Re Chicchinella al Teatro Verdi di Salerno (13-15 marzo 2025)

marzo 12, 2025

Per questo contributo si ringrazia Elena Paruolo.

Sempre adattamento di un racconto di  Lo cunto de li cunti ovvero lo trattenemiento de peccerelle – raccolta (1634) di novelle in lingua napoletana di Giambattista Basile (1634 ) – Re Chicchinella  è un altro racconto con cui la regista Emma Dante narra la profondità dell’animo umano mescolando elementi grotteschi, comici e tragici.

Chicchinella è un re che commette l’errore di impiegare un animale che crede morto, una gallina, per pulirsi le terga. La pennuta, tutt’altro che defunta, si  installa nelle interiora del sovrano e divora tutto quello che mangia,  facendogli espellere uova d’oro.

Lo spettacolo – precisa la regista – “racconta la storia di un sovrano  circondato da una famiglia anaffettiva e glaciale che ha un solo interesse: ricevere un uovo d’oro al giorno. L’animale vive e si nutre dentro di lui, divorando lentamente le sue viscere, fino a quando il re non scopre che per il mondo lui e la gallina sono la stessa cosa. Dopo tredici giorni d’inedia, il re entra nella sua nuova esistenza e, appollaiato sul trono, riceve il plauso di tutta la Corte”.

Stagione lirica e di balletto 2025 al Teatro Verdi (Salerno 7 marzo 2025)                                                   

marzo 9, 2025

Per questo contributo si ringrazia Elena Paruolo.

 

Venerdi, 7 marzo 2025, presso il Teatro Verdi di Salerno, il Sindaco Vincenzo Napoli e il Segretario artistico Antonio Marzullo hanno presentato la stagione lirica e di balletto 2025. Il Direttore artistico e Direttore d’orchestra Daniel Oren era assente perché ammalato ma ha partecipato con un collegamento telefonico.

A coordinare l’incontro Peppe Iannicelli.  

Daniel Oren ha dato i suoi saluti al numeroso pubblico presente in sala e ha ricordato come sia di grande interesse il fatto che ci siano due autori in cartellone, in qualche modo, tra loro collegati. Wagner non amava molto gli autori italiani ad esclusione di Bellini. E non a caso due delle opere presentate nella nuova stagione sono proprio Die Walküre di Wagner (per la prima volta in scena a Salerno, lo spettacolo è prodotto con il Teatro Nazionale dell’Opera di Sofia) e Norma di Bellini.

Antonio Marzullo – descrivendo in maniera dettagliata il programma – ha sottolineato che nel 2025 il numero dei titoli delle rappresentazioni operistiche è aumentato, che in cartellone c’è un prestigioso appuntamento con la danza d’autore, e che  il percorso con il Conservatorio “Giuseppe Martucci” di Salerno continua.

Cosa c’è in programma?

Si comincia ad aprile (11-13) con Die Walküre (che Daniel Oren aveva sempre rifiutato di portare sul palco salernitano in rispetto delle vittime dell’Olocausto) e (25-27) con Norma. Seguono a maggio (16-18) il balletto Don Chisciotte (basato sul romanzo di Cervantes) e Rigoletto (29 maggio – 1 giugno) di Verdi. Ad ottobre (24-26) il sipario si aprirà con Carmen di Bizet. A dicembre (6-8) ci saranno in scena Il cappello di paglia di Firenze (6-8), opera lirica di Nino Rota, in collaborazione con il Conservatorio “Giuseppe Martucci”, e il capolavoro di Giuseppe Verdi, Nabucco (26-27-28), simbolo di un’epoca di lotta, di speranza, di fratellanza e libertà, che vedrà sul podio Daniel Oren a dirigere l’Orchestra Filamornica Salernitana “Giuseppe Verdi” di Salerno.

In scena sempre un cast di prim’ordine (da Roman Burdenko a Jessica Pratt, ma anche con la presenza di giovani talenti)  con artisti provenienti da popoli, culture e storie diverse – che trovano armonia sul palco – e con un cartellone che unisce la tradizione alle nuove sfide dell’età contemporanea.

La stagione Educational 2025 debutta a maggio (5-6-7) con Pinocchio Fake (narrazione in musica e parole) Nel programma rientrano le prove generali delle 6 opere in Cartellone. Ad ottobre (8-9) si terranno gli appuntamenti di EuropaInCanto.

All’interno del cartellone d’opera e di balletto ci sarà anche una seconda stagione di Musica d’artista, nei mesi di novembre e dicembre, che va ad arricchire il programma di Luci d’artista, proponendo nel periodo di Natale musica pop, gospel e cori natalizi, Concerto di Natale e Capodanno. Tra gli ospiti speciali Claudio Baglioni.

