprile 2025)

marzo 29, 2025

Sudafricano (1927-1973) di famiglia israeliana, Cranko è una figura centrale del balletto europeo novecentesco. Anderson-Graefe, assistito da Yseult Lendvai, a distanza di quasi 30 anni, è nuovamente supervisore coreografico del suo balletto Onegin: dramma in danza che, per la sua genialità narrativa e il suo spessore drammatico, è considerato espressione ed esempio perfetto dello “stile Cranko”.

Anche grazie alla perfetta aderenza emotiva tra la danza e la musica di Čajkovskij – senza cadere nel melodramma – il Balletto descrive emozioni e sentimenti con un linguaggio coreografico che dà un’impressione di spontaneità.

A far rivivere la grande storia d’amore infelice narrata nell’Evgenij Onegin da Puškin, sono state chiamate due stelle: Nicoletta Manni e Friedemann Vogel.   Nelle altre quattro repliche fino al 9 aprile, cui si aggiunge una rappresentazione riservata alle scuole, gli stessi ruoli sono affidati agli artisti della compagnia capitolina diretta da Eleonora Abbagnato: l’étoile Rebecca Bianchi  e la prima ballerina Federica Maine, rispettivamente con il primo ballerino Claudio Cocino e il solista Giacomo Castellana . Nei ruoli di Olga e Lenskij, complementari a quelli dei protagonisti, l’étoile Susanna Salvi con Simone Agrò e la solista Flavia Stocchi con l’étoile Alessio Rezza , Eugenia Brezzi con Mattia Tortora . Al Corpo di Ballo sono destinate le danze di insieme, folcloriche e contadine, ma anche i valzer, le danze borghesi e quelle aristocratiche.  

L’allestimento del De Nationale Opera di Amsterdam vede le scene e i costumi di Elisabeth Dalton e le luci di Steen

MOBY DICK AL TEATRO QUIRINO (Roma, 1-13 aprile 2025)

marzo 26, 2025

Moby Dick è la storia di un’ossessione: il Pequod è il vascello stregato che porta la ciurma verso la perdizione, e Moby Dick non è una balena, ma una maledizione che diventa sfida tra uomini. Ossessionato dalla vendetta, Achab è uomo che disconosce Dio, l’uomo dell’oltre e della violazione. Invece Starbuck – il suo alter ego – è la voce della prudenza, della coscienza, testimone di una visione teocentrica che si scaglia contro la blasfemia dell’odio di Achab verso la balena bianca.

In questo Moby Dick – diretto da Guglielmo Ferro, che vede in Moni Ovadia lo straordinario protagonista – la narrazione teatrale inizia sul Pequod, dove si consumerà la tragedia di tutti i personaggi – Queequeg, Pip, Ismaele, Lana caprina, Tashtego, Flask, Daggoo, Stubb, Fedallah – in un susseguirsi frenetico di tempeste, battute di caccia, avvistamenti, bonacce, canti, riti pagani e preghiere.

Il capitano Achab – precisa il regista – nella ricerca maniacale di Moby Dick è guidato dalla follia. Ma “nel conflitto umano contro Starbuck conosce l’orrore: la parte recondita della sua stessa coscienza. La malattia di Achab è Moby Dick, ma Starbuck ne è la manifestazione clinica. Moby Dick gli fa male con la sua ‘assenza’ lì dove Starbuck lo fa con la sua ‘presenza’. Un conflitto posto sullo stesso piano, uno specchio dove galleggia il peccato originale…una balena bianca in un abisso nero. E poi lo specchio si crepa. Non c’è redenzione sul Pequod, solo una fitta nebbia”.

UE: una nuova Strategia di preparazione a qualsiasi shock

marzo 26, 2025

UE: una nuova Strategia di preparazione a qualsiasi shock, sia esso militare, economico, tecnologico o ambientale per garantire il funzionamento delle infrastrutture vitali.

 La strategia mira anche a rafforzare la cooperazione con il settore privato e a sviluppare protocolli di crisi per mantenere il corretto funzionamento dei servizi vitali. Nessuno Stato membro può prepararsi da solo a una crisi.

 La strategia propone quindi miglioramenti nella nostra risposta collettiva.

Questo implica una catena di comando chiara tra i diversi livelli decisionali, una piattaforma rafforzata per coordinare la risposta dell’Ue alle crisi, la condivisione delle risorse e delle competenze, e esercizi di ritorno di esperienza dopo ogni crisi.

Uno degli asset più importanti per la preparazione collettiva è la riserva strategica rescEU. Inizialmente concepita come una flotta aerea per combattere gli incendi boschivi, la riserva include ora tende, mezzi di trasporto, energia e capacità di risposta ai rischi chimici, biologici, radiologici e nucleari.

La Commissione manterrà e svilupperà queste capacità.