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Jenůfa firmata Claus Guth all’Opera di Roma (2 -9 maggio 2024)

aprile 30, 2024

Capolavoro del realismo musicale di primo Novecento, Jenůfa (scritta tra il 1894 e il 1903 – l’opera teatrale più nota del compositore ceco Leoš Janáčekù – arriva al teatro dell’opera di Roma nella messa in scena del pluripremiato regista Claus Guth, che ha optato per un allestimento simbolico (altissime mura di legno che delimitano la scena e il rumore  costante della ruota di un mulino).  “Jenůfa – sttolinea Guth – è la storia di una donna che lotta per un mondo più libero “. Il rumore della ruota del mulino non cambia mai.  “La società – aggiunge Guth –  è questa macchina rituale che ripete i suoi movimenti all’infinito e che distrugge tutto ciò che incontra. L’opera mostra come un’enorme pressione sociale verso il conformismo possa portare alla completa caduta di un outsider, di qualcuno che sta fuori dalla norma”.  

In effetti – l’opera ritrae una vicenda in cui si intrecciano onore, amore e violenza, e in cui i destini di una giovane e della sua matrigna sono destinati a ripetersi (come in una maledizione).   La sua trama ruota su Jenůfa – figlia adottiva di Kostelnička, sagrestana della chiesa di un paesino della Slovacchia morava – che, rimasta incinta dell’amante Števa,  viene sfregiata da Laca, innamorato di lei e geloso della sua relazione. Costretta a nascondersi in casa di Kostelnička per la maternità illegittima e rifiutata da Števa per la ferita che ora porta sul volto, viene po.i ingiustamente accusata di infanticidio dopo che Kostelnička, a sua insaputa, uccide il bambino per paura che questo possa impedirle di sposarsi con Laca, pentito e ancora innamorato di lei. Alla scoperta del cadavere, la matrigna confessa il crimine.  Jenůfa – accettando le nozze con Laca – la perdona

Sul podio romano sale il direttore slovacco Juraj Valčuha. Il ruolo di Jenůfa vede impegnata  Cornelia Beskow. Accanto a lei, nel ruolo della sagrestana Kostelnička, la grande Karita Mattila,.  Il tenore Robert Watson è invece Števa Buryja.  Nella parte di Laca Klemeň canta Charles Workman. Il mezzosoprano italiano Manuela Custer è invece la vecchia Buryjovka. Completano il cast Sofia Koberidze (Karolka), David Stout (Il capomastro del mulino), Lukáš Zeman e Anna Viktorova (Il sindaco e sua moglie) e, dal progetto “Fabbrica” Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma, Ekaterine Buachidze (La pastora), Valentina Gargano (Barena), Mariam Suleiman (Jana).

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