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Die Walküre al Teatro Verdi di Salerno (11-13 aprile 2025)

aprile 9, 2025

Per questo contributo si ringrazia Elena Paruolo.

L’8 aprile 2025, nel foyer del Teatro Municipale Giuseppe Verdi, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione dell’opera Die Walküre che inaugura la stagione lirico sinfonica e di balletto 2025 del Teatro Verdi di Salerno.  All’incontro coordinato da Peppe Iannicelli, erano presenti, con stampa ed esponenti del pubblico, il Sindaco di Salerno Vincenzo Napoli, il segretario artistico Antonio Marzullo, il regista Plamen Kartaloff.

Die Walküre (La Valchiria) – dramma musicale in tre atti, con libretto e musica di R.Wagner – costituisce la seconda opera (prima giornata) della tetralogia Der Ring des Nibelungen.  Fu rappresentata per la prima volta al Teatro di Corte di Monaco nel 1870.   Il dramma narra l’amore incestuoso tra i due figli di Wotan, Siegmund e Sieglinde, dal quale nascerà Sigfrido. La gelosia di Fricka, moglie di Wotan, determina l’uccisione di Siegmund  da parte di Hunding, marito di Sieglinde, ma questa e il nascituro sono salvati, contro l’ordine dello stesso Wotan, dalla valchiria Brunilde.   Per punizione, Brunilde viene sprofondata nel sonno su un’alta roccia, circondata di fiamme. Dal sonno la potrà ridestare soltanto un eroe che riesca ad arrivare sino a lei. Sarà Sigfrido.

Die Walküre – che non aveva ancora trovato spazio nella programmazione del Verdi – è un’opera che travolge, incanta, seduce.  Ed è una sfida per ogni teatro di opera. La produzione che si vedrà a Salerno, frutto della collaborazione tra il Teatro Verdi, e il Teatro di Sofia – realtà di grande prestigio in Bulgaria – in tempo di guerre vuole lanciare un messaggio di armonia e di pace.

La tradizione operistica bulgara – ha osservato Plamen Kartaloff – sin dal 1891, sebbene comprenda anche opere di compositori bulgari e francesi, ha guardato quasi esclusivamente ai compositori d’opera italiani, e molto raramente ad opere in tedesco.   Ma, tra il 2010 e il 2025, complice anche le celebrazioni del duecentesimo anniversario di Richard Wagner nel 2013, nel repertorio dell’Opera di Sofia, sono entrati nove titoli wagneriani.   E dal 2024 – per la prima volta – nel repertorio wagneriano, affianco a  cantanti bulgari, sono stati inclusi anche cantanti dall’estero. 

Per Kartaloff, la visione di Wagner del teatro è nell’orchestrazione.  Di conseguenza – per lui regista – orchestra e scena, parola e musica, devono andare insieme.  Tutto ciò che è scritto deve essere visualizzato nella musica.  La musica di Wagner parla.  Sulla scena, bisogna quindi assistere ad una interazione tra ogni parola e ogni frase musicale, ad una concordanza tra il testo e le note della melodia. E la voce deve essere qualcosa che esprime un canto ricco di sfumature, in grado di toccare l’animo del pubblico.

Questo è l’obiettivo che il regista si propone di raggiungere con la produzione, in scena al Teatro Verdi di Salerno.