Il Sindaco Vincenzo Napoli sottolinea la qualità elevatissima del cartellone 2025 (e come i prezzi siano popolari): un cartellone che rispecchia una città – quale Salerno – ricca di iniziative tra cui il Festival della Letteratura, una serie di concerti in estate a Piazza della libertà, il nuovo auditorium del Conservatorio “Giuseppe Martucci”, la mostra della Minerva (12- 13 aprile), e così via.  Per non parlare dei lavori in corso della metropolitana che collegherà Salerno all’Università, dell’alta velocità, dell’aeroporto, del Policlinico di cui si è posta la prima pietra, tutte opere che comportano per la città di Salerno uno sviluppo del turismo, dell’economia, dell’occupazione.

Non sono mancati i ringraziamenti al Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca e a tutti coloro che operano perché tutto funzioni nel modo migliore.

                                                            

A Giù la Maschera: incontro con Les ballets Trockadero de Monte Carlo (Teatro Verdi di Salerno, 7 marzo 2025)

marzo 8, 2025

Per questo contributo si ringrazia Elena Paruolo.

Raffaele Morra – il 7 marzo 2025 – a Giù la Maschera ha incontrato il pubblico del Teatro Verdi di Salerno, per parlare della Compagnia Les ballets Trockadero de Monte Carlo, in scena a Salerno dal 6 al 9 marzo.

Stimolato dalle domande di Peppe Iannicelli, come sempre coordinatore di questi incontri, Morra ha innanzitutto – rapidamente – ricordato la storia della Compagnia di cui fa parte dal 2001. Lui è stato il primo italiano entrato in questa a Compagnia che, contraddistinguendosi per la sua internazionalità, raccoglie bravi ballerini provenienti da tutto il mondo. Il nome “Trockadero” è stato preso da un locale di San Francisco.  

La Compagnia è infatti nata negli anni Settanta in America: anni caratterizzati da forti scontri sociali, messaggi di protesta, richieste di liberazione del corpo, ma anche anni in cui la danza ha goduto di grande popolarità.   Proprio su questa scia, in quegli anni, dei ballerini – tutti maschi – si sono uniti per dare origine ad una Compagnia che metteva in scena una parodia del balletto classico.  

I suoi componenti, che in scena indossavano costumi femminili – a volte meravigliosi – mostravano il loro fisico maschile. Successivamente sono stati introdotti anche costumi maschili.  E soprattutto ballavano sulle punte.  Un tipo di ballo questo che – osserva Morra – sta avendo una nuova ondata di popolarità, non solo in America.  La punta sta infatti diventando uno strumento! Ed è anche accettata nelle scuole perché consente di allungare i muscoli.

Il loro Lago dei cigni è ancora in repertorio: e c’è anche nello spettacolo in scena a Salerno.

Si tratta di una Compagnia itinerante, una sorta di famiglia, in cui i ballerini sono giocatori di squadra. Le priorità sono sempre quelle della Compagnia.

E’ Morra che apre lo spettacolo Trockadero.  E – ogni volta – annuncia i balletti che saranno eseguiti e i nomi delle ballerine che si esibiranno, che però in realtà sono, come abbiamo detto, tutti maschi. Così fin da subito dà l’indizio che quello che si vedrà sarà uno spettacolo di danza caratterizzato da “humour” e divertimento, una sorta di parodia dei canoni del balletto classico.

Mentre lui parla sulla scena scorre un cigno di cartone… E nella Morte del cigno le piume che cadono per terra dal tutù bianco del ballerino , in maniera efficace e divertente, contribuiscono a dare l’idea di quanto sta accadendo….

Passando poi  a parlare di come lo spettacolo è stato ricevuto dal pubblico nel corso degli anni e nei vari paesi del mondo in cui la Compagnia si è esibita, inizialmente – ha osservato Morra – c’è stata una ricezione un po’ fredda (con persone che se ne sono andate prima della fine dello spettacolo) ma nel complesso la Compagnia è bene accettata perché cerca di mettere il pubblico a suo agio, a volte anche con  improvvisazioni che  suscitano la risata. Il pubblico ride molto soprattutto nei paesi anglosassoni ma forse perché – osserva Morra – durante gli intervalli si ferma al bar a bere…

Negli anni che l’America – e il mondo – stanno vivendo oggi, la Compagnia dovrà confrontarsi di nuovo con pubblici conservatori. Ma cercherà ancora di far ridere, e di far divertire il pubblico. La parola chiave è Enjoy.

