Posts Tagged ‘Cyrano de Bergerac al teatro Verdi di Salerno’

Cyrano de Bergerac e Pinocchio di Collodi a “Giu’la maschera” al Teatro Verdi di Salerno (16 febbraio 2024)

febbraio 17, 2024

Si ringrazia Elena Paruolo per questo suo contributo,

Il 16 febbraio, nel foyer del Teatro Verdi di Salerno – nel corso del consueto e stimolante incontro “Giù la maschera” – il regista Arturo Cirillo e gli attori di Cyrano de Bergerac hanno parlato del loro spettacolo con pubblico e  stampa.  

L’incontro è stato condotto da Peppe Iannicelli.

L’accento è stato messo innanzitutto sulle contaminazioni riscontrabili nello spettacolo – in scena a Salerno fino al 17 febbraio –  in primis con il Pinocchio di Carlo Collodi. Al di là dell’ovvia presenza di un naso rilevante in Cyrano e in Pinocchio, molti personaggi di questo adattamento – di Arturo Cirillo – si chiamano come i protagonisti del romanzo di Collodi: la fatina, il grillo parlante, la lumachina, gli assassini… E il regista ha anche evidenziato che è stata una frase di Edmond Rostand (autore di Cyrano) –  in cui usa il termine fatina – a metterlo su questa strada.  

A questo punto – come è stato da me precisato in sala – si potrebbe ipotizzare che Rostand nel suo Cyrano (1897) sia stato a sua volta influenzato dal Pinocchio (1881-83) di Collodi. Rostand potrebbe avere incontrato lo scrittore toscano che conosceva bene il francese – e frequentava gli ambienti parigini – e potrebbe averne parlato con lui. Inoltre la storia di amore tra Cyrano e Rossana sembra evocare la storia di amore di Geppetto e la fata che –  nel film di Comencini su Pinocchio – è presente, in un quadro appeso ad una parete,  nella povera casa di Geppetto.

Il regista ha anche sottolineato come lui non abbia voluto fare un Cyrano guascone ma un Cyrano poeta e fondamentalmente insicuro.  Del resto la fragilità caratterizza molti personaggi del suo spettacolo. Solo due volte Cyrano/Cirillo si toglie il naso posticcio perché, solo in quei due momenti, Cyrano si mostra meno insicuro.

La pedana circolare presente sulla scena evoca il Circo. E l’invasione degli attori alla fine dello spettacolo – che non ha intervalli –  quando scendono in mezzo al pubblico vuole evocare il film Otto e mezzo di Federico Fellini.