Si ringrazia Elena Paruolo per questo suo contributo.
Il punto di partenza dello spettacolo in scena al teatro Verdi di Salerno è un musical, dal regista visto da ragazzino a Napoli. “Il musical in questione – precisa Arturo Cirillo – era il “Cyrano” tratto dalla celeberrima commedia di Rostand, a sua volta ispirata ad un personaggio storicamente vissuto, coetaneo del mio amato Molière. Lo spettacolo che almeno trentacinque anni dopo porto in scena non è ovviamente la riproposizione di quel musical (con le musiche di Domenico Modugno) ma una continua contaminazione della vicenda di Cyrano di Bergerac, accentuandone più il lato poetico e visionario e meno quello di uomo di spada ed eroe della retorica, con delle rielaborazioni di quelle musiche, ma anche con elaborazioni di altre musiche, da Èdith Piaf a Fiorenzo Carpi. Un teatro canzone, o un modo per raccontare comunque la famosa e triste vicenda d’amore tra Cyrano, Rossana e Cristiano attraverso non solo le parole ma anche le note, che a volte fanno ancora di più smuovere i cuori”,
Per chi non la conoscesse questa la trama di questa bella commedia/tragedia.
Scrittore e poeta in bolletta – dall’irresistibile vitalità – Cyrano de Bergerac è uno scontroso spadaccino dal lunghissimo naso, segretamente innammorato di Rossana, che gli confida il proprio amore per il giovane e bello cadetto, Cristiano de Neuvillette. Tra Cyrano e Cristiano – l’uno bello senza talento l’altro talentuoso ma brutto – nasce un sincera amicizia. Cyrano prova ad insegnargli dolci schermaglie verbali che tanto sarebbero gradite alla bella Rossana, ma questi non ne risulta assolutamente capace. Così – complice l’oscurità – Cyrano, inizialmente, si improvvisa come “suggeritore” dell’amico. Poi spacciandosi per l’amico parla lui stesso.
Scoppiata una guerra,,Cristiano e Cyrano finiscono poi – insieme – al fronte. Cyrano tutti i giorni scrive una lettera per l’amata e tutte le notti attraversa le linee nemiche per farla recapitare. Questo Cristiano non lo sa. Un giorno – al campo dei cadetti – giunge di Rossana che, travolta dalla passione, ha sfidato ogni pericolo per rivedere il suo amato, a cui dichiara che l’amore così divinamente espresso in tutte quelle lettere le ha conquistato il cuore al punto da convincerla che è la forza di quella poesia che lei ama veramente e che quindi lo avrebbe amato anche se lui fosse stato brutto.
Cristiano – che quelle lettere non le ha scritte – capisce. Chiede a Cyrano di dire la verità. Sarà poi ferito. Sul punto di morte Cyrano – mentendo – gli dice di aver detto la verità a Rossana, che ha comunque scelto lui.
Rossana decide di ritirarsi in convento. Ogni sabato – per anni – Cyrano le fa visita.. Per la prima –– una sera, ferito perché caduto in una vile imboscata – suo malgrado si tradisce. Invitato a leggere l’ultima lettera scritta come Cristiano, la dice a memoria . Rossana se ne avvede. E comincia a capire: è Cyrano, che ha dato vita ai suoi sentimenti. Ma Cyrano muore. Due sentimenti fondamentali come l’amore e l’amicizia trovano in questo dramma la loro estrema sublimazione sotto molteplici aspetti.