Donne: la nuova Tabella di marcia dell’Ue per promuovere la parità di genere e i diritti delle donne

marzo 7, 2025

Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione europea – per assicurare un equilibrio di genere nell’esecutivo Ue –  avrebbe voluto che gli stati membri, nella composizione del collegio di commissari , proponessero un uomo e una donna.  Ma – visto che il suo invito non è stato accolto – la Commissione europea è oggi composta da 16 uomini e 11 donne. Tuttavia – negli Orientamenti politici del suo secondo mandato – la Presidente si è impegnata per una nuova Strategia per la parità di genere, che dovrà accelerare la riduzione dei gap occupazionale e salariale tra uomini e donne, combattere norme discriminatorie e stereotipi, risolvere l’equazione per cui le donne sono ancora sovrarappresentate nelle posizioni meno retribuite e sottorappresentate nei ruoli decisionali.

Così, alla vigilia dell’8 marzo, la giornata internazionale dei diritti delle donne, Hadja Lahbib, Commissaria Ue per la Parità e la Gestione delle crisi ha presentato una nuova Tabella di marcia per promuovere l’agenda per la parità di genere. Di fronte ad una inquietante tendenza (nell’Ue e nel resto del mondo) a fare passi indietro nelle stesse conquiste della lotta per i diritti delle donne, la Commissione europea ribadisce il proprio impegno a “realizzare pienamente una società paritaria in Europa: non abbandonerà il suo impegno per i diritti delle donne.

Dall’attuazione della Strategia per la parità di genere 2020-2025 sono tra altro nate nuove norme su:

  • la trasparenza retributiva
  • l’equilibrio tra vita professionale e vita privata per pari responsabilità di assistenza
  • equilibrio di genere nei consigli di amministrazione delle società
  • sulla violenza contro le donne (l’Ue si è impegnata ratificando la Convenzione di Istanbul e adottando la prima direttiva in assoluto sulla Lotta alla violenza contro le donne).

Su questa Strategia mi soffermo – abbastanza ampiamente – anche nel mio libro L’Unione Europea Origini Presente Prospettive future Edizioni SIMPLE 2021.

Gli ambiziosi obiettivi  della Strategia per il prossimo quinquennio, vanno dall’assenza di violenza di genere (da raggiungere attraverso la prevenzione e una legislazione che definisca lo stupro basandosi sulla mancanza di consenso) al raggiungimento dei “più elevati standard di salute”  (il che significa garantire l’accesso delle donne alla salute e ai diritti sessuali e riproduttivi, oltre che promuovere la ricerca medica, le sperimentazioni cliniche, le diagnosi e i trattamenti sensibili alla dimensione di genere) alla necessità di promuovere l’alfabetizzazione finanziaria tra donne e ragazze, al superamento del gender gap nei laureati nelle discipline scientifiche riscontrabile in tutta Europa, ecc.

Le donne sono circa il 39 per cento dei laureati Stem in Italia, ma solo il 26 per cento in Germania.  Secondo l’ Istituto europeo per l’uguaglianza di genere, colmando il divario negli impieghi Stem l’Ue potrebbe aumentare il Pil pro-capite fino al 3 per cento.   L’Ue cercherà di “incoraggiare” ragazze e donne a intraprendere carriere nei settori Stem (scienze, tecnologie, ingegneria e matematica) favorendo al contempo l’impegno di ragazzi e uomini nei settori dell’istruzione, della salute e del welfare

La Tabella di marcia prevede poi di affrontare il divario di rappresentanza a tutti i livelli della vita pubblica e politica, e di garantire meccanismi istituzionali che garantiscano i diritti delle donne e finanziamenti sostenibili per le politiche di uguaglianza di genere e le organizzazioni per i diritti delle donne.

La signora omicidi al Teatro Quirino di Roma (11-16 marzo 2025)

marzo 6, 2025

La Signora Omicidi , adattamento di Mario Scaletta del celebre racconto di William Rose e ispirato all’omonimo film di Mackendrick, è una commedia – ambientata in una Londra anni Cinquanta – ricca di humor, intrighi, ed equivoci esilaranti.

Nei panni della svanita Louise Wilberforce e del misterioso Professor Marcus, i bravissimi Paola Quattrini e Giuseppe Pambieri diretti da Guglielmo Ferro.

Louise Wilberforce, arzilla affittacamere, finirà per smascherare il misterioso Professor Marcus, presunto musicista, in realtà capobanda di un gruppo di pericolosi malviventi.

