Posts Tagged ‘Balletto’

BALLETTO DI ROMA JUNIOR COMPANY: COPPELIA (Teatro Olimpico di Roma – 10-12 ottobre 2025)

ottobre 8, 2025

La stagione della danza dell’Accademia Filarmonica Romana si apre con i nuovi talenti della Compagnia Junior del Balletto di Roma che dal 10 al 12 ottobre al Teatro Olimpico rivisitano uno dei balletti più celebri, Coppelia, musiche di Léo Delibes, ambientandolo nei giorni nostri, in un nuovo allestimento, al debutto nazionale, che porta la firma di Fabrizio Monteverde.

Il coreografo veste Coppelia di rosso e attualizza la vicenda contrapponendo, in un contesto –  quasi adolescenziale – l’amore autentico a quello delle apparenze e dei surrogati.

Il balletto Coppelia – ispirato al racconto L’uomo della sabbia (1815) di E.T.A. Hoffmann –  è una fiaba sospesa tra amore e inganno, e racconta la storia di Swanilda e Franz, una giovane coppia di innamorati sconvolta dall’arrivo della misteriosa bambola, creata dal fabbricante di giocattoli Coppelius, che scatena gelosie, illusioni e riconciliazioni.

Lo spettacolo, pensato e ideato da Fabrizio Monteverde – pur  nella sua bellezza coreografica e registica – fa emergere  gli aspetti più profondi e oscuri della narrazione classica, esaltandone la cruda e attuale contemporaneità.  «C’è un angolo della mente – spiega il coreografo – che non riesce a razionalizzare la paura del diverso e di ciò che non conosciamo, mettendo in evidenza tutte le nostre paure, anche le più infantili. Il terrore di rimanere soli fa compiere tortuosi percorsi come in un racconto dell’orrore. Coppelia non è altro che il punto di partenza per un viaggio che ha come meta la ricerca dell’altro, ovvero, l’Amore. È solo con questo indispensabile ingrediente che il sangue e la vita riescono a fluire dentro ad un corpo e a dare un senso all’esistenza. La ricerca disperata di voler donare la vita è semplicemente la necessità di amare».

Nel team creativo, a fianco di Monteverde, Santi Rinciari firma i costumi, Emanuele De Maria le luci.

La bella addormentata al teatro dell’Opera di Roma (14-22 settembre 2024)

settembre 15, 2024

Dopo la pausa estiva, il Costanzi, teatro dell’Opera di Roma, riprende gli spettacoli completando con  La bella addormentata la trilogia (con Lo schiaccianoci e Il lago dei cigni) di Čajkovskij voluta nel cartellone dalla direttrice Eleonora Abbagnato.

Il balletto (un prologo e tre atti)firmato dal coreografo francese Jean- Guillaume Bart – vede protagonisti,   la georgiana Maia Makhateli e il coreano Young Gyu Choi (che sostituisce Victor Caixeta indisposto) e stelle della Compagnia capitolina, quali Alessandra Amato e Alessio Rezza, i primi ballerini Marianna Suriano e Claudio Cocino e i solisti Flavia Stocchi e Mattia Tortora La malvagia, vendicativa ma, in questa versione, anche seducente fata Carabosse è interpretata dall’étoile Alessandra Amato, e poi da Roberta Paparella  e Annalisa CianciScene e costumi sono di Aldo Buti, luci di Vinicio Cheli.

«Ho lavorato al balletto in un allestimento storico molto bello – ha dichiarato il coreografo Bart – Le scene e i costumi di Aldo Buti si adattano perfettamente alla natura della favola tradizionale che deve far sognare. La bella addormentata è soprattutto una storia danzata dove la pantomima è essenziale per dare vita allo spettacolo. La narrazione deve essere fluida, fruibile a tutte le persone che devono poter seguire la storia come se fossero al cinema».  

Bart ha utilizzato la partitura di Čajkovskij nella sua interezza, per una maggiore teatralità e un maggior spessore dei personaggi. Non acaso quindi – nella sua versione – il Corpo di Ballo diventa parte integrante della storia.

Splendido spettacolo: bravi tutte e tutti, belle le coreografie, belli i colori.

foti di Fabrizio Sansoni.

https://www.facebook.com/share/r/fKnqALEK6AaWzh9m/

Giselle al Teatro Verdi di Salerno (28-29 ottobre 2023)

ottobre 28, 2023

Si ringrazia Elena Paruolo per questo suo contributo.

