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AIDA al teatro Verdi di Salerno (26 e 28 dicembre 2023)

dicembre 23, 2023

Si ringrazia Elena Paruolo per questo suo contributo.

Aida – con regia del rinomato Plamen Kartaloff il Concerto di Natale e il doppio concerto di capodanno, sono gli spettacoli per le feste del Teatro Verdi di Salerno. “Un gran finale – sottolinea il Sindaco Vincenzo Napoli – per la stagione lirica sinfonica e di balletto del Teatro Verdi che, per l’eccellenza della programmazione e degli interpreti, ha fatto registrare grande successo di pubblico e di critica”.

Aida è un’opera di Giuseppe verdi su libretto di Antonio Ghislanzoni basata su un soggetto originale dell’archeologo francese Auguste Mariette, primo direttore del Museo Egizio del Cairo. E’ “un dramma di straordinaria attualità – precisa il direttore Daniel Oren – con contenuti profondamente moderni (lo scontro di civiltà, le grandi passioni, il tradimento e la fedeltà).  Il tutto con una potenza musicale che lascia ogni volta senza fiato.  Con un allestimento magnifico che permetterà di apprezzare tutte le sfumature artistiche e culturali del capolavoro verdiano, anche questa Aida 2023 sarà un’emozione tutta da vivere”.

Storia avvincente di amore, tradimento e sacrificio ambientata nell’antico Egitto, Aida trasporta gli spettatori in un viaggio indimenticabile attraverso emozioni e passioni.  Ricca di creazioni musicali, questa opera segna anche la linea di demarcazione tra gli schemi del vecchio melodramma e quello dell’ultimo ottocento: Verdi, riesce a fondervi stili eterogenei, talvolta contrastanti, con una abilità ed una leggerezza esemplari.

I quattro Atti dell’opera sono divisi (a eccezione del terzo) in due scene ed equilibratamente scanditi tra momenti di luce e di ombra.   La storia narra, da un lato, l’amore invincibile di Aida per Radamès; dall’altro il giudizio inappellabile di Ramfis e dei sacerdoti. Al di sopra di loro, Iside, evocata fin dalle prime note.  In questo groviglio di sentimenti e di ostilità, il compositore rileva slanci collettivi e tumulti individuali, colpi di scena e svolte tragiche. Di solito scelta per le grandi rappresentazioni all’aperto o per grandi teatri, come ha reso Aida rappresentabile in un piccolo teatro senza un’enorme quantità di comparse, cavalli, cammelli ecc.?

 “La sfida – sottolinea il regista Plamen Kartaloff – rimane quella di visualizzare la musica. Aida è stata scritta da Verdi come un dramma intimo fra tre personaggi. Eppure il pubblico più spesso riconosce Aida nell’esibizione della spettacolarità del momento trionfale.  Per me, in primo piano è la passione. La forza di uno spettacolo è sempre l’emozione e la capacità di cogliere messaggi profondi per emozionare lo spettatore, soprattutto oggi.   La scena più emozionante è l’ultimo incontro di Amneris con Radamés.   L’amore, il tradimento, la colpa, l’inconciliabilità, l’odio e il destino fatale si esprimeranno attraverso l’interpretazione e la potenza scenica della musica, che è lo strumento principale per il regista e gli artisti.  L’obiettivo principale della regia è quello di rendere l’ascoltatore, uno spettatore attivamente coinvolto nell’azione ed emotivamente ossessionato da ciò che avviene sul palco.  Fondamentale è l’importanza del modo di creare un’immagine scenica della musica.  Anche se è auspicabile che regista e compositore siano in creatività produttiva e co-autorialità”.  

Ma qual è la sua trama? –  Durante una guerra, Aida, la figlia del re etiope, fatta schiava è portata in Egitto, dove però nessuno conosce la sua vera identità. Durante la schiavitù ella si innamora del comandante delle truppe egiziane Radames che ricambia il suo amore.  

Ha però una pericolosa rivale, Amneris, la figlia del Faraone d’Egitto.

Il cuore di Aida è diviso tra l’amore per il padre e il suo paese e l’amore per Radamès.  Suo padre sta marciando contro l’Egitto.  Radamès è stato scelto da Iside come comandante dell’esercito che lo gli va incontro.

Con un inganno Amneris spinge Aida a rivelarle il suo amore segreto per Radames, che intanto torna vincitore.  Il Re d’Egitto, a lui grato, lo proclama suo successore al trono concedendogli la mano della figlia Amneris.

Tra i prigionieri etiopi, c’è il padre di Aida che – meditando una rivincita –  chiede alla figlia a farsi rivelare da Radamès la posizione dell’esercito egizio. Fidandosi di Aida, quest’ultimo le rivela le informazioni richieste dal padre.  Successivamente, resosi contro del suo involontario tradimento, Radamès si consegna prigioniero al sommo sacerdote.  Volendo salvare Radamès di cui conosce l’innocenza, Amneris lo supplica di discolparsi, ma egli rifiuta.

Radames viene condannato a morte per alto tradimento e sarà sepolto vivo, e Amneris maledice i sacerdoti mentre Radamès viene portato via.    Radamès crede di essere solo, ma pochi attimi dopo si accorge che Aida si è nascosta nella cripta per morire con lui.   I due amanti accettano il loro terribile destino, confermano l’amore l’un per l’altro, dicono addio al mondo e alle sue pene e aspettano l’alba, mentre Amneris piange e prega sopra la loro tomba durante le cerimonie religiose e la danza di gioia delle sacerdotesse.