PUNTI DI VISTA al Palazzo Esposizioni Roma (8-9 marzo 2025)

marzo 6, 2025

L’8 e il 9 marzo 2025 un ricco programma di eventi animerà gli spazi di Palazzo Esposizioni Roma, con visite guidate alle mostre in corso in lingua madre (amazigh, arabo, giapponese, italiano, lingua dei segni italiana, malayalam, persiano, russo e ucraino), la Biblioteca Vivente con i rifugiati del Centro Astalli, libri e proiezioni cinematografiche.

A Roma torna Punti di vista: il Festival promosso dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e dall’Azienda Speciale Palaexpo, interamente dedicato all’accessibilità e all’inclusione.  

Un Festival che continua a costruire ponti tra le comunità e i luoghi della cultura, per abbattere le barriere linguistiche e culturali con l’arte e i libri, ispirato anche dal messaggio delle due mostre in corso Elogio della diversità. Viaggio negli ecosistemi italiani Francesco Clemente. Anima nomade che racchiudono già nel loro titolo un messaggio importante, le opportunità e le ricchezze date dalla diversità in tutte le sue forme.

Tutte le attività del Festival sono gratuite. Per l’occasione il biglietto d’ingresso alle mostre è di 8 € (gratuito per gli aventi diritto).

Qui di seguito il Programma:

https://www.palazzoesposizioniroma.it/rassegna/festival-punti-di-vista-iii-edizione-lingue-e-culture

Les Ballets Trockadero de Monte Carlo al Teatro Verdi di Salerno (6-8 marzo 2025)

marzo 5, 2025

Per questo contributo si ringrazia Elena Paruolo

Torna in Europa “Les ballets Trockadero de Monte Carlo”: l’iconica compagnia americana, composta da soli uomini, che sa coniugare tecnica e comicità, senza cadere né in una farsa né in una parodia. Il divertimento nasce da comuni incidenti del balletto classico, e da isterie delle ètoiles.

Ballerini – avvolti in vaporosi tutù – volteggiano su giganti scarpette da punta, trasformandosi in cigni, silfidi, spiritelli acquatici, romantiche principesse, principi maldestri o angosciate dame vittoriane.

Nati nel 1974,  i Trocks hanno presto conquistato la ribalta internazionale. Nel 2017 i Trockadero sono stati protagonisti del film documentario Rebels on pointe, diretto da Bobbi Jo Hart, e nel 2021 del fim Ballerina Boys di Chana Gazit e Martie Barylick, che affronta delicate questioni di genere, di inclusione e di giustizia sociale.

I protagonisti raccontano come hanno trovato i loro percorsi nella compagnia.

L’inferiorità mentale della donna Un evergreen del pensiero reazionario tra musica e parole al Teatro Quirino (Roma, 4-9 marzo 2025)

marzo 2, 2025

Lo spettacolo nasce da una domanda: l ’idea che le donne siano state considerate, per secoli, fisiologicamente deficienti può suggerirci qualcosa?  E mette in scena testi che in pochi conoscono  e –  loro malgrado – esilaranti scritti  del secolo scorso.

Veronica Pivetti, moderna quindi  più autori.

Come stanno le cose riguardo ai sessi? Un vecchio proverbio ci suggerisce: capelli lunghi, cervello corto”.  Esordisce così Paul Julius Moebius – assistente nella sezione di neurologia di Lipsia – nel piccolo e reazionario compendio “L’inferiorità mentale della donna” scritto nel 1900.    Donne dotate di crani piccoli, peso del cervello insufficiente… secondo Moebius le signore sono provviste di una totale mancanza di giudizi propri. “Per giunta dopo poche gravidanze decadono e, come si dice molto volgarmente, rimbambiscono”.   Non solo. Le donne che pretendono di pensare sono moleste e “la riflessione non fa che renderle peggiori”.

A queste dichiarazioni fa eco il medico, antropologo, giurista e criminologo italiano Cesare Lombroso: come sostenuto da più proverbi le donne mentono e spesso uccidono. Si pensi ad Agrippina, o a Leonarda Cianciulli, la saponificatrice di Correggio. Fortunatamente, i cervelli delle donne sane pesano più di quelli delle donne criminali.

“Le donne hanno un solo nemico” rilancia Moebius “il tempo, a cui, però, dopo qualche anno di matrimonio soccombono, sia diventando sciocche, sia disseccandosi sotto forma di vecchie zitelle stravaganti”.

Del resto, laddove si riscontra del talento, la psiche femminile manifesta un evidente ermafroditismo psichico.