E’ uno spettacolo gioioso nel primo atto, e raffinato nel secondo. Bello l’effetto bianco delle ballerine che rappresentano le fate! Molta leggerezza e bravura… Il balletto in due atti, GISELLE – del 1841 – riassume in sé tutti gli elementi (stilistici, tecnici ed espressivi) del balletto classico-romantico.   Il libretto, nato da una idea dello scrittore Thèophile Gautier –  affascinato dalla ballerina Carlotta Grisi e dalla leggenda delle Villi – fu poi completato dal drammaturgo Jules-Henri Vernoy de Saint-Georges, e musicato da Adolphe-Charles Adam. Le Villi (fate), nella mitologia slava, sono gli spiriti di giovani fanciulle morte infelici perché tradite o abbandonate prima del matrimonio. Vendicative – ogni notte – vagano in cerca dei loro traditori e li costringono – con rametti di vischio apparentemente magici – a ballare fino allo sfinimento. Alla morte del rispettivo traditore, si dileguano. E con esse svanisce, finalmente placato, il fantasma della fanciulla morta per amore.   

Questa – quindi – la trama di GISELLE in scena al Teatro Municipale Giuseppe Verdi di Salerno, nel quadro della stagione lirica, sinfonica e di balletto, diretta dal maestro Daniel Oren con il segretario artistico Antonio Marzullo, e organizzata dal Comune di Salerno con il sostegno della Regione Campania).

È vendemmia.  

Giselle è innamorata di Albert.  Hans – di lei innamorato –  le rivela che Albert non è sincero. E’ un aristocratico. E presto sposerà la sua fidanzata, Bathilda.  Giselle impazzisce per il dolore e muore.

Preda delle Villi – arrivato sulla tomba di Giselle – Hans muore.  La stessa sorte potrebbe toccare anche a Albert. Ma Giselle viene a salvarlo. Il suo amore gli ispira forza. Albert danza con le Villi fino all’alba. Le ombre delle Villi, del Mirto e di Giselle si dissolvono.

 Albert rimane a vivere con il dolore dell’amore perduto, più forte della morte.

Al teatro Verdi di Salerno (con musica registrata) – in tutte le sue intense sfumature – lo spettacolo   è eseguito dall’Opera e Balletto nazionale di Sofia: Scena e Regia Petar Lukanov, Scenografia  Radostin Chomakov, Costumista Tsvetanka Petkova-Stoynova ,Tutor Maria Ilieva, Ivanka Kasabova, Trifon Mitev, Georgi Asparuhov, Yasen Valchanov, Assistente alla Regia Anelia Tsolova, Direttore Artistico  Marta Petkova.

Di grande rilievo il Cast, con interpreti di valore internazionale: per Giselle, Marta Petkova e Katerina Petrova; per Albert, Emil Yordanov e Tsetso Ivanov. E ancora – tra altri –  per Hans Nikola Hadjitanev, per il Duca Matthew Whittle, per Batilda Lyudmila Ilieva.

“La fille mal gardée” al teatro dell’Opera di Roma (2-9 maggio 2923)

Maggio 3, 2023

Nato in chiave rivoluzionaria, e anti-nobiltà, nella storia della danza, La fille mal gardéé è il primo balletto che (con allegria) mette in scena contadini e popolo. Riferendosi ai filoni portanti del ‘700 – secolo che ha visto la rivoluzione francese del 1979 – è un racconto danzante di genere agreste-comico e non mitologico-serio.

Questa la sua trama.  Lise ama il contadino Colas, ma sua madre vuole darla in sposa al figlio di un ricco fattore. Chiusi per errore in camera da letto, gli amanti – facendo trionfare l’amore su tutto – riusciranno poi a convolare alle sperate nozze.  

Al teatro dell’Opera di Roma il balletto è in scena nella versionein due atti del coreografo Ashton, ripresa da Jean-Christophe Lesage, nel colorato allestimento della Bayerische Staatsoper di Monaco che il pubblico romano potrà ammirare, con le scene e i costumi di Osbert Lancaster, gli stessi della prima londinese.

 “Presto o tardi ogni artista rende omaggio alla natura – ha dichiarato Ashton – La mia Fille mal gardée è una ‘Sinfonia Pastorale dei poveri’, perché durante tutta la preparazione dello spettacolo è a questa sinfonia di Beethoven che pensavo”.  Ampie, ariose e colorate, quindi, le scenografie.  E, tra feste campestri e danze di contadini, è dinamica la coreografia che, attraverso energici passi a due, racconta la passione dei due giovani, uniti dall’amore ma separati da differenze di classe.

