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CARACALLA FESTIVAL 2025 “TRA SACRO E UMANO” (Roma 29 giugno -7 agosto 2025) – Con 4 nuove  produzioni operistiche, musica sacra, musical, danza, concerti e incontri

giugno 12, 2025

Nell’anno del Giubileo, il Teatro dell’Opera di Roma affida il suo Festival estivo a Damiano Michieletto che sottolinea: «I temi della spiritualità e della riconciliazione mi stanno molto a cuore, per questo ho creato un percorso che abbiamo intitolato “Tra sacro e umano”, con lavori artistici attinenti questi aspetti così peculiari della nostra esistenza”.  

Tante le novità in programma, a partire dalle sedi del Festival: alle tradizionali Terme di Caracalla infatti, per la prima volta viene affiancata la Basilica di Massenzio.  Caracalla Festival 2025, intitolato “Tra sacro e umano” comprende opera, musica sacra, musical, danza, concerti e incontri.

LA GIOIA INTERIORE”  (29 giugno) –  Il Festival si apre domenica 29 giugno, giorno dei SS. Pietro e Paolo, festa patronale della Città di Roma. La serata inaugurale, in programma alla Basilica di Massenzio e intitolata “La gioia interiore”, vede protagonista il teologo e comunicatore Vito Mancuso, che propone una riflessione sul tema della riconciliazione e sull’importanza di riuscire a coltivare una forma di spiritualità. A questa si affianca l’esecuzione del ciclo di madrigali per sette voci Lagrime di San Pietro di Orlando di Lasso, testamento del compositore che lo terminò nel 1594, poche settimane prima della sua morte, dedicandolo a Papa Clemente VIII. Un appuntamento che alterna riflessione spirituale e musica, e vuol essere un segno di accoglienza e dialogo nei confronti dei pellegrini e del Giubileo. Interventi in live electronics del compositore Vittorio Montalti.

Opera – Quattro le nuove produzioni: tutte affidate a nomi della “nuovelle vague” della regia operistica internazionale come Ilaria Lanzino, Sláva Daubnerová, Vasily Barkhatov e lo stesso Damiano Michieletto:

  • La Resurrezione di Händel (1° –2, 4 e 5 luglio alla Basilica di Massenzio) con regia di Ilaria Lanzino.L’azione si svolge tra il Venerdì Santo e la Pasqua, e alterna gli scontri tra Lucifero e l’Angelo con le profonde meditazioni di Maria Maddalena, Maria di Cleofe e San Giovanni Evangelista. Una lotta tra la fede e la sua assenza, tra l’entusiasmo e il cinismo nell’esistenza di oggi. La regia è di. Nata a Pisa, è al suo debutto in Italia. Protagonisti sul palco sono Sara Blanch (Angelo), Ana Maria Labin (Maddalena), Teresa Iervolino (Cleofe), Charles Workman (San Giovanni) e Giorgio Caoduro (Lucifero.
  •  La traviata di Verdi (19, 23, 27 luglio e l’1, 2 e 3 agosto luglio a Caracalla ) affidata alla regista slovacca Sláva Daubnerová, in programma a Caracalla da sabato 19 luglio.  Sul podio è impegnato Francesco Lanzillotta. La coreografia di Ermanno Sbezzo è affidata al Corpo di Ballo diretto da Eleonora Abbagnato.
  •  Don Giovanni di Mozart ( 20, 22, 24 e 25 luglio nella cornice della Basilica di Massenzio) affidato allo sguardo innovativo e “incendiario” di Vasily Barkhatov – che trova l’ideale complice nel baritono Roberto Frontali – e propone un libertino maturo, impenitente e irredimibile fino alla fine dei suoi giorni. Sul podio è impegnato Alessandro Cadario. Grandi protagonisti nel resto del cast, con Vito Priante come Leporello, Nadja Mchantaf nei panni di Donna Anna, Carmela Remigio in quelli di Donna Elvira e Anthony León come Don Ottavio. Il Coro del Teatro è diretto da Ciro Visco.
  • WEST SIDE STORY di Bernstein firmato da Michietetto e diretto da Mariotti  (5,9, 10, 13 e 17 luglio alle terme di Caracalla) – Scene di Paolo Fantin, costumi di Carla Teti,e luci di Alessandro Carletti e coreografie di Sasha Riva e Simone Repele. Protagonista un cast internazionale che mescola artisti americani con eccellenze del musical italiano: Marek Zurowski (Tony), Sofia Caselli (Maria), Sam Brown (Riff), Sergio Giacomelli (Bernardo), Natascia Fonzetti (Anita). Lo spettacolo esalta gli aspetti più umani della vicenda, come l’impulsività e l’irrazionalità, e sottolinea il contrasto tra il sogno della tolleranza e dell’inclusività con la povertà e l’impossibilità di realizzare i propri desideri, compresi quelli sentimentali.

Danza –   Vede il Corpo di Ballo del Teatro, diretto da Eleonora Abbagnato, impegnato con due grandi classici contemporanei:

 –    il Bolero di Ravel  nella versione realizzata nel 1961 da Maurice Béjart, che si rifà all’idea originale del pezzo

–    Le Sacre du printemps di Stravinskij (30-31 luglio a Caracalla) con la celeberrima coreografia di Pina Bausch, per la prima volta realizzata da una compagnia di balletto italiana

 –  Within the Golden Hour di Christopher Wheeldon. Balletto in un atto, considerato una delle migliori creazioni del coreografo britannico, è una poesia per quattordici danzatori sulla partitura per archi composta da Ezio Bosso

Roberto Bolle and Friends (15, 16 luglio alle terme). La serata è, come sempre, un viaggio nel repertorio classico e contemporaneo del balletto, in cui Bolle è accompagnato da grandi stelle internazionali.

 Carmina Burana (7 agosto) Il Caracalla Festival 2025 si chiude con i Carmina Burana del compositore tedesco Carl Orff. La serata è una sintesi dei temi toccati nei vari appuntamenti in cartellone: sacro e umano, superamento del dualismo tra cultura “alta” e popolare. A dar corpo allo spirito di questa musica è chiamato il venezuelano Diego Matheuz, a capo delle masse artistiche dell’Opera di Roma, con il Coro diretto da Ciro Visco. Solisti: Giuliana Gianfaldoni (soprano), Levy Sekgapane (tenore), Vito Priante (baritono).