Sylvain Maréchal scrittore, avvocato e sedicente rivoluzionario, con il suo “Progetto di legge per vietare alle donne di leggere” sostiene che “imparare a leggere è per le donne qualcosa di superfluo e nocivo al loro naturale ammaestramento”, d’altro canto “la ragione vuole che le donne contino le uova nel cortile e non le stelle nel firmamento”.

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Arlecchino a Giù la maschera del Teatro Verdi (Salerno, 28 febbraio 2025)

marzo 2, 2025

Per questo suo contributo si ringrazia Elena Paruolo.

Il 28 febbraio 2025, al Teatro Verdi di Salerno, nell’oramai ben noto appuntamento “Giù la Maschera”, la compagnia che ha messo in scena lo spettacolo Arlecchino? (scritto e diretto da Marco Baliani ) ha incontrato il pubblico..

Come osservato da Andrea Pennacchi –  interprete di Arlecchino – c’erano molte attese su questo spettacolo!

La storia raccontata è quella di Arlecchino il servitore di 2 padroni (1745) di Carlo Goldoni. E ovviamente, nel corso dell’incontro coordinato da Peppe Iannicelli, non si poteva non citare la celeberrima messa in scena di Giorgio Strehler (1947) al Piccolo Teatro di Milano, citata anche nello spettacolo.

Nella  messa in scena a Salerno, il testo originale di Goldoni è rispettato, ma “rotto” da interventi degli attori che –  in ogni spettacolo  e  ogni sera –  portano qualcosa di nuovo, così come avviene nella Commedia dell’Arte.  La lingua veneziana di Goldoni essendo di maniera è stata limata.  E sono state inserite canzoni divertenti che si alternano al testo in prosa.  

Così, ì viene fuori una rilettura inedita della maschera più celebre della Commedia dell’Arte.

La forza dello spettacolo – sottolinea ancora Pennacchi – sta nel fatto che Arlecchino è parte di un gruppo. Da solo, non emerge più di tanto.   Gli attori interpretano, ciascuno, più ruoli: ad esempio, Brighella, che indossa la maschera, e l’innamorato senza maschera, sono interpretati dallo stesso attore.

Tutti sono veneti.  Lo spettacolo ha quindi radici venete.  E nasce anche – come è stato osservato – da una grande invidia per il teatro campano napoletano.  La tradizione napoletana e la veneta interagiscono.

Portando il teatro veneto in Italia, l’intento di questo spettacolo è di ravvivare la tradizione veneta.

Arlecchino? al Teatro Verdi di Salerno (27 febbraio – primo marzo 2025)

febbraio 27, 2025

Per questo suo contributo si ringrazia Elena Paruolo.

L’Arlecchino che Andrea Pennacchi porta in scena in una commedia dirompente (che ricostruisce la tradizione dopo averla intelligentemente tradita) è un Arlecchino mai visto “che – come sottolinea lo stesso Marco Baliani (autore e direttore)- riunisce stilemi diversi, frammenti di cabaret, burlesque, avanspettacolo, commedia, dramma, un gran calderone ultrapostmoderno che inanella, via via, pezzi di memoria della storia del teatro”.   

Suoi complici  sono Marco Artusi, Maria Celeste Carobene, Miguel Gobbo Diaz, Margherita Mannino, Valerio Mazzucato e Anna Tringali – attori appartenenti alla grande tradizione del teatro veneto – che calandosi in ruoli tra loro diversi danno vita alle proteste di attori sottopagati come alle vorticose azioni dei personaggi della commedia che pur devono rappresentare.

“Le musiche di Giorgio Gobbo, eseguite dal vivo da Matteo Nicolin accompagnato dalla batteria di Riccardo Nicolin – precisa ancora Baliani si infilavano come blitz sorprendenti costringendo gli attori a divenire anche danzanti e cantanti”.  La  scenografia di Carlo Sala è semovente, mobile e semplice  “grazie agli stessi attori che si fanno operai macchinisti modificando la scena di continuo come avvenissero improvvise folate di vento, a volte in forma di bufera a volte come zefiro primaverile”.

Per Baliani “ il testo febbrilmente rimaneggiato ogni giorno a partire dalle intuizioni che sorgevano in me vedendo all’opera la creatività degli attori, è trascritto con solerzia da Maria Celeste Carobene.  Le parole che vengono fatte volare sono anch’esse leggere, eppure, eppure, come accade davvero nella vera commedia, arrivano stilettate e spifferi lancinanti che parlano dei nostri giornalieri disastri di paese e di popolo, così che i terremoti scenici ci ricordano il traballare quotidiano delle nostre esistenze”.