Le musiche, adattate da John Lanchbery, partono da quelle originali di Ferdinand Hérold integrando melodie popolari e citazioni operistiche. Per la prima volta sul podio capitolino Philip Ellis, nominato miglior direttore al “Taglioni European Ballet Award”. 

Le étoiles Rebecca Bianchi e Susanna Salvi e la solista Federica Maine si alterneranno nel ruolo di Lise. Grande attesa per il ritorno di Daniil Simkin che sarà Colas, insieme all’étoile Alessio Rezza, al primo ballerino Michele Satriano e al solista Simone Agrò.

Bayadere al Teatro dell’Opera (Roma, 25 febbraio-2 marzo 2023)

febbraio 21, 2023

Spettacolo bellissimo, romantico e brioso, tra l’altro con simpaticissimi selvaggi (vera forza della natura) nel Primo tempo. Fantastici ballerini e musica, originali imponenti e colorate le scenografie (piu’o meno stilizzate e semi-moderne), stupendi i costumi, affascinanti coreografie, colori e luci. Pura armonia di musica, movimenti e danza. Vera gioa per udito e vista! Non a caso pubblico super entusiata.

Nella sua lunga storia, La Bayadère è stata allestita e rivisitata molte volte. La nuova Bayadère (in 3 Atti) in scena al Teatro dell’Opera di Romafirmata da Benjamin Pech – segna il debutto al teatro Costanzi di Olga Smirnova e Victor Caixeta (due danzatori che hanno lasciato la Russia dopo l’invasione dell’Ucrania). Nei ruoli dei protagonisti si alternano anche Jacopo Tissi, Maia Makhateli, Rebecca Bianchi e Alessio Rezza. E il nuovo allestimento è impreziosito dalle scene di Ignasi Monreal, che immergono in un universo onirico e senza tempo, dalle luci di Vinicio Cheli e dai costumi di Anna Biagiotti.

Ideata da Marius Petipa nel 1877 nello stile del Grand ballet per il Balletto Imperiale Russo di San Pietroburgo,  La Bayadère ( La danzatrice del tempio, in russo Баядерка – Bayaderka) – con musica di Ludwig Minkus Ludwig –  è un balletto basato sul poema indiano Sakuntala di Kalidasa: un colorito melodramma con numerosi intrighi d’amore, gelosia e tradimento, protagonista la bella bayadère Nikija, amante segreta del principe guerriero Solor che dovrà sposare la crudele e gelosa Gamzatti,  figlia del Raja.

Questa la sua trama originaria.  

Nel PRIMO ATTO al Tempio si trova il guerriero Solor, innamorato della danzatrice del tempio Nikija a sua volta amata dal Bramino.  A Solor viene obbligatoriamente offerta la mano di Gamzatti, la figlia del Rajah. Questi viene avvisato dal Bramino che Solor ha un’altra donna. Gamzatti informa Nikija del proprio patto matrimoniale con Solo.. Nikija tenta di ucciderlo ma viene fermato da Aya.    Nel Secondo ATTO vi è la festa di fidanzamento. Aya dà a Nikija un cesto di fiori nel quale è nascosto un serpente velenoso che la morde. Il bramino le propone di salvarla, a patto che lei accetti di sposarlo. Nikija rifiuta e danza fino a quando muore.  Nel Terzo ATTO Solor, per dimenticare il dolore della morte di Nikija, fuma un particolare veleno, si addormenta e si ritrova nel regno delle ombre; tra esse ritrova anche l’amata Nikija alla quale giurerà fedeltà eterna. Nel Quarto Atto, durante le nozze tra Solor e Gamzatti, il tempio crolla, seppellendoli sotto le macerie.

“E’ un balletto epico – precisa il coereografo, Benjamin Pech – E’ una vera epopea, e questa produzione sarà una sfida collettiva che coinvolge, assieme ai danzatori del Corpo di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma e agli allievi della Scuola di Danza, tutti coloro che saranno impegnati dietro le quinte, che lavoreranno nell’ombra ai numerosi cambi di scena. È uno spettacolo molto ambizioso”.  

https://twitter.com/ParuoloS/status/1628094647833600005?t=-IbkV71gQQ1ey-i0ZSkuPg&s=19